FPLP - COMUNICATO STAMPA 10 marzo 2002

L'incontro Peres-Qurei (Abu Ala) è contro la volontà del nostro popolo e fornisce una copertura politica ai massacri di Sharon.

Ramallah - Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina si è espresso sull'incontro tra il ministro degli esteri israeliano Shimon Peres e il portavoce del Parlamento palestinese, Ahmad Qurei. Il Fronte popolare dichiara che l'incontro costituisce un allontanamento dalla volontà del popolo palestinese e fornisce una copertura politica per i crimini, i massacri e la macelleria di massa del governo sionista e per la sua decisione di continuare ed intensificare questi crimini contro il nostro popolo e disattende l'opzione della lotta di resistenza che ha portato il programma militare di Sharon ad un punto di impasse.

Il Fronte Popolare aggiunge che questo incontro ha luogo come risultato delle pressioni e dei diktat americani per stroncare l'Intifada e la resistenza. Questo segue il fallimento della politica americana nel convincere l'opinione pubblica mondiale della sua rappresentazione della lotta del nostro popolo come "terrorismo" e prelude alla visita del Vice presidente dell'Amministrazione USA Dick Cheney nella regione che ha lo scopo di preparare l'aggressione americana contro l'Iraq.

Il Fronte Popolare chiede che la leadership dell'Autorità Palestinese smetta di fantasticare sulla possibilità di portare il governo di Sharon ad un tavolo negoziale perché, anche se così fosse, significherebbe solo il ritorno a negoziati senza frutti che hanno già portato grandi sofferenze al nostro popolo che, per un periodo di dieci anni, ha visto sprecare tempo ed energie solo a beneficio delle esigenze di sicurezza sioniste.

Questo incontro costituisce una pugnalata al sostegno arabo ed internazionale per la scelta del nostro popolo di continuare a resistere l'occupazione e l'aggressione, di cui l'ultimo esempio è la manifestazione di 50.000 persone a Roma.

Il Fronte Popolare nel suo comunicato si appella "alle masse del nostro popolo, alle forze patriottiche ed islamiche e alle sue formazioni militari perché non si rivolgano ad inutili incontri come quello di cui si parla, ma perché continuino nella scelta della resistenza, il modo più efficace per far finire l'occupazione e riavere i diritti nazionali al ritorno, alla libertà e all'indipendenza.

LE ORGANIZZAZIONI PALESTINESI RIFIUTANO IL CESSATE IL FUOCO

16 marzo 2002

sito palestinese.

Gaza- Le forze nazionali ed islamiche hanno dichiarato che continueranno a combattere l'occupazione sionista, senza scontrarsi con l'Autorità Palestinese se quest'ultima si conformerà al cessate il fuoco alla luce della visita nella regione dell'inviato americano Zinni.

Il movimento di Fatah ha affermato che la visita di Zinni avviene in un momento di continui massacri sionisti contro il popolo palestinese. Il Movimento aggiunge quindi che continuerà le operazioni armate.

Hussein Al Sheikh, membro dell'alto comitato di Fatah in West Bank, ha detto che la voce di Zinni cadrà nel vuoto se insisterà con le sue ultime posizioni.

Da parte sua il movimento di Hamas afferma che cercare di imporre un cessate il fuoco mentre l'occupazione persiste è un'inutile misura.

Abdul Aziz Ranteesi, portavoce di Hamas nella Striscia di Gaza, dice: "non resistiamo solo perché bombardano e massacrano ma anche perché hanno usurpato la Palestina e i nostri luoghi sacri" e continua dicendo che il suo movimento continuerà a lottare finchè l'occupante rimarrà in terre palestinesi e che Hamas eviterà lo scontro con l'Autorità Palestinese se questa insisterà nell'accettare un cessate il fuoco.

Il movimento islamico della Jihad dichiara che non accetterà nessun cessate il fuoco, aggiungendo che gli USA stanno solo provando a tirar fuori Sharon dai guai ma conferma che non si scontrerà con l'ANP.

Il Fronte Popolare farà di tutto per consolidare il consenso nazionale rigettando ogni tentativo per bloccare le operazioni di resistenza.

Anche il Fronte Democratico dice che il popolo palestinese non si farà ingannare dalle mosse di Zinni, sottolineando come il cessate il fuoco precedente sia stato legato all'escalation militare sionista contro i palestinesi.