TUTTI A BUKAVU

Per l'Africa ci sono tante sensibilità e progetti di cooperazione ma, come
società civile occidentale, siamo in difficoltà riguardo all'impegno
diretto per la pace, la nonviolenza e la riconciliazione.
Siamo chiamati a rincorrere in continuazione gli SOS per tutte le
emergenze, ma non entriamo mai nel merito delle cause. Per questo ci siamo
decisi a rispondere positivamente all'appello che ci è giunto da Bukavu e
che riproduciamo qui sotto. La nostra è un'iniziativa limitata e che si
riferisce a una situazione specifica, ma vuole tenere lo sguardo su tutta
l'Africa e in particolare riconoscere e denunciare le nostre responsabilità
di occidentali riguardo all'ingiustizia del sistema economico dominante, al
commercio delle armi e al deficit totale di un'informazione corretta.

A TUTTE LE PERSONE ED ALLE ORGANIZZAZIONI INTERESSATE ALLA PACE
NELLA REGIONE DEI GRANDI LAGHI
La popolazione congolese lotta con forza dal 1990 per la libertà, la
democrazia e la dignità umana nella nostra bella regione dei Grandi Laghi.
La "Société Civile" ha giocato e tuttora gioca un ruolo importante in
questo processo. Tuttavia, iniziamo questo nuovo millennio in un clima di
guerra, di insicurezza e di oppressione diffuse.
Per questo motivo stiamo organizzando per il dicembre 2000, in occasione
del 10 dicembre, 52° anniversario della Dichiarazione Universale dei
Diritti Umani, una serie di manifestazioni a Bukavu a favore della pace e
dei diritti umani, con incontri di preghiera ecumenici, conferenze,
manifestazioni culturali di tutti i tipi sui temi legati al rispetto dei
diritti umani.
Inviteremo a queste manifestazioni i rappresentanti della società civile
del Kivu, del Congo, della regione dei Grandi Laghi, nonché personalità e
organizzazioni che in tutto il mondo sono impegnati in questo campo.
Speriamo che possiate coinvolgere anche altri. E se qualche organizzazione
internazionale, non governativa o dell'ONU, impegnata nel campo dei diritti
umani volesse appoggiarci, ne saremmo felici.
Aspettiamo fiduciosi la vostra risposta. Speriamo con tutto il cuore che
anche voi possiate essere tra noi in quei giorni.
(Invito della "Société Civile" di Bukavu inviato il 20 aprile 2000
all'Associazione Beati i costruttori di pace).

In risposta a questo invito della Société Civile i rappresentanti delle
Associazioni "Beati i costruttori di pace" e "Papa Giovanni XXIII" si sono
recati a Bukavu per rendersi conto di persona della sofferenza della
popolazione ed anche della straordinaria resistenza nonviolenta alla
guerra, che mantiene viva la speranza nelle varie comunità. E' un esempio
di lotta pacifica davvero unico nel suo genere, sia per la sua enorme
vitalità interiore, sia per l'adesione capillare da parte della gente. Il
suo valore è ancora più significativo perché diventa paradigmatico per
tutta l'Africa, il continente maggiormente afflitto da guerre intestine ed
interstatali. Riportiamo alcuni esempi della capacità di coordinamento e di
coinvolgimento delle numerosissime associazioni civili e religiose  della
città: in occasione dell'8 marzo, le donne hanno proclamato uno sciopero,
detto "del pane e delle rose", contro la guerra, bloccando i mercatini da
loro gestiti, paralizzando la città, rimanendo tutte dentro le pareti
domestiche . "la festa della donna senza la donna." Ad agosto 1999, per 10
giorni consecutivi, tutti i cittadini allo scoccare del mezzogiorno hanno
sospeso ogni attività per dieci minuti per far rumore con qualsiasi
oggetto, urlando in tante lingue diverse "vogliamo la pace". Quando poi le
violenze diventano insopportabili la città intera proclama la "ville
morte", la città morta: nessuno esce per strada, nessuno lavora . e così
esprime il rifiuto totale per la violenza armata, da qualsiasi parte
provenga. E, in mezzo alla distruzione, questa società civile si organizza
per accogliere nella città gli sfollati dalle campagne, dove la situazione
di insicurezza è ancora peggiore: aiuti alimentari, solidarietà,
accoglienza dei bambini nelle scuole.
In tutti gli incontri che la nostra piccola delegazione ha avuto, ci è
stata ribadita la responsabilità degli occidentali, in particolare dell'UE
e degli USA, nella tragedia di Bukavu e dell'Africa.
Come accogliere questa responsabilità? Come sostenere una popolazione che
grida aiuto ma non rinuncia a lottare?
Come difendere la ricchezza di una società civile che resiste con la
nonviolenza, in un mondo come il nostro che considera "ricchezza del Congo"
solo i suoi preziosissimi giacimenti minerari (oro, diamanti e coltan, un
minerale raro che serve a far proiettili)?

