Al nostro popolo patriota, alle forze nazionali kurde, all’opinione pubblica turca e a tutte le potenze coinvolte.

 

Il Medioriente è il teatro di importanti evoluzioni politiche che ruotano intorno alla questione kurda. La rivolta popolare - la Serhildan - del Newroz, la strategia pacifica di trasformazione democratica e di libera unione sviluppata dal nostro partito hanno aperto la strada a un nuovo periodo che potrà condurre ad una soluzione democratica della questione kurda. Questa realtà influenza profondamente tutti i paesi della regione, a cominciare dalla Turchia, e li spinge ad una trasformazione democratica e pacifica aprendo la strada ad un’intensa lotta politica.

I cambiamenti intervenuti in Russia e nell’Unione Europea, le relazioni Turchia-UE, l’aver svelato il complotto internazionale che si prefiggeva di annientare il PKK, la favolosa resistenza dimostrata da parte dei popoli, soprattutto il popolo kurdo e quello palestinese, e l’attitudine reazionaria degli stati della regione che si oppongono a questa evoluzione, hanno intensificato al lotta politica attorno ai problemi e hanno fatto della soluzione delle problematiche una condizione sine qua non della prosperità della regione.

Il periodo trascorso ha permesso di dimostrare nettamente queste realtà. Non è possibile per il Medioriente di risolvere i propri problemi uno per uno, i problemi sono regionali e comuni a tutti. Per questo è necessario risolverli tutti in una maniera comune. Allo stesso modo, non è immaginabile lasciare da parte i problemi fondamentali per risolverli ulteriormente. Una situazione tale avrebbe delle conseguenze nefaste per tutto ciò che le riguarda. Oltretutto gli atteggiamenti repressivi che non tengono conto d’altro che degli interessi unilaterali non sono riusciti a risolvere questi problemi.

Constatando ciò ne emerge che è necessario risolvere i problemi della regione in una maniera comune senza aspettare o senza occuparsi degli interessi personali. A questo punto, noi vogliamo dire alle potenze coinvolte che le potenze mondiali devono interessarsi in modo da avvantaggiare la regione, pur restando lontani da ogni tentativo di ottenere profitti personali e devono assolutamente tenere conto della volontà dei popoli e del passato e delle eredità storico-sociali del Medioriente. Gli stessi stati della regione devono ormai andare oltre a quei comportamenti reazionari e di negazione, che sono divenuti realmente dei complessi affinché si possa finalmente risolvere tutti quei problemi che pesano sulla regione. La via di tale soluzione è quella della democrazia, della pace e della libera unione. I popoli devono vivere fra loro secondo la propria volontà in spirito di fratellanza, intesa e collaborazione. Si deve capire bene che gli stati della regione non trattano questi problemi autonomamente, altri intervengono e cercano di approfittare della situazione per soddisfare i propri interessi. In questo quadro, le forze progressiste e democratiche della regione devono cominciare ad organizzarsi intorno ad un’iniziativa regionale intesa a rinvenire una soluzione per i problemi dell’area. Il nostro partito, riconoscendo un’importanza rilevante a tutti i tentativi di risoluzione democratica e pacifica, tratta il problema kurdo nell’ambito di questa prospettiva regionale e mobilita tutte le forze e tutte le sue relazioni con lo scopo di una soluzione democratica.

 

All’opinione pubblica turca e ai suoi dirigenti.

 

La Turchia è il paese più influenzato dalle evoluzioni politiche del Medioriente. Per questo occupa un posto predominante nella risoluzione dei problemi. Sfortunatamente persiste nelle sue politiche di negazione e di annientamento del popolo kurdo e rifiuta la linea di condotta democratica, pacifica e fraterna necessaria alla risoluzione dei problemi, piazzandosi e piazzando allo stesso tempo tutti i paesi della regione in una situazione di stallo e d’impotenza di fronte ai problemi. Questa situazione è valsa alla Turchia l’entrata in una grave crisi economica e politica. Alcuni tentano di bloccare la crisi e di mettere a punto certe soluzioni economiche. Ma, è chiaramente stabilito che fintanto che alcune riforme politiche e trasformazioni democratiche non avranno luogo, nessuna politica economica potrà realizzarsi. La Turchia si trova obbligata a prendere una decisione: un regime democratico dovrà essere stabilito, altrimenti si imporrà un regime ancora più autoritario e repressivo. Questa volta non ci sarà un giusto mezzo. Anzi, a tale proposito, il tempo, la pazienza del popolo e la capacità di resistere del sistema sono ampiamente superate.  Il fatto che la Turchia non entri in una fase di democratizzazione sarà sinonimo del suo naufragio in un regime autoritario. Una situazione del genere, che sarà ben lontana dal risolvere qualsiasi problema, trascinerà la Turchia al fallimento. È per questo che diciamo che l’unica soluzione futura per la Turchia, a cominciare dai suoi dirigenti, deve essere attenta e realista, sapendo che nessun errore può essere ammesso. Noi esortiamo tutti coloro che amano la Turchia a comportarsi in modo responsabile e tutti gli intellettuali, i politici, le forze democratiche a far progredire il processo di democratizzazione e ad essere consapevoli delle proprie responsabilità.

