NOTIZIE DAL MONDO KURDO

Attacchi alla cultura kurda – Kurdish Observer, 2 agosto 2000

Tutte le sedi del MKM (Centro culturale della Mesopotamia) sono state oggetto delle incursioni della polizia. Il MKM è stato fondato nel 1991 per la protezione e lo sviluppo della cultura kurda; comprende molti gruppi culturali di musica ed altro. Da esso sono stati prodotti "In viaggio verso il sole" e "Ax – Terra" (che ha partecipato a 25 festival internazionali e ha vinto 5 premi). Per decisione della procura del Tribunale per la Sicurezza dello Stato di Adana, la polizia ha fatto irruzione nella sede centrale del MKM ad Istanbul, oltre che delle altre sedi di Tarlabari, Izmir e Mersin. Sono state poste sotto detenzione 41 persone fra le quali 4 turisti francesi.

Raid contro l’HADEP a Cinar – Kurdish Observer, 3 agosto 2000

Due giorni fa, la polizia e i soldati hanno fatto irruzione nel distretto di Cinar (provincia di Amed) nelle abitazioni del segretario distrettuale dell’HADEP Seydos Icier e degli amministratori dello stesso partito Mehmet Ali Icier e Mursim Simsek. La polizia e i soldati che hanno perquisito le abitazioni hanno minacciato di morte i dirigenti del distretto cercando di persuaderli a dimettersi. Nella sua dichiarazione a questo riguardo il Presidente distrettuale dell’HADEP di Cinar, Ramazan Cakar che la sede distrettuale del partito era stata fondata 5 mesi fa e che le pressioni contro di essa sono proseguite e si sono aggravate nell’ultimo mese. Specialmente, la polizia ha posto agli arresti domiciliari i leaders del partito, minacciandoli di morte e incitandoli a rassegnare le dimissioni. Cakar ha detto che "riporteremo in via formale alle autorità competenti queste attività illecite perpetrate dalla polizia e dai soldati".

Osservazioni della Commissione parlamentare sui diritti umani in Kurdistan – Kurdish Observer, 4 agosto 2000

Sema Piskinsut ha dichiarato che la nuova aria che si respira in Kurdistan è appropriata per l’avvio di una nuova fase di miglioramento, per la soluzione dei problemi, dato che la guerra in Kurdistan è finita. Nelle sue parole: "passi avanzati e ragionati vanno intrapresi tenendo presente le idee dei cittadini che vi risiedono". Piskinsut ha detto che i problemi nelle relazioni familiari della gente del Kurdistan sono state il risultato di un clima di violenza e della migrazione protrattisi da lungo tempo; oltre ai problemi giudiziari risultanti da comportamenti sbagliati.

Parlamentare non è potuto entrare a Lice – Kurdish Observer, 4 agosto 2000

Ahmet Samet Turgut, un parlamentare di Diyarbakir eletto fra le schiere del Partito della sinistra democratica (DSP) non ha avuto il permesso di entrare a Kulp e Lice per ascoltare le preoccupazioni dei residenti. I soldati della caserma di Duru si sono incontrati con la delegazione del parlamentare prima di entrare a Lice. Inoltre Turgut e il gruppo di giornalisti sono stati trattenuti per tre ore nella caserma di Zeynek all’entrata di Kulp. Allora, la delegazione ha ottenuto il permesso di viaggiare soltanto con l’accompagnamento e la supervisione dei soldati della caserma. Turgut ha potuto ascoltare i problemi dei residenti di Narlica e Kaynarca. A Narlica la popolazione è diminuita del 50% ("per i motivi noti" gli è stato riferito) e sono state chiuse le uniche scuole primarie e secondarie, oltre che le scuole di formazione per infermieri e tessitori di tappeti. Nella sede del suo partito a Kulp Turgut ha dichiarato di volere l’abolizione dello stato d’emergenza più di chiunque altro.

I prigionieri kurdi chiedono il rispetto dei loro diritti – Kurdish Observer, 7 agosto 2000

I prigionieri kurdi detenuti nella prigione di Bayrampasa hanno chiesto l’autorizzazione al Ministro della Giustizia e all’Ufficio dell’Avvocatura di Stato di Ankara di poter vedere la tv kurda, di corrispondere in kurdo e di frequentare un corso di lingua kurda. Nel loro documento, i prigionieri affermano che l’uso della lingua kurda è un loro diritto basilare e che il riconoscimento turco di questo diritto significherebbe un’adesione ai criteri della UE e sarebbe un contributo alla pace nello stato turco. Infine hanno chiesto il rispetto del paragrafo quattro dell’articolo 39 del Trattato di Losanna, che riconosce il diritto di poter studiare e sviluppare la conoscenza della propria lingua madre.

