Su Forza Nuova abbiamo in
questi giorni potuto leggere molte cose, in particolare sui quotidiani "Il
Manifesto" e "Liberazione".
Si è scritto molto sulle
radici in Terza Posizione e nell’area a cavallo tra MSI e gruppi del terrorismo
nero, passando per gli intrecci di "movimento" e le cellule degli
Hammerskinheads, fino ad arrivare alle risorse economiche e politiche
internazionali dei suoi leader, per anni riparati a Londra per sfuggire alle
accuse di partecipazione alla strage di Bologna ed ai NAR.
C’è molto di torbido, già
si parla di nomi eccellenti tra i contribuenti di Fiore e Morsello, di
collegamenti con i "servizi" inglesi.
Poi ci sono i fatti
attribuiti a Morsello, fuggiasco a Londra con la cassa di Terza Posizione
(sciolta dopo la strage di Bologna). Soldi che Morsello e soci hanno fatto
arrivare agli amici rimasti in Italia (come nel caso dell’attentatore della
bomba al Manifesto Insabato, ma anche fatti arrivare all’amico Freda processato
dai magistrati come fondatore di un nuovo gruppo neonazista, messo fuorilegge
lo scorso dicembre 2000, Fronte Nazionale).
Ora si parla persino
dell’esistenza di un livello "coperto" di Forza Nuova dedito ad
attività illegali, concetto rafforzato dall'arresto di alcuni aderenti di FN
coinvolti in rapine e ritrovamento di esplosivi.
C’è molto materiale di
approfondimento su Forza Nuova, noi ci limitiamo a pubblicare tre noticine per
approfondire alcuni aspetti.
.
L’ORGANIGRAMMA
PUBBLICO
A Roma lo scorso 17 e 18
dicembre, si e’ tenuta presso l’ Hotel Universo a la prima riunione
programmatica di Forza Nuova.
Circa duecento delegati
forzanovisti provenienti dall’ intera penisola. Veniva nominato Presidente
dell’ Assemblea Gianni Corregiari (Vice Segretario FN ) che introduceva
gli ospiti delle delegazioni estere Jose Luis Perez Gutierrez della Falange
(Spagna ) e Udo Voigt del NPD (Germania ). Nella conferenza stampa oltre a
portare il saluto ad Haider gli esponenti politici annunciavano la creazione di
un coordinamento europeo guidato appunto dai tre .
Mario Di Giovanni (Dipartimento Studi Sociali ) prendeva
cosi’ la parola enunciando le proposte sociali di Forza Nuova ed annunciando la
nascita della L.I.A. (Lega Internazionale Antiabortista). Marzio Gozzoli (Vice
Segretario FN ) si soffermava sulla creazione di un nuovo Sindacato, in
alternativa alla Triplice, che si sta formando grazie anche a Vincenzo
Tortoriello (Consigliere di Asti di Forza Nuova). Gli altri dirigenti sono:
Gianmario Invernizzi (Responsabile del Compra Italiano e del
Dipartimento Elezioni) , Paolo Caldarelli (Dipartimento Sportivo -
Italica Sport & Avventura), Carlo Bonfanti e Siro Mazza
(Dipartimento Formazione), Fabio De Fina (Dipartimento Culturale).
Presente in sala, l’ Avvocato Bussinello
di Verona.
Le Commissioni : Statuto e
Congresso (Luca Armaroli). Organizzazione territoriale (Antonio Torre).
Sindacato (Mario Di Giovanni ). Tesi (Marzio Gozzoli). Enti Locali (Antonio
Lucarelli): di questa fanno parte i nove consiglieri comunali iscritti a
Forza Nuova. La Domenica prendeva il via con gli interventi di Udo Voigt del
NPD (Germania) e Luis Perez della Falange (Spagna). Presenti anche Domenico
Longo, direttore de " L’ Altra Voce ", mensile forzanovista, il
Prof. G.Auriti, Massimo Morsello, acclamato come vero e proprio leader,
naturalmente assieme al Duce Roberto Fiore che dava il termine alla riunione:
particolare attenzione al nord - est italiano, mobilitazione del meridione sui
problemi relativi alla giustizia sociale e al lavoro, rafforzamento dell’
identita’ nazionale, lotta contro il sistema bancario e a favore della moneta
di popolo, mobilitazione di Forza Nuova nel panorama europeo.
UNA
PULCE ALL’ORECCHIO
Cosa lega Storace e
Alemanno a Fiore e Morsello e quest’utlimi a Freda ed ai nazional
popolari, o nazional rivoluzionari?
