Bollettino a cura di Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia – N.24

Del mondo kurdo

 

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Skanska si è ritirata dal progetto Ilisu.

Kurdish Observer, 30 settembre 2000

L’azienda svizzera Skanska si è ritirata dal progetto Ilisu dicendo che non parteciperà a progetti che non tengano conto della popolazione e dell’ambiente. Il portavoce della compagnia, Thor Krussel, ha spiegato che questo è uno dei principi della Skanska, ma ha dichiarato di non voler commentare il precedente accordo che era stato firmato a riguardo del progetto Ilisu. Il ritiro della Skanska mette il progetto, che la Turchia sembra determinata a concludere, in serio pericolo, dato che la suddetta essendo una delle otto aziende del consorzio, aveva garantito per il 24% del finanziamento. A seguito della rinuncia di Skanska, il Ministro degli esteri britannico, Robin Cook ha dichiarato che non permetterà alle compagnie britanniche di partecipare al progetto a causa delle sue preoccupazioni a riguardo di ambiente e diritti umani.

Alla Corte europea per i diritti umani, la Turchia ottiene un record. Kurdish Observer, 1 ottobre 2000

La Turchia, che ha in corso 2.661 cause, sul totale di 15.107 provenienti da tutti i 41 paesi membri del Consiglio d’Europa, ha raggiunto un record in questo senso. Le migliaia di casi, che aspettano una decisione d’accoglimento, non sono considerati tra quelli citati in attesa di sentenza da parte della Corte. Il Presidente della Corte europea, Luizius Wildhaber ha tenuto una conferenza stampa sull’incremento dei casi di violazione dei diritti umani. "La sovrabbondanza dei casi ci obbliga a prendere le misure necessarie" e ha continuato Wildhaber che "le leggi nazionali andrebbero allineate agli standard della Convenzione Europea sui diritti umani e le nostre risorse finanziarie e umane andrebbero incrementate". Il comportamento della Turchia è visto come esemplare dell’applicazione delle decisioni della corte e secondo un parlamentare olandese, Erik Jurgens, sarebbe necessario, anche, intervenire con sanzioni politiche in tali casi.

Il ruolo dei partiti sulla condizione femminile è grande. Kurdish Observer, 4 ottobre 2000

L’incremento del numero dei suicidi e degli omicidi di donne diventa ogni giorno più preoccupante. In un intervista con Sewsen Selim, la rappresentante in Europa dell’Organizzazione delle donne indipendenti, fondata nel 1992, si è parlato del ruolo dei partiti del sud in riferimento a tale situazione. Le morti delle donne, uccise o suicidatesi nel Kurdistan meridionale, è una delle più dolorose situazioni che colpiscono l’umanità. Questi eventi tracciano un quadro distorto delle donne kurde, che si trovano sotto la dominazione maschile. Il controllo del sud Kurdistan è sempre stato nelle mani di pochi partiti, per un lungo periodo, e ognuno di questi ha realizzato un proprio sistema di dominio. Le donne, per la maggior parte dei casi, vengono uccise per "salvaguardare l’onore". Questa e altre ragioni simili dimostrano che la donna è vista come cittadina di secondo livello. Nemmeno una legge è passata per la protezione dei diritti della donna e il diritto di uccidere le donne è ufficialmente riconosciuto a fratelli, mariti e padri. Il PUK, il PDK e i partiti islamici hanno una visione maschilista della realtà ed esercitano una dominazione di questo tipo. Si potrebbe quasi dire che questi partiti sono anti-femministi. I partiti del sud lavorano affinché tali morti continuino o aumentino, piuttosto che arrestarsi. Ma, negli ultimi tempi, grazie alla pressione internazionale, promettono di promulgare leggi a favore delle donne. Il lavoro dell’organizzazione cerca di superare questa realtà di dominazione maschilista, ma proprio questo è l’ostacolo maggiore da sorpassare. Visto che proprio PUK e PDK con le loro politiche sono d’ostacolo. "Ci chiediamo come un partito che non riconosce la libertà della donna possa auspicare un’emancipazione sociale generalizzata" dice Sewsen.

La sede di Istanbul dell’associazione per i diritti umani (IHD) ha inviato una lettera all’Assemblea nazionale.

