Comunicato stampa

Ci avviamo verso un periodo d’intenso dibattito a riguardo delle relazioni Turchia-UE. Noi, la parte kurda, vediamo come un risultato inaccettabile il fatto che il nostro punto di vista sia così insufficientemente tenuto in considerazione nelle discussioni che hanno luogo attualmente.

Non soltanto i kurdi, non sono menzionati per nome nel Documento di partenariato d’adesione che è stato reso noto l’8 novembre, ma traspare, anche, come il documento sia stato preparato secondo una strategia che rallenta di molto i tempi del processo di democratizzazione.

Vogliamo rendere noto come ci sentiamo critici nei confronti del documento divulgato l’8 novembre 2000 e sottolineiamo ancora che ci sono state mancanze inaccettabili. La Commissione dell’UE ha dimostrato un doppio standard nell’applicazione dei criteri di Copenhagen.

Il rapporto che è stato ratificato dal Parlamento Europeo il 15 novembre 2000 – meglio noto come rapporto Morillon – definisce chiaramente la questione kurda e le richieste che dovrebbero venir risolte attraverso il dialogo con i rappresentanti politici del popolo kurdo. Crediamo che questo rapporto, che vede la democratizzazione della Turchia e la soluzione della questione kurda in un modo realistico, in questo senso, dovrebbe essere preso come punto di riferimento per l’incontro del Consiglio Europeo.

Ci aspettiamo che in sede dell’incontro del Consiglio Europeo che si terrà il 7-8 dicembre a Nizza, l’errore fatto nel Documento di partenariato d’adesione venga corretto; la discrepanza tra la Commissione europea e il Rapporto del Parlamento europeo venga rettificata e che il Documento di partenariato sia rivisto in una maniera più accettabile.

30 novembre 2000

Consiglio di Presidenza del KNK