
Ufficio dInformazione del Kurdistan in Italia U.I.K.I. Onlus Via Quintino Sella 41, 00187 Roma
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DECINE DI MORTI NELLE CARCERI,
OFFENSIVA MILITARE TURCA NEL KURDISTAN IRAKENO:
APPELLO PER UNA MOBILITAZIONE NAZIONALE
Proponiamo a tutti i democratici italiani e alle comunità kurde una giornata di mobilitazione nazionale venerdì 22 dicembre, con presìdi e delegazioni in tutte le prefetture e a Roma alle 15 presso la sede delle Nazioni unite.
E intollerabile il silenzio quasi totale dei governi e delle istituzioni internazionali rispetto alla gravità del massacro dei prigionieri politici in Turchia.
Testimonianze convergenti delle associazioni di tutela dei diritti umani fanno ascendere a molte decine il numero dei detenuti morti nelle venti prigioni assaltate dallesercito allalba del 19 dicembre, in maggioranza non suicidi ma stroncati, dopo sessanta giorni di digiuno, dalla violenta irruzione con largo uso di gas e armi da fuoco. Anche allesterno delle prigioni la polizia ha attaccato con violenza i familiari dei detenuti, molti dei quali anchessi in sciopero della fame.
Nello stesso tempo migliaia di militari turchi hanno varcato la frontiera di Habur attestandosi con artiglieria e blindati presso le città kurdo-irakene di Ranya e Cakurna. Il contingente appare destinato a intervenire nel drammatico conflitto interkurdo in corso nellarea di Suleymaniye, con lobiettivo di annientare militarmente la resistenza kurda e seppellire ogni speranza di pace e di dialogo sia turco-kurdo, sia interkurdo.
La comunità internazionale deve muoversi immediatamente da un lato per far cessare il massacro nelle carceri e imporre unamnistia generale, dallaltro per fermare laggressione militare turca e la guerra fratricida nel Kurdistan irakeno.
In particolare le Nazioni unite, che hanno responsabilità formali nel Kurdistan Sud (irakeno), e in particolare lUnhcr e lAlto commissariato per i diritti umani di Ginevra, non possono continuare a ignorare una tragedia che fra laltro moltiplicherà lesodo disperato dei profughi.
Un documento in questo senso sarà consegnato venerdì a Roma al delegato dellOnu in Italia, mentre documenti consegnati a tutte le prefetture chiederanno che il governo italiano:
- esprima al governo turco non diplomatica preoccupazione o rammarico, ma ferma protesta per le violazioni dei diritti umani e della legalità internazionale, e chieda con chiarezza una seria amnistia, labrogazione della pena di morte, delle leggi liberticide e dello stato di emergenza, il ritiro delle truppe entro i propri confini, come condizioni imprescindibili per ogni ulteriore passo avanti dellintegrazione europea della Turchia;
- legittimi esplicitamente in Italia tutte le organizzazioni kurde e promuova, come si impegnò solennemente a fare quando Ocalan era a Roma, processi di dialogo internazionale per una soluzione politica della questione kurda in Turchia e negli altri paesi in cui si pone;
- ponga nelle sedi europee e Onu, e in particolare a Ginevra presso le agenzie Onu per i diritti umani, linfanzia e i profughi, il problema kurdo e la questione dei diritti umani in Turchia, proponendo linvio di osservatori internazionali che abbiano accesso anche alle prigioni;
- inverta lattuale tendenza di collaborazione di polizia con la Turchia e di negazione strisciante dellasilo politico, riconoscendo il diritto dei profughi kurdi alla protezione umanitaria e allasilo in Italia, e ad un ritorno in patria in condizioni di dignità e libertà.
Promuovono:
Ufficio dinformazione del Kurdistan in Italia (Uiki-Onlus)
Associazione Azad
Prime adesioni:
Associazione per la pace
Federazione nazionale dei Verdi
Partito dei Comunisti italiani
Partito della Rifondazione Comunista
L'Avamposto degli Incompatibili
Per adesioni telefonare al numero di U.I.K.I. 06-42013576