 

IHD: le cifre sono molto alte – Kurdish Observer, 7 agosto 2000

Il presidente della IHD Husnu Ondul ha presentato il nuovo rapporto sulla violazione dei diritti umani in Turchia. Confrontando le cifre con quelle degli anni scorsi si nota una certa diminuzione, diminuzione che non significa però ancora aver raggiunto una situazione tollerabile. Il presidente Ondul ha detto che il decremento è dovuto all’accettazione turca della candidatura alla UE. Per Ondul: "il fatto che la tortura sia diminuita in Turchia del 21%, non significa che la tortura sia scomparsa." In conclusione del suo intervento, Ondul ha voluto rispondere agli attacchi verbali diretti in questo periodo contro l’IHD dicendo: "l’IHD non ha nessuna intenzione di infangare con le sue denunce l’immagine della Turchia, sono quelli che commettono le violazione dei diritti umani che ne infangano il nome."

Il bando imposto a "Yeni Gundem" approda al tavolo della Commissione Europea per i Diritti dell’Uomo.

Kurdish Observer, 7 agosto 2000

Il bando del quotidiano Yeni Gundem dalle regioni sotto legge d’emergenza (OHAL) è stato denunciato alla Commissione Europea per i Diritti dell’Uomo. La denuncia (presentata dall’editore capo, dagli impiegati e dai redattori) sottolinea che il bando viola gli articoli dell’Accordo Europeo sui Diritti Umani che riguardano "il diritto ad avere notizie" e "il diritto sulla libertà d’espressione". La redazione chiede anche alla Turchia di modificare le norme della OHAL. Gli stessi concetti sono stati spiegati dall’avvocato Ozcan Killic che ha inoltre spiegato che la OHAL non consente alcun tipo di obiezione o di ricorso alla magistratura nazionale e che quindi il ricorso alla Corte Europea è diventato l’unico strumento per esprimere un dissenso democratico.

"Hanno paura della democrazia."- Kurdish Observer, 9 agosto 2000

Le amministrazioni HADEP, DYP, CHP e ODP hanno affermato che il decreto che ridurrà i poteri dei governi locali non è conforme né alle norme dell’UE né a quelle della democrazia. Il fatto che il governo abbia presentato un decreto legge teso a ridurre l’autorità degli amministratori locali e a ridurre il potere degli stessi a quello di semplici burocrati, proprio mentre il disegno di legge teso ad elevare le competenze delle amministrazioni locali agli standard europei giace tra le polveri della politica turca, sta provocando aspre reazioni. Per il vicepresidente dell’HADEP responsabile delle amministrazioni locali Niyazi Bulgan solo la democrazia locale potrà aiutare a risolvere la questione kurda: "La democratizzazione della Turchia e l’armonizzazione ai criteri dell’UE sono stati finora solo una rappresentazione superficiale. La democratizzazione, lo sviluppo delle autonomie locali e la soluzione della questione kurda, sono cose cui la Turchia non potrà rinunciare. E’ ovvio che le autorità turche, con la presentazione di questo decreto, dimostrano di non credere a questo approccio e dimostrano d’avere paura della democrazia". La devoluzione dei poteri dal governo centrale alle amministrazioni regionali deve essere vista come uno strumento per la risoluzione di numerosi problemi della Turchia, tra i quali anche la questione kurda. Tutti i partiti politici, le unioni, le organizzazioni non governative e gli organi stampa favorevoli alla democratizzazione e all’ingresso della Turchia nell’UE sono contrari a questo decreto, si avrebbe bisogno, al contrario, di una legge tesa ad attuare un vero decentramento amministrativo.

