All’Ambasciata della Repubblica turca - Roma, fax 06.4941526

Al Ministro degli Esteri Lamberto Dini - Roma, fax 06.3236210

Al Sottosegretario agli Esteri Umberto Ranieri – Roma, fax 06.3235828

Al Delegato Onu per l’Italia, Steffan De Mistura – Roma, fax 06.6793337

e, per conoscenza, all’associazione Azad - Roma, 06.44701017

Signori,

i sottoscritti, firmatari del presente documento, in qualità di cittadini italiani rispettosi del diritto internazionale e dei diritti umani in particolare,

riportano alla Vostra attenzione la notizia diffusa dall’organo d’informazione "Ozgur Politika" riguardante il bombardamento eseguito da caccia bombardieri turchi nel territorio del Kurdistan irakeno, che ha colpito e ucciso 45 civili;

notano inoltre che i portavoce dello Stato maggiore turco hanno dovuto ammettere la veridicità della notizia, affermando che i civili erano stati "erroneamente scambiati per una carovana di terroristi":
osservano chela zona in cui è avvenuto il fatto è zona protetta dall’Onu, in cui i soli voli militari autorizzati dovrebbero essere quelli di pattuglia e intercettazione delle forze aeree inglesi e statunitensi: le parole dell’ambasciatore Usa ad Ankara, riguardanti un presunto "diritto della Turchia di combattere attività terroristiche" in quella zona, non paiono avere senso alla luce dei trattati in materia;

esprimono la loro indignazione per il sostanziale rigetto di ogni responsabilità da parte delle parti coinvolte, che lascia la morte di 45 esseri umani senza un colpevole;

ritengono che il deplorevole tentativo in atto di occultare al più presto la realtà di questo massacro, dia ulteriori conferme a quanti sostengono che lo Stato turco non intende intraprendere quei passi verso la democratizzazione e la convivenza civile interculturale, che dovrebbero essere requisiti fondamentali per il suo ingresso nell’Unione europea;

esprimono la loro preoccupazione nel vedere che un tale comportamento è implicitamente avallato dal silenzio delle istituzioni e degli organi d’informazione europei e italiani in particolare.

I sottoscritti tuttavia vogliono sperare che una presa di posizione delle parti interpellate, tesa all’accertamento delle responsabilità e all’apertura di un processo di distensione, smentisca le loro preoccupazioni.

Documento inviato in data 3 settembre da Luca Cerutti, per "Mani Tese" di Torino, con venti firmatari.

Si associano, e trasmettono il presente documento anche al delegato Onu in Italia, Steffan De Mistura:

NICOLETTA DENTICO, PRESIDENTE DI "MEDICI SENZA FRONTIERE"

DON TONIO DELL'OLIO, PRESIDENTE DI DI "PAX CHRISTI – ITALIA"

NINO SERGIO, PRESIDENTE DELL’O.N.G. "INTERSOS"

BARBARA LAVEGGIO, DELL’ISTITUTO COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO DI ALESSANDRIA

ELISA LION E GIUSEPPE SCHIAVELLO, PER "MANI TESE"

GIANCARLO TENAGLIA, GIACOMO VIOLA ("CAMPAGNA MINE", NOBEL PER LA PACE ‘97)

DAVIDE CERRUTI E GIANNINA DAL BOSCO, PER L’"ASSOCIAZIONE PER LA PACE"

LUCIANO ARDESI, SEGRETARIO "LEGA PER I DIRITTI E LA LIBERAZIONE DEI POPOLI"

Roma, 6 settembre 2000