Vogliamo tenerci distanti
all’idea complottista (ovvero dai grandi vecchi, dai superclan o superclub, dai
servizi segreti deviati o normalmente coinvolti), consapevoli di trattare un
argomento assai complesso di "scatole cinesi" dietro le quali si
intrecciano rapporti, affari, differenze, accordi, favori tra destra liberale,
neonazisti, fascisti rivoluzionari, soldati politici, opportunisti e
prezzolati.
Ciò premesso non pensiamo di
affermare nessuna novità rivoluzionaria nel suggerire una lettura dei recenti
fatti a partire dalle vicende politiche e umane legate all’esperienza di Terza
Posizione.
Cosa fu, fino al suo
scioglimento Terza Posizione (TP)? Fu semplicemente una nuova
organizzazione satellitare della destra extraparlamentare, in continuità
storica con il Fronte Nazionale di J.V.Borghese, con il Movimento Politico
Ordine Nuovo di Clemente Graziani, di Rauti, fino alle minori realtà di
Avanguardia Nazionale, Giovane Europa, Lotta di Popolo, oppure una cosa più
complessa, un’area politica capace di restare in campo anche dentro il MSI e la
destra sociale traghettata nel progetto di Alleanza Nazionale?
Teza Posizione fu certamente
una "tendenza" politica, nazionale ed internazionale, tutt’ora viva e
vegeta e non solo in Forza Nuova e nei gruppi minori. Una ideologia a cavallo tra
Evola, Freda, Cordeanu e il peronismo, l’antioccidentalismo e antiatlantismo,
per l’Europa identitaria, contro il parlamentarismo democratico, di aperta
rivalutazione dell’esperienza del nazional socialismo.
Fu, come dicono i molti
estimatori: <<il tentativo di fuoriuscita "rivoluzionaria"
dal neofascismo del dopoguerra >>.
I magistrati denunciarono un
epilogo terroristico del gruppo, imputarono e condannarono molti loro dirigenti
(compreso Roberto Fiore), accusandoli di essere collegati ai Nuclei di Azione
Rivoluzionaria (NAR) di cui fu provata l’appartenenza ad esempio di
Morsello. Ma se TP operò anche in questa direzione armata, certamente non
rinunciò mai a operare in direzione del MSI, condizionandone tra le giovani
leve l’impronta politica e ideologica.
Un filo nero rimasto ben
saldo.
Pensiamo al ritorno in patria
di Morsello, dopo anni di latitanza per non finire in carcere, ricevuto
all’aeroporto da un commosso Storace e dall’avvocato Taormina (ve lo ricordate
l’avvocato di tangentopoli?); pensiamo ai primordi di Forza Nuova dentro le ali
levatrici di Fiamma Tricolore di Pino Rauti, dove pubblicavano il loro
periodico "Foglio di Lotta"; pensiamo alle amicizie evidenti
con settori della Lega Nord, in cui l’affinità politica di alcuni leader non
risulta casuale (pensiamo ai Borghezio); pensiamo ai giovani con simpatie per
TP oggi maturi dirigenti di Alleanza nazionale. Personaggi come Marcello De
Angelis, oggi editorialista del mensile Area, della corrente in AN guidata
da Alemanno (per anni pupillo e capo corrente con l’ordinovista Pino Rauti nel
MSI). Marcello De Angelis (fratello di Nanni De Angelis, militante di Terza
Posizione morto in cella in circostanze misteriose) è noto per i suoi trascorsi
politico musicali. Scrive le sue prime canzoni.1980 In seguito agli arresti
conseguenti allo scioglimento di terza Posizione e le accuse conseguenti alla
strage di Bologna, De Angelis come molti altri lasciano l’Italia e ripara a
Londra (come Fiore, Morsello, Insabato). Dopo nove anni, nel 1989 rientra in Italia,
dove sconta tre anni di carcere. Esce nel ‘92. De Angelis è un musicista di
grido, nell’area della destra radicale, da solo o con il gruppo" 270
bis", compone canzoni. Ecco alcuni brani tratti dalla sua opera
"Cuore Nero":
E io ho il cuore nero
e tanta gente
mi vorrebbe al cimitero.
Ma io ho il cuore nero
e me ne frego e sputo
in faccia al mondo intero.
...E ancora:
" Il braccio che si
stende calando giù la sbarra,
lo schianto delle ossa, lo
stridere dei denti,
lo sguardo inorridito di
mille benpensanti:
ci vuole così poco per
essere contenti."
Oppure come Roberta
Angelilli, eurodeputata (apprendiamo che viene proposta da Tajani come
vicesindaco a Roma in caso di vittoria nelle prossime elezioni comunali).
Ma leggere Area può essere
illuminante per capire quanto i settori nazional popolari non si riducano ai
gruppetti marginali della destra estrema, organizzazioni politiche o
metapolitiche come a molti di loro piace definirle.
