Del mondo kurdo
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Reazioni al documento dellUE sulla candidatura della Turchia. Kurdish Observer, 11/11/00
Una dichiarazione della segreteria nazionale dellHADEP ha dichiarato il documento "positivo, ma insufficiente". Nella dichiarazione si specificava che "le clausole del documento a livello generale esprimono dei problemi concreti. Temi come la democrazia, i diritti umani e larresto delluso della tortura sono temi sui quali anche il nostro partito è concentrato e sui quali si sforza di ottenere risultati". Inoltre, si critica che, nel documento, non si faccia menzione apertamente ai kurdi, chiamandoli per nome. Concludendo "riteniamo sia una deficienza da parte dellUE, che pur prendendo in considerazione i progressi in campo politico e la struttura di potere del nostro paese, non ha menzionato la parola "kurdo" in maniera chiara nel documento. È preoccupante che le prospettive di eliminazione dello Stato di emergenza, labolizione della pena di morte e degli ostacoli allesercizio del diritto ad una libera istruzione siano stati rimandati ad un medio periodo (2002-2004), quando sarebbero dovuti essere inclusi fra le priorità di più grande importanza così da poter superare le difficoltà dei kurdi. Il documento è positivo se si considera come un tutto. Se si ottemperasse alle condizioni previste nel documento la democrazia e il progresso nel nostro paese giungerebbero ad un livello rilevante."
Sami Tan, leditore di Pine e Azadiya Welat, dicendo che il documento non piace assolutamente a nessun kurdo sostiene che "il problema kurdo è lostacolo più grande alla democratizzazione della Turchia. Fintanto che non lo si chiamerà con il suo giusto nome, questo genere di documenti per noi non avranno alcun significato. Noi kurdi sappiamo bene che la via alla democrazia in Turchia non si aprirà grazie alle richieste dellUE. Questo documento è uno strumento per la democratizzazione della Turchia. Ma qui, la determinante fondamentale è rappresentata dalla battaglia dei kurdi".
Il presidente dellIstituto Kurdo, Hasan Kaya, ha dichiarato ad Ozgur Politika che "il documento non risponde alle nostre aspettative. Il problema kurdo sarebbe dovuto essere menzionato nel documento in maniera specifica. La gente che ha preparato questo rapporto si è recata in Turchia diverse volte. Se il problema fosse stato menzionato chiaramente per nome, si sarebbe posta fine al problema. Ma, nonostante tutto, questo documento è un passo positivo. I kurdi potrebbero avvantaggiarsene se si lavorasse ad un problema ben fatto. Che continuasse finché la democrazia non si instaurerà in maniera convincente in Turchia."
Husnu Ondul (lattuale presidente dellIHD) ha dichiarato che si capisce che lUnione Europea non non considera possibile avviare i negoziati dadesione con la Turchia prima dei prossimi 4 anni. LUnione sta pensando ad un processo che si protrarrà nel tempo. Da questo punto di vista, noi non siamo daccordo con lUE. Noi stiamo lavorando per una rapida democratizzazione e crediamo che sia necessario che ci si allinei ai criteri politici già nel 2001.
Ufuk Uras, Presidente del Partito della libertà e della solidarietà (ODP), ha dichiarato che ancora una volta si è posto allordine del giorno la questione della democrazia, uno dei principali problemi della Turchia. Adesso è il momento di intraprendere i passi necessari, con o senza ladesione allUE. Tutti gli ostacoli amministrativi e politici posti in essere dallo stato vanno rimossi e si deve discuterete sui modi di risolvere il problema.
Nella dichiarazione divulgata a seguito del Consiglio dei Ministri, venerdì scorso, si esponeva la determinazione della Turchia a dimostrare lo sforzo necessario per giungere allobiettivo di una piena adesione della Turchia allUE, nel più breve tempo possibile. A riguardo del tema dei diritti umani, la dichiarazione ha asserito che la Turchia stesse facendo, in ogni caso, tutto il necessario su questo tema e continuava dicendo "La Turchia sta assumendosi le proprie responsabilità nel campo dei diritti umani così come esposto nel quadro di riferimento degli accordi internazionali. Fra le questioni importanti per il paese, nel campo dei diritti umani, cè il principio che i paesi non facciano discriminazioni fra i propri cittadini. I diritti e le libertà di base dei cittadini in Turchia sono garantiti dalla Costituzione e dalle leggi. I Ministri turchi hanno valutato il Documento soprattutto a riguardo della questione di Cipro e non fanno menzione alcuna della questione delle minoranze o del problema kurdo. Mentre il Ministro Mehmet Kececiler dice che non si trattare sulla questione di Cipro, il Ministro dellEnergia e delle risorse naturali ha dichiarato che mai la Turchia ha pensato di trattare sulla questione di Cipro.
Lex Ministro degli esteri e Ambasciatore turco, Ilter Turkmen ha dichiarato che "si è fatto uso di uno stile morbido. Non cè lintenzione di forzare troppo la Turchia. Gli si richiedono alcune cose a breve termine e altre a più lungo termine si rendono conto che le cose non vanno avanti molto velocemente in Turchia. Hanno aggiustato le loro richieste tenendo presente questo."
Infine, fra le reazioni dei partiti turchi riportiamo quella di Tansu Cilelr, leader del Partito della Via Vera (DYP) che ha dichiarato che la questione di Cipro è stata usata come elemento di pressione. "non si può diventare europeo accettando qualsiasi cosa. Ciò che è necessario per essere europei e per allineare la nostra democrazia agli standard europei è difendere i nostri diritti, battersi per i diritti, battersi per la gente. Siamo preoccupati per come questa battaglia vuole essere portata avanti. La questione va portata subito in Parlamento. Infine, il leader di Fazilet, il partito islamico, Recai Kutan ha dichiarato "che i passi che è necessario fare a riguardo dei diritti umani non vanno visti come unimposizione dellUE ma soltanto come qualcosa che è un diritto del popolo turco".