La democrazia locale è essenziale. – Kurdish Observer, 10 agosto 2000

Il Ministro degli interni ha preparato un decreto con forza di legge, poi presentato al Primo ministro, intitolato: "Varie modifiche alla legge sulla distribuzione dei doveri e sui rapporti di servizio con le amministrazioni locali." Tale decreto da all’amministrazione centrale l’ultima parola sulle seguenti questioni: educazione, sanità, assistenza sociale, gioventù e sport, cultura, arte, turismo, agricoltura, tutela ambientale e forestale, lavori pubblici, edilizia pubblica e privata, vigili del fuoco, industria e commercio e su tutti gli altri servizi di interesse pubblico che non le siano espressamente vietati per legge o che, per legge, non siano già assegnati ad altre amministrazioni. Il decreto, che istituirà nuovi regolamenti per le amministrazioni locali, farà dell’assemblea municipale l’organo decisionale del governo locale. Il decreto prevedrà anche la creazione di speciali commissioni che, quando necessario, investigheranno su problemi per i quali le amministrazioni hanno autorità. Il decreto specifica che queste commissioni saranno costituite con la stessa proporzione dei membri di tutti i partiti politici e dei deputati indipendenti, che fanno parte del consiglio comunale, così come sono presenti nel Parlamento nazionale (NB questo significherà che l’HADEP, che non è presente in Parlamento, non avrà la possibilità di sedersi in tali commissioni, anche se ha ottenuto un considerevole numero di Comuni e circoscrizioni e in molte regioni ha più del 50% del sostegno popolare). Il decreto, avente forza di legge, riguardante le amministrazioni locali preparato dal Ministro dell’Interno e presentato al Primo Ministro ha aperto un ampio dibattito. I sindaci di Bingol (HADEP), Adana (ANAP), Konya (FP), Cankaya e Yenimahalle (CHP) hanno detto che i problemi base delle loro municipalità saranno risolti solo aumentando i poteri delle amministrazioni locali.

Nota:

un disegno di legge per la riforma delle amministrazioni locali è rimasta giacente in Parlamento per anni. Il PM Ecevit ha chiaramente fatto capire che la presenza dell’HADEP è l’ostacolo a tale riforma. Ankara vuole portare tutto sotto il suo controllo, ignorando il volere del popolo kurdo di quelle province. Com’è noto, nel suo recente viaggio ad Amed (Diyarbakir) Ecevit ha sostenuto che non bisogna lasciare il campo all’HADEP e questo è quello che il governo sta facendo: riducendo la libertà di pensiero ed azione del partito HADEP e di tutto il popolo kurdo. La nuova legge è, allo stesso tempo, diretta contro le municipalità islamiche. Il nuovo decreto vuole favorire la presa del potere nel paese da parte dei partiti nazionalisti ed autoritari.

Criteri HABITAT dopo Copenaghen – Ozgur Politika, 10 agosto 2000 *

Mentre in Turchia si sta preparando la repressione delle autonomie locali, le NU stanno implementando i criteri HABITAT con una richiesta d’autonomia per le amministrazioni locali. I criteri HABITAT sono la base del programma delle NU per lo sviluppo delle amministrazioni locali. Nell’incontro HABITAT del giugno 2001 a New York, ci sarà la verifica dei paesi membri, come deciso al vertice d’Istanbul del 1996.

Membri dell’HADEP sotto inchiesta – Ozgur Politica, 10 agosto 2000 *

I membri dell’HADEP Selim Ertas e Mustafa Simsek arrestati il 1° agosto, sebbene il periodo di custodia preliminare sia già scaduto, non sono stati portati ancora davanti alla pubblica accusa. Allo stesso tempo, il sindaco di Van e la presidentessa della branca femminile del partito hanno presentato un documento alla pubblica accusa per chiedergli di inviare alla stampa una dichiarazione sulla questione.

*tradotti in inglese da "Iniziativa Internazionale", Sipan Kendal

Ocalan: "La storia chiede di fare una federazione"- Kurdish Observer, 12 agosto 2000

Il Presidente del Pkk Ocalan commentando il discorso di Khatami ( nel quale il leader iraniano sottolineava l’amicizia tra il popolo persiano e quello kurdo), ha affermato che la federazione democratica del Medio Oriente non è più una chimera ma sta cominciando ad esistere. Per Ocalan esaminando la storia del Medio Oriente, si capisce l’importanza di creare una federazione transnazionale. Ocalan ha detto che considererà molto positive le aperture ai kurdi nella società civile iraniana che si produrranno negli anni a venire. Sempre per il Presidente, il Medio Oriente dovrebbe seguire la stessa strada intrapresa prima dagli USA ed oggi dall’Europa e creare una federazione creata non sul potere di classe ma sull’umanesimo.

