Bollettino a cura di Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia – N.37

Del mondo kurdo                                                                                                                                                                                           

                                                                   Del mondo kurdo

 

 

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Il nostro sole è stato benedetto appena nato

KurdishObserver, 05/04/01

Oggi si festeggia il 52° compleanno del leader del PKK, Abdullah Ocalan. Festeggiamenti sono previsti in tutta Europa: sono state organizzate feste organizzate dalla PJA (Partito delle donne libere), è previsto l’invio di cartoline di auguri e la messa a dimora di alberelli. Particolarmente espressivo è il documento emanato dalla PJA per il 4 aprile: “in questo giorno il Presidente Apo ha aperto gli occhi al mondo. Il mondo era pieno d’odio e orrore. Ineguaglianza, ingiustizia e terrore erano dominanti sul nostro territorio. Egli iniziò la sua lotta per far si che fratellanza, giustizia e eguaglianza, prevalessero su divisione, ingiustizia e disuguaglianza.

Con la sua lotta è riuscito a mettere la questione kurda sulla bocca del mondo, grazie anche alla sua umanità e alla sua filosofia.” Asya Deniz, una delle responsabili della PJA in Europa, ha detto che questa celebrazione non è solo per il compleanno di Apo, ma è il segno della volontà di vivere la vita con responsabilità e sensibilità. Deniz ha chiesto a tutti le donne kurde di piantare un piccolo albero come simbolo d’unione col proprio leader.

 

Il ritiro dell’esercito turco dal Kurdistan e la ricerca di una soluzione politica regionale da parte del PKK                                   Internationale Iniziative, 31/03/01

Il 30 marzo il Consiglio di Presidenza del PKK ha emanato un comunicato nel quale viene riaffermata la sua volontà di ricercare una soluzione democratica, in grado di dare pace e democrazia a tutto il vicino oriente. La tenace resistenza del popolo palestinese e del popolo kurdo contro l’oppressione dimostra quanto sia importante l’azione popolare, e quanto, quando gli stati non hanno interesse a risolvere i propri conflitti interni, ci siano delle potenze esterne sempre pronte ad utilizzare tali situazioni a loro vantaggio. I festeggiamenti per il Newroz hanno dimostrato, da questo punto di vista, l’enorme base d’appoggio goduta dalla nuova piattaforma politica e democratica del PKK. La lotta è ora entrata in una nuova fase. Il PKK intende proseguire sulla strada del dialogo con tutti coloro che cercano una soluzione pacifica e democratica per la questione kurda.  Il ritiro dell’esercito turco dal Kurdistan del sud è, in questa prospettiva, da considerare positivamente. Tale ritiro è, però, solo un primo passo e se non sarà seguito da una soluzione della questione istituzionale, la Turchia non potrà pensare di uscire dalla crisi economica e politica che la attanaglia. La Turchia è al bivio tra democrazia e dittatura, è il tempo del dialogo. Il Pkk invita anche tutte le altre forze kurde – in particolare  Puk e  Pdk – al dialogo e all’unità nazionale.

Le pressioni dopo il Newroz

KurdishObserver, 01/04/01

Continua la repressione della polizia dopo la celebrazione del Newroz: 6 delle 11 persone arrestate a Tatvan sono infatti state torturate, e tra queste due bambini; a Mersin sono state arrestate 11 delle 16 persone fermate dopo la festa. Il Presidente dell’HADEP di Van, Osman Baydemir, ha reso un comunicato scritto dopo aver visitato le persone arrestate a Tatvan, affermando che gli arrestati hanno subito dure violenze durante l’interrogatorio preliminare.

 

“Il Ministro Schily vuole la nostra resa”

KurdishObserver, 02/04/01

Intervenendo telefonicamente ad una trasmissione di Medya Tv,  Osman Ocalan, membro del Consiglio di presidenza del PKK, ha risposto alle affermazioni del Ministro degli esteri tedesco Schily, il quale aveva poco prima detto “il PKK è in ogni momento pronto a riprendere la guerra, sia in Turchia che in Europa, e non è dimostrabile il fatto che abbia veramente intrapreso un cammino di pace”. Osman Ocalan ha detto che, le affermazioni del Minstro Schily sono false e che il PKK sta cambiando in considerazione con i tempi della storia: “Se per loro il nostro cambiamento vuol dire la nostra resa, la distruzione del nostro apparato militare e ideologico, allora hanno ragione, non siamo cambiati.

La Germania e la Turchia chiedono la nostra resa. Noi chiediamo una soluzione come quella messicana, non ci hanno dato garanzie e  nessuno può affrontare una tale azione senza garanzie. Non possono essere queste le condizioni per la pace. Se la Turchia abbandonala sua struttura oligarchica e feudale, siamo pronti a marciare da qui ad Amed e da Amed ad Ankara per chiedere la pace.” Ocalan ha ricordato che sebbene la Turchia abbia ritirato le sue truppe dal Kurdistan del nord le ha poste in quello del nord, e ha aggiunto: “Perché s’insiste con la guerra?

