Bollettino a cura di Ufficio dInformazione del Kurdistan in Italia N.28
Del mondo kurdo
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Il PUK si prepara allattacco. KurdishObserver, 4/12/00 Osman Ocalan, intervenendo telefonicamente ad una trasmissione di Medya- Tv, ha detto che nel Kurdistan meridionale stanno ricominciando a spirare venti di guerra e che il PUK sta soffiando su questi insieme alla Turchia e allIran.Ocalan ha annunciato che il cessate il fuoco "de facto" stabilito tra le parti non è più operativo. I peshmerga del PUK stanno, infatti, sequestrando dei camion civili per organizzare i trasporti militari, la Turchia ha inoltre spedito a questi 12 TIR di armi e munizionamento e circa 70 uomini delle truppe speciali e dei servizi dosservazione territoriale. E stato inoltre ricordato da Ocalan che Talebani ha rifiutato di incontrare una delegazione del KNK: "La situazione è adesso pericolosa. Tutti se ne debbono rendere conto ed usare le loro capacità al fine di evitare tali evoluzioni. Il PUK non può ottenere i suoi obiettivi attaccandoci. Il PKK è forte e darà sempre una risposta adeguata ad ogni offesa, ma non cè vittoria in una guerra interna."
Commentando le esternazioni dei responsabili del MIT, Osman Ocalan ha riferito di avere grosse perplessità e di non considerare serie tali dichiarazioni. Ocalan ha rilevato che i veri responsabili della situazione non hanno parlato, e che il problema kurdo non si limita alla sola questione linguistica e alla televisione: " Come pensano di garantire ai kurdi il diritto di esprimere il loro pensiero politico? Cosa pensano di fare per i villaggi distrutti e bruciati? Come pensano di colmare il distacco economico del Kurdistan? Hanno dei programmi per la questione economica, sociale, amministrativa e politica?" Inoltre, sempre per Ocalan, le dichiarazioni turche sulla possibilità di aprire una TV in kurdo sono tese a provocare il soffocamento e la chiusura di Medya-TV.
Ocalan ha detto che lunico mezzo per risolvere le questioni sociali e politiche con i kurdi è il dialogo con i rappresentanti del popolo kurdo: "Il popolo kurdo sa quali sono i suoi rappresentanti. Il PKK è lunica forza che rappresenti il popolo kurdo e non è possibile rifiutare il dialogo con esso." Ocalan ha affermato che i turchi stanno facendo di tutto per distruggere la volontà del PKK, ma ha replicato sottolineando che il Partito perseguirà i suoi obiettivi a tutti i costi.
Il PUK riprende gli attacchi. KurdishObserver, 6/12/00 Il PUK ha definitivamente rotto il cessate il fuoco di settembre riprendendo gli attacchi, il 5 sera alle 23.00, e, secondo quanto affermato dalle Forze di Difesa Popolare, anche con la collaborazione aerea delle forze turche. Il PUK, che aveva posizionato circa 4000 peshmerga lungo la linea di Kani Cenge, è stato comunque costretto a ritirarsi dopo una notte di dura battaglia e dopo aver subito forti perdite.Il Comando Generale delle Forze di Difesa Popolare ha chiesto, alla popolazione della regione, di agire contro il PUK e contro la sua strategia di guerra. In questi primi scontri le Forze hanno perso cinque guerriglieri mentre il PUK ha lasciato sul campo 10 peshmerga.
Il leader del PUK, Talabani, poco prima di lanciare lattacco alle Forze di Difesa del PKK, aveva invitato una delegazione del KNK per creare una falsa atmosfera di distensione e prendere quindi le forze guerrigliere impreparate. Il suo piano è fallito, è stato una delusione, e il PKK ha assicurato che gli sarà data la giusta lezione se continuerà con questatteggiamento.
La Turchia sta intanto continuando i rifornimenti di armi al PUK, e si ha anche notizia di una nuova concentrazione di truppe lungo il confine col Kurdistan meridionale al quale è seguito larresto di numerosi abitanti dei villaggi di confine.
