"Del mondo kurdo"

Bollettino a cura di Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia – N.22

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Viva la Repubblica democratica!

Kurdish Observe r- 8 settembre 2000

Il Giudice capo della Corte Suprema, Sami Selcuk, che aveva dato adito a grande scalpore con il discorso d’apertura dello scorso anno giudiziario, quest’anno ha fondato il suo discorso sulla questione della Repubblica democratica. Selcuk ha riassunto le 115 pagine che ha preparato per il suo discorso toccando i temi della democrazia, la costituzione, i diritti umani, l’indipendenza dei giudici, la separazione e l’uguaglianza dei poteri, la libertà di pensiero, il secolarismo, l’Unione Europea, l’amnistia, il rispetto della legge, la corruzione, gli attacchi agli impiegati pubblici, le ispezioni dello Stato, le corti d’appello, la tortura, il sistema penale, la pena di morte, l’educazione, l’inquinamento e i problemi ambientali.

Selcuk ha definito la pena di morte come una punizione barbara che impedisce al condannato di essere reinserito nella vita civile. Il Giudice capo ha sostenuto che, da un punto di vista giudiziario, c’è la possibilità, sempre, di riparare ai torti ma che alla condanna a morte, una volta eseguita non ci può essere rimedio. Sull’uso della tortura Selcuk ha precisato che, ad eccezione della Turchia, nel resto dell’Europa la tortura è quasi inesistente. Sull’argomento il Giudice capo ha concluso ricordando che Pinochet e Suharto, che hanno torturato il loro popolo, non hanno oggi un luogo sicuro sulla faccia della terra dove nascondersi e che in nessun paese civile le violazioni dei diritti umani e, tanto più, la tortura non sono più ammissibili. Riguardo al processo di integrazione europea, Selcuk ha ricordato che, il concetto di "stato-nazione", è stato al centro del dibattito sulla possibile adesione della Turchia all’UE ma che, oggi, in Europa si assiste ad un progressivo sfaldamento del concetto di sovranità nazionale e ci si sposta verso una visione maggiormente soprannazionale.

Il Giudice ha sottolineato come l’istanza fondamentale avanzata dal popolo sia oggi quella che riguarda la libertà di pensiero e che la Turchia ha a questo riguardo, rispetto all’UE, una legislazione non liberale e che ha portato la Turchia per ben undici volte dinnanzi alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo. Importante si è anche rivelato il passaggio del discorso di Selcuk riguardo al problema della costituzione. Il Giudice ha, infatti, affermato che: "Il popolo turco vuole una nuova costituzione (…) non una costituzione o costituzionalismo, ma uno stato costituzionale che garantisca i suoi diritti e le sue libertà. Sino a quando la Costituzione del 1982, che è nata viziata, rimarrà in vigore, il dibattito non si risolverà esclusivamente all’interno del regime ma si accentrerà sul problema dell’esistenza del regime. C’è consenso popolare attorno alla possibilità di cambiare questa costituzione che sembra essere un regolamento di polizia.

Il problema non è di cambiare o modificare alcuni articoli di questa costituzione ma di avere, per intero, una nuova carta costituzionale. Il Giudice capo ha concluso il suo discorso, nel modo seguente, parlando di diritti umani: "La Turchia, che cerca di essere uno stato in grado di affrontare da protagonista le sfide della società moderna, deve riaggiustare i rapporti che, al suo interno, i cittadini vivono tra loro e con lo Stato stesso. E’ necessario che, in tutti i campi, la Turchia sia al livello dell’UE e che si rinnovi di conseguenza col prosieguo del processo d’integrazione europea. Siamo all’inizio di una nuova era nella quale adotteremo i concetti di stato e nazione nel loro senso comune e prenderemo i principi universali come nostri principi.

Il XXI sarà il secolo delle donne!

Kurdish Observer- 10 settembre 2000

Celebrando il 3° Congresso della PJA (il Partito delle donne libere), il Presidente del PKK ha ricordato come il XIX sia stato il secolo dei partiti borghesi, il XX secolo quello dei partiti proletari e il XXI secolo sarà il secolo della lotta per la definitiva emancipazione della donna. Ocalan ha detto che, il problema femminile, non è meno importante di quello delle classi e delle nazioni e che le donne hanno oggi piena coscienza della posizione di subordinazione alla quale la storia le ha finora relegate. Ocalan ha rilevato che la lotta per l’emancipazione femminile portata avanti dalle donne ha consentito di affrontare maggiormente in dettaglio il problema dei diritti umani, sociali e culturali, dei diritti dei bambini, del diritto alla salute e all’istruzione e della difesa dell’ambiente.

