Per il comunismo e le liberazioni nazionali.
I compagni di "Socialismo e
Liberazione" intendono riaffermare con forza il progetto culturale e politico
intrapreso oramai da qualche anno di rilancio ed approfondimento dell'idea forza
della liberazione sociale comunista nel quadro dell'ottica nazionalitaria.
Siamo convinti che la battaglia nazionalitaria per una visione democratica,
progressiva nell'ambito piu' vasto della liberazione mondiale dall'imperialismo
sia l'incrocio storico dialettico per i futuri movimenti di liberazione sociale.
La crisi e la disgregazione dei vecchi modelli di riferimento sono sotto gli
occhi di tutti: vecchie impostazioni e riproposizioni ideologiche condite di
economicismo ed operaismo da una parte e "movimentismi" riformisti dall'altra
mostrano tutti i loro limiti di analisi della realtà e si risolvono in un
massimalismo sterile ed improduttivo.
Siamo altresi' convinti che la ricerca
e l'approfondimento teorico siano una continua "messa a punto" che necessita di
un dibattito aperto e critico con chiunque abbia voglia di mettere e mettersi in
discussione senza settarismi e chiusure mentali. In questo processo ognuno
apporta il suo contributo, le sue esperienze di vita, la sua formazione
culturale, a patto che si accettino gli assi fondamentali del progetto comunista
e nazionalitario.
C'è bisogno di una "Rivoluzione Culturale" senza la quale
non ci sara' quella Politica, che semini in profondita'le idee e definisca in
modo chiaro e nitido le ragioni filosofiche e culturali di una scelta di campo.
C'è bisogno di rinnovare il comunismo sottraendolo al ciarpame vetero da museo
ed alle sollecitazioni post-sessantottine e "negriane" infarcite di economicismo
per riproporne la natura emancipatoria della classe lavoratrice legata alla
liberazione nazionale.
In un momento storico in cui le destre in tutta
Europa procedono al definitivo smantellamento del Welfare State di stampo
keynesiano sul piano economico e si ergono a difesa di un nuovo ordine
imperiale, è necessario presentare alle classi lavoratrici un progetto globale e
credibile.
Nessun movimento reale delle classi lavoratrici nascera' senza
un'idea forza che sappia mobilitare le coscienze e creare quell'Utopia per la
quale molte generazioni hanno speso le loro energie e lotte. Noi abbiamo
ospitato sulla Rivista articoli e collaborazioni anche divergenti dalla nostra
linea nel tentativo di dare voce anche a chi ha molto da insegnarci sul piano
dell'analisi marxista, ma non intendiamo avallare nel modo piu' assoluto a
vecchie interpretazioni economiciste che sono sfociate nella socialdemocrazia.
Oggi come ieri non basta il solo Marx ad interpretare il comunismo , cosi'
come non bastano i richiami ad un generico "socialismo" dal volto ignoto per
colmare le evidenti lacune concettuali e la perdita di riferimenti. Nel mondo i
movimenti antiimperialisti sono la punta di lancia del Socialismo ed ancora una
volta la questione sociale si intreccia con quella nazionalitaria. L'obiezione
che si muove a questa teoria della non "centralità" della questione
nazionalitaria nei Paesi "ricchi" , mentre se ne ammette la valenza per i Paesi
poveri e sfruttati è solo apparente: le classi lavoratrici europee sono oggi in
balia della demagogia e del populismo della destra per l'assenza di un discorso
di indipendenza sociale e nazionalitaria, ma ad un attenta analisi la cultura
dei lavoratori appare profondamente impregnata del "senso di appartenenza" ad
una cultura e a dei costumi comuni che ben possono essere il terreno comune di
un'appartenenza di classe.
Una classe che deve ritrovare una coscienza
comunitaria dove gli individui liberati non siano piu' "atomizzati"
dall'individualismo liberale, ma parte attiva del processo di trasformazione in
senso democratico e popolare della propria realta' nazionale. Oggi è il momento
di porre la questione sul tappeto per incominciare a dibatterne gli aspetti ed
arrivare nel corso del prossimo anno ad un vero e proprio Manifesto Politico.
La Redazione di Socialismo e Liberazione