 

La chiusura della sezione di Amed dell’Associazione turca per i Diritti Umani (IHD)

Kurdish Observer – 16 agosto 2000

La branca di Amed della IHD è stata chiusa dalle autorità un’ora e mezza dopo la sua apertura. Il segretario generale della IHD Husnu Ondul ha definito questo un atto arbitrario del governo turco. Nelle regioni soggette all’OHAL, la maggioranza dei diritti civili sono molto lesionati. L’IHD sta cercando, nonostante tutto, di sfruttare al massimo gli spiragli che la legge speciale lascia aperti. Senza successo. "Possono chiudere l’IHD per tre mesi" ha aggiunto Ondul. Il segretario ha concluso affermando che: data la tempestività della chiusura, era chiara la predeterminazione dell’atto da parte delle autorità turche.

Gli intellettuali turchi e kurdi chiedono l’amnistia generale – Kurdish Observer, 17 agosto 2000

Un gruppo di intellettuali kurdi e turchi in Europa sta organizzando una raccolta firme per chiedere l’amnistia genrale in Turchia. Il gruppo comprende: Mehmet Uzun, Ahmet Kahraman, Koray Duzgoren, Fatma Dikmen, Shaker Bilgin, Omer Polat, Kemal Uzun, Enver Karagoz, Fehmi Erbas, Mehmet Shain, Nuran Yildirim e Adnan Keskin. Gli intellettuali vogliono ricordare che la legge sul perdono, che sta per essere discussa dalla Grande Assemblea Nazionale turca, non prevede i detenutu per reati politici. Nel comunicato da loro rilasciato, si sottolinea l’importanza dell’amnistia come segno di democratizzazione del paese.

Quindicimila lettere da Amed per la pace – Kurdish Observer, 18 agosto 2000

La campagna "100.000 lettere per la campagna di pace" organizzata dalla Divisione Centrale Giovanile dell’HADEP sta ricevendo un grande supporto ad Amed. La campagna, iniziata il 29 luglio, ha finora portato alla raccolta di ben 15.000 lettere. Il Presidente della sezione giovanile del partito Mashun Bilen ha annunciato che il loro obiettivo è di raccogliere 50.000 firme per il 1° settembre ( giorno di chiusura della campagn). " Il nostro obiettivo è di portare il bisogno di pace presente nella società civile a livello governativo e contribuire così allo sviluppo della pace". Bilen ha detto che il partito ha inviato la lettera ai webmasters per diffondere la campagna anche su internet.

Vile attacco – Comunicato UIKI (stralci), 18 agosto 2000

Come reso noto da numerose notizie uscite sui media internazionali la Turchia, proprio in occasione della firma degli accordi per libertà sulla persona con le Nazioni unite, ha colpito la popolazione kurda dell’area meridionale del Kurdistan. Intorno alle ore 16 del 15 agosto 2000, aerei da guerra turchi hanno bombardato la zona di Kendakor nel distretto di Sideka. Il bombardamento ha provocato la morte di 32 persone, 27 sono rimaste gravemente ferite, più di 40 sono i feriti totali. La zona che è stata bombardata, popolata da civili indifesi, ha visto fra i feriti e i morti in maggioranza donne e bambini.Il governo turco, come nel passato, ha perpetrato ancora un crudele massacro contro i civili. Si tratta di una tragedia, il governo turco risponde in questo modo ai kurdi e al progetto di pace che il Presidente del PKK, Abdullah Ocalan, ha lanciato dal rigido isolamento del carcere speciale d’Imrali.E’ possibile rendere note anche le identità di alcuni dei kurdi rimasti vittime del bombardamento, durato una quarantina di minuti, con l’impiego d’armi chimiche, sulla popolazione indifesa in un’area del tutto sgombra dalle Forze di difesa pubblica del PKK (come confermato anche dalle notizie diramate dal PDK divulgate dall’agenzia ANSA, oggi stesso). Da quando le forze kurde del Kurdistan meridionale ( PDK e PUK) hanno avuto propri colloqui a Washington, la stessa Turchia si è ritenuta maggiormente legittimata ad attaccare le forze del PKK (che ricordiamo si trovano in posizione difensiva sulle montagne dell’area kurda irachena.
Auspichiamo che gli Stati Uniti non vogliano gettare benzina sul fuoco rendendo i rapporti fra le forze kurde, nel Kurdistan meridionale, sempre più difficili e pericolosi.Richiamiamo l’opinione pubblica mondiale e le organizzazioni democratiche internazionali a reagire e mobilitarsi contro il possibile precipitare degli eventi, che vedrebbero ulteriori perdite di vite umane e il tramonto della possibilità di risolvere pacificamente e politicamente la questione kurda.

