LA RESISTENZA NON E' UNA VUOTA CELEBRAZIONE
MA UN'IMPEGNO

In tutto questo parlare a sproposito di resistenza, su dove
e come va celebrata, su chi ci ha liberato e così via, una cosa accomuna
i nostri politici: il riconoscere solo ai potenti il diritto di liberare i
popoli oppressi, e nel negare a questi popoli il diritto di autodeterminarsi.
E invece se c'è un merito da riconoscere alla Resistenza è quello
di aver lottato contro il regime fascista per raggiungere la libertà
e l'autodeterminazione. Tanto è vero che, come tutti sanno, la Resistenza
è il fenomeno che ha permesso al popolo italiano di riscattare la sua
immagine identitaria, offuscata da vent'anni di tirannia fascista.
Adesso invece tutti fanno a gara a chi più attribuisce agli amerikani
la nostra liberazione, in modo poi da riconoscere agli amerikani il diritto
di "liberare" tutti quei popoli, il cui governo è scomodo
per gli interessi degli yankees.
Stiamo naturalmente parlando dell'Iraq, al cui popolo gli USA hanno portato
la libertà di scegliere (dopo un periodo, la cui lunghezza sarà
decisa dagli amerikani) i propri rappresentanti, purchè, beninteso
non scelgano la Repubblica Islamica, che magari era la forma democratica cui
aspirava gran parte della popolazione (sciita) iraqena.
Però potranno liberamente (?) scegliere un regime di tipo turco, cioè
un regime autoritario e repressivo (ne sanno qualcosa i kurdi), dove però
è possibile votare, naturalmente per quei partiti, che non sono stati
messi fuori legge.
Insomma dopo 35 anni il popolo iraqeno sarà libero di gridare W Bush,
invece di gridare W Saddam, il che, si sa, è un capolavoro di democrazia.
E la patente di democrazia gli yankees l'hanno conquistata, come tutti sanno,
sulla strada di Berlino!!!
Ma parliamo anche di Cuba.
E qui agli esportatori di democrazia il dente duole. Perchè sono 40
anni, e cioè da subito dopo la rivoluzione, che gli yankees cercano
di riconquistare il bordello perduto. Ci stanno provando con tutti i mezzi
illeciti che conoscono: con l'embargo e anche con spie e provocatori, che
cercano di fomentare ribellioni approfittando della fame da loro stessi causata
con l'embargo.
Insomma siamo ormai passati dal nazismo di Hitler all'amerikanismo dei Bush
del tempo: nel senso che i campioni della democrazia amerikana, si chiamino
essi Clinton, Reagan, Bush padre o Bush figlio sono ormai entrati nell'ottica
dell'ideologia del dominio, dell'Impero insomma.
La nuova resistenza non può prescindere da questa nuova realtà,
non può non tener conto di questa nuova ideologia oppressiva a livello
planetario, che condiziona e decide della vita degli abitanti di tutto il
pianeta.
Fermare questo nuovo regime vuol dire continuare la Resistenza per la libertà
e l'autodeterminazione.
PEOPLES SMASH AMERIKA
L'Avamposto degli Incompatibili