Kurdish Observer, 5 ottobre 2000

All’inizio dei lavori dell’Assemblea nazionale turca, la sede di Istanbul dell’IHD ha inviato una lettera ai partiti politici rappresentati all’interno del Parlamento, chiedendo miglioramenti democratici (una soluzione politica e pacifica della questione kurda, l’abolizione delle prigioni tipo-F e dello stato d’emergenza). Eren Keskin, la responsabile della sede di Istanbul dell’associazione, si è recata all’ufficio postale di Galatasaray con un gruppo di aderenti all’associazione e prima di inviare le lettere ha fatto una dichiarazione pubblica a riguardo del rapporto del Consiglio supremo del Primo Ministro, che non è stato accettato come documento ufficiale, "nonostante che si riportino alcuni miglioramenti, in realtà non si dichiara nessun cambiamento a livello di sistema".

Proibiti i festeggiamenti. Kurdish Observer, 6 ottobre 2000

A seguito dell’arresto di 6 membri del sindacato degli insegnanti di Diyarbakir (Egitm-sen), i festeggiamenti organizzati dall’unione sindacale per la Giornata mondiale degli insegnanti, prevista il 5 ottobre 2000, sono stati proibiti. Le proibizioni e gli arresti sono stati condannati in una conferenza stampa dell’Egitm-sen e degli impiegati pubblici aderenti al KESK, tenutasi presso l’Associazione dei giornalisti del sud-est, a Diyarbakir.

Il Segretario Generale dell’Egitm-sen, Emirali Simsek, ha dichiarato che la loro ormai decennale battaglia per i diritti e le libertà sindacali ha dovuto affrontare una violenta opposizione governativa ad ogni livello. Simsek ha specificato che "A questo riguardo, il governo a precluso ai membri dell’Egitm-sen di Diyarbakir di celebrare La giornata mondiale degli insegnanti prevista per il 5 ottobre. Le attività dell’unione non vengono permesse o vengono oscurate illegalmente. Comportamenti di questo tipo non possono essere tollerati."

Ecevit a Siirt continua ad avere paura dell’HADEP.

Kurdish Observer, 30 settembre 2000

Il Primo Ministro turco Bulent Ecevit ha avuto paura di confrontarsi con le richieste di pace e democrazia dell’HADEP. Durante la sua recente visita a Siirt il Premier Ecevit, infatti, è entrato in Piazza della Repubblica solo dopo che, i membri dell’HADEP che vi erano confluiti, sono stati sfollati. Il segretario provinciale dell’HADEP, Ahmet Konuk ha dichiarato che gli esponenti dell’HADEP volevano incontrare il Primo ministro nella piazza, mostrando cartelli con su scritte le proprie richieste. Ma, non gli è stato permesso e, il Premier non si è presentato in piazza finché i membri dell’HADEP sono stati portati via. Konuk ha reso noto che dopo la dispersione della folla, soltanto 15-20 persone sono rimaste ad ascoltare il discorso di Ecevit. Konuk ha espresso la sua speranza che il Primo Ministro abbia compreso quanto la gente di Siirt sia vicina all’HADEP ed ai suoi sforzi per la democrazia.

I giapponesi fanno visita all’HADEP.

Kurdish Observer, 6 ottobre 2000

Il sindaco giapponese di Kushimato ha fatto visita al sindaco HADEP del distretto di Akdeniz nella provincia di Mersin, M. Fazil Turk. Durante la visita, il Sindaco Tashima ha dichiarato che il Giappone è molto interessato alla Turchia e a Mersin, ringraziandolo per l’ospitalità e per la cura che era stata dimostrata agli studenti giapponesi, che lo scorso anno furono inviati nella zona di Mersin. Inoltre, il sindaco nipponico ha dichiarato "noi siamo al servizio di una città con 16mila abitanti e disponiamo di un budget di 120 milioni di dollari l’anno" con sorpresa il Sindaco Turk ha risposto " che qui si tenta di servire una popolazione di 200mila abitanti con 10 milioni di dollari a disposizione".