Allargando la sua analisi al problema della democratizzazione dello stato, Ocalan ha detto che, i kurdi devono essere una parte viva di questo processo di sviluppo. Per Ocalan, la nuova strategia del PKK che prevede l’uso delle armi solo a scopo difensivo, è fondamentale per l’evoluzione del processo di pace, per lui il processo di pace dovrebbe essere rimesso in attività. "La Turchia sta affrontando il 2000 con gravi deficienze dal punto di vista dello sviluppo democratico. I kurdi possono avere, per questo processo, un gran ruolo lottando per la democrazia con tutte le persone che condividono quest’idea".

"Dobbiamo sostenere il nostro sforzo"

Kurdish Observer – 11 settembre 2000

Anche l’HADEP, dibattendo del problema della donna, lo ha ritenuto uno dei problemi centrali del XXI secolo. Le donne dell’HADEP si sono incontrate per due giorni, nella storica città kurda di Urfa, per dibattere del problema femminile e degli sforzi necessari per aumentare il livello di rappresentanza sociale delle donne. Quest’incontro è servito a preparare i lavori dell’imminente Congresso delle Donne. All’incontro hanno preso parte circa 70 donne dell’HADEP. La dichiarazione finale ha evidenziato che, il XX secolo pieno di lotte sanguinose e dolorose è finito e che, il nuovo secolo ci dà la possibilità di costruire un periodo di pace, democrazia e libertà. L’Assemblea ha ricordato che, nonostante gli sforzi compiuti, le donne sono ancora sottodimensionate all’interno della società civile e che finora, in questa direzione, ben pochi progressi sono già stati fatti. La presidentessa del movimento femminile dell’HADEP, Fatma Kurtalan, ha assicurato che il Congresso femminile dell’HADEP, previsto per il 7 ottobre ad Ankara, sarà splendido. L’obiettivo di Kurtalan è di creare un movimento che combatta per la liberazione della donna attraverso un cambiamento ed una trasformazione della donna stessa e che porti alla distruzione del sistema basato sulla predominanza dell’uomo.

Ecevit non riesce a superare il suo odio per l’HADEP

Kurdish Observer - 13 settembre 2000

Durante conferenza stampa sugli ultimi sviluppi dell’economia turca, rispondendo ad alcune domande dei giornalisti riguardo il rapporto dello Stato con l’HADEP, il PM Ecevit ha detto che, al proposito, per lui nulla è cambiato. Ecevit ha affermato che nessun’istituzione straniera ha il diritto di sostituirsi allo stato o ad una parte di questo. Ecevit non ha voluto dire troppo riguardo alla simpatia espressa varie volte da parte del leader del MHP, Devlet Bahceli, verso l’HADEP.

Il Premier si è limitato a rendere pubblica la sua preoccupazione per questa situazione.Tornando alla questione economica, il PM ha ricordato che il terremoto dello scorso anno oltre che aver provocato una tragedia umana, ha anche caricato la struttura economica turca di un nuovo e grave peso. La situazione è stata inoltre peggiorata da alluvioni e siccità, che hanno flagellato diverse zone del paese. Riguardo al processo d’ integrazione europea, Ecevit ha detto che la differenza di vedute degli attuali membri dell’UE, circa l’applicazione dei Criteri di Copenaghen, non sarà superata in un tempo relativamente breve.

L’HADEP è l’architetto del cambiamento.

Kurdish Observer - 11 settembre 2000

Parlando al III Congresso Provinciale dell’HADEP a Van,il Presidente del partito Demir ha sostenuto che, oggi, in Turchia il cambiamento è divenuto accettabile come in tutti gli altri paesi moderni, e che l’HADEP è riconosciuto l’architetto di questo cambiamento. Per Demir: " la lotta che stiamo portando, avanti da anni ha finalmente ottenuto il supporto dell’opinione pubblica e di diverse istituzioni dello stato". Il Congresso di Van, tenutosi nel Palazzotto dello sport, ha visto la partecipazione entusiasta di 5000 persone che hanno chiesto pace e democrazia. Oltre che da Demir, la convention dell’HADEP è stata presenziata anche dal Segretario generale Mahmut Sakar, da altri esponenti del partito e da rappresentanze dell’IHD (associazione turca per i diritti umani), del CHP ( il partito popolare repubblicano) e dell’organizzazione di supporto alle famiglie dei detenuti THYDER. Irfan Kaval (l’unico candidato in lista) è stato acclamato Presidente provinciale del partito. Durante il suo discorso, Demir ha ricordato che il compito del partito è di portare pace, fratellanza e democrazia in Turchia. Il Presidente ha poi sostenuto che l’HADEP è l’unico agente di questo cambiamento.