Vi si trova la polemica
interna a Alleanza Nazionale, considerata responsabile di aver abbandonato la
pratica sociale, i temi nazionali e popolari; si denuncia persino la troppa
indifferenza di AN per i reduci della RSI (ovvero l’abbandono di quella che con
i Fasci di azione rivoluzionaria di Evola, rappresenta per questi neonazi, il
fascismo originale e non il filone maggioritario e vincente del fascismo
liberale e borghese).
Non stupisca quindi di leggere
articoli tesi a scagionare i NAR e Terza Posizione sulla strage di Bologna, con
piste inconsistenti riferite al terrorismo arabo o al coinvolgimento della
sinistra estrema (magari al soldo dei servizi segreti Cecoslovacchi)
L’insegnamento di Terza
Posizione è attualissimo:
<< balza agli occhi
una verità semplice: ogni volta che la destra parlamentare ha scelto la strada
del conservatorismo, spesso anche eccedendo nella propria caratterizzazione di
"partito d’ordine", automaticamente sono sorti, o hanno ingrossato le
file proprie file di aderenti, gruppi o movimenti che, rivendicando la loro
estraneità politica ed esistenziale a queste scelte, hanno funzionato come una
sorta di "bacino di compensazione" >> scrive Angelo Mellone,
commentando su "Area" il libro scritto da Arianna Streccioni
"A destra della destra" un libro molto interessante per comprendere a
pieno il senso del termine "commistione" che tra destra radicale e
destra "costituzionalizzata" mai si è interrotto.
FORZA
NUOVA- TRADIZIONE FAMIGLIA E PROPRIETA’
L’ex giudice CARLO PALERMO nel
suo libro "IL QUARTO LIVELLO" dedica molte pagine all’associazione
TRADIZIONE FAMIGLIA E PROPRIETA’, citata in articolo di SAVERIO FERRARI su
LIBERAZIONE che si occupa della rete neonazista dopo l’attentato alla sede del
quotidiano il MANIFESTO.
La tesi di CARLO PALERMO è che
l’attentato o meglio gli attentati subiti dall’attuale pontefice siano da
ricercare nell’ambito della massoneria cattolica che fa riferimento al culto di
FATIMA. Di questa cerchia massonica un ruolo importante lo giocano- secondo
PALERMO - L’ARMATA BLU DI FATIMA e appunto TRADIZIONE FAMIGLIA E PROPRIETA’.
Le origini di questa
associazione PALERMO, la fa risalire alla società THULE. Fondata nel 1918 dal
barone VON SEBOTTENDORF, che raggruppava discendenti delle vecchie oligarchie
feudali: secondo le loro teorie tutto il mondo doveva esser spartito in una
suddivisione di poter sovrapposta e diversa da quella degli stati
contemporanei. Un nucleo della società THULE era stato costituito dal gerarca
nazista HESS. Secondo PALERMO, le tesi propugnate agli inizi del novecento e
poi nel periodo del nazismo si sono propagandate fino ai giorni nostri. Attivi
propagandisti di queste tesi mistiche sono soprattutto i divulgatori e gli
ammiratori del nazismo e dei movimenti della nuova destra, o anche di ideologie
integraliste assolute, come quella degli attuali seguaci della setta del TEMPIO
DI DIO SALAMONE, ispirati nei loro suicidi di massa al sacrificio degli
appartenenti al vecchio ordine dei TEMPLARI. gli attuali movimenti dell’estrema
destra che si rifanno alla concezione della società THULE , hanno affinità
ideologiche con il misticismo islamico. Attivi in questo specifico campo
culturale sono stati gli aderenti al MOVIMENTO EUROPEO NUOVA DESTRA, che nel
1985 pubblicavano la rivista ELEMENTS, edita in Francia dalla sezione francese
del movimento. Seguace della mistica islamica in Italia era CLAUDIO MUTTI,
esaltatore del "socialismo" di GHEDDAFI, fondatore con FRANCO FREDA
dell’organizzazione estremista ORDINE NERO. CARLO MUTTI compare nell’inchiesta
sulla strage di PIAZZA DELLA LOGGIA a Brescia, e sull’attentato del treno
ITALICUS. Collegamenti di MUTTI, anche con MICHELE PAPA, presente nelle logge
trapanesi, coinvolte nelle inchieste su mafia e massoneria Riferimenti alla
società THULE ve ne sono anche di più recenti. il giornalista Franco Fracassi,
indagando sulla rete neonazista ha scritto nel suo libro " IL QUARTO REICH
che "In Germania, un reporter ed un gruppo di hacker pirati avevano
rivelato l’esistenza di The Thule Network, una rete clandestina che
interconnette la frange più estremista dei gruppi neonazisti del mondo. Thule è
costituita da una dozzina di BBS (Bollettino Board Sistem luogo dove vengono
scambiati messaggi tramite conferenze) in tre paesi occidentali e riunisce
qualche migliaio di aderenti. I suoi indirizzi cambiano ogni giorno. In rete
operano computer portatili che non usano mai lo stesso numero di telefono per
entrare on line ......