Il nostro partito, procedendo in maniera determinata sulla via della trasformazione democratica, della pace e della libera unione così come il nostro Presidente l’aveva tracciata, ha aperto la strada verso un’occasione importante per la soluzione pacifica e democratica dei problemi in Turchia. A cominciare dal popolo di Diyarbakir, che insieme a tutto il nostro popolo scandiva a gran voce la sua contrarietà “alla negazione e al separatismo” in favore della “repubblica democratica” durante le celebrazioni del Newroz, attraverso la sua Serhildan (sollevazione popolare) ha mostrato a tutti quale sia l’unica via possibile. È necessario comprendere correttamente questo appello, che è il manifesto dell’unità del popolo kurdo e della democratizzazione in Turchia. È evidente che è positivo che le autorità turche abbiano permesso queste celebrazioni e che abbiano ritirato, dalla regione del Soran, le forze militari appostate in quell’area dal dicembre scorso. Si può anche dire, evidentemente, che questa situazione abbia delle ripercussioni sugli ambienti mafiosi e guerrafondai, attive nell’intento di influenzare negativamente il processo in atto. Per arginare i loro tentativi, bisogna far progredire il processo di democratizzazione, fare i progressi democratici necessari e porre fine alla negazione del popolo kurdo, con il quale bisogna inesorabilmente stabilire dialoghi che siano di risposta ai suoi intenti democratici. Una tale soluzione è, soprattutto, nell’interesse della Turchia, il cui futuro è direttamente legato a tali progressi immediati. Il nostro partito continuerà con determinazione sulla strada pacifica e democratica che è stata tracciata, riconoscendo una grande importanza alle iniziative che nascono seguendo questa via e indirizzate fino in fondo ad affrontare qualsiasi evoluzione di tipo repressiva o reazionaria.

 

Alle forze nazionali kurde.

 

La  Serhildan del Newroz ha svelato, nel suo gran giorno, il livello di coscienza e di unità nazionale che il nostro popolo ha raggiunto. I progressi politici al livello internazionale, come la situazione nel Medioriente influenzano favorevolmente il Kurdistan. Questa situazione accresce le possibilità di una risoluzione democratica della questione kurda. Una tale situazione da, alle personalità e ai partiti politici, così come agli intellettuali kurdi, delle responsabilità e dei doveri d’ordine storico. È necessario che ognuno giochi, durante questo periodo, il suo ruolo per poter approfittare di questa congiuntura favorevole al nostro popolo e ostacolare una volta per tutte le minacce che gli pesano sopra. Tutto questo implica una collaborazione democratica e pacifica di tutte le potenze kurde.

Per poter approfittare delle occasioni che si presentano per la soluzione del problema kurdo e giocare un ruolo attivo nella trasformazione democratica della Turchia,  ma anche di tutti gli stati della regione, è necessario che le forze nazionali kurde sviluppino quindi una soluzione tra loro. Questo significa lo sviluppo della pace e della democrazia nazionale kurda. Il nostro popolo, con questa Serhildan del Newroz ha invitato l’insieme dei partiti e delle personalità kurde all’adempimento di tale dovere. Il Congresso nazionale, poggiandosi su questi progressi, ha chiamato le potenze nazionali kurde a dimenticare le proprie dispute e a lavorare per i progressi della democrazia e della pace nazionale.

Il nostro partito sostiene con tutte le sue forze le iniziative del nostro popolo e delle forze patriottiche per sviluppare la pace e la democrazia nazionale. È riuscito ha far uscire vincitrici la pace e la democrazia nazionale nel conflitto intrapreso dal PUK, che si è fatto coinvolgere dalle potenze straniere. Noi consideriamo la situazione attuale quella più vantaggiosa per mettere in gioco una collaborazione di tutte le potenze kurde. Tutto ciò non è più semplicemente una scelta ma un dovere storico per il popolo kurdo. Ammettiamo che le attuali condizioni favorevoli non potranno essere messe a profitto che in questo modo e che i kurdi non potranno giocare un ruolo predominante nella regione che agendo in questo modo. In questo spirito, facciamo appello a tutte le potenze kurde e segnatamente il PDK e il PUK a collaborare nello spirito nazionale e democratico, a sviluppare nel loro seno una soluzione democratica e pacifica e a divulgarla in tutta la regione per fare del movimento nazionale democratico kurdo una forza influente.

 

Al nostro popolo patriota.

 

Con la grandiosa Serhildan del Newroz avete permesso l’inizio di una nuova fase nell’ambito della nostra lotta nazionale democratica. Questa azione ha dimostrato qual è il potere risolutivo delle legittime Serhildan. Ogni tentativo di comprendere al meglio tale azione, la cui influenza si è fatta sentire in tutti gli ambienti, e tale desiderio rischiano di continuare. L’unità del partito, del popolo e del Presidente è stata chiaramente affermata durante il Newroz. La capacità della Serhildan di bloccare ogni tentativo reazionario e di apportare una soluzione democratica e pacifica è emersa chiaramente nel grande giorno. Ciò che dobbiamo fare oggi è seguire con metodi creativi e in modo deciso la strada tracciata da questa linea di condotta che ha già dimostrato la sua forza.

In questo spirito, il nostro partito si appella a tutto il nostro popolo, quale che siano la sua età, sesso e stato sociale a far progredire senza sosta la linea di condotta delle Serhildan del Newroz ed a dar vita, attraverso tale lotta, la soluzione democratica della questione kurda.

 

Viva le Serhildan del Newroz del nostro popolo!

 

Consiglio di Presidenza del PKK

30 marzo 2001