Un membro dellufficio politico del PUK, Mele Baxtyiar, ha detto che non sarà mai possibile fare la pace col PKK. Baxtyiar ha detto che lo sforzo è quello di cacciare il PKK dalla regione. Shazad Said, rappresentante del PUK ad Ankara, ha ricordato che il partito si è impegnato con la Turchia ad allontanare il PKK dalla regione.
Duran Kalkan, del Consiglio di presidenza del PKK, nonostante lattacco del PUK, ha comunque continuato ad offrire al movimento di Talebani la possibilità di distaccarsi da coloro che prosperano sul sangue del popolo kurdo: " Utilizzeremo, senza ombra di dubbio, il nostro diritto allautodifesa per respingere tali attacchi. Il PUK è diventato uno degli strumenti del complotto internazionale per liquidare il PKK. Sappiamo che le forze turche stanno dando appoggio sia informativo che materiale al PUK. Abbiamo notizia della presenza nella regione anche di altre forze."
Facendo attenzione sul ruolo che Turchia e Iran stanno svolgendo in questa guerra, Kalkan ha ribadito: " Se la Turchia spera di guadagnare qualcosa da questa guerra, si sta sbagliando di grosso. Deve stare assolutamente lontana da questa situazione. Lo stesso discorso vale per lIran."
Chiediamo a tutte le forze democratiche del popolo kurdo, della Turchia e del mondo dessere sensibili alla situazione. Chiediamo agli intellettuali kurdi e a tutto il nostro popolo di aumentare i loro sforzi per trovare una soluzione pacifica. Noi, come partito, faremo la nostra parte in questo processo."
Lattacco più grave si avrà in primavera.Kurdish Observer, 8 dicembre 2000
Nizamettin Tas, membro del Consiglio di Presidenza del PKK, ha dichiarato che, lattacco del PUK fa parte di un piano più generale e ha detto che le evoluzioni in atto indicano che una guerra regionale, fra i paesi dellarea, si scatenerà nel Kurdistan meridionale nella prossima primavera. "se non si provvederà ad unalleanza, ad una soluzione internazionale numerose potenze, prima fra tutte la Turchia, si muoveranno in primavera. Il PUK e lesercito turco faranno fronte comune. Noi ci stiamo preparando a questo." Tas ha spiegato che si erano svolte alcune iniziative, non rese note, sfociate poi in un accordo con il PUK, già una settimana fa. A questo riguardo Tas ha fornito le seguenti informazioni "si era giunti ad un accordo una settimana fa. Alcuni mediatori a livello statale ne erano i garanti.Nonostante che si trattasse di un accordo scritto, dopo una settimana hanno attaccato." Inoltre, "non sarebbe corretto dire che il PUK ha iniziato questa guerra per sua decisione, per i suoi interessi o per sua volontà. Se continueranno così verranno liquidati. Sappiamo bene che i peshmerga vengono addestrati dallesercito turco. I 16 che abbiamo catturato e gli oltre 100 caduti, indossavano abiti dellesercito turco. Proprio poco tempo prima dellattacco, circa 20 TIR di munizioni sono stati forniti al PUK. Anche cibo in scatola turco viene consumato dai peshmerga. La Turchia ha un ruolo ben preciso in questa guerra. Stanno usando il PUK per lasciare irrisolta la questione kurda e per impedire le aperture democratiche.
Quegli ambienti che vogliono la guerra in Turchia stanno facendo pressioni sul PUK. Questi comportamenti avvelenano la Turchia. Per la Turchia questa è una trappola." Tas ha anche detto che "non è solo la Turchia che sta sostenendo e incoraggiando il PUK, anche lIRAN lo supporta. Quello che si vuole, durante questo periodo di intensi dibattiti per una soluzione è di premere il PKK e di spingerlo verso la Turchia, per dar vita a nuovi scontri turco-kurdi". Secondo Tas tutto questo si sta sviluppando come parte di un piano. Il PKK continuerà nei suoi intenti positivi per una conclusione della guerra e per assicurare una pace basata sul dialogo, proprio come ha già cominciato a fare. Infine, Tas ha sottolineato che il PDK, invece, ha seguito una politica equilibrata negli anni passati e ha detto che il PDK non è alleato con la Turchia e gli altri paesi della regione per la guerra.