Quasi pronto il progetto per ottenere l’assistenza della UE – Kurdish Observer, 18 agosto 2000

Il sindaco di Van Sahabettin Ozarslane ha annunciato che il progetto per ottenere un finanziamento dalla UE di 70 milioni di euro per l’assistenza regionale, sarà pronto per la fine dell’anno. Il sindaco ha detto che i fondi per le politiche di aggiustamento strutturale fanno parte del più ampio progetto europeo di armonizzazione e che Van, Bitlis e Hakkari sono state scelte come province pilota. Il sindaco ha detto che un accordo preliminare è stato firmato con i Commissari europei per lo sviluppo regionale per indirizzare i 70 milioni al supporto di progetti urgenti quali: sistemi fognari, trattamento delle acque sporche, riqualificazione ambientale delle valli, sicurezza delle forniture idriche, depurazione dei laghi, sviluppo del turismo, costruzione di una rete stradale e creazione di un sistema di protezione per il ritorno ai villaggi.

Incontro per la pace di Amed – Kurdish Observer, 24 agosto 2000

L’Organizzazione provinciale dell’HADEP di Amed ha annunciato il programma delle iniziative per il 1°settembre – Giorno Mondiale della Pace-. Durante la conferenza stampa, tenutasi al palazzo dell’HADEP, il Presidente provinciale del partito Ali Urkut ha detto: " Nonostante tutto osserviamo che in quest’anno ci sono stati dei piccoli passi verso la pace ma che ci sono forze che ancora cercano di sabotarla. La pace significa democrazia e l’abbattimento della soglia del 10% per entrare in parlamento, significa permettere la ricostruzione dei villaggi e il garantire alle popolazioni degli stessi un buon tenore di vita, significa rafforzare le autonomie locali ed abbattere il potere centralista".

Giorni di congresso per l’HADEP – Kurdish Observer, 28 agosto

L’HADEP ha completato i suoi congressi regionali a Bingol, Canakkalle, Batman, Varto e Bozova. I delegati hanno chiesto di continuare ad intraprendere dei passi per la pace ed hanno criticato il progetto turco sulle celle singole e il nuovo decreto legge sugli impiegati pubblici. I sindaci di Batman, Siirt e Bingol hanno preso parte ai congressi. La via da seguire, per i delegati, è quella della pace e della fratellanza. Il sindaco di Bingol ha anche chiesto che abbiano fine le disparità di trattamento verso l’HADEP.

La richiesta di Sezer di rimuovere l’OHAL – Kurdish Observer, 28 agosto 2000

L’associazione degli industriali dell’Anatolia meridionale (GUNGIAD) ha chiesto al Presidente Sezer di rimuovere l’OHAL. Il presidente del GUNGIAD Akboz ha detto di aver presentato a Sezer un piano per lo sviluppo turistico del Kurdistan rilevandone le potenzialità. Per Akboz l’OHAL non serve più a nulla e crede che il Presidente la rimuoverà nei prossimi giorni. Ha concluso affermando che l’OHAL blocca gli investimenti e sperando che anche il governo faccia la sua parte, per garantire il rilancio economico della regione.

