Bollettino del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina

Da: Officina 99 <ska@ecn.org>

PALESTINA DEMOCRATICA
bollettino del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina
numero speciale : gli atti della sesta conferenza nazionale del PFLP -
Agosto 2000

(traduzione a cura del centro sociale Officina 99)


SOMMARIO

1) COMUNICATO STAMPA PFLP  8/7/2000

2) DISCORSO PRONUNCIATO DAL COMPAGNO ABU ALI MUSTAFA ALL' ASSEMBLEA DI
APERTURA DELLA SESTA CONFERENZA NAZIONALE

3) LA VITA DI  ABU ALI MUSTAFA, SEGRETARIO GENERALE DEL PFLP

4) DISCORSO DI GEORGE HABASH, SEGRETARIO GENERALE DEL PFLP, PRONUNCIATO
ALLA SESSIONE DI CHIUSURA DELLA SESTA CONFERENZA DEL PFLP

5) CONFERENZA STAMPA TENUTA A RAMMALLAH DA ABU ALI MUSTAFA

6) DOCUMENTO FINALE DELLA SESTA CONFERENZA DEL PFLP

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1) COMUNICATO STAMPA PFLP  8/7/2000

Commentando gli appelli al PFLP e ai partiti dell'opposizione palestinese a
partecipare agli attuali negoziati di Camp David, un portavoce del PFLP ha
rilascato il seguente comunicato stampa:
"Il PFLP rifiuta completamente di prendere parte a simili negoziati basati
sui termini di riferimento israeliani e statunitensi  e su quelli degli
accordi di Oslo. Tali termini di riferimento non si accordano con le
risoluzioni delle Nazioni Unite, con le risoluzioni di legittimità
internazionale e con le leggi internazionali.
Il PFLP invita ad abbandonare  immediatamente i negoziati tra Palestina e
Israele e a mandare gli incartamenti della causa palestinese indietro alle
Nazioni Unite perchè li risolvano.
Il PFLP sottolinea ancora una volta il fatto che l'amministrazione
statunitense non è una parte neutrale nel processo del conflitto con
Israele e negli attuali negoziati, ma sostiene pienamente il governo
israeliano. Perciò noi vediamo che il reale obbiettivo del summit di Camp
David è esercitare una pressione sulla parte palestinese per avere sempre
più concessioni e convincere l'opinione pubblica internazionale che il
cosiddetto processo di pace continua ad andare avanti. Nel frattempo
Israele continua ad esercitare il suo ostile programma  espansionista
occupando continuamente le terre palestinesi e ignorando i diritti
nazionali palestinesi all'autodeterminazione e alla  creazione dello Stato
indipendente della Palestina con capitale a Gerusalemme.
               
               

      Ufficio Stampa

      Ufficio Stampa

       8/7/2000




2) DISCORSO PRONUNCIATO DAL COMPAGNO ABU ALI MUSTAFA ALL' ASSEMBLEA DI
APERTURA DELLA SESTA CONFERENZA NAZIONALE.

