Vi inviamo questi due comunicati della coalizione
indipendentista basca di sinistra Euskal Herritarrok.
Il primo riguarda la manifestazione per i diritti
civili svoltasi sabato 28 ottobre a Donostia mentre il
secondo riguarda l'ultimo attentato di ETA e le
soluzioni per porre fine al conflitto in corso.
Comitato Euskadi Bari/Bariko
Euskadi Batzordea
1. PER I DIRITTI DEMOCRATICI DEL
POPOLO BASCO
Euskal Herritarrok si congratula per la risposta che
ha dato la società basca alla convocazione fatta dai
gruppi sociali di Herri Mugi (coordinamento dei
movimenti sociali baschi), Bai Euskal Herriari
(piattaforma per i diritti civili e politici di Euskal
Herria) e ABK (assemblee per l'autodeterminazione) di
sabato scorso, poiché sono state decine di migliaia le
persone che hanno riempito le strade di Donostia sotto
lo slogan "Attraverso la disobbedienza, per i diritti
democratici di Euskal Herria".
Sempre più settori della società basca sono vittima
della politica repressiva dello Stato spagnolo, prova
di questo sono gli ultimi arresti verificatisi il mese
scorso di cui sono stati vittima persone legate ai
movimenti sociali baschi. Le migliaia di persone
riunitesi sabato 28 hanno denunciato la
criminalizzazione della disobbedienza civile, perché
essa significa "il ritorno dell'Inquisizione e della
caccia alle streghe".
Euskal Herritarrok valuta molto positivamente questa
enorme risposta perché da un lato essa segnala che la
società basca non è disposta a tollerare né
l'imposizione del "pensiero unico" né la
criminalizzazione di tutto ciò non rientri nella
Costituzione spagnola, dall'altro perché questo mostra
che il movimento per i diritti del nostro popolo esce
rafforzato da questo montaggio repressivo. Le strade
di Donostia sabato hanno mostrato chiaramente che
l'insieme dei movimenti sociali di Euskal Herria non è
disposto zittirsi.
Euskal Herritarrok,
30 ottobre 2000
2. DI FRONTE LA MORTE IN
ATTENTATO DI JOSE FRANCISCO
QUEROL, ARMANDO MEDINA E JESUS ESCUDERO,
Euskal Herritarrok fa le seguenti riflessioni:
- Lamentiamo le morti verificatesi e mostriamo la
nostra solidarietà ai loro famigliari ed amici, e lo
stesso facciamo per i feriti, sperando nell'immediato
recupero di tutti loro.
- Euskal Herritarrok fa la stessa lettura politica sia
in occasione delle morti di oggi e sia per quelle
verificatesi a Bolueta a Bilbao, a prescindere
dall'identità e posizione politica delle vittime.
Questi fatti rendono manifesto il conflitto politico
in tutta la sua crudezza ed è nostra priorità
articolare tutti i meccanismi democratici necessari al
superamento di questo conflitto alla radice ed evitare
che in futuro vi siano altre morti sia da una parte
che dall'altra.
- Facciamo una domanda diretta sia al Ministro degli
Interni spagnolo Jaime Mayor Oreja che al presidente
delle vascongadas Juan Jose Ibarretxe: Quali sono le
misure che sono disposti a prendere affinché fatti
come questi non si ripetano più? Tanto la strada della
repressione cieca portata avanti da Mayor Oreja come
la pace senza contenuti e giustizia che difende
Ibarretxe si sono dimostrate inutili in tutti questi
anni e oggi non fanno altro che prolungare il
conflitto e accrescere la sofferenza.
- Euskal Herritarrok denuncia l'ipocrisia politica che
c'è dietro il cordoglio per queste morti, cordoglio e
condanne che non evitano che vi siano altre morti e
che non aprono alcuna strada in favore della
risoluzione del conflitto. Euskal Herritarrok ha una
soluzione, questa passa per il riconoscimento da parte
degli stati spagnolo e francese del fatto che Euskal
Herria è una nazione ed esige il diritto ad
autodeterminarsi, senza leggi o veti che ostacolino
questo esercizio. Il cammino che, con questo
obiettivo, noi democratici di questo paese possiamo
avviare ci avvicinerà indubbiamente ad uno scenario di
democrazia e pace che porterà con se il superamento
del conflitto e di tutte le sue tragiche conseguenze.
Euskal Herritarrok,
30 ottobre 2000