MORTE APPARECCHI RIPOSATO ALBERGO

Sul giornale:it in merito alla profanazione dei cadaveri da parte dei soldati tedeschi in Afghanistan è testualmente detto:

"Non è uno scandalo paragonabile alle torture che i soldati americani praticavano sui prigionieri iracheni
nel carcere di Abu Ghraib, ma le foto dei soldati tedeschi in Afghanistan che ostentano allegramente teschi e ossa
rischiano di avere un effetto altrettanto devastante." http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=128916

Non hanno avuto un effetto altrettanto devastante: quelle foto, a differenza di quelle di Abu Ghraib e di altre,
sono passate nell'indifferenza più o meno generale.
Posso perciò fare la constatazione che il fatto che si incrudelisca su cadaveri umani "non è uno scandalo paragonabile",
cioè non è altrettanto grave, non solo per l'estensore dell'articolo ma per molti in generale.

Non è il primo episodio di crudeltà su cadaveri,
penso alla partita di pallone fatta con il teschio di un kamikaze da parte degli Israeliani,
oppure ad una forma diversa di crudeltà in merito all'indifferenza per la salma di Galesi.

Eppure l'evento è un segnale importante di

A CHE PUNTO STIAMO ARRIVANDO

Perché qui si tratta di un  militare che simula atti sessuali con il teschio di un defunto; di altri che sono ritratti su una jeep con la bandiera tedesca e la scritta Isaf (sigla della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza) mentre giocherellano con il teschio; in altre ancora i soldati si lasciano fotografare mentre esibiscono compiaciuti il cranio o lo issano su una barra del veicolo come un trofeo di caccia.

Nello stesso articolo viene detto che bisogna correre ai ripari al più presto, senza attendere i risultati delle varie inchieste e dire "tante scuse" agli afghani "per i quali la profanazione dei defunti è un delitto imperdonabile".
Dal che, una come me, deduce che solo per gli afgani è un delitto imperdonabile; per tutti gli altri no: sopratutto per chi porta la "civiltà" e per chi chiama la guerra pace.
In effetti al di là del primo moto emotivo, di dolore, di ribrezzo e di rivolta contro questa ennesima infamia,
dovrei ,invece, apprezzare l'articolista per la sua mancanza di ipocrisia.
Se gli esseri umani contano così poco in vita quanto volete che contino da morti?
In vita bene o male possono servire per trarne profitto, per farne carne da macello; da morti possono servire solo per giocarci o per dimostrare quanto sono duri e quanto lo hanno duro, dato che nei "teatri di guerra", ops, "di
pace", le imprese di pompe funebri non possono fare le loro lucrose pagliacciate: troppa abbondanza di materia prima:

si svaluta.

La cosa comunque è passata nel silenzio generale di tutti i pacifinti e i marciatori di professione, di tutte le donne in nero e a pois che stanno sempre a lacrimare su questo e su quello: una bella sputazzata pure in faccia a loro, l'ennesima!
è' più importante discutere su dove deve pisciare Luxuria, cazzo, quello si che è un problema di civiltà!!!

Fatte queste ovvie considerazioni l'orrore e lo sgomento per un presente feroce e per un futuro ancora più feroce restano interi.

Perché qui quello che salta agli occhi è la qualità della ferocia: può esservi, e in momenti cruciali della storia deve esservi una ferocia nobile, di riscatto; ma questa è la ferocia del supermarket dello squallore di una società che sta alla sua fine e che brancola ciecamente fra gli scaffali, alla ricerca sonnambula degli ultimi scarti dei suoi giochi perversi.

Siamo prossimi alla fine, e contro questa fine ignomignosa dobbiamo lottare, se si perde la capacità di indignarsi, se l'abitudine al marciume ottunde le coscienze di tutti non ci sarà salvezza e nessuno resterà per costruire una
società altra con valori altri.
Non lasciarsi contaminare dal capitalismo nella sua fase putrescente deve essere il primo dovere.

I primi insediamenti umani hanno lasciato i resti dei culti dei morti; tutta la storia dell'evoluzione umana è stata letta, per la maggior parte, nei resti per le onoranze funerarie.
Qui non si tratta di un discorso pacificatorio, qui si tratta di un discorso sulla DIGNITA': che i padroni non conosco e  non hanno alcuna DIGNITA' è un dato di fatto storico, ma quello che mi spaventa e che la DIGNITA' è diventata una sconosciuta per troppi, non solo per loro.
Facilmente qualcuno può dirmi  che la guerra porta sempre la ferocia, io continuo a mettere in risalto la QUALITA' di questa ferocia che diventa sempre più degradante parimenti al degrado della società capitalista.
Perché in effetti se noi ci pensiamo bene, questi ragazzotti che vanno a portare la cosi nomata pace in giro, dovrebbero essere dei professionisti, cioè delle persone che dovrebbero affrontare la "pace" con professionalità, ossia mantenere anche una freddezza professionale nella loro "professione"; invece assistiamo a casi ripetuti di violenze torture su vivi e morti; poi questi "professionisti" quando vengono colti sul fatto, il più delle volte perché immortalano le loro imprese con gli autoscatti, incominciano a piagnucolare sulle loro "sventure" e da carnefici vengono fatti passare per vittime con tutto il coro di specialisti del comportamento umano in guerra:
ma è guerra o pace?
e che professionisti sono
?
un cuoco se sbaglia una frittata è un pessimo cuoco e basta;  i militari, no, hanno sempre una marea di scusanti, credo perché ammettere che portano nella loro "professione" quello che hanno imparato nella società da cui provengono
e nelle loro scuole militari è troppo.....eversivo.
E tutti questi giovanotti e tutte queste ragazze in divisa, torneranno come niente alle loro case, quelli che sopravviceranno; faranno dei figli col cazzo che si è posato su un teschio, faranno dei figli, le donne, dopo aver portato un uomo al guinzaglio come un cane, riabbracceranno le loro madri i loro padri che non ricordavano quando issavano i teschi di madri e di padri
di altri.

La pietas di Achille non c'è più, e si che lui a ferocia non scherzava!
Eppure quando col carro trascinava il corpo di Ettore insieme al vecchio Anchise si mise a piangere

" Membrando il genitore, proruppe in pianto;
e preso il vecchio per la man, scostollo
dolcemente. Piangea questi il perduto
Ettore ai piè dell'uccisore, e quegli
Or il padre, or l'amico, e risonava
Di gemiti la stanza....

 Buon vecchio.
potrai dell'alba all'apparir vederlo
e via portarlo.
iliade libro XIV

Già il dotto e il ricco ed il patrizio vulgo,
decoro e mente al bello italo regno,
nelle adulate reggie ha sepoltura
già vivo, e i stemmi unica laude. A noi
morte apparecchi riposato albergo,
ove una volta la fortuna cessi
dalle vendette, e l'amistà raccolga
non di tesori eredità, ma caldi
sensi e di liberal carme l'esempio.
Ugo Foscolo I Sepolcri

vittoria
L'avamposto degli Incompatibili