Per avere accesso a Thule
bisogna lasciare nome e numero telefonico. Qualcuno richiamerà il candidato per
sottoporlo a un rigorosissimo test di fedeltà. In seguito si entra in alcuni
repertori chiamati "Residence", "Elias" e "The
Empire", che dispongono di vari programmi elettronici per costruire
volantini e giornali, per criptare le informazioni più sensibili, oppure per
concepire e maneggiare ordigni di vario genere…". Nel VENETO il nome THULE
è comparso nel caso del tecnico informatico CARLO ALBERTO SARTOR.
Quello che Sartor racconta ai
giornalisti e poi al procuratore di Padova Bruno Cherchi, è veramente
inquietante.
Sartor denuncia, di essere
stato picchiato selvaggiamente e minacciato di non profferire parola con
alcuno, in merito ad un lavoro svolto per alcuni individui, qualificatisi come
"servitori dello stato". Il lavoro che Sartor ha svolto per questi
ingrati, sarebbe stato quello di codificare alcuni floppy disk. In un primo
momento quattro a cui poi ne avrebbero dovuti seguire 96. Sartor dice che i
suoi "datori di lavoro" e poi i suoi "assalitori", si
sarebbero qualificati come appartenenti ai carabinieri dei ROS agli ordini di
un fantomatico Capitano Poli. Il lavoro sui floppy disk, Sartor lo avrebbe
svolto, in un capannone situato a Cusinati di Tezze sul Brenta. Sartor in quei
floppy disk ha decodificato cifre di denaro per la somma di 47.000 miliardi ed
inoltre vi erano ripetute delle sigle Atics Anir e HT-Riber, che lette a
rovescio danno Rinascita e Rebirth (cioè "rinascita" in inglese).
Altre sigle ripetute erano DRN e RDN. Se lette all’incontrario potrebbero dare
Rinascita Democratica, che ricorda il vecchio progetto piduista di GELLI
(Giornale di Vicenza e Gazzettino 23 e 24/6/95).
La vicenda del tecnico
informatico vicentino è strettamente connessa con l’inchiesta giornalistica sul
traffico di armi nel conflitto della ex YUGOSLAVIA condotta dal giornalista
free lance padovano TOSON, e nell’inchiesta giudiziaria della magistratura di
TORRE ANNUNZIATA, riguardante traffico di armi, di valuta, di rifiuti,
denominata CHEQUE TO CHEQUE.
Molti sono i nomi appartenenti
all’estrema destra vecchi e nuova citati a verbale nell’indagine CHEQUE TO
CHEQUE. Tra tutti spiccano il nome di ROBERTO FIORE, leader di FORZA NUOVA, e
di DELFO ZORZI. Un ruolo significativo nell’operazione CHEQUE TO CHEQUE, lo
ebbero anche il colonnello GHEDAFFI, in rapporti d’affari con l’austriaco
HAIDER, e il leader della destra russa ZHIRJNOSKI. Zhirinovsky ex generale,
leader degli ultra nazionalisti russi, viene citato in un rapporto dei servizi
segreti tedeschi, di aver avuto rapporti con il partito neonazista tedesco
Deutsche Volkusonio di Gerard Freiy. Secondo il quotidiano la Repubblica
Zirinosky il 22/10/93, ebbe un incontro in Austria con imprenditori tedeschi e
italiani. Il consigliere economico di Zirinosky Alexi Wedenkim, ha fondato
dieci società in Germania, Italia, Olanda, Svizzera, con lo scopo di ricercare
partners nel mercato petrolifero. Vi è un’inchiesta aperta, per truffa ai danni
dell’azienda per le privatizzazioni della Germania dell’Est in cui si sospetta,
che finanziamenti siano finiti a Zhirinosky,; attraverso società svizzere che
gestiscono i beni della SED.
CARLO ALBERTO SARTOR , testimone
attendibile, per i pubblico ministero di Torre Annunziata, viene di nuovo
avvicinato dai "presunti servitori dello stato" quando la sua vicenda
sembrava essere avviata a conclusione. Ancora una volta chiedono la sua
collaborazione tecnica, per "decrittare" niente popò dimeno che i
nastri della strage di Ustica. Offrono molti soldi ed una tecnologia
informatica molto sofisticata. Si presentano come appartenenti alla
"Thule".