PER QUESTO PROPONIAMO UN'AZIONE INTERNAZIONALE NONVIOLENTA DI PACE
NEL DICEMBRE 2000
CONTESTO
Nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo c'è da quasi
due anni una guerra che ha ucciso più di 1.700.000 persone nel silenzio del
resto del mondo. La stessa città di Bukavu è circondata da un territorio
distrutto dalle scorrerie dei militari e paramilitari e vive un rischio
reale di essere attaccata. Per i più giovani, delusi per il comportamento
degli USA, dell'UE, dell'ONU e dell'OUA e pressati dalle condizioni di
sempre maggior miseria, è forte la tentazione di passare alla lotta armata,
per procurarsi da vivere e per "liberare" il Paese. La drammaticità della
situazione attuale viene espressa con molta puntualità nell'ultimo
documento della Conferenza Episcopale Congolese (15 luglio 2000). Nel
conflitto in Congo sono coinvolti nove Stati africani. Roberto Garreton,
relatore speciale del Segretario generale dell'ONU, scrive nel suo ultimo
rapporto (29 marzo 2000) che "il territorio della Repubblica Democratica
del Congo si trova sconvolto non più da un solo conflitto, ma da molti,
alcuni dei quali a carattere interno, altri con dimensioni internazionali."

OBIETTIVI
Þ       Costruire un'iniziativa che porti il maggior numero possibile di
persone a Bukavu per il 10 dicembre 2000.
Þ       Mettere in atto nei nostri territori una serie di iniziative che
renda continuativa l'attenzione e l'informazione sull'Africa e la
conseguente pressione politica sulle istituzioni internazionali.

FINALITA'
Þ       Realizzare un incontro da popolo a popolo per una grande e comune
implorazione di pace;
Þ       Premere sulle istituzioni internazionali, perché vengano prese
decisioni rispettose della dignità e del diritto delle persone e dei popoli
secondo i dettami del diritto internazionale e non dell'interesse dei più
forti;
Þ       Affrontare le nostre responsabilità riguardo all'economia ingiusta,
al commercio di armi e al deficit di informazione;
Þ       Vedere e ascoltare le sofferenze della gente, ma anche
solidarizzare con chi tiene viva la speranza, resistendo con la nonviolenza;
Þ       Proporre una globalizzazione dei diritti umani che parta dal Sud
del mondo, e proprio da una delle aree maggiormente in conflitto;
Þ       Realizzare, nello spirito profetico del Giubileo, un cammino di
giustizia, chiedendo il condono dei debiti e la restituzione della libertà
e della terra;
Þ       Darci reciprocamente speranza per fare verità su noi stessi e sul
nostro modello di sviluppo per essere capaci di cambiare fin nel nostro
quotidiano;
Þ       Contribuire a fare verità sulle responsabilità locali e
internazionali per arrivare alla pace e alla riconciliazione con strumenti
nonviolenti.

