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IL PUK assale i guerriglieri Kurdish Observer, 16 settembre 2000
Peshmerga appartenenti al PUK hanno assalito i guerriglieri del PKK che si trovavano a Karadag, vicino Suleymaniya. Dopo che i peshmerga del PUK hanno colpito duramente le Forze di difesa pubblica del PKK alle 5 del mattino, gli scontri si sono diffusi in molte aree. Nello stesso tempo, sono giunte notizie circa gli spostamenti delle forze armate del PUK e del loro rafforzarsi nelle regioni in cui si trovano i guerriglieri del PKK, in particolar modo a Karadag e Kanijengi.
Il PUK vuole chiudere lultima pagina del complotto Kurdish Observer, 17 settembre 2000
Il Consiglio di presidenza del PKK ha rilasciato una dichiarazione scritta nella quale ha denunciato che "il PUK sta conducendo questa cospirazione a nome di numerose potenze internazionali. Lunità e la libertà del popolo kurdo vengono messe in pericolo dai conflitti interni. Per questo, il Consiglio di presidenza chiama tutte le forze kurde a lasciarsi alle spalle le animosità e ad adoperarsi per un dialogo politico che possa avvicinare le differenti posizioni". Per quanto riguarda il PUK, inoltre, "è noto che esso ha preso parte alla cospirazione fin dallinizio, ma solo dopo la cattura di Ocalan si è visto quanto sia coinvolto. Esso non ha risposto alle nostre chiamate per la pace, anzi, ha aumentato i suoi attacchi contro il nostro partito". Concludendo come segue "lunica soluzione ai conflitti tra PDK - PUK, PDK - PKK e PKK - PUK deve essere una soluzione che si basi sui principi democratici e sul dialogo. Il PUK deve decidersi ad abbandonare questa strada sbagliata perché porterebbe al disastro".
Lassalto del PUK contro il PKK è stato deciso ad Ankara Kurdish Observer, 18 settembre 2000
Il Turkish Daily News ha dichiarato che il segretario del PUK, Talabani ha deciso di combattere contro il PKK a seguito del suo viaggio ad Ankara. La decisione del PUK di prendere il posto della lunga predominanza del PDK nel combattere contro il PKK è stata presa insieme con la Turchia. Secondo il quotidiano, in inglese, due giorni fa il PUK avrebbe cominciato lattacco contro il PKK, pianificato mentre si trovava ad Ankara, lo scorso mese. Secondo lo stesso quotidiano ci sono stati intensi scambi diplomatici tra Ankara e Suleymaniya, la fonte delle notizie del quotidiano si troverebbe ad Ankara ed avrebbe chiesto di restare anonima. Aggiungendo che recentemente lamministrazione del PDK avrebbe inviato una delegazione capeggiata dal Primo ministro, in Iran. Sembrerebbe che il governo iraniano vorrebbe essere rifornito di un quantitativo di petrolio, che altrimenti sarebbe destinato al mercato turco.
Inoltre, un rappresentante del PUK ad Ankara ha dichiarato "siamo quasi riusciti ad espellere il PKK dal Kurdistan meridionale, non continueremo a permettere al PKK di rimanerci. Che cosa fa il PKK lì? Lasciatelo che continui la sua guerra in Turchia".
Ocalan: "Hanno paura della strada che porta alla democrazia" Kurdish Observer, 23 settembre 2000
Il presidente del PKK Abdullah Ocalan ha dichiarato che adesso si sta combattendo tra la linea social-democratica e lantico feudalesimo nazionalista. Ocalan ha detto: "Talabani ha paura della via democratica. E il progetto di Democrazia e pace nazionale del PKK deve diventare una realtà". Il Presidente del PKK ha detto che gli attacchi del PUK al PKK, nonostante i richiami alla pace del PKK, metteranno in pericolo gli interessi del popolo kurdo. Per poter raggiungere la pace fra le parti kurde, il KNK (Congresso nazionale kurdo) deve attivarsi attraverso la sua Commissione per la pace, cercando di portare sulla linea della pace anche Talabani. Egli è avviato sulla linea del feudalesimo nazionalista fin dal 1975. Lo sa che il PKK è contrario a questo. Prima ha provato ad influenzare il PKK e dopo aver visto che è impossibile, lo ha attaccato."