E’ dalla rete THULE scoperta
da FRACASSI che escono gli interlocutori di Sartor? La giornalista MARIA TERESA
DIRANI MISTRORIGO che riferisce sul settimanale LA DOMENICA DI VICENZA del
6/12/1996, quel che è accaduto a SARTOR, scrive che con il nome THULE, fino a
pochi anni fa esisteva una casa editrice di estrema destra a PALERMO. Tale casa
editrice distribuiva anche attestati ai suoi più affezionati collaboratori. Uno
di questi attestati faceva bella mostra di sé nello studio del colonnello AMOS
SPIAZZI ( rosa dei venti), a VERONA.
THULE, qualunque sia il suo
ruolo attuale ingloba - secondo PALERMO- la loggia cultista TRADIZIONE E
FAMIGLIA PROPRIETA’, che sempre secondo PALERMO ha svolto operazioni con
l’internazionale nazista di FRANCOIS GENOUD (banchiere, che svolgeva la sua
attività a LUGANO, morto suicida nel 1996 N.d.R.). FRANCOIS GENOUD, nazista
convinto, finanziatore e amico del terrorista CARLOS. Al tempo della seconda
guerra mondiale, agente del controspionaggio in forza alla centrale di
STOCCARDA, guidata da PAUL DICKPOF. DICKPOF a guerra conclusa lavorerà nei
servizi segreti tedeschi, rimaneggiati dagli americani, per diventare poi capo
della polizia criminale e presidente dell’INTERPOL fino al 1968. GENOUD si
adopera dopo la guerra a smistare attraverso le reti costruite dagli americani
e gli inglesi gli ex gerarchi e scienziati del regime nazista. È in questo modo
che entra in contatto con il gotha del Terzo Reich. È in quegli anni che molti
generali gli affidano la gestione dei patrimoni nascosti in Svizzera. È in
quegli anni che nasce il mito del banchiere nero che cura i diritti di
pubblicazione degli scritti di Hitler, Goebbels e Goering. Genoud è stato un
gran frequentatore di PULLACH, l’ex villa di Martin Borman dove si ricostruisce
il BUNDESMACHRICHFENDIEST: il controspionaggio tedesco occidentale. Proprio a
PULLACH Genoud fa tempo a diventare amico di KLAUS BARBIE, il boia di Lione, al
quale pagherà le spese della difesa per il processo del 1987. Ed è sempre a
PULLACH che Genoud comincia ad apprezzare il sostegno finanziario che inizia a
fluire all’Egitto di Nasser in funzione antiistraeliana. Genoud, diventa poi
amministratore della BANCA COMMERCIALE ARABA, creata in Europa con fondi
siriani ( fonte: articolo di Andrea Purgatori sul Corriere della Sera del
2/06/1996).
Da annotare che nelle ultime
carte spedite ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE SULLE STRAGI, dai magistrati che
indagano sulla strage di BRESCIA- PIAZZA DELLA LOGGIA, molte pagine sono
dedicate ai finanziamenti ricevuti dai fautori della strage attraverso il
compiacente circuito finanziario del CANTON TICINO e in special modo LUGANO.
Sull’ASSE, ITALIA-SVIZZERA - CANTON TICINO- FINANAZIAMENTI ALL’ESTREMA DESTRA-
P.S.I, si entra in una selva oscura che tenteremo di dipanare. Partiamo da un
articolo pubblicato dal settimanale AVVENIMENTI in data 9/02/1994. I giornalisti
MICHELE GAMBINO e CHRISTOPHER HEFTI, ricostruiscono la rete finanziaria che ha
sorretto l’ascesa dell’imprenditore SILVIO BERLUSCONI. Nella ragnatela
finanziaria compare il nome di GIUSEPPE PELLA, scomparso da molti anni. PELLA
era stato leader della destra democristiana e aveva ricoperto nei governi
centristi cariche di rilievo: tra le altre il ministero delle finanze, quello
degli esteri, e per un breve periodo, fino alle sue dimissioni nel gennaio del
1954, addirittura la Presidenza del Consiglio. PELLA è stato il rappresentante
legale di alcune società che partendo dalla COMPAGNIA DI ASSICURAZIONI DI
MILANO che non solo hanno fornito i capitali iniziali per la creazione
dell’impero finanziario di SILVIO BERLUSCONI ma si intrecciano con la galassia
dell’estrema destra svizzera e soprattutto con una finanziaria la FIMO che
oltre ad essere entrata nelle maggiori inchieste degli inquirenti italiani nel
campo del riciclaggio dei clan mafiosi italiani (soprattutto il clan di PIDDU
MADONIA, arrestato a VICENZA), annovera tra i suoi massimi dirigenti storici la
parlamentare ginevrina GENEIVE AUBRY e l’ex parlamentare democristiano
GIANFRANCO COTTI e il fondatore della FIMO, ERCOLE DONINELLI e il genovese
ENNIO SASTRA. Tutte queste persone nel 1956 sull’onda dell’anticomunismo
montante in Svizzera si diedero da fare per organizzare il finanziamento di
tutta la galassia di associazioni di estremisti di destra attraverso gli
strumenti del libero mercato. Le persone sopracitate hanno anche aderito alla
WACL.
