Ci sono targhe e targhe
UNA TARGA PER GASPARONE
-Nel Dicembre 2003 muore a Viterbo il compagno Gaspare Bocchini
(Gasparone)
militante antifascista e comunista.
Ma non era stato solo uno dei tanti partigiani, che a Viterbo aveva
combattuto contro i nazi-fascisti.
Gasparone aveva continuato a lottare e a militare per tutta la sua vita. Aveva
partecipato alle iniziative
contro le basi amerikane e contro ogni forma di repressione e di oppressione
capitalista.
E' stato sempre presente a tutte le nostre iniziative assembleari e di piazza.
Lo ricordiamo, per esempio, in prima fila, quando alcuni anni fa impedimmo allo
stragista Merlino,
invitato da AN, di parlare all'università di Viterbo-
-Il 31 Marzo scorso un compagno di Viterbo viene arrestato
con l'accusa di aver danneggiato la lapide di Piazza Umberto 1, il
cosiddetto "Re buono" distintosi per aver premiato il famigerato Bava
Beccaris, che aveva preso a cannonate la folla milanese, in piazza per chiedere
pane e lavoro.
Il compagno è ancora soggetto al soggiorno coatto nel paese del padre,
e si ritrova con il rientro obbligato (arresti domiciliari) alle 23 di ogni
giorno.
Ma non esiste solo una Viterbo fascista. Esiste anche una Viterbo libertaria
e comunista, che non accetta questo stato di cose.
Per questo lo scorso venerdì 14 Maggio abbiamo organizzato un presidio
nel quartiere Pianoscarano, dove viveva Gasparone, e durante il presidio abbiamo
apposto una targa commemorativa al compagno.
Nonostante le terroristiche intimidazioni della Digos, che aveva "scoraggiato"
gli abitanti del quartiere, mettendoli in guardia dal fornire appoggi logistici
per una azione "illegale"(?) ad un gruppo come il nostro, e nonostante
la presenza ingombrante non solo della Digos, ma anche, pur se leggermente più
defilati, di cellulari di polizia e carabinieri, diversi cittadini del quartiere
hanno partecipato all'iniziativa. Ed anche gli altri hanno fatto sentire la
propria presenza, chi a qualche metro di distanza, chi alle finestre.
Fra gli altri interventi citiamo quello di un anziano compagno partigiano, che
oltre a ricordare Gasparone, ha pubblicamente espresso la sua solidarietà
al compagno, che aveva manifestato il suo disgusto per una lapide ad un Savoia
infame.
Il tutto sotto gli occhi esterreffati dei digossini presenti.
Adesso naturalmente fioccheranno le denunce per questa azione "illegale".
Poco male, ormai ci siamo abituati.
Ma noi abbiamo fatto, e continueremo a fare, quello che è onorevole fare!
ONORE A TUTTI I COMPAGNI CADUTI COMBATTENDO CONTRO LO STATO E IL CAPITALE
Comitato cittadino contro il carcere e la repressione sociale di Viterbo