Vorrei iniziare a parlare rendendo omaggio ai martiri del PFLP e ai martiri
della nazione araba.  Rendo omaggio anche a tutti i detenuti e prigionieri
che ancora affrontano le forze di occupazione e che incarnano la dignità
del popolo palestinese, così come ai prigionieri e detenuti delle carceri
PA.
Cari compagni:
la nostra conferenza si sta tenendo in una situazione veramente  critica e
pericolosa, dove le forze israelo-statunitensi provano a imporre delle
soluzioni che liquidano la causa palestinese, come il cuore del conflitto
arabo-israeliano. La  soluzione proposta cancella i principi nazionali
della causa palestinese basati sul diritto al rientro.
Questa verità comporta un pericolo reale a livello politico, economico e
strategico, che porterà all'egemonia statunitense nella regione. Perciò la
nostra conferenza ha molti compiti e responsabilità. Ogni membro della
conferenza ha il compito di confrontarsi con il prossimo stadio e di
proteggere i diritti della nostra gente nella propria terra e nella
diaspora.
In ogni caso tale responsabilità non dovrebbe essere compresa nel suo
significato ideale, perché la conferenza non possiede soluzioni magiche per
l'attuale crisi politica e organizzativa. Il confronto della crisi arriva
nel processo di accumulazione sociale, politica e organizzativa. La crisi
del nostro partito  è parte della crisi generale del movimento nazionale
palestinese. Ha le sue dimensioni storiche e strutturali, il che significa
che superare questa crisi è anche un'operazione strutturale in se stessa.
Cari compagni:
Attualmene non possiamo fronteggiare tale responsabilità storica e
nazionale, cioè affrontare i compiti della liberazione nazionale e della
lotta sociale a meno che non concretizziamo le nostre potenziali capacità
di innalzare i nostri compiti nazionali.
Ci sono un sacco di difficoltà soggettive ed oggettive intorno a questa
operazione, come il senso di frustrazione generale e la disperazione di una
larga parte del popolo che ha perso la fiducia nell'attuale leadership,
oltre alla crisi dei partiti di opposizione e in particolare delle forze
democratiche.  
Perciò la funzione di  questa conferenza è di analizzare la situazione
attuale e di portare avanti il criticismo e la revisione politica e
organizzativa al fine di definire la nuova politica  per il prossimo passo
da compiere.
Questa verità cerca di individuare per noi sia il ruolo di ogni
organizzazione, ramo e membro, sia il ruolo di ogni ciclo organizzativo in
modo da portare avanti la responsabilità  di essere capaci di continuare la
battaglia.
Quindi la responsabilità parziale e nazionale impone di contribuire alla
revisione delle esperienze passate in modo da formare le basi del programma
e del ruolo del partito nel futuro.
Il successo in questo ruolo non è così facile come uno può immaginare.
Richiede un duro lavoro.
Cari compagni:
mi piacerebbe che poneste attenzione alla necessità di rispettare e
apprezzare il ruolo di questa conferenza nell'ambito nazionale.
Perciò dobbiamo mettere alla prova i nostri strumenti sondando i criteri
che governano la nostra azione:
Primo: attenersi strettamente al ruolo politico, ideologico e organizzativo
della conferenza
Secondo: lavorare, avvalendosi   della nostra fiducia nel ruolo del PFLP,
sia sul piano della liberazione nazionale che su quello sociale e
democratico.
Terzo: apprezzare e rispettare l'obiettivo del dialogo che si sta
verificando all'interno del partito. Esso riflette uno stato di diversità
geografica e sociale oltre che una pluralità nei fini e priorità di ciascun
gruppo. Questa condizione di diversità garantisce l'azione democratica
all'interno del PFLP.
Quarto: la diversità e la democrazia come valori basati sulla forte fiducia
nell'unità del partito e nel suo programma. Questo principio esprime  il
principio di Lenin all'interno della vita del partito rivoluzionario, il
che significa centralismo democratico, altrimenti le porte saranno
spalancate per la corruzione e la burocratizzazione.
Quinto: portare avanti il dialogo nella conferenza basandosi obiettivamente
su principi ideologici e politici.
Sesto: essere sempre attenti nello stimare la situazione. Perciò è
necessario vedere l'attitudine del partito verso la West Bank e la striscia
di Gaza, il Libano, la Siria e Giordania e  verso la gente  nei territori
occupati nel 1948. E' necessario pensare all'unità del partito e alle
dimensioni del conflitto a livello nazionale, arabo  e internazionale.
Cari compagni:
il nostro partito ha la sua grande storia e ruolo. E' altamente apprezzato
tra la nostra gente, ma questo non giustificherebbe una ritirata durante
l'azione. Dobbiamo proteggere il ruolo storico e l'azione del nostro
partito.
La continuità del partito rivoluzionario è legata alla continuazione
dell'esercizio del suo ruolo all'interno della nazione.

