Sostengo la nuova linea del PKK

 

In Turchia la negazione dell'identità del popolo kurdo, e più in generale di ogni pluralismo culturale, ha comportato una guerra ventennale, dolorosa per il popolo kurdo e per il popolo turco, in un'area strategica del Medio oriente. La resistenza kurda ha fatto però maturare le condizioni per l'attuale proposta di dialogo e di soluzione politica e pacifica della questione, in un quadro di democrazia e di diritti condivisi.

A questa soluzione deve contribuire anche l'Europa, sulla base dei "criteri di Copenhagen" di tutela dei diritti umani e dei diritti delle minoranze, che vanno applicati non solo in Turchia, ma anche all'interno degli stessi paesi europei.

Il partito più rappresentativo del popolo kurdo e della sua diaspora, il PKK, ha fatto propri i criteri di democrazia, libertà e pluralismo di Copenhagen e li ha posti alla base del Progetto di pace approvato nel suo VII congresso straordinario. Ma tuttora questo partito ed altri organismi rappresentativi del popolo kurdo, invece di essere legittimati nelle sedi internazionali ai fini di un dialogo di pace, sono messi al bando in diversi paesi europei, a cominciare dalla Gran Bretagna e dalla Germania.

Questa situazione deprime i diritti di libertà dei kurdi residenti in Europa e rende più difficile il percorso di una possibile soluzione.

 

Per queste ragioni:

 

1.      dichiaro di sostenere la nuova linea del PKK per una soluzione politica della questione kurda in un quadro democratico e il suo sforzo di dialogo per una pace giusta e duratura;

2.      riconosco la rappresentatività del PKK e il suo legame con l'insieme del popolo kurdo, dimostratosi indissolubile anche nelle circostanze più aspre;

3.      chiedo quindi che l'Italia riconosca e sostenga nelle sedi internazionali la legittimità del PKK, si adoperi affinché il popolo kurdo sia rappresentato all’interno delle Nazioni Unite e che il governo italiano si impegni per la rimozione dei divieti nei paesi nei quali sono stati imposti;

4.      sostengo l'iniziativa avviata dalla diaspora kurda in Europa per l'affermazione della sua identità nazionale, culturale e politica, e chiedo che essa trovi risposta sia da parte del governo e del parlamento italiano, sia in sede ONU e negli organismi europei;

5.      chiedo che la pena capitale sia abolita in Turchia, e che il presidente del PKK, Abdullah Ocalan, possa proseguire da uomo libero il suo impegno per una pace giusta.

 

 

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