FARC-EP: COMUNICATO SUI PRIGIONIERI DI GUERRA,
8 febbraio del 2003


1. Il signor Presidente della Repubblica, Alvaro Uribe Vélez,
mantiene ostinatamente la sua arrogante posizione di rifiutarsi di
nominare una commissione negoziatrice di alto livello, incaricata di
definire con le FARC-EP un accordo che renda possibile la liberazione
delle persone private della libertà in potere delle due parti, lo
Stato e la guerriglia delle FARC-EP.
La nomina della commissione esploratrice è un salto da "lepre con
orecchie di coniglio", fatto dal signor Uribe Vélez al fine di
spostare l'attenzione delle persone interessate alla firma
dell'accordo, e continua non dare una risposta alle richieste delle
FARC.

2. In occasione della recente riunione protocollare con i
rappresentanti del corpo diplomatico accreditati in Colombia, la nota
intransigenza presidenziale è stata nuovamente ratificata dallo
stesso Capo di Stato, il quale ha reiterato le proprie ossessive
elucubrazioni dittatoriali consistenti nell'imporre i suoi sogni e
volontà alle FARC-EP, senza prima dare una risposta alle richieste
formulate dallo Stato Maggiore Centrale dell'organizzazione
guerrigliera su questo tema. Tali richieste sono contenute in una
lettera indirizzata all'Incontro Nazionale dei Detenuti a causa del
Conflitto, in data 4 novembre 2002, in cui affermiamo:

"Approfittiamo inoltre di questa straordinaria occasione per farvi
conoscere i dettagli della nostra proposta:

a) Eventuali colloqui tra portavoce autorizzati del Governo e delle
FARC-EP, indirizzati alla ricerca di accordi sullo Scambio di
prigionieri, devono effettuarsi in Colombia, in un luogo previamente
concordato da entrambe le parti, Governo e FARC-EP.

b) Allo scopo di realizzare gli incontri indirizzati allo Scambio, il
Governo deve dare garanzie sufficienti ai portavoce guerriglieri
incaricati di costruire e sottoscrivere un eventuale accordo, ragion
per cui sono necessarie zone smilitarizzate.

c) Nello sviluppo di un accordo di Scambio, le FARC-EP sono disposte
a rilasciare tutti i militari e poliziotti in loro potere, i dodici
deputati del Valle del Cauca, i due ex ministri dello Stato, il
governatore di Antioquia, l'ex governatore del Meta e l'ex candidata
alla presidenza Ingrid Betancourt.

d) Per la liberazione dei loro prigionieri, esigiamo come
contropartita dallo Stato e dal Governo la liberazione di tutte le
guerrigliere e di tutti i guerriglieri privati della libertà,
attualmente nelle loro mani.

e) Riceveremo dal Governo i prigionieri guerriglieri in Colombia,
nello stesso luogo in cui rilasceremo i suoi.

f) E' necessario conoscere nome e cognome dei portavoce ufficiali del
Governo per lo Scambio di prigionieri."

3. Senza zona smilitarizzata è impossibile effettuare un incontro
delle due commissioni, quella del Governo e quella delle FARC-EP. Lo
smisurato incremento delle misure repressive promulgate sotto
l'ombrello dello stato di Commozione Interna, con l'indiscriminata,
diabolica e sfrenata caccia alle streghe contro gli oppositori
politici in tutta la Colombia, rende impossibile che persone di
nostra piena fiducia facciano da ponte e contatto tra i portavoce del
Governo e quelli delle FARC-EP senza esser arrestati o ammazzati da
effettivi della forza pubblica.

4. Nonostante l'evidente assenza di sensatezza e le ripetute menzogne
del Governo finalizzate a rispondere in modo evasivo al permanente
appello di familiari, personalità e paesi amici dello Scambio o
Accordo Umanitario, che metta fine all'indefinita detenzione dei
prigionieri di guerra in potere delle due parti, le FARC-EP
ratificano nuovamente la loro volontà politica di concertare un
accordo che permetta di risolvere questo problema dei colombiani,
sorto strettamente per motivi politici inerenti al conflitto
politico, economico, sociale ed armato che vive la Colombia.

5. Allo stesso modo, le FARC-EP dicono fin d'ora ai familiari ed alla
comunità nazionale ed internazionale che, qualora nella casta
governante prevalesse la pretesa di riscattare i propri prigionieri
mediante la forza delle armi, la responsabilità dell'integrità fisica
dei prigionieri di guerra sarà del Presidente della Repubblica e
delle sue forze di sicurezza.


SEGRETARIATO dello STATO MAGGIORE CENTRALE delle FARC-EP
Montagne della Colombia, 8 febbraio del 2003