Gloria ai nostri martiri
Gloria ai nostri prigionieri e detenuti
Lunga vita al PFLP



3) LA VITA DI  ABU ALI MUSTAFA, SEGRETARIO GENERALE DEL PFLP

Nome: Mustafa Ali Al Zubari
Data e luogo di nascita: 1938 nel villaggio di Araba, frazione della città
di Jenine, Palestina
Stato civile: sposato e padre di cinque figli. Vive in Palestina con la sua
famiglia da quando vi è rientrato nel 1999.

E' entrato a far parte del Movimento Nazionalista Arabo nel 1955. Ha
lavorato nell'ambito del movimento ed è stato arrestato ad Amman,
Giordania, nel 1957. Ha passato cinque anni nel carcere di Algefer nel
deserto. E' stato liberato e ha continuato le sue attività dove era
responsabile per l'area settentrionale della West Bank. Ha partecipato alla
formazione delle prime unità di commandos (dove era responsabile per
l'azione militare nel movimento).
Si è formato alla scuola militare di Anshas in Egitto diventando ufficiale
nel 1965.
Venne nuovamente arrestato nel 1966.
E' uno dei primi fondatori del PFLP.
E' stato responsabile per la costruzione delle prime unità organizzative e
politiche in Palestina.
E' diventato il primo capo militare delle forze del PFLP nel 1968.
E' stato eletto Segretario Generale dalla  prima conferenza del PFLP e in
particolare dopo l'arresto del Dr. George Habash.
E' stato eletto membro del comitato esecutivo dell'OLP dal 1987 al 1991.
E' membro del Consiglio Palestinese Centrale.
Al momento vive in Palestina



4) DISCORSO DI GEORGE HABASH, SEGRETARIO GENERALE DEL PFLP, PRONUNCIATO
ALLA SESSIONE DI CHIUSURA DELLA SESTA CONFERENZA DEL PFLP.

Cari compagni:
In occasione del termine della nostra  sesta conferenza  nazionale, come
pure dell'elezione dei nuovi membri di partito che porteranno avanti la
responsabilità di continuare la battaglia nella prossima fase, mi
piacerebbe informarvi che ho deciso di portare a termine i miei compiti
organizzativi alla guida dei corpi del partito. Ho creduto nel ruolo del
PFLP e nella sua funzione storica nel processo di lotta. Ho dato al PFLP i
meglio della mia vita, della mia gioventù, della mia salute, i miei sforzi
e qualsiasi cosa possediamo, in modo da essere lo strumento adatto ad
ottenere la liberazione della Palestina.
In ogni caso, ho dato le dimissioni dalla guida del  PFLP ma questo non
significa la fine del mio ruolo di combattente. Continuerò ma in diverse
maniere. Questo ruolo non è separato dal vostro o da quello storico del
PFLP, ma anzi li completa.
Ho presente la grande responsabilità che avete insieme ai neoeletti corpi
di partito in questa situazione così critica. Ma  sono assolutamente sicuro
che siete capaci di sostenere il carico del vostro ruolo storico e
nazionale.
Cari compagni:
Nel mio discorso politico pronunciato alla sessione di apertura della
nostra conferenza, mi sono concentrato su importanti punti politici e
storici e su come gestire il conflitto con il nemico sionista. Questi punti
potrebbero aiutare a rispondere alla richiesta di resa cosiccome a superare
la crisi del lavoro nazionale arabo e palestinese.
Cari compagni:
In questa occasione mi piacerebbe parlare di un punto molto importante:
l'istanza di moralità  durante l'esercizio delle operazioni rivoluzionarie
nazionali, cioè la moralità rivoluzionaria che dobbiamo esercitare sempre,
noncuranti di qualsiasi pericolo. Vi richiamo ad essere fedeli, sinceri e
umili nel vostro lavoro con il popolo.
Insisto ancora una volta perché siate sinceri con le persone che si battono
ancora  per la causa palestinese, ad essere sinceri verso i martiri, i
prigionieri e i detenuti, i vecchi compagni, gli amici, i sostenitori e
chiunque difenda ancora la propria terra.
Il PFLP si è sempre distinto per tale moralità; perciò vi invito a
continuare ad attenervi a questi principi morali rivoluzionari.
Non c'è dubbio che con il sostegno di questi principi il PFLP non sarà mai
una copertura per la corruzione e il prestigio individuale che contratta
sul diritto dei rifugiati a ritornare  e sullo status di Gerusalemme.
Ancora una volta cari compagni non vi dirò addio, ma vi dico che continuerò
la lotta finché non sarà ottenuta giustizia nel mondo.
                                                                 Lunga
vita alla Palestina
                                                                Che
vinca la Palestina