Il Ministro Aytekin ha fatto visita al Sindaco di Diyarbakir Feridun Celik. Kurdish Observer, 8 ottobre 2000

Il Ministro dell’ambiente Fevzi Aytekin del DSP (Partito della sinistra democratica) trovandosi a Diyarbakir per la cerimonia inaugurale dell’anno accademico alla Dicle University ha fatto visita al sindaco accompagnato dal parlamentare DSP di Diyarbakir, A. Samet Turgut. Il Sindaco di Diyarbakir ha dichiarato che, i problemi della città sono aumentati a seguito dell’arrivo degli immigrati dalle zone rurali e che, il problema delle infrastrutture, è fondamentale. Inoltre, Celik ha dichiarato di aver in atto numerosi progetti ai quali contribuiscono alcuni paesi stranieri e ha chiesto l’aiuto al Ministro per l’approvazione di una legge sulle autonomie locali. La visita di un Ministro DSP (il partito di Ecevit) ad un sindaco HADEP ha fatto molto scalpore, come per l’incontro di Feridun Celik con il MHP o il Vice Premier Bahceli.

Le donne dell’HADEP in Congresso.

Kurdish Observer, 10 ottobre 2000

La sezione delle donne dell’HADEP ha tenuto il suo primo congresso ad Ankara, presso il Palasport di Ahmet Taner Kislali. Le donne hanno raggiunto Ankara con 150 pullman provenienti dalle diverse province del paese, vestite nei costumi tradizionali. È stato reso noto che 2 pullman provenienti da Hakkari non hanno avuto il permesso di arrivare e che i 7 che arrivavano da Van hanno dovuto aspettare circa 8 ore sulla strada per Ankara. Durante le perquisizioni all’ingresso le fasce colorate per i capelli gialle, rosse e verdi sono state requisite dalla polizia. Fra le partecipanti c’erano 603 delegate dell’HADEP e numerose donne ospiti. Inoltre sono stati letti durante i lavori dell’assemblea i messaggi di Leyla Zana, delle donne del 1. Gruppo di pace e della parlamentare europea Feleknas Uca. Ahmet Turan Demir, accompagnato dalle sindache HADEP, ha salutato le donne ringraziandole per aver aperto in questo modo un’epoca nuova in Turchia.

Al Parlamento Europeo si sostiene la nuova strategia del PKK. Kurdish Observer, 7 ottobre 2000

Si è sottolineato in una conferenza tenutasi presso il Parlamento europeo, questa settimana, che il progetto di pace che il PKK vuole portare avanti va sostenuto. I membri del Parlamento hanno dimostrato un forte interesse per la conferenza, alla quale ha preso parte anche il portavoce del PKK Cevdet Amed. Hanno partecipato, inoltre alla conferenza i parlamentari europei Ozan Ceyhun, Feleknas Uca e la Baronessa Sarah Ludford, la presidente della Fondazione francese per le libertà, Danielle Mitterand e il vice presidente dell’Associazione per i diritti umani di Turchia Osman Baydemir. Dopo l’intervento di Ozan Ceyhun e dell’organizzatrice della conferenza Luisa Morgantini, il portavoce del PKK ha detto "ci sono ambienti che dimostrano pregiudizi infondati e incomprensibili contro il nostro partito" e ha concluso dicendo che "comunque la democrazia è una battaglia per la convivenza delle differenze, secondo valori condivisi".

Passi avanti a Dersim. Kurdish Observer, 9 ottobre 2000

L’embargo, indetto nel 1984 l’anno in cui gli scontri armati nella zona erano molto intensi, con lo scopo di tagliare il sostegno logistico al PKK, con decisione del Governatore di Tunceli (nome turco per indicare Dersim). L’esistenza dell’embargo, che è stato causa per la popolazione di enormi difficoltà, adesso è stato ufficialmente eliminato con una circolare. Ali Asker Guler, Presidente della Camera del commercio e dell’industria di Tunceli ha dichiarato che la decisione è veramente un miglioramento importante. E’ un passo fondamentale verso la pace sociale. Ma, il presidente della sede di Elazig di IHD dice che se la circolare non avrà effetti pratici, non sarà significativa in pratica. Il Segretario provinciale dell’HADEP di Tunceli ha dichiarato che non si può dire subito se la circolare produrrà degli effetti positivi. "Consideriamo la circolare un passo importante" ha detto "ma dovremo vedere se in realtà l’embargo continuerà".

