Svizzera - G8 2003: da vittime ad imputati

 
Lo scorso anno il G8 si svolse ad Evian sulla sponda francese del lago Lemano. Numerose furono le manifestazioni e le iniziative messe in campo in Francia ed in Svizzera. La principale fu la manifestazione transfrontaliera del 1 giugno che da Annemasse, in Francia, raggiunse Ginevra congiungendosi ad un altro corteo partito dalla città Svizzera verso la frontiera tra i due paesi. Lo spezzone proveniente dalla Francia, cui partecipavano gli anarchici della CLAACG8 (Convergenza Anticapitalista Antiautoritaria contro il G8) fece ritorno al villaggio contro il G8 di Annemasse passando per l'autostrada che rimase bloccata per diverse ore, rendendo più difficile il passaggio delle delegazioni dirette ad Evian. Numerosi furono i blocchi attuati in quella giornata da gruppi grandi e piccoli di antiglobalizzatori. In territorio svizzero un gruppo di venti attivisti  una delle principali autostrade a Aubonne, tra Losanna e Ginevra, per impedire che i delegati raggiungessero il summit del G8 a Evian. Due scalatori si appesero dai due lati del ponte ad una corda che attraversava la strada; nel frattempo, gli altri esponevano striscioni e bloccavano il traffico. Nonostante le forze del disordine fossero informate della natura dell'azione, un agente di polizia tagliò la corda: uno dei due attivisti  dal ponte da un'altezza di circa venti metri, mentre l'altra venne salvata dagli altri, che riuscirono ad afferrare in tempo il suo pezzo di corda.
Martin Shaw, un inglese residente a Barcellona se la cavò per un pelo. Trascorse un mese nell'ospedale di Losanna, dove era entrato più morto che vivo e dovette poi affrontare una lunga riabilitazione.
Gli scalatori e gli attivisti che si trovavano sul ponte sono ora sotto processo per aver bloccato il traffico ed aver messo in pericolo la vita degli automobilisti. Il poliziotto che, come dimostra un video diffuso all'epoca, tagliò intenzionalmente la corda gode della totale impunità.
Il processo si terrà il 28 giugno, nei pressi di Ginevra, a Nyon dove è stato convocato un presidio internazionale.