5) CONFERENZA STAMPA TENUTA A RAMMALLAH DA ABU ALI MUSTAFA

A Rammalah si è tenuta una conferenza stampa in cui Abu Ali Mustafa,
Segretario Generale del PFLP ha risposto alle domande dei rappresentanti
dei mass media internazionali.
Ciò che segue è un riassunto delle risposte:
Abu Ali ha detto a proposito dell'invito a partecipare agli incontri di
Camp David che tale invito era stato ricevuto prima che si tenesse
l'assemblea del Consiglio Centrale e che non c'era il consenso nazionale
palestinese ad accettarlo. L'amministrazione statunitense eserciterà  come
sempre pressioni sul PA per portarlo a dare maggiori concessioni, laddove
Clinton ha chiesto alla leadership palestinese di dimostrare maggiore
flessibilità.
Chiedere alla Palestina maggiore flessibilità significa fare più
concessioni.
Praticamente le concessioni sono iniziate fin dall'approvazione della
risoluzione
N° 242. Flessibilità palestinese significa abbandonare l'idea di
Gerusalemme come capitale dello Stato indipendente palestinese, rinunciare
al diritto dei rifugiati di tornare alla propria terra e accettare la
costruzione di nuovi insediamenti nella West Bank e nella Striscia di Gaza.
Inoltre bisognerebbe rinunciare all'applicazione delle risoluzioni  sulla
legittimità internazionale connesse ai diritti palestinesi. Ma i
negoziatori palestinesi dovrebbero rispettare le decisioni del Consiglio
Centrale.
Il compagno Abu Ali auspica una posizione unitaria palestinese, e ha
enfatizzato il rifiuto del PFLP di partecipare al summit di Camp David e la
necessità di applicare le rilevanti risoluzioni internazionali.
Alla sesta conferenza nazionale del PFLP lo spirito democratico ha
prevalso. Abu Ali ha insistito sui principi nazionali palestinesi. Ha detto
che il PFLP dovrebbe essere presente ad ogni cambiamento che si dovesse
verificare nella questione palestinese e al riguardo dovrebbe avere la sua
opinione. La conferenza ha sottolineato la necessità di ricostruire le
istituzioni dell'OLP basate sul suo statuto che prevede la gestione del
conflitto con il nemico sionista. Il PFLP crede che la fase attuale è
ancora di liberazione nazionale e democratica, poiché il popolo palestinese
ha bisogno di una forte struttura politica e nazionale che sia capace di
contrastare gli schemi del nemico sionista. Il PFLP ha dato la priorità
alla revisione della linea di condotta della struttura interna palestinese
data la corruzione all'interno delle istituzioni palestinesi.
Finché  la posizione delle strutture interne palestinesi è stata forte, il
popolo palestinese era in grado di acquisire i propri diritti.
Il compagno Abu Ali ha detto che ogni partito politico dovrebbe guardare ai
cambiamenti in campo politico in modo da costruire la propria linea
d'azione secondo gli interessi del popolo palestinese.
Il discorso sullo stato palestinese non è nuovo e non è il risultato degli
accordi di Oslo. Il punto principale nel programma nazionale palestinese è
lo stato indipendente e lo statuto di indipendenza è stato formulato nel
1948. E' basato sulla risoluzione di legittimità internazionale N° 181 e
non sulla risoluzione N° 242. La risoluzione N°181è stata menzionata nella
dichiarazione del Consiglio Centrale perchè i partiti dell'opposizione
palestinese hanno sottolineato durante il dibattito nel CC il rifiuto alla
risoluzione N° 242, che divide la Palestina in due stati, quello
palestinese ed ebraico.
I partiti dell'opposizione hanno richiamato l'attenzione  sull'applicazione
della risoluzione internazionale N° 181.
Il compagno Abu Ali ha messo in guardia anche circa i trucchi israeliani e
statunitensi nel posporre le negoziazioni concernenti  le istanze
fondamentali quali i confini, la sovranità, Gerusalemme, l'acqua e il
diritto al rientro dei rifugiati.