Dal 9 dicembre, lIniziativa delle Madri della pace, entrerà in sciopero della fame per protestare contro gli scontri, già in Europa le comunità kurde si sono mobilitate in forma di protesta scendendo in piazza.22° anniversario del PKK: celebrazioni come un festival.
Kurdish Observer, 29/11/00
Il 22° anniversario del PKK è stato festeggiato dai kurdi della diaspora europea con manifestazioni di grande entusiasmo e al grido: "Biji Serok Apo". Lavvenimento è stato saluto con gioia, le varie iniziative tenutosi in Europa hanno tutte sottolineato la fiducia del popolo e la speranza in un futuro migliore.In Germania ci sono state varie manifestazioni partecipate da centinaia di kurdi con balli, musica e lettura di poesie: a Duisburg oltre 150 kurdi; a Russelsheim oltre 100 kurdi con il sostegno musicale dimportanti gruppi musicali kurdi; alliniziativa tenutasi a Norimberga al Centro Culturale della Mesopotamia hanno partecipato oltre 400 con la musica dei Koma Rohat; altre iniziative si sono tenute a Düsseldorf, Mainz, Norimberga, Francoforte, Friburgo e in tante altre località.
A Londra la celebrazione si è tenuta al Community Centre, nella parte nord della città. In Francia si è invece festeggiato a Parigi, dove il Centro Kurdo è stato decorato con palloncini sui quali era scritto "Biji Serok Apo" e "Migliaia di saluti al Presidente Apo". Anche a Roma si è tenuta una manifestazione. Il luogo scelto è stato il "Villaggio Globale" di Testaccio. Nel corso della celebrazione è stato cantato linno nazionale, è stato letto un documento del Partito, i kurdi hanno poi dato vita ad uno spettacolo autoprodotto con musica, balli e teatro.
Il PJA festeggia lanniversario di nascita del PKK: "Il PKK è la storia delle donne libere."KurdishObserver, 29/11/00
LAssemblea del Partito delle Donne Libere (PJA) ha detto che la lotta di liberazione del PKK è stata, allo stesso tempo, anche la lotta di liberazione delle donne, sulle orme di Zilan e Semas (martiri del popolo kurdo): "Prima di tutto vogliamo ringraziare il nostro Leader, Apo, poi il nostro popolo patriottico e democratico e tutti gli amici che ci aiutano in questo duro periodo di lotta. Chiediamo a tutte le donne, a tutti gli uomini del mondo e al nostro popolo di seguire lesempio del nostro Presidente per la pace e la democrazia e di continuare a lottare per creare una umanità nuova. Siamo sicure che il PKK riuscirà a raggiungere la pace e la democrazia e a trasformare questo stato." La Germania insiste sulla vecchia via.KurdishObserver, 27/11/00
Anche il governo di Schroeder insiste nel voler confermare la messa al bando del PKK imposto 7 anni fa. Ma i divieti non indeboliscono i kurdi. Il Ministro degli Interni, la Corte Costituzionale Federale e lUfficio dellAvvocatura di stato hanno riconfermato, pochi giorni fa, il bando che grava sul PKK. Un funzionario del Ministero degli Interni ha giustificato la decisione dicendo: "La realtà è sotto il naso di tutti". Il bando fu imposto dal Ministro degli Interni, Manfred Kanther (CDU), il 26/11/00. Neanche dopo lo scandalo del denaro sporco, e la conseguente sostituzione di Kanther con Otto Schily (ex-avvocato della Rote Armee Fraktion) si è avuto un cambiamento di linea. Tutto questo mostra, ancora una volta, quanto siano stretti gli sporchi legami tra la Germania e la Turchia. I Servizi Segreti Interni Tedeschi hanno affermato che il PKK è ancora un "pericolo per la sicurezza interna".Tutto questo non prende quindi in considerazione il processo di pace che il PKK sta portando avanti. Per un funzionario dei Servizi Segreti il processo di pace si deve ancora implementare,e ha inoltre ricordato che il PKK ha violato la sovranità tedesca nel 1992 con lassalto allAmbasciata turca. Nellultimo anno (10/99-10/00), secondo lavvocato dellAssociazione Azad di Colonia, a causa del bando, ci sono stati 11 arresti, 71 fermi e sono state perquisite oltre 175 associazioni. Sempre secondo lavvocato, a tuttoggi, sono in prigione più di 45 kurdi accusati di "terrorismo" o di appartenenza ad una "organizzazione criminale".
