PROPOSTA DELLE FARC-EP PER UNA DIMINUZIONE
DELL'INTENSITA' DEL CONFLITTO

Lo scontro armato in Colombia è conseguenza dei conflitti economici,
politici e sociali, che nel corso della nostra storia non sono stati
risolti dall'oligarchia bipartitica liberal/conservatrice al potere.

L'esistenza di un regime politico antidemocratico e violento, sulle
cui basi è stato edificato un sistema economico che privilegia una
minoranza, privando allo stesso tempo l'immensa maggioranza dei
colombiani dei loro diritti più elementari, è la causa che ha
generato le profonde disuguaglianze sociali.

Per tale ragione, l'Agenda Comune verso il Cambiamento per la Nuova
Colombia diventa la guida fondamentale nel processo di dialogo e
negoziazione tra il Governo nazionale e le FARC-EP.

Così come abbiamo affermato nell'Accordo di San Francisco de la
Sombra, ". siamo consapevoli della responsabilità storica di fronte
al popolo della Colombia, che nel bel mezzo di difficoltà e sacrifici
continua ad avere la fede e la speranza di vivere in un paese in pace
con giustizia sociale, che superi le grandi differenze economiche,
politiche e sociali che perpetuano il conflitto tra i colombiani."

In quest'ordine di idee presentiamo alla considerazione del Tavolo
Nazionale dei Dialoghi e Negoziati, e del popolo colombiano, un
insieme di proposte indirizzate a diminuire l'intensità del conflitto.

1. DOTTRINA DELLA SICUREZZA NAZIONALE E PARAMILITARISMO DI STATO

L'applicazione sistematica e permanente della foranea dottrina della
Sicurezza Nazionale, importata dalle scuole militari degli Stati
Uniti come concezione di Stato dell'oligarchia al potere, costituisce
il principale ostacolo per avanzare verso la soluzione del conflitto
sociale colombiano.

Nello sviluppo di questa dottrina lo Stato ha scatenato una guerra
non dichiarata contro il popolo colombiano, per la quale spende oltre
un terzo del bilancio nazionale. In essa intervengono assessori
militari stranieri, in particolar modo nordamericani, con
un'indignante violazione della sovranità nazionale.

Il paramilitarismo di Stato, quale espressione pratica di questa
dottrina, rappresenta la maggior difficoltà che impedisce di arrivare
ad accordi di tregua con una cessazione del fuoco e delle ostilità.
Esso provoca assassinii selettivi, massacri, sfollamenti forzati,
sgomberi, espropriazioni e ripopolamenti con bande di paramilitari di
terre rurali ed urbane degli sfollati, così come minacce contro i
dirigenti delle organizzazioni popolari, sparizioni, tangenti,
esilio, narcotraffico, paralisi delle forze sociali che si battono
per trasformazioni democratiche, e terrore generalizzato.

Un accordo per la diminuzione dell'intensità del conflitto implica,
necessariamente, lo smantellamento del paramilitarismo, la
fuoriuscita dal paese di tutti gli assessori militari stranieri, la
riduzione della spesa militare e l'epurazione dalle Forze Armate di
tutti gli ufficiali e sottufficiali legati a questi gruppi, e la loro
imputazione di fronte a tribunali della giustizia ordinaria affinché
paghino per i loro crimini, così come i civili impegnati nel
finanziamento, promozione e patrocinio degli stessi.

2. RISPETTO PER I DIRITTI UMANI, CIVILI E POLITICI DEI COLOMBIANI

La violazione ai Diritti Umani da parte dello Stato aizza il
conflitto. Lo sterminio fisico di più di 4500 dirigenti dell'Unione
Patriottica è un'incontrovertibile prova del fatto che in Colombia
non esistono simili diritti. Per questo proponiamo che un accordo
sulla diminuzione dell'intensità del conflitto debba essere basato
sul garantire i diritti alla vita, al lavoro, alla casa, alla salute,
all'educazione, alla ricreazione ed al riposo, così come alla libertà
di organizzazione, mobilitazione ed espressione di tutti i colombiani.

3. CAMBIAMENTO DELLA POLITICA NEOLIBERISTA

L'antidemocratica politica neoliberista imposta dal Fondo Monetario
Internazionale, applicata in modo sottomesso nel nostro paese a
partire dal Governo Barco e portata avanti da Gaviria, Samper e
Pastrana, ci ha portato alla peggiore crisi economica degli ultimi
tempi: rovina delle campagne, fallimento della piccola e media
industria nazionale, progressivo aumento del costo dei servizi
pubblici, concentrazione della ricchezza e monopolizzazione dei
settori finanziario, industriale, commerciale, agropastorizio e
minerario, aumento del tasso di disoccupazione, dell'iniquità
sociale, dei licenziamenti di lavoratori e degli impiegati delle
imprese pubbliche e private. Si sono perse le garanzie del diritto al
lavoro e sono state ristrette le libertà sindacali, sono aumentate le
tasse, sono state chiusi scuole, collegi, università pubbliche ed
ospedali. I debitori dell'UPAC (sistema creditizio per l'acquisto di
case popolari, N.d.T.) sono stati mandati in rovina, è aumentata la
repressione ai danni di contadini, senza fissa dimora e lavoratori
informali, ed è cresciuto lo sfruttamento del lavoro infantile.

Il neoliberismo, con la sua politica di privatizzazione, ha svenduto
i beni delle imprese pubbliche e compromesso lo sviluppo, la
sovranità e l'indipendenza della patria, mettendo nelle mani delle
compagnie transnazionali i settori strategici.
Modificare tale politica, a beneficio dei colombiani, dev'essere un
impegno dello Stato e del governo nell'ambito di un accordo per la
diminuzione dell'intensità del conflitto.

