n.1 - 18 gennaio 2001
Redazione c/o Villaggio globale - Lungotevere Testaccio 1 - tel-fax 06.57305132 LA TURCHIA SOTTO ACCUSA PER IL "GOLPE BIANCO" DEL '9816.01.01 - KurdishMediaNews
Aperto dinanzi alla Corte per i diritti umani di Strasburgo il processo a carico della Turchia per quello che oggi un generale definisce apertamente, suscitando un vespaio di polemiche in Turchia, "il golpe bianco" del 1998, quando i generali, al termine di una dura campagna, misero al bando il partito islamico Refah, allora partito di maggioranza relativa (22% dei voti nel '95) e al governo. Per l'avvocato francese Hincker il vero pericolo per la democrazia non veniva dal Refah, ma dalla negazione del pluralismo politico da parte dei militari. La sentenza verrà fra diversi mesi.
ECEVIT: NON SI PARLI DI MASSACRO DEGLI ARMENI 17.01.01 - KurdishMediaNewsDinanzi al parlamento il premier Ecevit ha minacciato una grave crisi delle relazioni turco-francesi se giovedì il parlamento francese ratificasse la mozione di condanna del genocdio ai danni degli armeni durante la Prima guerra mondiale. Una simile mozione era già stata approvata dal Parlamento europeo nel 2000, mentre il Senato Usa era stato indotto a ritirarla dalle pressioni turche. Anche la Camera dei deputati italiana ha approvato recentemente una mozione analoga. Per Ecevit il dibattito sul "cosiddetto" genocidio armeno "va lasciato agli storici".
PER GLI USA "E' BENVENUTO" IL CONFLITTO FRA PUK E PKK 18.01.01 - KurdishMediaNewsCitato dall'agenzia RFE/RL, Alan Makovsky, analista dell'Istituto per la politica mediorientale di Washington, afferma che "anche se non ci sono elementi per affermare che lo abbiano istigato, per gli Usa il conflitto esploso cinque mesi fa fra il Puk di Talabani e il Pkk non può essere che benvenuto", perchè gli Stati Uniti "hanno sempre puntato sull'unità d'azione fra il Pdk e il Puk e sulla loro lotta comune contro il Pkk". Makovsky si dice tuttavia scettico sulla possibilità che la pressione congiunta del Puk e dei diecimila militari inviati da Ankara nell'area possa eliminare dalla scena il Pkk, che ha un saldo insediamento in montagna e potrebbe pur sempre scegliere di ritirarsi in territorio iraniano. L'intervento dei militari turchi, "ben felici di tentare il colpo decisivo" contro i guerriglieri ritiratisi un anno fa dal territorio turco in segno di pace, "altera comunque l'equilibrio strategico dell'area", svincolando il Puk dall'influenza iraniana ed attraendo entrambi i principali partiti kurdo-irakeni nell'orbita d'influenza della Turchia, che intende continuare a giocare i due partiti l'uno contro l'altro ed entrambi contro il Pkk.
DIRIGENTI HADEP LIBERATI DENUNCIANO TORTURE 18.01.01 Ozgur PolitikaAccolto dagli applausi della popolazione davanti al municipio, è stato liberato il presidente provinciale del partito Hadep di Siirt, Ahmet Konuk, arrestato per "oltraggio alle forze di sicurezza e a pubblici ufficiali". Konuk ha subito denunciato pesanti pestaggi, e pressioni sui medici perchè non certificassero "i lividi evidenti sul volto e nel corpo"; nei primi giorni era stato tenuto in cella d'isolamento al freddo, senza cibo nè coperte e per due giorni senz'acqua. Liberato anche, allaprima udienza dinanzi al Tribunale speciale di Van, il presidente dell'Hadep per il distretto di Edremit, Yusuf Kilinc: accusato e processato per "fiancheggiamento del Pkk", era detenuto dall'anno scorso in condizioni durissime nella prigione di Mus.
VIETATE VISITE MEDICHE AI DETENUTI MORENTI 18.01.01 - Ozgur PolitikaIn un comunicato il presidente dell'Ordine dei medici di Izmir, dottor Surenkok, denuncia il diniego opposto per la seconda volta dal Procuratore capo della città Mesutoglu alla sua richiesta di poter visitare i prigionieri giunti ormai al 91.mo giorno di sciopero della fame nelle celle d'isolamento del carceri "di tipo F" di Izmir. Secondo la Procura i detenuti non hanno bisogno di cure, e gli sarebbe regolarmente somministrata l'acqua zuccherata, i sali minerali e la vitamina B1 indispensabili per la sopravvivenza. Gli avvocati ne dubitano, ed anche i medici.