Ha parlato anche del cambiamento qualitativo all'interno del PFLP dato dal
trasferimento delle sue attività dalle terre della diaspora ai territori
palestinesi, visto che il PFLP ha un maggiore motivo di esistere in
Palestina. Ma questo cambiamento non cancella il suo ruolo al di fuori
della Palestina.
Abu Ali ha parlato della corruzione e della burocrazia oltre che
dell'atteggiamento passivo nel PA e di come cominciare a correggere tale
situazione. Ha detto prima di tutto che dobbiamo rispettare le istituzioni
in modo da essere capaci di mettere alla prova la società palestinese. Ha
messo in risalto la necessità di separare le istituzioni del potere
esecutivo, legislativo e giudiziario le une dalle altre.
A proposito della dichiarazione dello stato  ha detto che abbiamo bisogno
di preparare l'opinione pubblica locale attraverso l'istituzione di
elezioni per un parlamento palestinese unificato, che rappresenti  i
cittadini palestinesi e gli espatriati. Se le elezioni riguardano soltanto
i palestinesi all'interno della Palestina, allora si favorirà una
separazione in seno al popolo palestinese. Il PFLP sente la responsabilità
dell'unità del popolo palestinese dentro e fuori la Palestina. Il popolo
palestinese non sarà rappresentato da un parlamento legislativo  eletto a
Gaza e nella West Bank, perché il parlamento dovrebbe invece rappresentare
i palestinesi di tutto il mondo.
Abu Ali ha riassunto le posizioni del PFLP circa l'attuale summit di Camp
David nei seguenti punti:
Primo: rifiuto di continuare  i negoziati secondo le indicazioni
statunitensi e la conferenza di Madrid e la cancellazione del ruolo delle
organizzazioni internazionali.
Secondo: il PFLP ha osservato bene  la posizione israeliana che continua a
rifiutare i diritti del popolo palestinese (Gerusalemme, capitale dello
Stato Palestinese; diritto di ritorno dei profughi;   lo smantellamento
degli insediamenti ebraici; controllo delle risorse idriche ecc.)  ed ha
capito  in anticipo che   il risultato dell'attuale summit sarà determinato
da questa posizione israeliana.
Terzo: il PFLP rifiuta la posizione palestinese circa gli attuali
negoziati. Il PA aveva  detto che se il governo israeliano non avesse messo
in atto i punti della fase di transizione il PA non avrebbe accettato di
andare  al summit di Camp David, ma sfortunatamente vediamo che il PA è
andato a Camp David  incondizionatamente.
Quarto: il PFLP vede che l'approvazione del summit è un'approvazione del
desiderio di israeliani e statunitensi, laddove dà ad Israele sempre più
possibilità di portare avanti i suoi piani.
Quinto: il PFLP chiede di ricostruire le strutture interne Palestinesi per
affrontare le prossime circostanze.
Comunque Abu Ali ha parlato anche del comportamento dell'opposizione
Palestinese ed ha chiesto di unificare i partiti di opposizione in un'unica
struttura democratica per essere attive e raggiungere i propri obiettivi.
Egli rivela che il PFLP desidera unirsi con ogni forza di opposizione
politica o sociale per affermare i problemi chiave del popolo palestinese
come lo stato di Gerusalemme, il diritto al rientro dei rifugiati, la
sovranità e lo smantellamento degli insediamenti israeliani.
Abu Ali ha menzionato il comitato che lavora sulla definizione dello stato
dei rifugiati che furono evacuati dalla West Bank e dalla Striscia di Gaza
durante la guerra del 1967; le delegazioni palestinesi,  giordane, egiziane
e israeliane fino ad ora non hanno trovato definizioni giuste per questi
rifugiati.
Infine ha detto che il PFLP non ha rinunciato alla lotta armata, ma la
situazione ora è cambiata e ci muoviamo verso altre forme di lotta che si
adattino alla nuova situazione. Noi rifiutiamo di arrenderci alla volontà
dei sionisti e continueremo a lottare finché non otterremo i nostri diritti
nazionali.






