GUERRA!!!
Ringalluzzita dagli avvenimenti in Jugoslavia, la superpotenza imperiale
amerikana prosegue la sua politica di controllo anche nella fascia medorientale
dell'emisfero. In questo scenario per gli USA il ruolo centrale deve appartenere ad
Israele, mentre per gli arabi, in cui ha sempre nutrito scarsa fiducia, c'è solo un ruolo
di secondo piano.
Per cui il processo di pace, avviato in pompa magna sia per motivi di immagine, che
per motivi elettoralistici, viene fatto saltare.
La provocazione di Sharon orchestrata insieme al governo laburista di Barak, su
mandato USA ha raggiunto il suo scopo: alle legittime proteste dei Palestinesi si è
risposto con le armi.
In pochi giorni ci sono stati più di 60 morti, quasi tutti palestinesi (molti sono i
bambini).
La comunità internazionale, così sollecita ad intervenire per difendere uno stato
con un unico abitante autoctono (lo sceicco), come il Kuwait, rispetto alla strage di
Palestinesi è capace solo di emettere un comunicato di condanna per la violenza
indiscriminata contro i civili in Palestina, oltretutto con l'astensione dei novelli
campioni degli interventi "umanitari", gli USA. Ma l'obiettivo è ancora più
ambizioso: piegare definitivamente i Paesi Arabi.
Infatti il grande scherano degli USA, Israele, prendendo a pretesto una protesta dei
palestinesi, rifugiati in Libano, e sfociata in rivolta a causa della violenta repressione
dei militari Israeliani, ha minacciato il Libano e la Siria di coinvolgerli in una guerra
diretta.
Anzi il governo israeliano sembra intenzionato a formare un governo di unità
nazionale, che è il preludio della guerra.
In una situazione dell'area, complicata già dalla politica dell'impero amerikano nei
confronti dell'Irak, gli scenari sembrano farsi sempre più funesti. Il controllo delle
materie prime, soprattutto del petrolio, non lasciano certo molte speranze in una
soluzione soddisfacente di pace nella zona. Gli interessi in gioco sono tanti, e gli
amerikani sono intenzionati ad eliminare possibili concorrenti. L'accordo militare del '96
fra Turchia ed Israele, i due grandi alleati degli USA, sembra ormai intenzionato ad
andare fino in fondo in questa politica di dominio dell'area. Le continue violazioni
dell'esercito turco della frontiera iraqena, la continuazione dell'embargo contro l'Iraq
da parte degli Anglo-Amerikani, i cedimenti siriani rispetto alla Turchia, culminati nella
decisione siriana di chiudere la frontiera ai Kurdi, in lotta contro il regime turco, e
adesso l'affossamento pressocchè definitivo del processo di pace fra Israeliani e
Palestinesi, chiariscono definitivamente qual'è il piano dell'Impero USA: dominio
turco-israeliano nell'area e completo asservimento di tutti i Paesi Arabi.
In questa situazione è da notare la cronica incapacità europea a sottrarsi
all'egemonismo USA. Pure un suo maggiore ruolo autonomo, oltre che giusto, sarebbe anche
importante per la sua stessa economia: si sa che la politica amerikana ha portato l'Europa
quasi al collasso energetico, e sicuramente all'indebolimento dell'Euro rispetto al
dollaro; ma ormai è dalla sua nascita che l'Europa, se c'è, non batte colpi, per
segnalare la sua presenza; la sua acquiescenza al potente alleato è totale.
Ma allora perchè ci hanno dissanguato in nome di questo ectoplasma?

huambo de L'Avamposto degli Incompatibili