Il cessate il fuoco in pericolo Kurdish Observer, 27 settembre 2000
Uno dei membri del Consiglio di Presidenza del PKK, Osman Ocalan, ha dichiarato che non cerano aspetti impegnativi o di fiducia riguardanti il cessate il fuoco, che di fatto che è stato chiamato in causa dagli attacchi del PUK nel Kurdistan del sud. "Il PUK ha avviato i suoi attacchi e poi ha inviato una sua delegazione ad Ankara. Se riceveranno una quantità di soldi elevata, allora il PUK continuerà con la sua guerra. Questa è la realtà dei fatti. Cè unalta probabilità che gli scontri si accentueranno non appena la delegazione farà ritorno da Ankara". Ocalan ha dichiarato che il Puk non sarebbe in grado di affrontare il PKK militarmente e ha notato che ci sono problemi sociali nella zona controllata dal PUK che diventano sempre più seri. Infatti una delle ragioni, per cui il PUK ha attaccato, è stata il tentativo del PUK di porre i problemi interni sul terreno dello scontro. Infine, Osman Ocalan ha dichiarato partecipando telefonicamente alla trasmissione COZUM di Medya-TV, che il fattore sottostante gli assalti del PUK contro il PKK è stato la pressione cui USA, PUK e PDK stanno sottoponendo il PKK, per riavviare la guerra contro la Turchia.
Una pace duratura è essenziale Kurdish Observer, 27 settembre 2000
Il Consiglio presidenziale del KNK (Congresso Nazionale Kurdo) chiede che venga dichiarato un cessate il fuoco incondizionato e che si lavori ad una conferenza di pace per poter porre fine allo spargimento di sangue fra il PUK e il PKK trasformandolo in una pace duratura. Il Consiglio presidenziale suggerisce un negoziato fra PKK e PUK alla presenza della propria Commissione per la pace. Alla sua riunione, dal 19 al 20 agosto scorsi, ha dato vita, infatti ad una Commissione per la pace volta proprio a questo scopo.
Le madri avvertono i leaders Kurdish Observer, 29 settembre 2000
Le madri per la pace sono partite, verso il Kurdistan meridionale, per richiamare i leaders kurdi a smettere con le tensioni avviatesi con lattacco del PUK contro i guerriglieri del PKK. Una delegazione di 5 madri proveniente da Diyarbakir ha incontrato il leader del PUK, Talabani, con lintento di spingerlo a porre fine agli scontri tra PUK e PKK. Sekernas Cakar, portavoce del gruppo, ha dichiarato che le madri si uniranno nel chiedere ai leaders di smetterla con la guerra e che se si continuerà a combattere gli uni contro gli altri, chiederanno a tutte le donne di "non far nascere più figli".
Siamo pronti a collaborare con altri partiti Kurdish Observer, 17 settembre 2000
Il Presidente generale dellHADEP, Ahmet Turan Demir dichiarando di essere pronto a collaborare con tutti gli altri partiti, ha detto che anche il MHP (Partito dei Lupi Grigi) è compreso in tale quadro di collaborazioni. Andando a Mus, per prendere parte al Congresso provinciale di Bitlis, Demir ha detto di non voler fare nessuna distinzione fra i partiti e che non si penserà allinteresse del partito quando si tratta dei bisogni del paese.
Il Governatore ha bloccato lHADEP nellaiutare le scuole Kurdish Observer, 17 settembre 2000
Il Ministro dellIstruzione e il Governatore hanno impedito alla sezione dellHadep di Baglar (distretto di Diyarbakir) di aiutare 500 studenti. Il sindaco di Baglar ha descritto la situazione come segue: "tale comportamento è dovuto ai pregiudizi che si hanno nei confronti dellHadep" sono giunte proteste anche dallUnione sindacale degli insegnanti (Egitm-sen). Sempre il sindaco, Cabbar Laygara, ha dichiarato che "allapertura delle scuole abbiamo cominciato una campagna per rifornire di borse, uniformi e altro materiale scolastico 500 studenti provenienti da famiglie meno abbienti, i cui nomi erano stati comunicati dai presidi delle scuole. Gli stessi presidi, che hanno poi comunicato al Sindaco limpossibilità di consegnare agli studenti il materiale come intimato dal Ministro e dal Governatore. In una dichiarazione scritta lUnione degli insegnanti ha protestato contro questa situazione. Nel documento si legge fra laltro "Si vuole impedire ai governi locali di partecipare alla soluzione dei problemi della società? Le amministrazioni locali giocano un ruolo molto importante nella risoluzione dei problemi economici e sociali del paese. E noi, in quanto Unione degli insegnanti, in rappresentanza del settore educativo riteniamo positivo il lavoro che gli amministratori stanno svolgendo. Al contrario le azioni del Governatore vanno a colpire e ferire la popolazione". Il Governatore ha risposto che il problema è stato che i presidi non hanno informato il Ministero e che non si vuole ostacolare nessuna attività a sostegno degli studenti.