6) DOCUMENTO FINALE DELLA SESTA CONFERENZA DEL PFLP

Al nostro Popolo Palestinese
Al nostro Popolo Arabo

Sotto lo slogan "la Conferenza Nazionale è un importante passo per
continuare la lotta e per conseguire gli obiettivi del nostro popolo,
l'autodeterminazione e la costituzione di uno Stato indipendente con
Gerusalemme capitale", il PFLP ha tenuto la sua sesta Conferenza Nazionale
in tre sessioni dedicate alla Patria, ad un'analisi della Diaspora e a
valutare la fase precedente ed anche il nuovo significato di lotta. Ciò ha
avuto come scopo quello di formulare una nuova politica e un modello
organizzativo adatto alla nuova fase.

La Conferenza ha iniziato le sue sessioni rendendo omaggio ai martiri della
nostra nazione che hanno sacrificato la loro vita per la libertà della
Palestina. E ha anche salutato i detenuti e i prigionieri nelle carceri
israeliane e tutti i combattenti per la libertà che ancora combattono per
raggiungere i diritti nazionali legittimi del nostro popolo.

I membri della Conferenza hanno ascoltato l'ampio discorso del Dr. Gorge
Habash, Segretario Generale del PFLP, che comprendeva problemi politici ed
organizzativi.
Inoltre Habash ha manifestato la sua volontà di non candidarsi per la
leadership del PFLP. La Conferenza ha apprezzato molto il ruolo chiave che
il Dr. Habash ha svolto per la causa palestinese. Egli ha dato alla
rivoluzione la sua vita, il suo pensiero, i suoi ideali e le sue abilità
che hanno arricchito la rivoluzione.

La Conferenza ha rispettato la volontà di dimissione del segretario
generale del PFLP e ciò è un apprezzamento per una simile iniziativa
democratica. La Conferenza ha messo in evidenza la necessità di servirsi
della ricca esperienza del dr. Habash e di trarre beneficio sempre dalle
sue opinioni e dalle sue esperienze.

La Conferenza ha ascoltato anche il discorso del compagno Abu Ali Mustafa,
Vice Segretario Generale nel quale egli ha insistito sulla attuale
situazione politica, sui problemi organizzativi e sul ruolo della sesta
Conferenza per portare ad una ripresa in  tutti i campi.

Nel frattempo la Conferenza ha iniziato a discutere in due sessioni le
bozze delle relazioni presentate dalla Commissione Centrale e le
raccomandazioni avanzate dalle ramificazioni organizzative del PFLP. La
Conferenza ha terminato la sua agenda eleggendo i membri del comitato
centrale ed i membri del comitato di verifica e di controllo che si occupa
di far osservare i principi democratici all'interno della vita del PFLP. La
Conferenza ha sottolineato l'unità dell'organizzazione per l'aumento della
democrazia a tutti i livelli. Ha anche incoraggiato il libero dialogo
obiettivo come pure la critica e l'autocritica.

In considerazione del fatto che il PFLP percepisce la fase attuale come una
fase democratica di liberazione nazionale, la sesta Conferenza ha
sottolineato la necessità di lavorare nel contesto di una struttura
democratica, che includa tutte le forze politiche e sociali. Le forze che
hanno un reale interesse per la lotta e per la costituzione dello Stato
indipendente della Palestina.

