18 morti 85 feriti 36 anni 11 processi FISCHIA IL VENTO

Una cosa rende evidente la sentenza di assoluzione per la Strage di Piazza
Fontana:
LA CONTINUITA' FRA STATO FASCISTA E STATO DEMOCRATICO.
Le due forme statuali sono intercanbiambili: si adopera l'una o l'altra
forma secondo le necessità più rispondenti alla situazione economica del
momento: quando c'è un minimo di spazio economico per concedere la
cosiddetta democrazia si
adopera carota e bastone, che in sintesi è l'essenza della democrazia;
quando non c'è alcuna possibilità di concessione economica si adopera il
bastone e solo quello.
Le due forme statuali hanno delle sovrastrutture corrispondenti alle
necessità di controllo  e dominio ,  cioè  le  LEGGI, che SERVONO il potere
del momento.
Ciò è comprovato dal fatto che i codici sostanzialmente non cambiano, ciò è
comprovato dal perdurare del Codice Fascista Rocco anche in regime
cosiddetto democratico:
Le differenze sono solo formali:
In un regime fascista Mussolini rivendica l'assassinio di Matteotti e se ne
assume la responsabilità; in un regime democratico si mette su un baraccone
che dura 11 anni
per arrivare a dire: Avete voluto la verità? siete stati così fessi da
pretendere la verità dallo Stato: non l'avete! e oltretutto PAGATE, la
pretesa di aver chiesto la verità dallo Stato
quando sapevate che LA STRAGE E' DI STATO!
Perché obbiettivamente, se esistesse la fantomatica democrazia forse
avrebbero dovuto pagare i giudici che non sono riusciti dopo 11 anni a
trovare la verità!
E non escluso, in questo paese di Boiardi in lotta, che questa sentenza,
così platealmente vergognosa,  non serva pure a rafforzare chi vuole che i
giudici paghino la loro incompetenza.
Ma non è certo la lotta fra i poteri quel che riguarda i rivoluzionari: si
scannassero tra loro.
A noi serve pigliare atto di quale è la situazione reale, come
fecero i partigiani, ed attrezzarsi a passaggi che  è evidente saranno
sempre più in una direzione di regime visto che lo stato non tollera nemmeno
che un' associazione di vittime di una strage facciano valere le loro
ragioni.
Ora se è capibile che una associazione di familiari, profondamente offesa,
si illuda di avere una qualche giustizia, sinceramente io non arrivo a
capire come chi dice di avere una minima cognizione politica o di classe
possa continuare a piatire dallo Stato del Capitale la giustizia.
Qui è dalla Strage di Portella della Ginestra che non si è avuta "verità e
giustizia", passando oltre che per le altre stragi, ad Ustica, al Cermis, ai
morti per amianto, a tutte le brutture e le
DEVASTAZIONI che ancora siamo ridotti a subire.
E' da questa sudditanza senza dignità che bisogna uscire pigliando coscienza
che il potere ora non ha alcuna possibilità né voglia di mediazione e che
una cosa cerca : LO SCONTRO DURO sia su l'argomento delle stragi  che su
tutti gli altri vincoli di sudditanza che scandiscono la vita di tutti noi
dal lavoro, al diritto allo studio, alla casa, alla salute.
Questo è ciò che sancisce questa sentenza infamante per chi la emessa , il
Capitale e i SERVI del Capitale non hanno più bisogno di mediazione, si
sentono evidentemente così forti da potersi permettere di mostrare il loro
vero volto, senza maschere.
Ora in effetti questo è un passaggio molto delicato, perché in genere il
potere proprio quando si mostra estremamente forte in effetti è al suo punto
massimo di debolezza effettiva, quello è il momento in cui diventa più
truce, con colpi di coda devastanti: la storia lo dimostra chiaramente, e
quindi bisogna dirsi chiaramente che è proprio la debolezza dei soggetti
rivoluzionari in questa fase che fornisce al potere la forza che non ha.
Siamo talmente poco consci del nostro potenziale di forza
ci vedono così deboli e divisi con una tale scarsa capacità di analisi e di
azione che il potere si  illude, proterviamente, di poter continuare nella
sua impunità.
Una cosa infatti è certa che a questa sentenza si è arrivati con
una serie di passaggi che hanno riguardato il revisionismo in genere, con
una rilettura infamante della lotta di liberazione e della resistenza
partigiana a partire da via Rasella sino alla questione foibe per arrivare
all'oscena proposta di equiparare i combattenti partigiani con i
repubblichini e le SS: e su queste infamie la risposta è stata
insufficiente, se c'è stata.
Ora di fronte alla infamia di questa sentenza, infame, ma scontata, perché
ditemi in tutto il mondo dove mai si è avuta giustizia dai padroni, dalla
strage di Bhopal con 20000 morti
e 500mila invalidi, cominciamo a sentir parlare di collette per i familiari
delle vittime a cui lo Stato presenta il conto della loro illusione.

 Che si alzi forte il grido
NON PAGHIAMO!!!!
ALLA FINE PAGHERETE VOI!!!!
C'E' PIAZZALE LORETO
DOVE REGOLEREMO I CONTI!!!


L'avamposto degli incompatibili