APPELLO URGENTE A TUTTI I DEMOCRATICI, I GIURISTI, GLI AVVOCATI, GLI ATTIVISTI PER I DIRITTI UMANI

 

La brutale operazione nelle carceri turche, portata avanti sotto la cinica denominazione "ritorno alla vita", non è finita, anche se il governo turco pensava di poter tirare le somme con un ennesimo atto repressivo nei confrionti dell'IHD, l'Associazione per i diritti umani in Turchia che continua a essere una delle poche voci e fonti di informazioni sulle reali condizioni dei prigionieri. E' curioso che nello stesso giorno in cui il governo turco avvertiva la necessità di "informare i governi europei su come in realtà si sono svolti i fatti", dando mandato per questo ai loro rappresentanti diplomatici all'estero -Agenzia Turchia Oggi Ieri Domani, 23 dicembre 2000- forze di sicurezza turche facevano irruzione nella sede centrale di Ankara dell'IHD, fermando cinque attivisti.

Mentre il governo turco afferma che i detenuti "se lo vorranno, attraverso i loro legali, potranno far sapere all'opinione pubblica come sono andate effettivamente le cose", zittisce una delle poche voci legali in grado di dare informazioni su quanto avvenuto e ancora sta avvenendo, come affermano i comunicati e gli appelli dell'Associazione stessa.

Pare che anche le manifestazioni di protesta in alcune città d'Europa abbiano impensierito il governo turco sul suo ritorno di'immagine nel contesto del suo processo d'integrazione in Europa.

Per questo è ancora più importante che lo sforzo delle delegazione della Pds tedesca si rinnovi con l'invio di una delegazione italiana.

Si propone che la delegazione parta fra il 3 e il 7 gennaio.

L'Associazione turca per i diritti umani si incarica di organizzare gli incontri e fornire materiale e testimonianze.

Sulla base di quest'iniziative sarà poi possibile chiedere un'audizione alla Commissione per la Prevenzione della Tortura del Consiglio d'Europa.

La delegazione riporterà inoltre in Italia liste aggiornate di detenuti necessarie per avviare la campagna di adesione a distanza "Oltre il Bosforo, oltre le sbarre", lanciata da Antigone, Arci, Azad e Associazione per la Pace, con l'adesione dei giornali Manifesto, Liberazione e Guerrapace e le figure di Luisa Morgantini ed Ersilia Salvato come garanti.

Il costo individuale del viaggio è di L.600.000, più le spese di permanenza.

Vi chiediamo di segnalare la vostra disponibilità a partecipare telefonando allo 0339.6504639, o allo 0333.3510598 o allo 06.57305132 o allo 06.42013576, oppure via e-mail ass.azad@libero.it.

 

Per Antigone Stefano Anastasia

Per l'Arci Tom Benettollo

Per Azad Dino Frisullo