Amnesty International ha avviato una campagna per lHADEP Kurdish Observer, 28 settembre 2000
AI ha avviato una campagna a favore degli esponenti di Sirnak dellHADEP, detenuti a causa di un complotto. AI ha fatto richiesta di conoscere le ragioni della detenzione degli 11 membri dellHADEP. Secondo lorganizzazione per i diritti umani i politici sarebbero sottoposti a tortura. Attraverso i suoi rappresentanti AI ha chiesto al governo turco di rendere note le ragioni della detenzione. Il 23 settembre, i membri del partito, sono stati posti sotto custodia presso il check-point sulla strada tra Cizre e Idil, di ritorno dal congresso del partito a Batman.
Gli statunitensi visitano Diyarbakir Kurdish Observer, 22 settembre 2000
Esponenti del Dipartimento di stato statunitense si sono messi in contato con le autorità di Van e successivamente sono giunti a Diyarbakir. Yvette Saint Andre e Stephen Epstein del Dipartimento di stato insieme con il Segretario consolare di Adana, Charles Blana, hanno fatto visita al sindaco Feridun Celik nel suo ufficio. Il Sindaco ha dichiarato che si stanno cambiando le idee a riguardo del processo in atto nella regione e ha detto che a livello internazionale questo è allordine del giorno e seguito con interesse. "Ci si sta sforzando per attirare gli investimenti nella regione, che è ricca di risorse, ed è necessario farne uso". Il Segretario consolare, nel frattempo, faceva visita anche alla sede del quotidiano 2000 Yeni Gundem.
Il difensore dei diritti umani Akin Birdal saluta i lettori Kurdish Observer, 26 settembre 2000
Akin Birdal, liberato due giorni fa, saluta i lettori di Ozgur Politika chiamandoli a lavorare insieme per la democrazia. Birdal ha detto di aver ragionato su alcuni progetti, nonostante fosse ostacolato da quattro mura. Ha dichiara di aver cercato di creare qualcosa di possibile per la pace, la libertà e il futuro. "Ne parleremo insieme alla gente e allopinione pubblica nei giorni a venire. Ho preso forza dai miei diritti e nella mia fiducia nei diritti degli oppressi e dei lavoratori, oltre che dal mio senso di fratellanza con loro. Io non mi sento libero. Un uomo per essere libero deve poter parlare, un uomo libero è un uomo che può scrivere, che può esprimere i propri pensieri liberamente. Se ancora persistono restrizioni sarà ben difficile sentirsi libero. Per questo io credo che la mia sia solo una libertà fisica". Infine Birdal ha dichiarato di credere che la società potrà liberarsi solamente se tutti insieme si lavorerà e ci si sforzerà per la pace e la democrazia.
Ecevit non vuole comprendere Kurdish Observer, 29 settembre 2000
Parlando ad un piccolo gruppo di persone a Siirt, il Primo Ministro Bulent Ecevit ha detto "Coloro che chiedono la pace prima di tutto devono lasciare le armi", ripetendo lo stesso discorso che fece durante la guerra. Il Premier è giunto in Kurdistan durante linaugurazione di un villaggio-città a Sirnak. Parlando del progetto di Basagac (città-villaggio) ha fatto notare che la gente della zona ha dovuto soffrire grandi pene negli ultimi 15 anni, ma ha continuato con il difendere la linea per cui non sarebbe giusto ricostruire i villaggi che sono stati forzatamente evacuati. Inoltre Ecevit ha detto che "non ci sarà bisogno più a lungo dei guardiani dei villaggi. Ma, non li lasceremo morire di fame. Ne metteremo alcuni nella Gendarmeria e altri nella sicurezza".
Brutalità! ( Kurdish Observer, 29 settembre 2000)
Lincremento del numero dei suicidi e degli assassinii di donne nel Kurdistan del sud per ragioni di matrimonio obbligato, rapimento, difficoltà economiche, violazione delle regole tribali ed altri generi di pressioni ha raggiunto proporzioni preoccupanti. Migliaia di donne sono state uccise tra il 1992-98 nel Kurdistan del sud, dove cè una mancanza di autorità politica e le tradizionali regole di clan prevalgono.
Nonostante che i nomi e le identità di un gran numero di queste donne siano stati determinati, non cè nessuna seria persecuzione dei loro assassini, dato che inoltre non vengono svolte nessun genere di inchieste appropriate. Ancora peggio, questa tragedia viene considerata normale o usuale secondo gli usi e i costumi di clan.
LOrganizzazione delle donne indipendenti, che si è costituita in Kurdistan del sud nel 1992, ha fatto una ricerca per conoscere i nomi degli assassini e delle vittime, pubblicando una lista dei nomi di tutte le donne uccise o suicidatesi. Ma in realtà il numero dei casi non si esaurisce con questa lista, non essendo state in grado di giungere a tutti i nomi delle donne che in realtà sono morte.