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U.I.K.I. - Onlus

Ufficio d'Informazione del Kurdistan in Italia



Alla stampa e all'opinione pubblica


Come reso noto da numerose notizie uscite sui media e la stampa internazionali la Turchia, proprio in occasione della firma degli accordi con le Nazioni unite per le libertà sulla persona, ha colpito la popolazione kurda dell'area meridionale del Kurdistan.

Intorno alle ore 16 del 15 agosto 2000, aerei da guerra turchi hanno bombardato la zona di Kendakor nel distretto di Sideka. Il bombardamento ha provocato la morte di 32 persone, 27 sono rimaste gravemente ferite, più di 40 sono i feriti totali. La zona che è stata bombardata, in generale popolata da civili indifesi, ha visto fra i feriti e i morti in maggioranza donne e bambini.

Il governo turco, come nel passato, ha perpetrato ancora un crudele massacro contro i civili. Si tratta di una tragedia, il governo turco risponde in questo modo ai kurdi e al periodo della pace, che il Presidente del PKK, Abdullah Ocalan ha lanciato dal rigido isolamento del carcere speciale d'Imrali.

E' possibile rendere note anche le identità di alcuni dei kurdi rimasti vittime del bombardamento, durato una quarantina di minuti, con l'impiego d'armi chimiche, sulla popolazione indifesa in un'area del tutto sgombra dalle Forze di difesa pubblica del PKK (come confermato anche dalle notizie diramate dal PDK divulgate dall'agenzia ANSA, oggi stesso).

Le vittime, specialmente giovani sono: Muhammed Ali Aziz Ibrahim (28 anni), Fatma Nebi Kadir (25), Beritan Muhammed Ali (3), Bahar Esad Muzin (14), Gelo Smis Halid Hole (20), Gelo Ferzende Sakir (3) Xelat Kadir Muhammed (18), Beyaz Ibrahim Cadir (70), Bese Ibrahim Cadir (70), Fadime Zeydin Abdullah (22), Seyda Mihe Ilyas (35), Peyman Kadir Sahin (18), Rezan Kadir Sahin (15), Semir Mihe Sahin (35), Resul Kadir Sahin (15), Fatma Hesen Siyar (60), Hediye Mele Hesen (45), Necat Mey Ayder (15), Hatice Mey Ayder (14), Baxtiyar Hicaz Ayder (15), Faxri Baki Ali (15), Sumer Emer Ali (30), Sexmus Farqin Baki (15), Dilzad Farqin Baki (10), Kusret Farqin (10), Zumre Sabri Sexo (70), Feqi Bahri Ali (40), Hatice Mayin Evdel (14), Sehran Farqin Baki (15) ve Rezize Kadir Sahin (15).

Da quando le forze kurde del Kurdistan meridionale hanno avuto propri colloqui a Washington, la stessa Turchia si è ritenuta appoggiata nell'attaccare le forze del PKK, che ricordiamo ancora si trovano in posizione difensiva sulle montagne dell'area kurda irachena.

Ancora una volta la barbarie turca ha trovato sfogo contro la cittadinanza indifesa.
Vogliamo qui richiamare le forze internazionali a non restare in silenzio di fronte a tali azioni che ledono l'incolumità della popolazione kurda. Auspichiamo che gli Stati Uniti non vogliano gettare benzina sul fuoco rendendo i rapporti fra le forze kurde, nel Kurdistan meridionale, sempre più difficili e pericolosi.

Richiamiamo l'opinione pubblica mondiale e le organizzazioni democratiche internazionali a reagire e a mobilitarsi contro il possibile precipitare degli eventi, che, vedrebbero ulteriori perdite di vite umane e della possibilità di risolvere pacificamente e politicamente la questione kurda.

Bengin Aksu

Roma, 18 agosto 2000