E un articolo molto interessante quello apparso su RIVISTA MILITARE 5/2000 (settembre-ottobre 2000), prestigioso periodico dello STATO MAGGIORE ESERCITO, articolo intitolato ARMI NON LETALI, a firma del tenente colonnello GIOVANNI CARAVELLI, in servizio proprio presso lufficio del Capo di CAPO DI STATO MAGGIORE ESERCITO, e che analizza in quale contesto i reparti del nostro Esercito avranno prevedibilmente bisogno di queste armi "umanitarie":
- ."pronunciate crescenti disparità economiche tra i Paesi del Terzo Mondo e quelli avanzati disparità nella distribuzione delle risorse repressioni politiche estrema turbolenza demografica esplosivo tasso di natalità accentuazione di differenze e divisioni tra classi, etnie e religioni, ecc (pag.50) produrranno ingiustizia e risentimento che potrebbero insieme ad altre innescare situazioni conflittuali incontrollabili se non affrontate concretamente " -
Che richiederanno quindi luso sempre più massiccio di soldati di coalizioni internazionali, Nato, UE, ONU, ecc, nel ristabilire quel minimo di ordine che permetta che gli interessi vitali dei Potenti del Mondo non siano messi in discussione.
Riprendiamo la lettura:
- "Nello scenario globale, " le armi non letali " (NLW) potrebbero configurarsi come un efficace strumento per rispondere alle complesse sfide (della serie: -Il popolo ha fame mia Regina!- -E dategli da mangiare un podi proiettili di gomma!!!-)
e come alternativa alle impopolari mine antiuomo"
Il colonnello CARAVELLI ci pone la domanda:
-Cosa cè dietro il programma di sviluppo di armi non letali?-
Ovvero come mai lo Stato Maggiore dellEsercito Italiano se ne sta ora interessando?
La sua risposta è: - "i nostri soldati affrontano nuove situazioni è importante che i Comandanti dispongano di una nuova serie di "STRUMENTI" per poter fronteggiare le crisi, soprattutto nelle operazioni di Peace Keping e di assistenza umanitaria in maniera più "umana", proteggendo al meglio le nostre forze.Vedi le esigenze di Somalia, Bosnia, Kosovo" - (Dove ricordiamo ci si è scontrati spesso con le popolazioni che noi "assistevamo" ed a questi casi aggiungiamo anche Timor riprendendo il resoconto della stessa Rivista Militare, nel precedente numero 4/2000)
Ma luso di armi non letali avrà anche altri scenari e qui cè da rabbrividire su cosa lEsercito professionale democratico Italiano sogna di fare per il futuro:
- "cè un crescente movimento di popolazione da Stato a Stato, e anche allinterno di questi, verso i centri urbani (Diciamocelo chiaramente, sta parlando di Flussi Migratori) questo contribuisce a determinare un ambiente asimmetrico (ovvero con forti disparità sociali, allinterno delle megalopoli dellIMPERO) lurbanizzazione aumenta la possibilità che le Forze Armate e soprattutto lEsercito Italiano, possano essere chiamate a supporto di Forze di Polizia per il controllo del territorio e il mantenimento dellOrdine Pubblico, cosa poco proponibile fino a qualche anno fa" -
CAPITO?Contro chi protesta o viene emarginato dalla Globalizzazione schieriamo PS, CC e soldati armati di tutto il possibile!
- " E "linterazione" (Ovvero lo scontro fisico) con i civili sotto locchio onnipresente dei media (che potrebbero riprendere scene troppo sanguinose) esigerà una vasta gamma di armi letali e/o non. (pag51) " -
LAPOLOGIA DEL PROIETTILE DI GOMMA.
Pur ammettendo che: - "purtroppo le vittime civili e non combattenti (pag52) continueranno ad essere il riprovevole e inevitabile risultato delluso della forza militare, nonostante le armi non letali..e alcune capacità non letali potrebbero essere mortali, se applicate non correttamente"
Si afferma che con il loro uso:
- "1)I Comandanti possono seguire un comportamento più umano e coerente con le implicazioni delle operazioni umanitarie " (sic!)
2)Le possibilità del loro impiego ci consente di intervenire più attivamente sapendo di non provocare danni e lesioni irreparabili.. (in contraddizione con quanto affermato prima)
3)Le armi non letali tendenzialmente risultano meno provocatorie (ovvero se mi spari addosso con i proiettili di gomma, non mi incazzo)
4)Leventuale uso di armi letali proiettili convenzionali- dopo aver usato prima quelli non letali, sarebbe psicologicamente più accettato (ovvero se i manifestanti nonostante i proiettili di gomma, i gas paralizzanti e quantaltro non si sono fermati, se lo debbono aspettare che gli spareremo con le mitragliatrici e i carri armati, ed Israele insegna!)
Nel caso che non abbiamo ancora capito contro chi verranno usati dai nostri soldati:
- "Capacita contropersonale: Tenuto conto che la loro capacità è di consentire lapplicazione della forza militare con rischi molto contenuti di morti o feriti gravi tra non combattenti (i civili) occorre sviluppare mezzi che possano influenzare (che eufemismo, invece di dire reprimere duramente) il comportamento e le attività di una folla potenzialmente ostile, ovvero di riprendere il controllo di una folla in sommossa" -
Terminiamo questo commento con quella che interpretiamo come una scelta ormai fatta dal nostro Stato Maggiore dellEsercito e che ben presto sotto la pressione di qualche emergenza troveremo tramutata in una firma di acquisto dal solito ministro della Difesa un po distratto ed avvallato da un Parlamento assonnato che approverà sotto la voce di aiuti umanitari lacquisizione di proiettili di gomma, gas asfissianti e paralizzanti, resine e schiume immobilizzanti ed altre diavolerie simili:
- "si possa ricercare una gradualità temporale nellintroduzione in servizio (di queste armi) nellEsercito con la convinzione di offrire uno strumento di estrema flessibilità ai contingenti nel ripristino della pace e stabilità nelle diverse aree di Crisi." -
OSSERVATORIO SUI BALCANI
DI BRINDISI
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BRINDISI 15 OTTOBRE 2000