In nome di un popolo dimenticato

 

Documento di denuncia sulla condizione delle donne

In Afghanistan

Le donne afgane di solito si considerano impotenti, oppresse e, peggio ancora, sole e dimenticate. Dopo la caduta del governo fantoccio nel ‘92, i crimini indicibili dei Jeadish (estremisti fondamentalisti islamici) hanno spazzato via il loro sogno di una vita umana e giusta. Mentre sembrava inimmaginabile una forza più maligna di quella dei Jeadish, arrivarono i Talibani, ancora peggiori nella loro avversione contro le donne, l’educazione e qualsiasi manifestazione di civiltà.

Durante il periodo dell’occupazione russa si affermava a gran voce il miglioramento della situazione delle donne ma, sfortunatamente per queste, il regime insediato dalla Russia aveva avuto più successo nella liberazione della donna dal punto di vista della immoralità e dell’abbattimento delle inibizioni culturali che non nella affermazione della uguaglianza dei loro diritti e possibilità.

I sostenitori dei Russi furono sconfitti nel 1992, e i fondamentalisti presero il potere. Con loro inizia la vera tragedia delle donne afgane.

La situazione delle donne afgane non era mai stata una situazione felice, ma nell’ultima meta’ del secolo le cose stavano iniziando a migliorare, soprattutto grazie all’educazione e ai rapidi cambiamenti che stavano avvenendo in tutte le parti del mondo. La consapevolezza che le donne avessero delle potenzialità e fossero capaci di altro, oltre che ad avere figli, stava iniziando ad illuminare le menti degli strati più bassi di questa società conservatrice e tradizionalista.

Ma con l’avvento dei fondamentalisti la ruota della storia e’ stata rimandata indietro di centinaia di anni.

L’oppressione e la discriminazione nei confronti delle donne è un fenomeno diffuso in tutto il mondo. Cosi’ come lo è la lotta della donna per i propri diritti, ma in Afganistan la battaglia delle donne per l’uguaglianza dei propri diritti, e’ un’idea troppo stravagante per poter essere anche solo concepita. In Afganistan sotto il regime fondamentalista, le donne devono lottare per essere riconosciute come esseri umani. L’odio nei confronti della donna, come essere subumano e’ uno dei principi del fondamentalismo islamico. Secondo la mentalità fondamentalista le donne sono adatte solamente per la schiavitù casalinga e come strumento di procreazione.

Con l’avvento dei Talibani questo atroce punto di vista e’ stato elevato a status della politica ufficiale.

Nel corso degli ultimi sette anni di battaglie intra-fondamentaliste le donne sono state trattate come bottino di guerra, i loro corpi ed il loro onore, ulteriori campi di battaglia per le parti belligeranti.

Le donne sono state le prime vittime dovunque si sia insediato il potere fondamentalista islamico. I fondamentalisti afgani non solo hanno "legalmente" abolito ogni diritto umano delle donne in tutti i territori in cui si sono insediati, ma hanno anche commesso nei loro confronti crimini come non erano mai stati commessi nella storia di questo Paese.

Nessuna giovane donna era, od é al sicuro.

Donne di tutte le età, perfino nonne settantenni hanno subito stupri di gruppo. La dominazione fondamentalista si e’ tradotta in un incredibile aumento del numero di prostitute e di mendicanti. Le giovani donne che perdono il capo famiglia, fondamentale sostentamento economico in questa società maschilista, non hanno altra scelta se non quella di degradare se stesse per la sopravvivenza dei loro figli e della loro famiglia.

Il paese è immerso nella degradazione, nella povertà e nella distruzione; il sentimento più diffuso è quello di una "morte graduale", che logora poco a poco.

Dopo l’avvento al potere dei Talebani, è facile morire o riportare gravi lesioni ed infermitàper le donne a causa della scarsità di dottori, o del divieto di essere visitate da medici di sesso maschile, o a causa della restrizione delle possibilità di movimento per le donne, se non accompagnate da un membro maschile della famiglia.

E’ molto difficile comprendere come ci si sente ad essere donna a Kabul. Le donne devono essere coperte dalla testa ai piedi in modo da tenere nascoste anche le loro caviglie, altrimenti sono picchiate e insultate. Ma ciò che diventa sempre più difficile e umiliante da sopportare è la violenza psicologica ed emotiva, i traumi e le tremende pressioni cui sono continuamente sottoposte.

Crimini di questo tipo accadono anche in altre parti del mondo e soprattutto dove l’ordine e la legge sono molto precari, ma in nessun luogo, simili delitti vengono commessi dalle stesse autorità governative o da queste lasciati impuniti.

I Talebani commettono la maggior parte delle atrocità contro le donne in nome della legge islamica; si considerano i "campioni" della causa islamica e giustificano la loro oppressione e crudeltà contro le donne nascondendosi dietro la volontà di purificare l’Afghanistan dai mali dell’Occidente.

 

Le atrocità che si perpetuanoormai da anni in un angolo remoto dell’Asia, in Afghanistan, non interessa la comunità internazionale .

I crimini del fondamentalismo , la loro persistenza , i rapporti che pervengono da paesi già devastati come l’Algeria o il Sudan, sono solo degli esempi.

Il regime dei talibani ha commesso atrocità tali contro le donne che anche i fondamentalisti più reazionari del regime Saudita e Iraniano si sono "vergognati" fino ad ammettere che il regime talibano "denigra l’Islam".

Fino a quando vi saranno paesi in cui i fondamentalisti saranno al potere , le donne di qualsiasi paese musulmano non potranno sperare di intraprendere il benché minimo percorso di emancipazione.

 

Le donne afghane non possono affrontare temi come l’aborto o il salario, la dura realtà le spinge prima che rivendicare i diritti delle donne a dover lottare per la semplice esistenza, per l’integrità della loro gente, la sopravvivenza della loro identità …

- Siamo pienamente coscienti che la nostra strategia contro i fondamentalisti , per la costruzione della democrazia e la liberazione della donna ha bisogno di un lungo, difficile e rivoluzionario cammino che necessita sacrifici.-dicono alcune di loro…

Questa vuole essere una voce che attraversa il globo nella speranza che venga accolto il messaggio, le donne in Afghanistan hanno bisogno di emancipazione, questa non può realizzarsi senza l’emancipazione dell’intera nazione, l’emancipazione nazionale non esiste senza democrazia, e da troppo tempo qui non c’è democrazia, diritti umani, diritti per le donne, qui ci sono solo trabocchetti.

 

L'Avamposto degli Incompatibili