Anche la polizia sostiene il bando, "il tavolo sul PKK" (K14), dellUfficio della Polizia Criminale, continua a considerare come punibili coloro che partecipano alle manifestazioni per il PKK o coloro che fanno donazioni per le organizzazioni kurde. Il governo rosso-verde di Schroeder non sembra voler andare in una direzione contraria e, in Germania, si continuano a criminalizzare i kurdi accusandoli di non voler vivere in pace con gli altri. Il governo tedesco si dovrà rendere conto come questo bando, al contrario, non serve ad immobilizzare le attività della comunità kurda che al contrario stanno sempre più aumentando.
Le esternazioni di alcuni dirigenti del MIT (servizi segreti) sulla questione kurda. KurdishObserver, 30/11/00
Mentre tra le alte sfere turche si estende lallarme per la saldatura, sempre più forte, tra il PKK e il movimento kurdo, anche alcune esponenti del MIT hanno rilasciato delle dichiarazioni importanti. Le politiche di negazione dellidentità kurda continuano a perdere terreno, anche grazie al successo sempre più crescente che il "Progetto per la Pace e la Democrazia" del PKK sta ottenendo sia in Turchia che in Europa. La partecipazione di oltre 100.000 persone al Congresso dellHADEP del 26/11 ha sicuramente preoccupato le alte gerarchie dello stato turco.
Subito dopo questo Congresso si è tenuto un importante incontro tra il Sottosegretario del MIT Senkal Atasagun,e il suo assistente Mikdat Alpay con i giornalisti delle principali testate turche Hurriyet, Milliyet, Sabbah e Star, durante il quale si è parlato di tanti temi: dal Processo Ocalan, alladesione allUE, alla risoluzione della questione kurda, al PKK. Atasagun, ricordando che il MGK (Consiglio per la Sicurezza Nazionale) ha più volte chiesto il parere del MIT sul caso Ocalan ha detto: " Sì, quando ci hanno chiesto il nostro parere, noi lo abbiamo dato. Noi siamo quelli che hanno catturato Ocalan e siamo quelli che più si battono perché non sia impiccato. In un documento consegnato al Consiglio dei Ministri il 10 gennaio, avevamo scritto che Ocalan non deve essere impiccato per un superiore interesse nazionale. Dopo le elezioni del 18 aprile abbiamo tracciato una mappa dei risultati elettorali e il risultato dellHADEP dimostra che nel paese cè una vera e propria suddivisione politica.
Crediamo in ogni caso che la questione sia fondamentalmente economica. Basta guardare a come vive la gente nei ghetti di Ankara: famigli kurde con sei figli, al posto loro sarei diventato comunista anchio". Mikdal ha invece sostenuto che il PKK è stato fondamentale nella distruzione delle strutture feudali che esistevano nel sud-est, confermando così indirettamente la lotta democratica ed egualitaria del PKK. Per il sottosegretario questi due anni (dalla cattura di Ocalan) sono stati degli anni persi: " Abbiamo perso due anni. Questo periodo poteva essere sfruttato meglio. Luomo è in prigione da due anni e non abbiamo ottenuto alcun risultato. I politici pensano solo a guadagnarsi i voti. Il problema della Turchia è semplice: si pensa troppo allesterno mentre dovremmo curare prima i nostri interessi".
Sul PKK Atasagun ha detto: "Molti prendono oggi il PKK sottogamba, ma il PKK ha ancora una forza di guerriglia importante e continua ad essere una minaccia presente. Guardando le immagini di Medya TV sui fatti di Adana, si sta paventando il rischio che loro vogliano creare anche qui lIntifada, come in Palestina".