Se ci saranno degli scontri nel Kurdistan del nord, ora, l’unica cosa che si otterrà, sarà la morte di pochi dei nostri o dei loro. Questo cosa cambierà? Perché bisogna insistere sulla guerra?” Osman Ocalan si è rivolto al Puk chiedendo loro di non essere, per l’ennesima volta, uno strumento di guerra nelle mani di potenze non kurde, ha invece apprezzato la maggiore cautela del Pdk affermando che questo è invece più pronto all’unità nazionale: “La nostra chiamata al Puk e al Pdk è che siamo pronti alla pace. Se ci uniamo, Turchia, Iraq e Siria dovranno seguirci.” Ocalan ha infine chiesto che il PKK, il Puk e il Pdk organizzino un’assemblea per programmare la nuova via democratica insieme a tutto il popolo kurdo.

Smentito il Ministro Schily.                KurdishObserver, 01/04/01

Il Ministro degli interni tedesco, Otto Schily, aveva recentemente affermato che il PKK sarebbe pronto a riprendere la guerra in ogni momento e che i suoi proclami di pace non sono altro che una copertura. Tali affermazioni sono state però clamorosamente smentite dalla Verfassungsschuetz (Commissione per la difesa della Costituzione) nel suo rapporto 2000: “il PKK vuole raggiungere i suoi obiettivi con metodi pacifici e democratici. Due sono gli obiettivi fondamentali del PKK: ottenere il riconoscimento dei diritti dei kurdi e prevenire la morte di Ocalan.” Il rapporto della Commissione afferma che questo metodo democratico è applicato dal PKK in tutta Europa. Questo metodo che il PKK porta avanti dal 1999, conclude il rapporto, ha il consenso della maggioranza del popolo kurdo.

In sciopero della fame i prigionieri del PKK.

KurdishObserver, 03/04/01

I prigionieri del PKK in sciopero della fame hanno affermato che la circolare del Ministro della giustizia del 15 febbraio ha peggiorato le condizioni carcerarie. Serdan Erdogan e Cetin Arkac hanno affermato, in rappresentanza degli 8000 prigionieri del PKK, che la circolare del ministro lede il diritto di rappresentanza, consente il sequestro di libri, cassette musicali e aumenta il regime d’isolamento: “Gli oggetti portati dai nostri familiari sono sequestrati. È vietato ascoltare o leggere libri kurdi. Molti prigionieri hanno problemi alle ossa e agli occhi. Stanno cercando di distruggere l’identità del nostro popolo.” I prigionieri hanno detto che continueranno lo sciopero della fame fino al 10 aprile, con lo slogan “Non abbiamo più pazienza!”

La Camera dei Lords bandisce il PKK.  FlashBulletin, 28/03/01

La Camera dei Pari ha approvato una legge che etichetta il PKK e il DHKC/P come gruppi terroristici. Insieme ai due partiti la Camera ha bandito altre 21 organizzazioni. Soltanto alcuni Lords particolarmente vicini alla questione kurda, come i Lord Averbury, Rea e il Barone Williams hanno criticato il provvedimento. Il Vice Ministro degli Interni, Bassam, ha difeso la nuova legge affermando che è stata preparata, d’accordo con le indicazioni dei servizi segreti. La legge, molto dura, prevede tra l’altro: divieto di cercare fondi per l’organizzazione bandita, parlare alle sue manifestazioni, scambiarvi messaggi Internet riguardanti le armi, il diritto di espellere i suoi membri e addirittura il divieto di indossare le sue magliette. I critici hanno affermato che tale normativa è contraria alla libertà d’espressione.

Ogni mese il 25…                          KurdishObserver, 26/03/01

Sono ormai passati due mesi dalla scomparsa di Tanis, Presidente dell’HADEP di Silopi, e del suo segretario Deniz mentre si trovavano nel distretto di polizia di zona. L’HADEP ha promesso, a questo proposito, che manifesterà ogni 25 del mese fino a quando non si avranno notizie di due membri dell’HADEP. La Turchia, dal canto suo, presentando una memoria difensiva alla Corte di Strasburgo ha invece detto di essere estranea alla vicenda e di aver promosso delle indagini. Il vice Presidente dell’HADEP, Kemal Pekoz, ha affermato che ci sono degli indizi che dimostrerebbero che i due uomini sono ancora vivi affermando: “C’è un’attività che ci dimostra che sono ancora vivi. Al Ministro (degli Interni) Tantan dico – Se è vero quello che dice deve utilizzare la sua attività per trovare i nostri amici e riunirli alle loro famiglie. Il governo turco ha presentato il 2 marzo una memoria difensiva alla Corte di Starsburgo nella quale ha affermato che i due uomini HADEP se è vero che, nel giorno della scomparsa si erano diretti nella gendarmeria, non è vero che siano poi stati arrestati. L’avvocato delle famiglie di Tanis e Deniz ha invece chiesto alla Corte di prendere in considerazione le minacce che, prima della loro scomparsa, erano giunte ai due uomini.