Questo giro di persone e
società ha un’altra particolarità che li collega al P.S.I, partito citato nella
relazione sul "NOTO SERVIZIO". L’anello di collegamento è JEAN FABER
che a sua volta è in contatto con MAURO GIALLOMBARDO. I due sono presenti nei
maggiori scandali finanziari scoperti in Europa con la presenza del partiti
socialisti. Sulla ricostruzione di questi scandali vedi l’articolo di
AVVENIMENTI DEL 26/01/1994 dove si citano la vicenda KOLBRUNNER, L’OPERAZIONE
ENIMONT, L’OPERAZIONE URANO DI GUIDO GARELLI, che sono collegate all’operazione
CHEQUE TO CHEQUE. JEAN FABER è o è stato amministratore della finanziaria
lussemburghese FARFADIN che è legata al potentissimo finanziere svizzero legato
all’OPUS DEI e alla MASSONERIA, TITTO TETTAMANTI. Nell’ottobre del 1997 JEAN
FABER, viene coinvolto in una inchiesta che svela la ragnatela economica della
NRDRANGHETA a Milano. Al centro di questa inchiesta vi era la società
EUROSUISSE di cui tra gli amministratori figurava o figura JEAN FABER. In
questa società usata dalla ndrangheta c’è una altra particolarità interessante,
perché vi è presente anche ENRICO CILIO, cognato di MICHELE SINDONA. La
EUROSUISSE italiana è una filiale della EUROSUISSE SA DI LUGANO SVIZZERA.
PALERMO cita TRADIZIONE E FAMIGLIA PROPRIETA, nel suo libro che ricostruisce le
trame oscure dell’attentato al PAPA, come una delle organizzazioni fautrice
dell’attentato. Un ruolo all’interno di TRADIZIONE E FAMIGLIA PROPRIETA lo
gioca la famiglia nobiliare veneziana mitteleuropea del principe JOHANNES THURN
UND TAXIS di MONACO DI BAVIERA, massone di rito scozzese del 33° grado ( che è
deceduto recentemente). Il principe JOHANNES, all’epoca dell’attentato al PAPA
del 1981, era presente nel consiglio di amministrazione della Banca di Monaco,
BAYERISCHER VEREISBANK, e ne controllava il 15% del pacchetto azionario. Sia
questa che la filiale londinese, la UNION BANK OF BAVARIA, erano state
segnalate nell’inchiesta trentina relativamente al deposito di tre miliardi di
marchi da parte del mafioso turco BEKIR CELENK, quelli promessi ad ALI’ AGCA
per l’attentato al PAPA. La BAYERISCHER VEREISBANK rappresentava la più stretta
connessione bancaria con LA BULGARIA FOREIGN TRADE BANK, considerata il polmone
finanziario di diverse operazioni sporche. Significativo, in particolare
appariva il fatto che una sua filiale era la LITEX BANK ( con sede a BEIRUT),
azionista della BYBLOS BANK, cui apparteneva il potente esponente della falange
CAMILLE CHAMOUN. A detta di alcune fonti- scrive PALERMO- la BYBLOS BANK e la
LITEX BANK rappresentavano un’importante connessione tra l’EST e l’OVEST per il
riciclaggio di denaro sporco proveniente dai traffici di droga libanesi e per i
contatti con gli esponenti politici della falange e dei servizi segreti
orientali. (servizi segreti orientali, passati in blocco, ad alimentare il
fenomeno della mafia russa, molto attiva, con esponenti della destra, nei
traffici illeciti che avvengono nelle regioni del NORD EST. N.d.R.). Negli anni
ottanta - secondo quanto scritto da LIBERAZIONE del 5/08/1998- che riprende una
notizia del giornale inglese THE GUARDIAN, costruita sulle rivelazioni del
mensile antifascista SEARCHLIGHT, ROBERTO FIORE e MASSIMO MORSELLO, furono
contatti dai servizi segreti inglesi, l’MI6, mentre si addestravano nei campi
libanesi della FALANGE CRISTIANO MARONITA. Anche la famiglia THURN UND TAXIS,
nel suo ramo italiano-veneziano ha avuto rapporti con i servizi segreti
inglesi. Il castello di DUINO a TRIESTE è stato nel secondo dopoguerra una sede
logistica dell’esercito e del controspionaggio inglese. DUINO è luogo dove
spesso soggiorna HAIDER. GUIDO OLIMPIO, giornalista del CORRIERE DELLA SERA, e
uno dei massimi esperti del fenomeno neonazismo, ha scritto che ROBERTO FIORE,
è uno dei coordinatori della rete di solidarietà dei fascisti che ruota attorno
ad un misterioso "GRUPPO DEI QUARANTA". Una sorta di mutuo soccorso
dell’eversione nera che raccoglie i resti di formazioni come i NAR, ORDINE
NUOVO, TERZA POSIZIONE. Nel 1997 il "GRUPPO DEI QUARANTA" si è riunito