Ecevit commenta le esternazioni del MIT:
"Questo è un punto di svolta per la Turchia."KurdishObserver, 30/11/00
Commentando le esternazioni di Atasagun, il Primo Ministro, Bulent Ecevit, ha voluto sottolineare latteggiamento realista del MIT e la necessità di trasformare le sue parole in realizzazioni pratiche. Ecevit ha inoltre affermato che, una soluzione della questione linguistica kurda dovrà essere trovata senza indebolire lidentità nazionale: "In un paese democratico e tecnologicamente avanzato non si possono mantenere a lungo i segreti, e il MIT sta agendo con consapevolezza di questa nuova realtà.E necessario trovare delle soluzioni soprattutto economiche e sociali ai problemi dellAnatolia sud-orientale. Dobbiamo abolire la pena di morte, ma allo stesso tempo dobbiamo renderci conto che il separatismo non è finito ma soltanto cambiato forma, di questo il Congresso dellHADEP è un chiaro avvertimento." Ecevit ha comunque evitato di commentare le esternazioni di Atasagun sul PKK e sul suo Presidente. Reazioni negative si sono invece avute dal MHP (Partito dei lupi grigi), il Ministro della Difesa, Sahabattin Cem, ha, infatti, detto: "Atasagun è un burocrate e dovrebbe parlare nei limiti della burocrazia."
"Sono una madre, ascoltate la mia voce."KurdishObserver, 3/12/00
I prigionieri kurdi che stanno portando avanti lo sciopero della fame sono arrivati al loro 44° giorno, i parenti di questi sono invece al 14°. La signora Fatma Ozcelik, ha due figli in prigione, Baris e Savas, arrestati mentre frequentavano le superiori. Baris fu condannato a 22 anni mentre Savas a 16. Il figlio della signora Fatma, Baris, ha già portato avanti uno sciopero della fame durato ben 69 giorni fin quando le sue richieste non furono accolte: " Quando fu al 68° giorno di sciopero, la polizia lo portò da me. Era freddo come un frigorifero. Mi disse, in caso di morte, di voler essere seppellito nel cimitero di Izmir vicino al suo amico Sibel. Mi chiese di non piangere perché lui non sarebbe morto. Abbiamo entrambi mantenuto le nostre promesse: lui non è morto e io non piansi. Adesso mio figlio è di nuovo in sciopero della fame. Quanto vogliono far piangere una madre? Le autorità mi devono ascoltare."Lassociazione dellordine degli avvocati di Izmir chiede di applicare le norme di diritto umanitario internazionale per fermare lo sciopero della fame suicida. A questo proposito il Presidente dellassociazione, Noyan Ozkan, ha detto: "Chiediamo alle autorità di non ripetere lo sciopero della fame suicida del 96 e chiediamo lapplicazione delle norme internazionali."
Le madri dei prigionieri hanno avuto un incontro con lOrganizzazione femminile dellHADEP. La Presidentessa della sede di Bingol, Saadet Gundogu ha chiesto che lo stato ritiri il progetto di realizzazione di un sistema carcerario a celle singole (il progetto che ha fatto scatenare lo sciopero).
Il Ministro della Giustizia, Hikmet Turk, ha sostenuto che i prigionieri stanno facendo lo sciopero perché forzati dalle loro associazioni, le quali hanno duramente replicato: "Ancora una volta il governo afferma che lo sciopero è diretto dallesterno. Non possono bloccare il nostro sciopero e cercano di disinformare lopinione pubblica. Chiediamo al Ministro di provare le sue informazioni. Fatelo parlare coi nostri rappresentanti in pubblico e fateci fare un contraddittorio aperto col Ministro per dimostrare, invece, le nostre affermazioni." Contemporaneamente il portavoce del governo, Tunca Tokay, ha detto: "Se necessario li bloccheremo con la forza." A questo è stato risposto: "Non abbiamo armi come lo stato. I nostri cuori sono, in ogni caso, pieni di passione e amore per il popolo e per il paese. Resisteremo col nostro cuore e con la nostra mente."