La Conferenza è stata tenuta in un momento politico veramente critico e
complesso. Dove le forze sioniste e statunitensi continuano ad esercitare
pressione per liquidare la causa Palestinese. Esse cercano di esercitare
sempre più pressione sulla Autorità Palestinese per stipulare accordi che
ignorano le risoluzioni di legittimità internazionale e i diritti nazionali
Palestinesi di ritorno, il diritto di autodeterminazione e di costituire lo
Stato indipendente con Gerusalemme capitale.

Nove anni dopo la conferenza di Madrid, i tentativi USA-Israele di
sistemare la situazione su entrambi i livelli, Arabo e Palestinese, secondo
i loro interessi non si sono fermati. Senza dubbio Israele e USA stanno
cercando di imporre la loro politica ed egemonia economica nella regione.
Perciò la sesta Conferenza ha messo in evidenza il suo rifiuto dei
negoziati attuali ed ha insistito sulla necessità di rinviare gli
incartamenti della causa Palestinese alle Nazioni Unite e di applicare le
risoluzioni di legittimità internazionale.

La Conferenza ha affermato che ritiene che i tempi siano maturi , sia a
livello regionale sia a livello internazionale, per realizzare lo Stato
Palestinese indipendente con Gerusalemme capitale senza nessun compromesso
o negoziazioni con il governo israeliano. Simile decisione dovrebbe essere
una decisione nazionale assolutamente indipendente e non-negoziabile. È
importante ricordare che una simile decisione aprirà la strada per superare
gli accordi di Oslo, come pure, per riconsiderare la causa Palestinese come
una operazione di lotta e per continuare la lotta con tutti i mezzi per
spingere gli occupanti ad accettare le risoluzioni di legittimità
internazionale.

In questo contesto la sesta Conferenza ha prestato la massima attenzione
per cercare di ricostruire le istituzioni dell'OLP su basi nazionali e
democratiche. E per riconsiderare la Carta Palestinese e il suo programma
nazionale come pure il suo ruolo come unico legittimo rappresentante del
popolo palestinese all'interno della patria e nella Diaspora per mantenere
l'unità politica. Ha anche messo in evidenza la necessità di costituire una
strategia palestinese unificata come sistema politico democratico. Tale
sistema dovrebbe essere basato su:
- la separazione tra le tre autorità legislativa, esecutiva e l'autorità
giudiziaria.
- rispettare l'autorità esecutiva e le sue risoluzioni.
- rispettare la forza della legge.
- rispettare la libertà di stampa, di parola e di associazione.
- rispettare il ruolo delle istituzioni civili e sociali.
- elaborare  un ampio piano di sviluppo che assicuri la graduale
indipendenza economica.
- stabilire un sistema sanitario unificato che sia utile al popolo.
- elaborare un programma scolastico nazionale.
- smettere di lavorare con il dipartimento di sicurezza di stato israeliano
e cessare gli arresti politici.

La Conferenza ha insistito nelle sue sessioni che la lotta contro il nemico
sionista è un conflitto attuale che non può essere risolto con i negoziati
in corso. Tale conflitto può essere affrontato con la lotta basata su una
struttura unificata e nazionale , che lavori per migliorare, per il nostro
interesse, l'equilibrio delle forze.

Oltre a ciò la Conferenza ha prestato attenzione alla ricerca
organizzativa. Ha sottolineato la necessità di rinnovare e sviluppare le
forme di lotta, per affrontare i cambiamenti e trattare questi
dinamicamente.

Negli ultimi anni, il nostro popolo ha mostrato una grande capacità di
affrontare i cambiamenti e le nuove circostanze come pure un grande spirito
di sacrificio. Inoltre il nostro popolo ancora una volta  ha ripetuto il
proprio rifiuto ai tentativi sionisti di  andare oltre il diritto di
ritorno dei rifugiati, l'esistenza di insediamenti nel West Bank e nella
Striscia di Gaza. Noi siamo sicuri che la pace non può essere realizzata
fino a quanto al nostro popolo non saranno riconosciuti i suoi diritti
nazionali.

