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Martedi 12 febbraio a Parigi, place de la Bourse (ore 17), Oreste Scalzone ed altri diffonderanno questo appello polemico nei confronti dei fautori dell'azione penale come strumento di lotta politica, firmato anche da Erri De Luca, durante la manifestazione promossa da ambienti vicino all'Ulivo esostenuta da alcuni intellettuali italiani, tra i quali Antonio Tabucchi, contro il presunto "baratro totalitario" nel quale starebbe precipitando l'Italia.

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BASTA COL GIUSTIZIALISMO


LA SCONFITTA DI BERLUSCONI PASSA ATTRAVERSO LE LOTTE SOCIALI


Noi, militanti del movimento contro la globalizzazione capitalista, non crediamo affatto che l'Italia sia un paese in preda ad una inarrestabile teledipendenza, vittima della "persuasione clandestina" di una dittatura videocratica che avrebbe rapito la coscienza delle genti. Berlusconi è certo un potente magnate della televisione, divenuto capo dell'esecutivo, dopo aver vinto le elezioni pur senza aver risolto il "conflitto d'interessi". Ciononostante il controllo della televisione pubblica insieme al possesso del suo potente network privato non gli ha impedito d'essere sconfitto nelle elezioni del 1996, il che dimostra che i confronti elettorali si vincono o si perdono anche per altre ragioni che riguardano, innanzitutto, le linee politiche e le scelte economiche e sociali.


Il ritorno al potere di Berlusconi, piuttosto che il risultato della vittoria di una nuova forma di populismo, è in realtà la conseguenza delle dimissioni della politica e del ritorno in forza dell'ordine morale sotto forma di discorso anticorruzione. L'attribuzione ai giudici di un magistero morale, esercitato sempre secondo la regola "dei due pesi e delle due misure", l'appoggio incondizionato portato alla sedizione giudiziaria dei procuratori della repubblica, si è rivelato, in realtà, una esperienza disastrosa per la sinistra.


Un fatto questo che oggi viene riconosciuto anche da esponenti che quella stagione cavalcarono in modo cinico pensando di ricavarvi vantaggi, e in realtà raccogliendo solo sconfitte mortali ("Alla fine della messa in scena che prevedeva la battaglia fra una società civile sana e una classe dirigente corrotta, chi vinse ? La destra, come accade sempre quando viene sconfitta la politica", Massimo D'Alema, Corriere della Sera, 7 gennaio 2002; "Chi beneficiò di Tangentopoli non fu Occhetto, ma Berlusconi che vinse le elezioni nel 1994", Luciano Violante, Corriere della Sera, 21 gennaio 2002).


Noi, nemici irriducibili della società capitalista e dunque anche del berlusconismo, non condividiamo le intenzioni di chi vuol artificiosamente presentare la società italiana come affetta da una sindrome d'immunodeficienza rispetto a forme sempre più crescenti d'autoritarismo e di telecrazia.


Nelle ultime settimane si è intensificata una vasta campagna d'opinione che presenta l'Italia come una "democrazia in pericolo". Il Nobel Dario Fo non ha risparmiato sulle parole per denunciare l'arrivo di un "nuovo fascismo" (Le Monde, 11 gennaio 2002), il filosofo Gianni Vattimo ha azzardato un parallelo tra la riforma della Rai prevista da Silvio Berlusconi e Auschwitz, Antonio Tabucchi ha evocato "il baratro del totalitarismo" (Le Monde, 6 febbraio 2002) ; Ignacio Ramonet, dans Le Monde Diplomatique (février 2002), ha chiamato alla vigilanza contro la demagogia populista del capo di Forza Italia.


Il teatro politico e sociale italiano viene descritto come uno scenario a tinte fosche. Un regime totalitario sarebbe alle porte e la stessa Costituzione si troverebbe in pericolo. Come unico rimedio, alcuni registi, artisti, scrittori, intellettuali, universitari, Nanni e ballerine, divenuti leaders d'opinione nel deserto politico della sinistra, hanno pensato di dare voce ad una nuova demagogia qualunquista della società civile anteposta all'insipienza della politica tradizionale, facilitati in questo dall'inconsistenza del ceto politico ulivista.


