COMUNICATO STAMPA

Att.ne redazioni Esteri

URANIO IMPOVERITO ANCHE NEL KURDISTAN TURCO?

IL PESANTE INTERROGATIVO SUL MANIFESTO DI DOMANI

   Durante tutti gli anni '90 la Turchia ha ricevuto dagli Usa e da altri paesi, Italia inclusa, proiettili all'uranio e sistemi d'arma, usati nella "guerra a bassa intensità" contro i guerriglieri e la popolazione civile kurda, tutti capaci di usare munizionamento all'uranio impoverito.

    Il loro uso potrebbe essere all'origine di una serie di patologie, assai simili a quelle tipiche della "sindrome del Golfo", denunciate dagli ex combattenti e dai civili profughi in Europa non solo dal Kurdistan irakeno, ma anche dal Kurdistan turco.

    L'ipotesi, che "apre uno squarcio sull’intreccio perverso dei due drammi d’inizio millennio: la pulizia etnica dei kurdi e quella che Helen Caldicott definisce la seconda guerra nucleare", è avanzata in un articolo che sarà pubblicato domani dal quotidiano Il Manifesto a firma di Dino Frisullo.

    Se essa fosse confermata, a rischio non sarebbe solo la popolazione kurda ma i giovani turchi, costretti da decenni a tre anni di coscrizione sul "fronte orientale", fra i quali si va diffondendo un movimento per l'obiezione di coscienza, sanzionata come diserzione e tradimento dalla legge turca.

    A questo movimento l'associazione Azad. di cui Frisullo fa parte, ha chiesto di avviare una verifica sul campo, già avviata per parte loro dalle istituzioni kurde in Europa e in particolare dalla Mezzaluna Rossa kurda.

 

Roma, 3 marzo 2001

Associazione Azad