POPOLO EBRAICO FRA SIONISMO E NAZISMO

Come avamposto degli Incompatibili abbiamo analizzato nel "Grande Puzzle"le motivazioni geopolitiche per il controllo da parte dell'impero e del petrolio e dell'acqua nell'area medio orientale, che sono alla base dei conflitto palestinese- israeliano, e le ripercussioni che questo controllo ha, tramite l'alleanza turco-israeliana, sulla guerra dei Balcani e sullo strazio dei popolo Kurdo.  Oggi,   vogliamo affrontare l'argomento da un altra ottica: cercare di capire, cioè, i motivi "sovrastrutturali" che regolano i comportamenti di Israele come stato e degli Ebrei come popolo. Bisogna subito dire che le motivazioni portate da ebrei giustificazionisti e dall'ala più settaria, i  sefarditi  sono molto diffuse e condivise nel popolo Ebraico. Tant'è vero che l'ultimo appello dell'ntellighentia progressista ebraica per la restituzione delle terre occupate dai coloni ai Palestinesi è rimasto inascoltato. Possiamo tranquillamente affermare che la posizione di Rabin era condivisa da una ristretta minoranza e in  Israele e nella diaspora. Infatti, fra tutte le motivazioni e le giustificazione esposte dai sionisti, per rivendicare il diritto di Israele a comportasi come si comporta, manca ogni riferimento all'assassinio  di Rabin, che ci risulta non essere stato eseguito né da Arafat, né da Hamas, ma dagli Ebrei stessi: dimenticanza non casuale, giacché a quell'assassinio va fatto risalire lo stato attuale di guerra, e non a motivazioni meramente religiose a questioni di primogenitura sulla spianata del "Monte del Tempio". Pensiamo che affermazioni   di giustificazione del comportamento di Israele facciano più male al popolo ebraico, nella sua totalità, e crei più danno della stessa Intifada. Per quanto Israele voglia passare per vittima, tutti sappiamo che le vere vittime sono i Palestinesi: è veramente una cosa che ferisce profondamente tutti i sinceri democratici ed antifascisti vedere i soldati israeliani che ricordano i soldati del Reich, e nel modo che hanno di presentarsi fisicamente e nei metodi che adottano (tu mi tiri una pietra io ti rispondo col mitra, tu mi spari una fucilata io ti attacco coi missili e i carri armati: insomma la vecchia storia della decimazione che tutti ricordiamo e che a maggior ragione gli Ebrei dovrebbero ricordare). I check point di Gerusalemme e dei territori arabi, dove i palestinesi debbono passare e ripassare sotto il più duro controllo, a quelli di noi che hanno una certa età, ricordano i blocchi dell'esercito nazista dove passavamo con i nostri fagotti come profughi. E come non pensare ai territori palestinesi come a campi di concentramento stretti d'assedio? Noi ci chiediamo, e vorremmo che tutti gli ebrei se lo chiedessero, che cosa spinge questo popolo che ha subito la Shoah a ripetere gli stessi metodi delle SS? Per noi, la motivazione di fondo sta nell'adesione al Sionismo, che in effetti è un nazionalismo esasperato, che ha in più l'aggravante di essere di matrice religiosa. C'è qualcuno fra gli Ebrei che si spinge ad affermare che  che l'Intifada è una specie di riedizione dell'olocausto. Tutti sanno che sono i Palestinesi ad essere ghettizzati in territori in cui non viene erogata l'acqua, così vitale in quella zona. Tutti sanno che anche che in quei territori vengono incrementati gli insediamenti di coloni, cui vengono assegnate le terre migliori e che ad essi viene fatta giungere quell'acqua negata ai Palestinesi. Tutti sanno che questi insediamenti vengono incrementati ai danni dei Palestinesi che vengono espropriati di queste terre a favore dei coloni. La stessa decisione israeliana di fare di Gerusalemme la capitale dello stato di Israele, quando si sa che Gerusalemme est è abitata dai Palestinesi, non è un incitamento all'odio e alla rivolta? E' fuor di dubbio, è lo stesso popolo ebraico ad affermarlo, che gli Ebrei si considerano "popolo eletto", in  quanto scelto da Dio per divulgare le sue leggi: e' altrettanto evidente che questa convinzione porta questo popolo ad una chiusura, ad una scarsa apertura all'esterno, alla paura della contaminazione. Naturalmente questa chiusura ha degli andamenti non statici, ma è più o meno forte secondo le situazioni storiche contingenti. In ogni caso è un dato di fatto che gli ebrei più aperti e disponibili, dagli artisti agli scienziati, in pratica non sono osservanti. Le persecuzioni a cui è stato sottoposto il Popolo Ebraico nel corso dei secoli, sempre per pretestuosi motivi religiosi (erano loro che avevano ucciso il Cristo!) ha sempre più spinto questo popolo verso la chiusura, l'isolazionismo, prima coatto (ghetti), poi cercato come difesa della propria identità. Il Nazismo, altra ideologia che si basava sul concetto di "popolo eletto", non per motivi religiosi questa volta, ma per purezza di razza, quella ariana, ha fatto di questo popolo un vero scempio. Il tragico di tutta la vicenda del popolo ebraico è però che questo scempio non l'hanno fatto certo i Palestinesi, né il mondo Arabo in genere, i quali anzi nel dopoguerra hanno accolto gli ebrei deportati dall'Europa e con loro hanno convissuto per decenni, ma noi, cosiddetta civiltà cristiana, che per scaricarsi la coscienza, come di solito fanno i cristiani, ha pensato che per non ripetere il peccato dello sterminio  era cosa buona metterli in Medio Oriente, tanto potevano anche venire utili là! E si è visto come sono utili. Le cose in "Terra Santa" sono ormai a un punto di non ritorno, e forse proprio per questo dovremmo prendere collettivamente le nostre responsabilità: la cosiddetta civiltà cristiana deve riconoscere che  i pogrom ripetuti nei secoli e la Shoah  hanno spinto il popolo ebraico verso un arroccamento disumano; il popolo ebraico dovrebbe sviluppare un rifiuto verso il Sionismo e riconoscersi parente di un popolo che non ha alcuna responsabilità per le sue sventure. E' un discorso utopistico, ma l'utopia è l'unica via di liberazione. Tutti, ebrei e no, dobbiamo tenere presente che un risorgente razzismo, fascismo e xenofobia percorre tutto l'occidente. Non è interesse del popolo ebraico fare da scherano dell'occidente. Interesse dell'Impero è eliminare i Palestinesi, eliminare i Kurdi, per ora, conviene fidarsi di un alleato che ha già dato in passato dimostrazione di essere pericoloso? Quando avrà ottenuto il suo scopo e avrà domato gli indomabili l'impero non eliminerà anche Israele e di nuovo gli ebrei?

L'Avamposto degli Incompatibili