LA QUADRATURA DEL CERCHIO OVVERO

Infiltrazioni o progetto politico?

Se fossimo convinti che questa storia della manifestazione del 6 Dicembre a sostegno della resistenza iraqena pubblicizzata a spron battuto dal Campo Antiimperialista e, organizzata, a loro dire, in modo orizzontale, fosse solo un problema di infiltrazione di fasci in questa manifestazione, avremmo gioco facile. Perchè dimostrare queste infiltrazioni non ci richiederebbe alcun lavoro di inchiesta e di ricerca, tanto sarebbe lampante. Infatti di presenze di fasci già nell'elenco ufficiale delle adesioni ce ne sarebbero abbastanza, a cominciare da quel Serge Thion, uno dei teorici del negazionismo delle camere a gas naziste. Non parliamo poi di chi pur aderendo alla manifestazione del 6, vede il suo nome non pubblicato nell'elenco ufficiale delle adesioni, come Claudio Mutti il parmense ideologo della destra radicale.
Ma noi non siamo per niente convinti che si tratti di infiltrazioni, che, in effetti sarebbero, come giustamente dice Moreno Pasquinelli, troppe e troppo scoperte.
Qui, invece, si tratta di un progetto politico, che giudicando superata la dicotomia destra-sinistra, e identificando nell'impero americano il nemico dell'umanità chiama a raccolta tutti coloro che vogliono contrastare l'avanzata degli americani, senza distinzioni di razza, di religione, di idee politiche.
E, naturalmente rispondono in diversi.
I primi a rispondere, ufficialmente sono i comunitaristi di Socialismo e Liberazione, che con una mail inviata alla lista Antiamericanista, chiedono di aderire come gruppo comunitarista alla lista stessa.
Ma saremmo in questo caso non in presenza di un progetto politico, quanto di semplice ambiguità dell'appello, se non fosse per un fatto: Costanzo Preve, il filosofo del Campo, da diverso tempo pubblica i suoi scritti proprio sul sito telematico di Socialismo e Liberazione. Daltronde all'appello Peoples smash America, l'appello fondativo della Lista Antiamericanista aveva già aderito, a livello individuale, Maurizio Neri, di Socialismo e Liberazione.