per stabilire un programma di azione della destra europea, volto
all’ampliamento dell’azione eversiva, ricercando agganci con parti dei servizi
segreti occidentali e con il mondo tenebroso dei mercenari e delle formazioni
paramilitari esistenti. L’aggancio tra estrema destra e gli 007, soprattutto
inglesi, sarebbe possibile, sempre secondo OLIMPIO, tramite i buoni uffici di
alcune società di investigazione. Vi sarebbe la conferma che alcuni neofascisti
italiani sarebbero stati forniti dalla nostra polizia di documenti presumibilmente
falsificati da membri dello spionaggio inglese. La "Centrale"
londinese- ha scritto OLIMPIO- costituirebbe il perno di un’azione clandestina
e propagandistica a lungo raggio. Sono state individuate tracce del gruppo
nella ex YUGOSLAVIA aiuti agli H.O.S. ( estrema destra croata ), sono stati
inviati da THIRD POSITION INTERNATIONAL, che ha patrocinato raccolte di denaro
" a favore dei bambini croati
RINASCITA NAZIONALE
Nei giorni scorsi,
collegato alla figura del bombarolo Insabato - quello dell’attentato al Il
Manifesto - abbiamo sentito solo accennare all’esistenza di un nuovo soggetto
politico della destra nazional-popolare, si tratta di Rinascita Nazionale.
Dedichiamo ampio spazio a questa organizzazione che, nel gioco delle scatole
cinesi, pare destinata a coprire uno spazio importante tra i settori del
nazismo e del fascismo italiano.
PREAMBOLO
Ai primi di settembre 1997,
mentre si accentuano i contatti interni a Fiamma Tricolore di Rauti, un gruppo
di giornalisti di estrema destra riuniti attorno al giornale Uomo Libero - Mario
Consoli, Pietro Sella, Sergio Gozzoli, forte di un rapporto diretto con il
leader del Front National francese di Jean Marie Le Pen, decidono la
costituzione dell’omologo italiano, il Fronte Nazionale (non quello appena
sciolto dai magistrati guidato da Freda).
L’operazione è ghiotta e un
altro settore della destra neonazista si inserisce, è quello di Adriano
Tilgher, considerato il braccio destro di Stefano delle Chiaie (noto
terrorista nazista implicato in stragi in italia ed all’estero, già fondatore
di Avanguardia Nazionale).
Seguono risse interne , con
scontri fisici, fino a quando (il giorno prima dell’annuncio della nascita di
Forza Nuova) prende tutto in mano Tilgher e annuncia la nascita del Fronte
Nazionale (nel prossimo numero una scheda sul movimento NdR).
Rinascita Nazionale nasce a luglio del 2000, il 3 dicembre
a Roma svolge la sua prima assemblea dei quadri nazionali che si definiscono:
"uomini liberi ha per una larga, comune, azione per la rinascita del
nostro popolo, per la rinascita della nostra libertà, per la rinascita della
giustizia sociale in Italia e in Europa. Perché, per la prima volta da decenni
a questa parte, un laboratorio di uomini attivi ha volontariamente,
spontaneamente, rinunciato a issare paletti pseudo-ideologici, a issare
distinguo, a trincerarsi in steccati nominalisti di clan o di pensiero, per
partecipare senza riserve ad una battaglia politica attiva sul terreno
nazionale e sociale. Perché, per la prima volta da decenni a questa parte,
senza rinunciare alle proprie individuali e naturali differenze, un insieme di
uomini liberi ha dichiarato la sua più totale disponibilità al
"fare", all’agire, all’operare, allo scendere in piazza, a costruire
giorno dopo giorno, mattone su mattone, una macchina da guerra, un
partito-movimento, una concentrazione di forze nazionali, socialiste e popolari
capace di dare una spallata, di mandare in rovina il regime della
liberaldemocrazia, della schiavitù, del profitto e dell’usura. Stiamo già preparando
l’organizzazione del fronte di battaglia. Abbiamo già scelto, - noi, senza
fughe in avanti, senza seguire le icone o le mode del momento, perfettamente
consapevoli della debolezza delle nostre attuali forze di fronte ad un regime
che non è solo italiano ma planetario - sia il terreno che le modalità dello
scontro. Vogliamo costringere l’avversario, il nemico, in difficili e
impraticabili posizioni di difesa, già dall’inizio del conflitto, già domani,
già ora. E’ possibile. Lo faremo".