Elezioni anticipate sono assolutamente necessarie

KurdishObserver, 04/04/01

Durante un incontro col portavoce della “Piattaforma del lavoro” Kaya Guvenc, il leader dell’HADEP, Murat Bozlak, ha detto che elezioni anticipate sono assolutamente necessarie e che il governo turco che sarà eletto dovrà riguadagnarsi la fiducia del popolo cercando di risolvere le questioni più urgenti che attanagliano il paese. Bozlak ha detto il primo risultato da ottenere è la pace sociale e che è necessario riformare la Costituzione, i partiti politici e la legge elettorale. Guvenc ha invece ricordato che questa politica non è più possibile, dato che esclude i più deboli, e che il governo dovrà tornare a parlare di contadini, operai e delle fasce più deboli.

La Turchia comprenda correttamente il messaggio del Newroz.                KurdishObserver, 24/03/01

Cevat Soysal, accusato di cospirazione con una richiesta di pena di morte contro di lui in Turchia, dopo essere stato arrestato in Moldova a seguito di un complotto internazionale, ha ricordato l’importanza che la Turchia comprenda in pieno il messaggio che il popolo kurdo le ha lanciato durante il Newroz. Parlando dopo il suo avvocato, Soysal ha giustificato l’entusiasmo per i festeggiamenti del Newroz, affermando che quest’energia del popolo kurdo è sinonimo di democrazia. Sperando che la Turchia lo capisca, Soysal ha sostenuto che il suo arresto non è dipeso dalla volontà turca. La corte ha, nel frattempo, deciso di sospendere il processo fino al 26 aprile per espletare alcune procedure preliminari.

L’Europa analizza il Programma Nazionale (NP).

KurdishObserver, 26/03/01

Rispondendo a delle domande poste dai giornalisti di Ozgur Politika, durante il vertice EU di Stoccolma, i dirigenti dei paesi europei hanno detto che se la Turchia non rispetterà i criteri europei vedrà allontanarsi la prospettiva d’entrare in Europa. Gli europei hanno chiesto alla Turchia di superare la crisi economica, e hanno affermato che vaglieranno se il NP sia conforme al Documento di Partenariato (ADP). I politici kurdi presenti a Stoccolma hanno invece criticato la Presidenza europea per non aver ascoltato le istanze kurde. Lo svedese Persson, Presidente a termine dell’UE, ha detto che la Turchia per entrare in Europa non dovrà allontanarsi dalle indicazioni stabilite a Copenaghen, affermando di non aver ancora studiato il NP. Da parte sua il Premier Blair ha invece visto nel NP un reale progresso nelle relazioni UE - Turchia. Gli ambienti kurdi di Stoccolma hanno invece criticato il comportamento del governo svedese ricordando che la Svezia aveva, in passato, duramente criticato la Turchia per il suo comportamento verso il popolo kurdo, ma adesso che Persson è Presidente a termine UE, dopo oltre tre mesi, non si sono ancora visti dei passi concreti a favore della questione kurda da parte della Svezia.

Il rapporto sulle carceri dal Comitato di Human Rghts Watch.                            Ozgur Politika, 7 aprile 2001 

Nel rapporto sulle carceri che Human Rights Watch ha pubblicato risulta che “l’operazione delle carceri è stata perpetrata con consapevolezza, come gli omicidi, le violenze e le torture cui i prigionieri sono stati sottoposti.”  Nel rapporto risulta che hanno perso la vita due soldati e trentadue persone, l’operazione è stata condotta con i soldati della Gendarmeria, testimoni oculari hanno dichiarato che i soldati hanno ucciso i prigionieri consapevolmente. I prigionieri trasferiti nelle carceri di Tipo F hanno subito violenze fisiche, inoltre è provato che nessuno ha indagato né soccorso queste persone. Nel rapporto si dichiara, anche che ogni prova è stata fatta scomparire, così che nessun processo è stato avviato. Infine, HRW ritiene che il carcere di Tipo F non segue nessuno standard internazionale, lo stesso Consiglio d’Europa lo ha criticato. Mentre le operazioni si svolgevano c’era repressione anche nei confronti dei giornalisti, che venivano minacciati. Lo sciopero, si dichiara nel rapporto, fino alla morte è ancora in corso e 122 prigionieri si trovano in grave pericolo di vita. Il rapporto ha anche criticato le dichiarazioni del Ministro della giustizia, Turk, il quale aveva dichiarato che ogni riforma si sarebbe effettuata al termine dello sciopero.