LIBERATO LO SCRITTORE ESBER YAGMURDERELI 18.01.01 Yeni GundemDopo tre anni di prigione la Corte penale di Samsun ha accolto il ricorso degli avvocati ed ha liberato il notissimo scrittore pacifista Esber Yagmurdereli, detenuto da tre anni nel carcere di Cankiri per reati di opinione. "Tre anni molto duri" ha detto lo scrittore alla folla di giornalisti e intellettuali che l'ha accolto con affetto all'uscita, "ma il più duro è stato l'ultimo mese, macchiato da grande violenza". Che farà adesso? "Ciò che ho sempre fatto", ha risposto. Nato nel '45 e cieco dalla nascita, avvocato di professione, Yagmurdereli fu arrestato nel '78 e condannato in quanto leader del "Partito per la liberazione del popolo", dichiarato illegale. Fu liberato solo nel '91, ma alla fine dello stesso anno una condanna a dieci mesi per un discorso tenuto all'Associazione diritti umani fu commutato in appello in una pena di ben 22 anni e mezzo di prigione. Una grande campagna di opinione costrinse il governo a scarcerarlo nel '97, ma per poco. Nei rari intervalli di libertà e dal carcere, Yagmurdereli ha animato grandi campagne per la pace e contro l'intreccio fra guerra e mafia.
CARCERI: I DETENUTI DEL PKK DENUNCIANO NUOVE PROVOCAZIONI 19.01.01 - Yeni GundemDopo l'operazione militare "Ritorno alla vita", i rappresentanti dei detenuti aderenti o vicini al Pkk (l'80% dei 12-13mila detenuti politici in Turchia) denunciano un pesante giro di vite. Nel carcere di Bursa perquisizioni armate nelle celle con distruzione di stampati e oggetti personali, controlli fin nelle cabine dei colloqui con gli avvocati: "Ci vogliono spingere allo sciopero della fame per giustificare un secondo massacro, se questo avverrà e sono responsabili fin d'ora", dicono i prigionieri. A Umraniye (Istanbul), dove sessanta prigionieri del Pkk sono alla terza settimana di digiuno, da un mese non si esce all'aria e da due settimane è negato ogni colloquio; i guardiani danno fuoco provocatoriamente agli oggetti dei detenuti davanti ai loro occhi. Nel carcere di Cankiri sono negate le cure mediche ai malati e non entrano più libri nè giornali, mentre a Usak ventidue prigionieri del Pkk sono stati trasferiti nei loculi d'isolamento.
DIYARBAKIR: NON AVRAI ALTRA LINGUA ALL'INFUORI DEL TURCO 19.01.01 - Yeni GundemMinaccioso avvertimento del Comando di polizia di Diyarbakir: in una nota scritta consegnata alla direzione provinciale dell'Hadep (il partito che ha conquistato l'amministrazione della metropoli kurda), si ricorda che in base alla legge n.2820 ai partiti politici "è vietato usare lingue diverse dal turco nelle riunioni all'aperto e al chiuso, negli strumenti di propaganda, nei cartelli e negli stampati di ogni tipo".
"NEMICI DELLO STATO" IN GALERA A NOVE ANNI! 17.01.01 - Kurdish ObserverContinua la scandalosa detenzione di 28 bambini e ragazzi fra nove e diciassette anni di età, arrestati il 9 gennaio a Viransehir perchè secondo la polizia gridavano slogan contro l'invasione turca del Kurdistan irakeno e la guerra incipiente. Saranno processati fra più di un mese dal Tribunale speciale come "nemici dello Stato". Fatma Kurtulus, a nome delle donne dell'Hadep di Diyarbakir, ricorda che la Turchia ha firmato la Convenzione sui diritti dell'infanzia, e l'Hadep provinciale parla di tortura fisica e psicologica nei confronti dei bambini bendati, percossi e tenuti in isolamento. L'avvocato Osman Baydemir, per l'Ihd (Associazione diritti umani), denuncia la mancata risposta a tutti gli appelli rivolti al governo e al parlamento, e chiama alla mobilitazione.