4. PRIGIONIERI DI GUERRA

Nel corso dello scontro sono caduti come prigionieri di guerra
combattenti di entrambe le parti. La firma di un accordo sulla
diminuzione dell'intensità del conflitto deve contemplare una formula
che consenta la libertà dei prigionieri.

5. SOSPENSIONE DELL'ESTRADIZIONE DI CONNAZIONALI

L'estradizione di connazionali lede la dignità dei colombiani e viola
la sovranità della patria. Come parte dell'accordo sulla diminuzione
dell'intensità del conflitto, questa politica deve essere revocata.

6. CASTIGO PER I CORROTTI

La corruzione è un cancro che colpisce la nazione sin dalla sua
nascita. La lotta contro questo fenomeno ha tra i suoi primi
precursori il decreto del Libertador Simón Bolívar, che stabilì pene
severe per i funzionari dello Stato che avessero rubato il denaro
pubblico. Ancora oggi, mentre si deteriorano acceleratamente le
condizioni di vita di tutti i colombiani, osserviamo quotidianamente
i casi scandalosi di corruzione il cui minimo comun denominatore è
l'impunità, nonché la matrice riconducibile ai rappresentanti della
classe politicante, da sempre amministratrice dello Stato.
L'accordo sulla diminuzione dell'intensità del conflitto deve
includere un castigo esemplare per i responsabili e la restituzione
di ciò che è stato rubato ai colombiani, così come lo esige la
società nel suo insieme.

7. PLAN COLOMBIA E SOSTITUZIONE DELLE COLTIVAZIONI

L'aggressione dello Stato contro i contadini, con il pretesto di
essere coltivatori della foglia di coca e papavero e nello snodarsi
della politica interventista degli Stati Uniti, non può continuare.

Ciò che resta di una così demenziale azione è l'assassinio di
centinaia di compatrioti, danni alla salute degli abitanti,
soprattutto per i bambini, migliaia di ettari di coltivazioni
alimentari di sussistenza rase al suolo, centinaia di animali
domestici morti, fonti d'acqua contaminate, danni immensi
all'ecosistema ed alla biodiversità, la rovina economica delle
regioni e lo sfollamento dei contadini. Nessun governo, nessuno Stato
ha il diritto, in nome di un qualsiasi interesse, di trattare in
questo modo i suoi cittadini, a meno che non si sia proposto di
diventare lo sciacallo del suo stesso popolo.

L'accordo sulla diminuzione dell'intensità del conflitto deve
contemplare la sospensione del Plan Colombia.

8. I MEZZI DI COMUNICAZIONE

I grandi mezzi di comunicazione sono diventati uno dei principali
istigatori del conflitto. Pertanto, nell'ambito dell'accordo sulla
diminuzione dell'intensità del conflitto, devono cessare le ostilità
contro il popolo colombiano, le sue organizzazioni sociali, politiche
e armate. Qualora continuassero la loro politica di apologia dei
gruppi paramilitari, dovrebbero essere sanzionati con la
cancellazione delle loro autorizzazioni al funzionamento.

9. COME PROPOSTA DI APPLICAZIONE IMMEDIATA NEGLI ACCORDI PER LA
DIMINUZIONE DELL'INTENSITA' DEL CONFLITTO, ALLEGHIAMO LA NOSTRA
PROPOSTA RELATIVA A UN SUSSIDIO PER I DISOCCUPATI.

Raúl Reyes
Joaquín Gómez
Andrés París
Simón Trinidad
Carlos Antonio Lozada

Montagne della Colombia, 2 febbraio del 2002
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ALLEGATO


PROPOSTA DELLE FARC-EP AL TAVOLO NAZIONALE DEI DIALOGHI
E NEGOZIATI SUL SUSSIDIO AI DISOCCUPATI

1. Per alleviare temporaneamente le penurie economiche del popolo
colombiano, le FARC-EP propongono l'adozione di un sussidio ai
disoccupati per un anno, periodo nel quale il Tavolo Nazionale dei
Dialoghi e Negoziati cercherà accordi permanenti per risolvere il
problema della disoccupazione.

Disoccupati: 3.500.000 colombiani.
Valore del sussidio per persona: 230.000 pesos, equivalenti a 100
U$, più l'assistenza sociale.
Ammontare del sussidio mensile totale: 805 miliardi di pesos,
equivalenti a 350 milioni di U$.
Totale annuo del sussidio: 9.660 miliardi di pesos, equivalenti a
4.200 milioni di U$.

2. Le risorse per il sussidio ai disoccupati si otterranno così:

I. Dal Plan Colombia: 2.990 miliardi di pesos.
II. Creazione di una nuova tassa di Buoni per la Pace, a capitali
superiori ai 1500 milioni di pesos: 2.000 miliardi di pesos.
III. Imprenditori del gran capitale finanziario: 3.000 miliardi di
pesos.
IV. Contributi della comunità internazionale: 1.670 miliardi di pesos

3. Il Tavolo Nazionale dei Dialoghi e Negoziati convocherà a Los
Pozos i dirigenti delle Centrali Operaie, dei sindacati e delle
organizzazioni contadine, indigene e di disoccupati, per stabilire il
numero totale di disoccupati nel paese nei diversi settori della
produzione, per regioni e rami della produzione.

4. Le risorse saranno amministrate e fiscalizzate da una commissione
del Tavolo Nazionale dei Dialoghi e Negoziati.

5. Il Tavolo Nazionale dei Dialoghi e Negoziati farà un grande giro
internazionale per spiegare la proposta e cercare contributi e
finanziamenti al fine di concretizzare l'accordo.