Nella discussione seguita a questa adesione collettiva dei comunitaristi, il Pasquinelli diceva trattarsi di un gruppo di comunitaristi pentiti, fra i quali solo un paio di ex fascisti. Ma dopo poco tempo improvvisamente compare un nome, Alessandra Colla che risulta poi essere direttore di orionlibri, che, nonostante sia scoperta come direttore di un sito dichiaratamente nazista continua ad essere accettata nella Lista Antiamericanista, dove continua a scrivere per qualche tempo, finchè la sua presenza non suscita un putiferio su ecn.org/movimento.
A quel punto la Colla si dimette; ma non si dimette per esempio un altro personaggio, Enrico Galoppini, che regolarmente pubblica i suoi libri con le Edizioni del veltro, di Claudio Mutti, presentati anche sul sito di orionlibri, ma che è presente anche nel catalogo dei libri sulla RSI. Come non si dimette per esempio Tiberio Graziani, che da tempo dell'antiamericanismo e dell'europeismo fa la sua bandiera. Traduce infatti un testo del nazionalista serbo Kalajic, Serbia trincea d'Europa , e scrive la postfazione di 2 testi indicativi: uno francese di Tahir de la Nive, la crisi dello zio Sam, con la prefazione di Claudio Mutti e il libro di Padre Jean Marie Benjiamin Iraq, trincea d'Eurasia, presentato sotto forma di intervista del Graziani, con la prefazione del Galoppini, pubblicato dalle Edizioni del veltro di Claudio Mutti e con un appendice di Carlo Terracciano. Ma quante belle trincee sponsorizza il nostro Graziani!!!
E guarda caso nella lista ci si ritrova poi personaggi meno conosciuti, ma non meno indicativi, come Walter Catalano, collaboratore di Diorama letterario, diretto da Marco Tarchi, da tempo elemento di collegamento fra la destra istituzionale e quella radicale , e Miguel Martinez, detto kelebek che pur figurando fuoriuscito dagli ambienti di destra da lui frequentati in gioventù a Roma, continua ad avere rapporti con la Colla e col Murelli, marito della Colla, per anni in galera per la morte di un poliziotto durante una manifestazione di fasci. Anzi, il Kelebek partecipa al Campo di Assisi 2003, dove partecipa anche l'ormai famoso (in TV) Padre Jean Marie Benjiamin, il già citato autore Iraq, trincea d'Eurasia.
Come si vede un bel gruppo di persone, i cui nomi come abbiamo visto spesso si incrociano e che sono di fatto uniti dal collante antiamericano.
Ecco perchè il progetto politico antiamericanista aperto a tutti senza distinzione di religione, fede politica ecc.ecc. non poteva non attirare come api al miele tutti costoro.
Anche perchè da molto tempo in Europa e in Italia la destra persegue la linea del superamento di destra e sinistra e di unità di tutti coloro che combattono il sistema.
Senza andare nella memoria dei tempi dei nazional-bolscevichi pionieri in questo progetto unitario basti ricordare i nazi-maoisti di Serafino Di Luia, amico di Stefano delle Chiaie, famosi dai tempi del libro La strage di Stato.
E guarda caso Maurizio Neri, prima di approdare nei comunitaristi si presenta alle elezioni del 1998 nelle liste del Fronte Nazionale nella circoscrizione di Terracina 1 lasciando il posto nella circoscrizione di Sabaudia al Serafino Di Luia.
In finale la scelta del Campo non ha molto di nuovo, se non per il fatto che questa volta il fosso viene saltato non da formazioni di destra, nazi-maoisti, Terza Posizione, ma da una formazione che si colloca a sinistra. Probabilmente qualcuno a destra gli avrà pure detto: "ve lo dicevamo da tempo, finalmente ci siete arrivati".
Non abbiamo intenzione di lanciare anatemi. Noi volevamo cominciare a fare opera di chiarificazione. Volevamo porre all'attenzione quello che c'è di segreto e di non chiaro in quell'appello per la manifestazione del 6 dicembre. Per il resto poi siamo tutti in grado di decidere da soli.
Chi vorrà poi potrà anche decidere di partecipare ugualmente, come hanno fatto due delle edizioni Malatempora, che hanno partecipato ad un convegno indetto dai fasci di Rinascita a Civita Castellana (VT), però lo farà sapendo a quale manifestazione andrà e con quali compagni di corteo si ritroverà. Domani non potrà dire che non lo sapeva, che era stato preso in giro.
Noi diciamo che non solo non ci andremo, ma che non vogliamo avere più niente a che fare con coloro che andranno a quella manifestazione rosso-bruna.
Sappiamo che bisognerebbe muoversi contro l'occupazione militare di un paese da parte degli americani e dei loro alleati.
Ma pensiamo anche che non bisogna scegliere le scorciatoie. Anche perchè 2 cose devono essere chiare: 1) non esiste solo l'imperialismo amerikano (ne sanno qualcosa per esempio gli africani); 2) l'imperialismo non si combatte proponendo gli stati nazionali, che dell'imperialismo sono la culla, specialmente se poi gli stati nazionali fossero quelli europei.
Ma poi non ha senso proporre gli stati nazionali a chi non ha nessuna esigenza reale di questo tipo. Non si può imporre una jattura arretrata per combattere una jattura avanzata. Noi pensiamo che bisognerebbe eliminare le jatture tout court.

 

Naturalmente questo è solo un primo contributo finalizzato a comprendere questo fenomeno di strane alleanze. Ma c'è un altro contributo più completo atto a questo scopo, che vi invitiamo a leggere e al quale potete anche contribuire.

L'Avamposto degli Incompatibili