Sassonia: un allevamento per la
razza ariana
A Doerverden, in Sassonia, Jürgen
Rieger acquista un podere "per ricerche sulla fertilità
femminile". Ma i cittadini hanno paura Il nazista sbarca nel
villaggio "Vuole ricreare la razza ariana" Nel 1998 avviò un
progetto razzista in Svezia. Che fallì
DOERVERDEN è poco
distante da Brema. Uno di quei posti incantati che si vedono solo
nelle cartoline: case in legno, tetti a spiovente e fiori ben curati
in tutti i balconi. Un villaggio semisconosciuto ed immerso nella
verde e placida tranquillità della Bassa Sassonia. Questo era
Doerverden fino a pochi giorni fa. Ora, invece, è un paese in
fermento e nell'occhio del ciclone della stampa tedesca. A causare
il disastro, il progetto dell'avvocato Jürgen Rieger. Noto per le
sue spiccate simpatie neonaziste, tanto da parlare pubblicamente
degli "effetti disastrosi del meticciato provocato dallo scambio di
razze", l'avvocato di Amburgo ha acquistato uno dei poderi del
villaggio sassone. Per far cosa? Secondo gli abitanti, l'attivita
del suo centro di ricerca per la fertilità femminile potrebbe avere
come obiettivo quello di far prolificare la pura razza ariana.
Insomma, il timore è che il germe del nazismo provi rigenerarsi in
un piccolo villaggio della Sassonia.
Tra i più allarmati c'è
Rainer Herbst, sindaco di Doerverden: "Noi eravamo certi che si
trattasse di fertilizzanti agricoli e non di fecondazione umana".
Non solo lui, ma tutti gli abitanti del villaggio sono scossi. Non
hanno alcuna intenzione di ospitare le pratiche dell'avvocato, quali
esse siano, e temono un ritorno d'immagine per nulla gradevole.
In realtà, dietro l'avvocato Rieger, membro del direttivo
della "Comunità di fede germanica per la creazione della vita", si
cela la Wilhelm Tietjen Foundation for Fertilisation Ltd. Un vero e
proprio centro di ricerca per la fertilità femminile che ha base a
Londra e di cui lo stesso Rieger è direttore. Wilhelm Tietjen, da
cui la fondazione prende il nome, è un personaggio oscuro. Deceduto
nel 2002, non ha mai nascosto i suoi contatti con l'associazione
"Stille Hilfe" fondata dalla signora Gudrun Burwitz. Nome da celibe
di quest'ultima: Gudrun Himmler, figlia preferita di quel Heinrich
Himmler ideatore della "soluzione finale" e capo supremo delle SS
hitleriane.
Una volta, raccontano le cronache di allora, non
avendotempo per vedere la figlia, Himmler se l'era portata in gita
al campo di concentramento di Dachau. "Abbiamo visto tutto - riportò
la bambina nel suo diario -, anche i disegni dei prigionieri, è
stato meraviglioso". Il bello è che fino al 1995, "Stille Hilfe" era
a tutti gli effetti un'organizzazione "di pubblica utilità". E chi
faceva donazioni in denaro poteva anche detrarle dalle tasse.
L'avvocato nega tutto e sostiene che la sua è un'opera a
favore di tutte quelle donne che hanno problemi di fertilità. In
realtà Jürgen Rieger non è nuovo a questo tipo di iniziative. Nel
1998 aveva investito due miliardi delle vecchie lire per un progetto
di "ricostituzione della razza ariana in Svezia". Una fattoria
destinata ad ospitare coppie selezionate che avrebbero dovuto dare
vita ad un vera e propria razza nordica ariana. Una comunità
"new-global", priva di confini geografici ma piena di steccati
mentali. Il progetto è miseramente fallito a causa della sostanziale
mancanza di materia prima: pochissimi gli uomini ariani disponibili.
da "La Repubblica" online e Anarcotico.net - 17 luglio 2004
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