META' DEI BAMBINI RESTANO IN CARCERE 18.01.01 Ozgur PolitikaSono stati scarcerati quattordici dei minorenni arrestati a Viransehir, su ricorso dell'avvocato Aydin che denuncia una pesante pressione psicologica sui bambini rilasciati e soprattutto sui quattordici che rimangono in carcere.
TURCHIA: IL "BIG BUSINESS" DEI GENERALI........ 17.01.01 Kurdish ObserverDietro le barricate erette dai generali (il Capo di stato maggiore Kivrikoglu e i comandanti dell'Accademia militare Senogul e Simsek) contro l'Unione europea e la sua rivendicazione di diritti culturali e democrazia pluralista "che porterebbe alla disintegrazione della nazione", emerge una realtà più corposa. I generali temono che l'adesione all'Europa metta in discussione il loro potere, sancito dalla tradizione kemalista, da tre colpi di stato e dalla Costituzione dell'82, figlia del golpe di due anni prima. Pare che persino il Fmi, che ha garantito alla Turchia finanziamenti per 7,5 ml $ proprio nei giorni della repressione nelle carceri, abbia chiesto una riduzione del budget militare, pari a 9 ml $ annui ai quali si aggiungono i 10 ml $ di nuove spese per tank, elicotteri e sistemi di guerra elettronica. Sotto accusa la OYAK, consorzio gestito dai militari che occupa 30.000 addetti spaziando dalla finanza all'agroindustria, con un istituto bancario, il 47% della produzione auto e il 10% di quella cementiera, interessi in altre 24 grandi imprese turche e partecipazioni multinazionali. Alla OYAK, fondata nel '61, si è affiancata dall'87 la "Fondazione per lo sviluppo delle Forze armate", con 20.000 addetti, specializzata in ogni tipo di produzione bellica.
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KURDISTAN: UNA NUOVA ECONOMIA PER IL POPOLOLa diaspora kurda conta, solo in Europa, 1,2 milioni dipersone: più della popolazione del Lussemburgo, dell'Irlanda o della Finlandia. E produce reddito per un valore di 37,5 ml di marchi, pari al reddito nazionale del Lussemburgo. In particolare i 25.620 imprenditori kurdi hanno un budget annuo di 21,4 ml di marchi ed occupano oltre 148.000 addetti, in imprese per l'85% piccole ma anche medio-grandi. Superata la struttura feudale, i kurdi possono ora organizzarsi sul piano economico anche su basi cooperative o consortili. Il capitale kurdo già oggi risponde in parte ai bisogni della popolazione all'estero, ma questa realtà va organizzata, fatta pesare e proiettata anche sulle regioni d'origine, la cui infrastruttura economica distrutta dalla guerra attira gli appetiti delle multinazionali. Per dare al movimento nazionale kurdo "la gamba che manca", migliaia di imprenditori kurdi si riuniranno in congresso mondiale (non solo europa: dal Canada al Sudafrica) fra il 19 e il 21 gennaio a Rotterdam. Nascerà la YEK-KAR, l'Unione internazionale degli operatori economici kurdi.
CASO OCALAN: LA TURCHIA NON VUOLE ESSERE GIUDICATA 18.01.01 Kurdish ObserverLo stato turco ha depositato il ricorso, sul quale la Corte di Strasburgo deciderà martedì prossimo, contro la decisione della stessa Corte di affidare al suo organismo più alto (composto da diciassette magistrati) il giudizio sulle circostanze della cattura, del processo e della condanna a morte di Abdullah Ocalan. Nello scorso novembre la Corte, dopo aver chiesto ufficialmente alla Turchia di sospendere l'esecuzione di Ocalan, aveva dichiarato ammissibile il ricorso dei suoi avvocati per la violazione di ben dodici articoli della Convenzione europea sui diritti umani.
VIOLENZE NELLE PRIGIONI E FUORI 19.01.01 Kurdish ObserverUn esempio della detenzione in isolamento nelle nuove carceri di tipo F: Hasan Durna, prigioniero politico, rinchiuso nella cella singola a Edirne, ne è uscito due volte per vedere la madre, che lo descrive seminudo, il corpo pieno di piaghe e lividi, la testa, il naso e le labbra rotte. Camminava sorretto da tre persone, a tentoni per la rottura degli occhiali, con forti dolori al ginocchio.
A Umraniye (Istanbul) arrestate quindici donne che insistevano per vedere i parenti prigionieri. La visita era stata negata perchè il procuratore del carcere "non riconosce" i rappresentanti dei prigionieri del Pkk, che avevano chiesto i colloqui per tutti i prigionieri.