Le celle singole negli USA sono totalmente differenti.KurdishObserver, 5/12/00
Il sistema carcerario di tipo F che la Turchia vuole imporre, e che sono lelemento che poi ha provocato lo sciopero della fame tuttora in corso, esiste anche negli Usa, ma li è totalmente differente: in America, infatti, le porte delle celle sono lasciate aperte per 15 ore al giorno. Questa informazione è stata diffusa dal Vice Presidente dellordine degli Avvocati di Istanbul, Osman Ergin, che ha specificato: "Negli USA le celle sono da uno o da tre prigionieri, le porte sono aperte dalle 6:30 alle 21:30. Quando le celle sono aperte, i prigionieri possono leggere i giornali, guardare la televisione, ricevere visite. " L'avvocato Ergin ha invece detto che in Turchia tutto questo non è previsto e che il carcere disolamento è previsto esclusivamente per distruggere i prigionieri.LHADEP sullamnistia. Kurdish Observer, 8 dicembre 2000 Il Presidente del Partito della democrazia del popolo, Murat Bozlak, ha sottolineato, in una conferenza stampa tenutasi alla sede centrale del partito che, in un periodo in cui lamnistia sembra essere fondamentale alla pace sociale "il disegno damnistia presentato, così comè risulta insufficiente". Bozlak ha anche detto che, quello delle prigioni, è un problema sociale fra i più importanti nel paese. Bozlak ha fatto notare che ci sono numerosi prigionieri in sciopero della fame, con lintenzione di continuarlo ad oltranza, i quali protestano in questo modo contro ladozione del sistema a celle disolamento (Tipo F) nelle prigioni ed ha continuato dicendo che "non possiamo e non dobbiamo rimanere spettatori mentre i nostri giovani perdono la propria vita. Proprio non è corretto guardare ai fatti con la mentalità di "non faremo concessioni". Impedire che la gente muoia, significa comportarsi in modo umano e democratico.
Visto che lo stato esiste per mandato dei cittadini, ancora una volta diciamo al governo che "domani, anche unora di ritardo, potrà essere troppo tardi. Il dialogo e la riconciliazione devono essere assicurate prima e queste morti vanno impedite."
Il Presidente dellHADEP ha anche annunciato di aver inviato una lettera al Presidente, Ahmet Necdet Sezer, con la quale ha illustrato il punto di vista del partito sullamnistia e sullo sciopero della fame in atto nelle prigioni, chiedendo al Presidente la sua assistenza per entrambe le questioni. Infine, sempre nel corso della conferenza stampa Bozlak ha dichiarato che "il IV Congresso ordinario del 26 novembre ha visto la partecipazione tante persone e una cosa così non si era mai vista prima nella storia della Repubblica. "LHADEP, che è un partito rappresentativo di milioni di persone è una realtà della Turchia innegabile".
Il Congresso dellHADEP: la testimonianza di Carlo Cartocci, inviato di PRC, 29 novembre 2000.
Il 26 novembre 2000 si è tenuto ad Ankara il IV congresso dellHADEP ( )
Il congresso si è posto due compiti fondamentali: innanzi tutto approvare e diffondere un documento-programma in cui si chiede, non soltanto più libertà per i kurdi, ma un reale processo di democratizzazione di tutto lo stato turco. Una prospettiva ambiziosa ed una manifestazione di maturità politica che, partendo dalla considerazione che il popolo kurdo non è unesigua minoranza, ma rappresenta il 35% (20 milioni) dellintera popolazione turca, propone a tutti, per tutti, i temi della libertà, della democrazia, della convivenza pacifica e del rispetto delle culture.
