23 città italiane protestano contro la repressione nelle carceri turche e contro l'invasione del Kurdistan meridionale
In 23 città italiane è stato raccolto l'appello alla
mobilitazione lanciato dall'Ufficio Informazioni del Kurdistan in Italia (UIKI) e
dall'associazione Azad per protestare contro la repressione in atto nelle carceri turche,
che ha portato alla morte di decine di prigionieri politici kurdi e turchi, e contro la
guerra che la Turchia sta portando avanti nel Kurdistan meridionale contro il popolo
Kurdo.
La mobilitazione c'è stata su tutto il territorio nazionale, sia nel nord che nel
centro sud.
Comunicati di protesta sono stati consegnati alle Prefetture delle seguenti città:
Bolzano, Torino, Alessandria, Milano, Venezia, Modena, Rovigo, Reggio Emilia, Bologna
nel nord.
Sempre nel nord, a Trieste una quarantina di manifestanti hanno consegnato nelle mani
del Prefetto un comunicato stampa contro la politica antidemocratica del regime turco.
C'è stata la presenza anche della stampa televisiva (Tg3 e T4), che ha seguito tutte le
fasi della protesta. A Genova il comunicato di protesta è stato consegnato al Prefetto da
una quarantina di amministratori locali dopo una manifestazione, durante la quale è stato
consegnato il dossier a un funzionario dell'Ufficio del Commercio Turco.
Nel centro Italia hanno aderito all'appello le città di Roma, Pistoia, Firenze e
Perugia.
In quest'ultima città oltre alla consegna del dossier in Prefettura, il Consiglio
Regionale Umbro ha firmato un appello contro la repressione del regime turco nelle
carceri. Inoltre le associazioni Tavola per la Pace e Movimento per la non violenza hanno
diffuso un appello contro l'intervento turco nel Kurdistan meridionale e per la pace fra i
popoli Kurdo e turco.
Nel sud e nelle isole l'appello è stato accolto da: Napoli, Lecce, Catanzaro,
Catania, Cagliari, Nuoro e Brindisi, dove più di cento compagni, dopo aver consegnato il
dossier in Prefettura, hanno dato vita ad un corteo folto e combattivo.
Come L'Avamposto degli Incompatibili, abbiamo aderito all'iniziativa e abbiamo
partecipato alla scadenza di Lecce, ma riteniamo che questa mobilitazione non si debba
esaurire con questa, sia pur importante scadenza. La rivolta nelle carceri turche sembra
essere ancora in piedi, diversi prigionieri sono al 70° giorno di sciopero della fame, e
la Turchia prosegue nel suo attacco contro i Kurdi nel Kurdistan meridionale.
Rispetto a questi problemi continueremo ad informare e cercheremo di tenere alta la
sensibilità rispetto ai problemi del popolo Kurdo, come rispetto ai problemi di tutti gli
altri popoli negati.
L'Avamposto degli Incompatibili