SCIOPERO GENERALE
Come L'Avamposto degli Incompatibili pensiamo che la manifestazione
nazionale contro la modifica dell'articolo 18 sia importante e richieda la
partecipazione di tutti coloro che vogliono difendere i diritti sociali
acquisiti e lottano per cambiare lo stato di cose presenti. Questo
soprattutto in un momento in cui sindacati ufficiali e sinistri di governo
cercano di tirarsi indietro in nome della solita grande unità contro
il
"terrorismo". Pensiamo che tutte le organizzazioni politiche e sindacali
impegnate su questo terreno debbano organizzare la più grande partecipazione
a questo appuntamento separandosi nettamente non solo nelle parole d'ordine,
ma anche fisicamente, dai concertatori di professione (sempre che mantengano
la scadenza). Un appello soprattutto ai sindacati di base. Non possiamo
lasciare senza organizzazione e presenza le centinaia di migliaia che
parteciparono alla favolosa scadenza di un mese fa, quando è possibile
rovesciare quella forza non solo numerica, ma anche di chiarezza, sui
lavoratori ancora appiattiti dietro i sindacati confederali.
Quello che è in gioco è troppo importante: chi vince sull'articolo
18 avrà
in mano un grosso grimaldello, che potrà usare contro il nemico di classe.
Se vincerà il governo lo smantellamento in atto da tempo dello stato
sociale
avrà una brusca accelerata. Se vincerà la classe operaia acquisterà
forza e
consapevolezza per andare all'attacco su altri temi. Una cosa è certa:
se
lasciamo in mano ai concertatori questa battaglia, la sconfitta della classe
operaia sarà sicura. Allora siamo d'accordo con chi propone uno spezzone
separato del corteo, che si distingua e si distacchi anche fisicamente da
quello ufficiale, non per far cadere un governo Berluska a favore di un
governo D'Alemino, ma per far acquistare ai lavoratori maggiore
consapevolezza della propria forza nella difesa dei suoi diritti.
Che la controparte abbia paura lo dimostra il fatto di Bologna: guarda caso
è ripartita la corsa verso la grande unità di berlingueriana memoria
contro
il terrorismo. Grande unità che oggi sembra (almeno stando a comunicati
apparsi su televideo RAI) coinvolgere anche i no-global (chissà quali,
poi)
oltre a Rifo e compagnia cantando.
Noi non sappiamo se il fatto di Bologna sia stato l'ennesimo caso di
terrorismo di stato o se qualche rincoglionito ha deciso di prendersi la
delega sulla difesa dell'articolo 18. In ogni caso una cosa è certa:
il
movimento non lascia deleghe a nessuno e non si lascia intimorire da
nessuno. E' in grado se vuole di affrontare nelle piazze, nei posti di
lavoro e dovunque lo scontro con un padronato sempre più arrogante, senza
deleghe e senza paura.
L'Avamposto degli
Incompatibili