Il secondo obiettivo del congresso è stato quello di permettere al popolo kurdo di rivelarsi, di uscire dallinvisibilità in cui lautorità statale, e i massmedia ad essa subordinati, li condannano. Si è trattato, dunque, di un congresso-manifestazione: una folla sterminata e festante, fra le 100mila e le 150mila persone, ha circondato il piccolo palasport che le autorità avevano concesso allHADEP, allestrema periferia di Ankara. ( ) Gli stessi manifestanti sembravano increduli ed insieme fieri di aver conquistato un pezzo di città, di poter ostentare i nastri rosso-giallo-verdi fra i capelli, di poter gridare il nome del presidente Apo, di poter danzare nelle strade in ampi cerchi, le donne in coloratissimi costumi e gli uomini con al collo la keffia, al suono di tamburi e pifferi contadini.
Al congresso erano presenti i rappresentanti del Partito turco della democrazia e della libertà, del Partito socialista turco e del sindacato (TSIP) nonché numerosi altri partiti e sindacati, erano inoltre presenti i rappresentanti di venti partiti europei, comunisti e della sinistra, fra i quali il PRC che raccoglie molte simpatie ed attestazioni di stima da parte dei dirigenti e dei militanti dellHADEP. ( ) Non si tratta di proposte eccessive, corrispondono alla cultura politica che ispira le costituzioni europee e le leggi internazionali. Si tratta però di proposte che le forze di governo dellodierna Turchia possono interpretare come eversive, proprio perché non rivendicano solo i diritti di una minoranza, ma mirano alla democratizzazione dellintero stato. ( )
Sullo schermo posto sul palco del congresso sono state proiettate le immagini della trasformazione di un bruco in crisalide e della trasformazione della crisalide in farfalla, queste immagini erano intervallate da altre immagini in presa diretta sulla folla festante fuori del palasport. Una sorta di versione poetica della favola del brutto anatroccolo: un popolo descritto dal potere come incolto, violento, ribelle, che mostra la sua bellezza culturale, che rivela la voglia di vivere in pace e fratellanza, che apre le ali multicolori, le ali della libertà. Il simbolo dellHADEP è una farfalla, appunto.
Il Vertice di Nizza e la Turchia. Kurdish Observer, 9 dicembre 2000 La responsabile dei rapporti con UE del Ministero britannico Keith Vaz ha risposto alle domande di Ozgur Politika e Medya-TV e ha detto "il Primo Ministro Bulent Ecevit ha fatto un discorso molto positivo presentando il punto di vista delle autorità di Ankara circa lUE. Crediamo che questo passo della Turchia sia importante." Vaz ha fatto notare che questa è stata la prima volta, dopo Helsinki, che la Turchia ha preso parte ad un vertice dellUE e ha detto di ritenerlo un passo storico. È stato confermato ad Ecevit durante lincontro che un totale di 672 milioni di Euro verranno dati alla Turchia tramite il fondo MEDA e nellambito del sistema Doganale dellUnione, come forma di assistenza.Il Primo Ministro turco, Bulent Ecevit ha tenuto un breve briefing presso il suo albergo, al quale non è stato permesso di partecipare ai giornalisti kurdi, che non avevano un accredito ministeriale. Secondo le informazioni ricevute la dichiarazione di Ecevit è stata vuota, ha soltanto asserito che la Turchia sta dando una grande importanza allUE e che il Programma Nazionale da prepararsi in risposta al Documento di partenariato dadesione sarà completato e presentato al Consiglio dei Ministri entro la metà del mese. I negoziati con la Turchia ancora sono in atto secondo la Commissione europea. LUE chiede alla Turchia di definire chiaramente le tappe per ladeguamento ai criteri che sono stati previsti, fra le priorità del breve e del medio termine, nel Documento suddetto.
Cosa passa e cosa no. Il Manifesto, 9 dicembre 2000 I quindici esprimono un desiderio: che alle elezioni europee del 2004 votino per lEuroparlamento anche i cittadini dei nuovi stati membri. Ma, per mettere le mani avanti e non sollevare speranze fuori luogo, il Presidente Chirac ha precisato che <<non cè nessun cambiamento rispetto ad Helsinki>>, cioè sono i paesi dellUnione che << apriranno le parte>> nel 2003 <<a chi assolverà le condizioni richieste per entrare>>. In altri termini <<non cè nessun impegno per lentrata di questo o di quel paese>> ha sottolineato Chirac <<ma solo unapertura di porte>>.