La Turchia ha ammesso il massacro di Qendaxor.

Kurdish Observer, 7 ottobre 2000

Il leader del PDK, Massoud Barzani ha annunciato da Ankara, a seguito di un incontro con le autorità turche, che la Turchia ha ammesso la sua responsabilità nel massacro di Qendaxor, nel quale 45 civili hanno perso la vita, ed ha accettato di pagare un indennizzo. La Turchia avrebbe dichiarato che si è trattato di un incidente, ma non ha specificato quanto pagherà ai famigliari delle vittime.

Condanna kurda della cospirazione avviatasi il 9 ottobre.

Kurdish Observer, 9 ottobre 2000

In molte città europee i kurdi hanno dimostrato per ricordare il secondo anniversario della cospirazione avviata il 9 ottobre 1998 intenzionata all’eliminazione fisica del leader del PKK, Abdullah Ocalan insieme con la lotta di liberazione nazionale kurda. I kurdi hanno dimostrato pubblicamente, una volta ancora, il proprio sostegno al loro leader nazionale. Per l’occasione lo stesso Presidente Ocalan tramite i suoi avvocati aveva reso noto che si deve essere determinati a voler volgere la cospirazione a favore della soluzione della questione kurda. A Roma, un centinaio fra kurdi e italiani hanno dimostrato di fronte a Palazzo Montecitorio e una delegazione è stata ricevuta presso la Segretaria della Presidenza del Consiglio dall’On. Sinisi.

Le "madri della pace" sono state arrestate. Ozgur Politika, 9/X/00

Le madri che si sono recate nel sud Kurdistan per fermare la guerra fra PKK e PUK al ritorno in Turchia sono state arrestate. Dal 2 ottobre, quando sono state prese, si trovano sotto interrogatorio. I nomi delle donne sono: Sekernaz Sakar, Muyesser Gunes, Rahime Inci, Azize Yildiz e Fahriye Bikim, oltre all’interprete Murat Batgi e altri due autisti i cui nomi non è stato possibile rinvenire. Le persone sono state portate davanti al Procuratore della Repubblica di Silopi. I due autisti, dopo essere stati interrogati, sono stati rilasciati, mentre le madri sono state condotte in un altro tribunale dove è stato richiesto il loro arresto, con l’accusa di sostegno al PKK. Da lì sono state trasferite al carcere di Mardin.

Le madri erano state, nei giorni scorsi, in sud Kurdistan per incontrare il leader del PUK e del PDK, Talabani e Barzani, per fermare la guerra tra PKK e PUK. Al rientro presso la frontiera di Habur sono state fermate. Un gruppo di avvocati si è recato oggi al carcere di Mardin per incontrare le "madri della pace ", uno degli avvocati Cihan Aydin ha detto che la colpa delle madri è quella di volere la pace e che si farà una richiesta d’immediato rilascio. Il responsabile di zona dell’IHD, Hanifi Isik, ha protestato contro l’arresto delle madri "visto che le donne erano andate lì per cercare di fermare gli scontri fra due forze, e soprattutto sono andate lì come parte esterna dal conflitto. L’arresto va contro la legge, non si riesce a capire il significato delle accuse per cui le donne avrebbero sostenuto non si sa cosa". Anche Mehmet Tekin, vice presidente dell’HADEP, ha dichiarato di non poter accettare questo arresto e che la guerra nel sud sta bloccando la pace, "per questo protestiamo contro l’arresto delle "madri della pace " perché i loro unici obiettivo sono la pace e la fratellanza ".

L’ingresso in Europa è obbligatorio. Kurdish Observer, 12/X/00

Il vice presidente dello stato maggiore turco, ha risposto ai reclami secondo cui, l’esercito turco sarebbe contrario alla candidatura d’adesione all’Unione Europea. Yasar Buyukkanat, Generale capo, ha dichiarato che l’adesione all’UE sarebbe fra gli obiettivi che lo stesso Ataturk indicò, ma ha dichiarato che "raggiungere questo scopo, assicurando l’unità e la laicità dello stato, prendendo tutte le precauzioni necessarie per la sicurezza della Turchia, è un diritto naturale".