"Non dobbiamo cadere in letargo" – Kurdish Observer, 26 agosto 2000

Il Presidente del PKK afferma che nessuno dovrebbe considerare la sua vita banale, che nessuno dovrebbe cadere in letargo e che tutti dovrebbero assumersi le proprie responsabilità. "La via della pace si costruisce con la pratica. Chiedo a tutti coloro che lottano per essa di fare sforzi più pratici e profondi. Tutti si devono sforzare di capire questa linea e di metterla in pratica." Il Presidente si è poi soffermato sulle sue condizioni di salute in cella, confermando i problemi respiratori che lo affliggono, ha detto che i medici non sanno come aiutarlo ma ha affermato la sua volontà di andare avanti nonostante tutto. Il Presidente, spostando il suo discorso sul contesto generale, ha detto che il bisogno di libertà del popolo non potrà essere cancellato, ha ricordato che in questo anno di detenzione ha fatto molto per la Turchia e che: " ..anche se morirò, il popolo dovrà continuare la linea che abbiamo intrapreso. Non devo diventare lo scopo principale della lotta. La mia vita o la mia morte non dovranno diventare la giustificazione per la vendetta o per il rilassamento". Nell’ultima parte del suo intervento, Ocalan ha spostato l’accento sulla questione geostrategica, rilevando l’importanza di rendere sicuro il Kurdistan del sud, chiedendo a tutte le forze kurde di trovare una linea politica comune e, infine, criticando coloro che vendono i diritti dei kurdi nelle contrattazioni con le potenze straniere. " Noi kurdi dovremmo sviluppare pace e democrazia per affrontare i problemi internazionali. Dobbiamo sviluppare un approccio amichevole nelle nostre relazioni con la Siria, l’Iraq, l’Iran e la Turchia. Se tali potenze pensano che il problema siano le nostre forze armate, dovremmo trovare un accordo per trasformarle in forze di sicurezza comuni ed infine bisogna garantire al popolo il diritto alla libera e democratica pratica politica ed in questo è importante il ruolo che potrà giocare il KNK."

Non capiscono la democrazia – Kurdish Observer, 30 agosto 2000

Il leader dell’HADEP di Amed Ali Urkut critica la decisione turca di vietare la marcia per la pace indetta per il 2 settembre e dice che vietarla significa non capire la democrazia. Urkut ha detto che sebbene essi avessero avanzato la richiesta per la marcia dal 22 agosto, la risposta negativa è arrivata solo oggi. "Il governo non dovrebbe aver paura del nostro popolo. La pacifica manifestazione per il Newroz dovrebbe essere l’esempio più chiaro. Questa è la democrazia. La nostra lotta sarà tesa a creare un ambiente nel quale le persone si potranno esprimere liberamente. Non lo permettono, ma faremo pressione e faremo sapere a tutti che la nostra lotta per la pace e la democrazia continua."

Tenuti in ostaggio perché hanno nomi kurdi – Kurdish Observer, 30 agosto 2000

Rojbin e Rozerin, due bambini arrivati all’aeroporto di Istanbul, sono stati presi dalla polizia turca a causa dei loro nomi kurdi. E i genitori non sanno che fare. Rojbin e Rozerin hanno quattro e due anni, i loro nomi sono collegati all’espressione kurda " sole che genera la vita", ma proprio a causa di questi nomi sono stati arrestati dalla polizia turca e sono ora a migliaia di chilometri dalla loro famiglia. Entrambi i bambini sono registrati presso il distretto di Bulanik,nella provincia di Mus. Nel ’95, prima della loro nascita, la madre Aysel Azar e il padre Savci Azar si trasferono in Germania a causa della repressione turca. Un anno dopo nacque il loro primo figlio e lo chiamarono Rojbin ("colui che vede il sole"). Il secondo figlio, una bambina questa volta, nacque due anni dopo e la chiamarono Rozerin ("la luce del sole"). Questi nomi richiamano la loro identità kurda che è così duramente repressa in Turchia. Ma sono fieri di quello che sono. La richiesta per l’asilo politico, inoltrata nel 1995, è stata riconosciuta alla coppia nel 1997 e la madre dei bimbi ha ricevuto un documento da viaggio valido per tutti i paesi. La famiglia è partita per la Turchia il primo di luglio. Al momento del controllo dei documenti, una volta giunti ad Istanbul, la polizia certificò che i bimbi non avevano documenti turchi e che non avrebbero potuto lasciare la Turchia senza carta d’identità. La madre si rivolse , allora, all’anagrafe di Bulanik per avere i documenti ma le fu testualmente risposto: "Sono nomi kurdi,, non li possiamo registrare." La madre si rivolse allora al consolato tedesco di Istanbul dove, dopo aver spiegato la situazione, le fu detto : "Questa è la Turchia, può accadere di tutto." La madre si è allora rivolta ad un avvocato, ricordando che in Turchia i nomi kurdi sono legali ma anche gli sforzi dell’avvocato sono stati senza esito. La Turchia è un paese delle leggi ma non della giustizia. La madre adesso è dovuta tornare in Germania senza i suoi figli e i due bambini, a causa dei loro nomi, si trovano migliaia di chilometri lontano dai loro genitori…