L'AZIONE INTERNAZIONALE DI PACE
In questo momento non è possibile definire nei dettagli il programma e i
tempi. Costi, orari e altri elementi dipenderanno dalla possibilità di
organizzare un volo charter e questo a sua volta dipenderà dal numero di
partecipanti. Si partirà il 6 dicembre dall'Italia alla volta di Bukavu e
si rientrerà il 13 dicembre. Sarà importante la presenza di ogni persona
sensibile, a titolo individuale o come rappresentante di associazioni,
istituzioni e organizzazioni. Il programma verrà concordato insieme con il
coordinamento della Société Civile, con le Chiese cattolica e protestanti
di Bukavu e comprenderà interventi di personalità internazionalmente
riconosciute, in particolare africane, unitamente ad artisti, cantanti e
giornalisti. Al centro sarà la giornata del 10 dicembre, 52° Anniversario
della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, con l'attenzione rivolta
a tutta l'Africa e con un ascolto particolare della situazione locale. La
situazione è in rapida evoluzione, i rischi di un mutamento dello scenario
politico e militare sono molto alti, quindi proseguiamo nella
consapevolezza dei limiti e del rischio della fattibilità dell'azione
stessa. Siamo coscienti dei limiti nostri e dell'iniziativa e del rischio
di incompletezza che corriamo, perché rispondiamo all'invito che ci viene
da Bukavu accettando le imposizioni dei tempi dell'emergenza. Ci muoviamo
in fretta per offrire un sostegno a chi si sente abbandonato e frustrato
dalle istituzioni internazionali e per rinfrancare i nostri passi sulla via
della pace.



MODALITA'
Si tratta di un'azione nonviolenta, per cui ai partecipanti si chiede di
aderire ai principi della nonviolenza, nel comportamento e nella
metodologia d'azione. Ci muoveremo con discrezione; lo stile
dell'iniziativa sarà improntato alla semplicità e alla povertà di mezzi e
risorse. Sarà necessario che ognuno si prepari ad affrontare una situazione
difficile, predisponendosi ad un atteggiamento di ascolto e rispetto, come
si conviene a coloro che entrano per la prima volta in una realtà nuova,
senza la pretesa di portare soluzioni.
Saranno predisposte delle linee guida a cui ogni partecipante dovrà
attenersi. E' previsto inoltre un momento formativo comune prima della
partenza.



ADESIONE
Raccogliamo le adesioni personali di chi intende partecipare, chiedendo a
ciascuno di autofinanziarsi: dove possibile, gruppi di persone si accordino
nel contribuire finanziariamente per inviare un rappresentante. Viene
accolta l'adesione di Associazioni e gruppi vari, purché partecipino
all'iniziativa con uno o più rappresentanti, oppure contribuiscano con una
somma di denaro sufficiente per la partecipazione di almeno una persona.
Non possiamo accettare adesioni puramente formali. Invitiamo inoltre
Istituzioni e Organizzazioni di vario tipo a sostenere i costi complessivi
del progetto per poter abbassare i costi personali di ciascun partecipante
(da una prima indagine il costo complessivo medio si aggira sui due milioni
a persona, nella speranza di trovare i finanziamenti necessari per invitare
le personalità). Se si riuscirà a realizzare il volo charter, sarà
necessario definire con precisione e per tempo il numero delle persone che
partiranno, pertanto la prenotazione dovrà pervenire, fino a esaurimento
dei posti disponibili, entro il 10 novembre. Chiediamo a tutte le persone
di inviare il più tempestivamente possibile alla Segreteria i nominativi e
i canali per contattare personalità religiose, politiche, sociali, dello
spettacolo e giornalisti interessati al progetto, ai quali far pervenire un
invito di partecipazione.

Per adesioni e sostegno economico al progetto, è stato aperto un conto
corrente presso la Banca Etica di Padova: cod. Abi 5018, Cab 12100, c/c n.
507020 intestato a "Progetto Africa  Bukavu". E' in fase di apertura anche
un conto corrente postale.

PROMOTORI
Ass.ne Comunità Papa Giovanni XXIII  Operazione Colomba
Ass.ne nazionale Beati i costruttori di pace
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