Per la convention di Urfa niente kurdo.

La polizia ha impedito a Resit Yardimici di tenere un discorso in kurdo alla IV convention dell’HADEP di Urfa tenutasi al Centro culturale Nabi. Yardimici è stato quindi costretto a continuare il suo discorso in turco. Il Presidente provinciale del partito Celaettin Erkman ha protestato contro il divieto e contro i continui ostacoli che sono messi dinnanzi ai kurdi.

La Repubblica democratica per la pace.

Kurdish Observer- 12 settembre 2000

Circa 20000 persone hanno preso parte alla Convention dell’HADEP tenutasi presso il Palazzo dello sport "Ipecki" sabato scorso ad Istanbul. Dopo un minuto di silenzio, celebrato per ricordare coloro che sono morti per la battaglia per la democrazia, c’è stato il discorso del Presidente provinciale d’Istanbul del partito Kemal Pekoz.

Il Presidente ha detto che i Criteri di Copenaghen debbono diventare una politica di stato e che bisogna garantire i diritti politici e civili ai kurdi. Dopo Pekoz è stata la volta di Demir, che ha preso la parola di fronte ad un auditorio entusiasta che gridava slogan per la pace in kurdo e turco. Demir ha così esordito: " Tutti dovrebbero vedere la passione che è qui presente. E’ come ieri a Van. Facciamolo sapere a tutti. Ieri chiedevamo pace e oggi continuiamo ad insistere per essa". Demir ha ricordato che nonostante le difficoltà, stanno aumentando in Turchia le persone che chiedono un cambiamento democratico: " Prepariamo una proposta per una nuova costituzione democratica. Prima di questa, è però urgente eliminare alcune leggi quali l’OHAL (la legge speciale) e la legge sui partiti politici".

Demir ha messo, con forza, in risalto il fatto che alcuni circoli usino il PKK, nonostante che questo abbia ritirato le sue forze militari, come una scusa per bloccare il processo di pace: "Non lo neghiamo. La presenza di una forza armata è un ostacolo ad una pace durevole. Essendo questa la situazione, alcune cose vanno fatte. Cambiare la costituzione e assicurare alle migliaia di persone che sono ora di là dei confini turchi di poter partecipare alla vita del paese. Bisogna creare, qui in Turchia, una democrazia.

Questa democrazia deve garantire anche la inclusione nella vita del paese delle forze militari del PKK. Bisogna ragionare seguendo questa direzione.

Diverse presenze importanti si sono notate alla convention, tra le altre c’era la presenza: del Vice-Presidente provinciale dell’ANAP (Partito della Madrepatria) Hamit Kanmaz, del Presidente provinciale del DYP ( Partito della Giusta Via) Iskender Oflas, del Presidente provinciale del ODP ( il Partito della Pace e della Solidarietà) Vahit Genc, il Console britannico Najma Boinken Kan, il Presidente dell’IHD ( Associazione dei Diritti Umani) di Istanbul Eren Kaskin, il Segretario generale del sindacato dei lavoratori pubblici KESK Sevil Erol, il Segretario generale dell’Unione dei Lavoratori Municipali TUM BEL SEN Huseyn Ayyildiz e moltissime altre personalità tra le quali anche alcuni sindaci delle municipalità kurde in Turchia.

Il nuovo Presidente dell’HADEP della Provincia di Istanbul è Dogan Erbas.

Kurdish Observer - 13 settembre 2000

Durante il suo discorso alla convention di Istanbul, Dogan Erbas neoeletto Presidente provinciale del partito, ha posto con forza il problema della drammatica situazione che i kurdi hanno vissuto per anni e ha detto che il processo di pace è una scelta obbligatoria: " Abbiamo bisogno della pace più di quanto abbiamo bisogno della terra e più di quanto ci serve l’acqua. La democrazia non è una necessita solo per i kurdi ma per tutti i popoli. Faremo di Istanbul una delle città più importanti del mondo, un segno della fratellanza tra i turchi e i kurdi. Svilupperemo il dialogo con tutte le frange della popolazione, senza discriminazioni. Svilupperemo dei programmi specialmente per favorire i giovani e le donne".