Coerentemente con questa impostazione, il testo di convocazione per la manifestazione contro Berlusconi del 12 febbraio 2002, a Parigi, riesce a non citare tra le sue rivendicazioni, questioni di rilevanza politica e sociale che toccano la vita concreta della gente comune, come la difesa dell'art. 18 dello statuto dei lavoratori che tutela dai licenziamenti senza giusta causa ; la nuova legge repressiva sui migranti e il progetto di privatizzazione dell'università.


Recentemente un responsabile di Forza Italia ha definito i partecipanti al forum di Porto Alegre : delle persone che "vogliono rubare ai ricchi per dare ai poveri". Questa frase riassume l'essenza del fenomeno berlusconiano che i promotori della iniziativa del 12 rimuovono.


Gli organizzatori di questa manifestazione pensano che si possa e debba sconfiggere Berlusconi all'estero invocando una sorta d'"ingerenza internazionale", manifesta ammissione della propria incapacità a saper condurre una battaglia li dove la si deve affrontare e vincere : ovvero in Italia, come decine di migliaia di europei fecero venendo a Genova nel luglio scorso, e sui temi che toccano la vita concreta delle donne e degli uomini. Credono, in questo modo, d'aver trovato l'ennesima scorciatoia vincente, così invece finiranno nel precipizio.


La giudiziarizzazione della politica, ultima tappa dell'Emergenza giudiziaria che ha avuto il suo banco di prova durante la repressione antisovversione degli anni 70, è stata un evento nefasto. L'arena giudiziaria è allora divenuta il luogo privilegiato d'una lotta politica perseguita con altri mezzi, l'azione penale un paradigma di regolazione sociale. La sinistra ha abbandonato lo Stato sociale in favore delle Stato penale. "La vera fonte delle legittimità deriva dalla legalità o dal suffragio ?", si è chiesta tempo fa la rivista Micromega organo ideologico, dei Pasdaran della "soluzione morale".


La democrazia coniugata nella sua forma giudiziaria ha favorito e accelerato la svolta a destra della sociétà italiana e soprattutto ha operato come un diversivo che ha sottratto autonomia, capacità critica e di lotta. La scelta ipocrita della "virtù" ha nascosto il bisogno disperato di trovare un argomento di differenziazione. La somiglianza delle pratiche e dei progetti ha trovato nell'argomento della criminalizzazione il solo mezzo possibile per delegittimare un avversario divenuto lo specchio di se stessi. La scelta della via giudiziaria da conquista elettorale si è allora trasformata in indispensabile argomento per esistere. Berlusconi non è un mostro ma il mostruoso risultato delle politiche della sinistra.


Da oltre dieci mesi, in Italia è attivo un movimento sociale che attorno alla critica della globalizzazione capitalista sta raccogliendo e concentrando forze diverse: migranti, operai e studenti. Dal Napoli a Roma, passando per Genova, insieme a infinite iniziative locali, questo movimento è cresciuto e si è dato appuntamento per il prossimo sciopero generale.


Questo movimento è il fulcro dell'unica opposizione reale che esiste nel paese. Esso mostra come il rilancio dell'azione alternativa e della critica passi per il rifiuto totale d'ogni subalternità verso concezioni penali della politica, unico modo per liberare la società dagli effetti stupefacenti e anestetizzanti dell'oppio giudiziario.


Hanno aderito per il momento :


Confederazione Cobas
Network per i diritti sociali (120 sigle)
Odradek edizioni


Erri De Luca
Franco Gallerano
Dario Paccino
Vincenzo Miliucci
Paolo Persichetti
Oreste Scalzone
Vincenzo Sparagna
L'Avamposto degli Incompatibili