Alla fine dei lavori della Conferenza è stato rilasciato il seguente
comunicato:
- Primo: la Conferenza ha salutato tutti i prigionieri e i detenuti nelle
carceri israeliane e si è impegnata a fare ottenere loro la libertà il più
presto possibile. Inoltre la Conferenza ha salutato anche i prigionieri e i
detenuti nelle prigioni della Autorità Palestinese ed ha chiesto il loro
rilascio a prescindere dall'appartenenza politica. Ha chiesto all'Autorità
Palestinese di fermare gli arresti politici e creare una atmosfera positiva
tra i combattenti per la libertà per contrastare i piani delle forze di
occupazione.
- Secondo: la Conferenza ha salutato il popolo palestinese della terra del
1948 che ha dimostrato l'unità e l'identità del popolo palestinese con la
sua terra e con cultura nazionale palestinese.
- Terzo: la Conferenza ha salutato  tutti gli amici e i fratelli che hanno
partecipato alle discussioni  ed hanno arricchito il dialogo con i loro
commenti.
- Quarto: la Conferenza ha salutato tutti coloro che tenacemente hanno
affrontato la colonizzazione, tutti coloro che hanno difeso Gerusalemme e
il suo ruolo storico religioso. Inoltre la Conferenza ha insistito sul
diritto del popolo di resistere ai progetti sionisti di insediamento nei
Territori Occupati e ha chiesto l'immediata applicazione delle risoluzioni
internazionali che considerano i progetti di insediamenti in Gerusalemme
illegittimi. Ha chiesto lo smantellamento degli insediamenti e
l'evacuazione delle colonie. Ha salutato tutti i comitati popolari attivi
all'interno della patria e all'esterno che lottano per il diritto di
ritorno dei profughi secondo quanto stabilito dalla risoluzione N° 194.
- Quinto: la Conferenza ha salutato fraternamente il popolo Libanese in
generale e la resistenza islamica e nazionale in particolare. Si è
congratulata con il popolo Libanese per la vittoria contro l'occupante
israeliano e per la liberazione del sud del Libano. Ciò può essere
considerata come una importante lezione che dovrebbe insegnare che solo la
resistenza può condurre alla vittoria e alla sconfitta del nemico.
- Sesto: i membri della Conferenza hanno apprezzato altamente il ruolo
delle forze popolari Arabe che hanno respinto il progetto sionista e la
politica di resa e di normalizzazione. Ha salutato anche le iniziative dei
comitati che si sono costituiti per resistere alla normalizzazione con il
nemico sionista. La Conferenza ha chiesto di aumentare l'attività pan-araba
per proteggere la nazione Araba e il suo progetto storico di unità libertà
e progresso.
- Settimo: i membri della Conferenza hanno sottolineato la necessità di
aiutare il popolo iracheno contro i piani americani ed israeliani.  È stato
chiesto alla nazione Araba di aiutare i suoi fratelli in Iraq e respingere
le sanzioni contro l'Iraq. Ha chiesto all'opinione pubblica internazionale
di fermare l'aggressione americana ed inglese contro l'Iraq che colpisce in
primo luogo i bambini, i soggetti più deboli.
- Ottavo: la Conferenza ha salutato l'eroico popolo cubano e la sua
leadership che ancora, con forza, resiste all'arroganza USA.
- Nono: la Conferenza ha salutato tutte le forze progressiste e di
liberazione del mondo che lottano per la libertà e l'indipendenza. Ha
apprezzato molto il ruolo delle forze democratiche che sostengono il popolo
Palestinese nella lotta per i suoi diritti di libertà ed indipendenza.
- Decimo: la Conferenza ha salutato anche la classe operaia palestinese,
araba ed internazionale. Ha assicurato loro che assolutamente ci sarà la
vittoria e la sconfitta del capitalismo, dei monopoli e della
globalizzazione arriverà. L'umanità di sicuro raggiungerà la vittoria.

La sesta Conferenza Nazionale del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina.

Luglio 2000