Non è un tentativo patetico ma
qualcosa di fondato, lo si capisce dal fatto che tali personaggi riescono da
subito a produrre un quotidiano che esce nelle edicole di Campania,
Lazio, Lombardia, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo e Puglia. Quotidiano che
definiscono: "il luogo geometrico d’incontro di chi, ancora e
nonostante tutto, ritiene di non avere condotto il suo cervello all’ammasso del
Verbo liberaldemocratico, della globalizzazione economica della miseria, del
pensiero unico che ogni cosa e ogni persona livella e rende schiava di una
società senza memoria e priva di avvenire" e che sarebbe diventato "
una potente cinghia di trasmissione del pensiero antagonista alla
liberaldemocrazia". A dirigere il giornale con sede in Via Vasari a
Roma è Ugo Gaudenzi.
Ugo Gaudenzi, dirige il
giornale ed è il coordinatore nazionale.
La sua storia personale non
lascia dubbi, infatti fu proprio tra i fondatori e dirigenti dell'
Organizzazione Lotta di Popolo
L’ORGANIZZAZIONE
DI RINASCITA NAZIONALE
Il Comitato provvisorio di
coordinamento nazionale è animato dal professor Giacinto Auriti e dal
dottor Giorgio Vitali, Per quanto riguarda il Comitato (provvisorio)
costituente, all’assemblea del 3 dicembre svolta presso l’Hotel Jolli di Roma,
sono rimaste invariate le responsabilità del coordinamento nazionale (Gaudenzi),
del presidente del Cc (Emiliani), della cultura (Manco), della stampa (Loberto),
dei media (Aiossa), dell’elettorale (Lealini),
dell’internazionale (Mariantoni), del lavoro (Zongoli), della
società (Vitali), della cooperazione (Tosti), delle iniziative
parallele (Zanetov).I l settore organizzazione è stato demandato a
Messina, al quale peraltro è rimasta la responsabilità della propaganda. La
delega al sindacale è stata provvisoriamente assunta da Emiliani. Franco
Ferro è il responsabile dei Probiviri. All’organizzazione territoriale e di
pubbliche relazioni, Claudio Marconi ( centro-nord), Nino Gervasio
(centro sud) nonché la funzione vicaria del coordinatore nazionale. A Piero
Sella è stata demandata la Presidenza del Movimento.A Maria Lina Veca
la federazione di Roma. Del Comitato Costituente fanno parte integrante i
coordinatori regionali: Piero Allegretti per le Puglie, Gianfranco Protopapa
per la Campania, Fiorenzo Bonatti per le Venezie.
L’ATTO
COSTITUTIVO
<<Coloro che hanno
dato volontariamente vita a Rinascita Nazionale sono chiamati a costruire, in
forza delle responsabilità comuni e dell’impegno spontaneamente contratto,
entro il prossimo semestre, un’organizzazione popolare, un fascio di forze
nazionali, socialiste e repubblicane. Una potente opposizione al mondialismo
falsamente umanitario che nel nome della tolleranza e della globalizzazione
vuole sradicata ogni identità culturale, etnica, storica per fare del pianeta
un proprio mercato di schiavi e consumatori. Rinascita Nazionale si sta
costituendo in tutto il territorio nazionale italiano, come frazione di
un’alleanza con i popoli oppressi dagli atlantici in Europa e nel mondo. E’ una
concentrazione nazionale e sociale, un fascio di forze popolari e socialiste: è
il movimento di popolo già in grado, evitando imperativamente ogni commistione
con i due poli di regime, di costruire in ogni dimensione, anche in quella
elettorale, presentandosi come blocco di una terza e unica posizione
alternativa >>
scrive il direttore del quotidiano Rinascita Nazionale, Ugo Gudenzi, parlando
dell’omonimo partito-movimento. Gli assi strategici sono semplici: < 1)
una campagna per l’immediato blocco dell’immigrazione extraeuropea; 2) una
campagna per l’abrogazione delle politiche antisociali, delle svendite, delle
privatizzazioni, delle delocalizzazioni delle attività produttive, del lavoro
detto in affitto o precario o flessibile; 3) una campagna per la sovranità
nazionale e, naturalmente, militare italiana ed europea, con l’abrogazione
delle leggi e delle norme che rendono sudditi degli atlantici uomini e
popoli.>> Sempre Ugo Gaudenzi ci illustra il preambolo
politico culturale dell’organizzazione: << Dopo la svolta di Fiuggi, e
la ricollocazione del Msi, diventato Alleanza Nazionale, nel suo scenario
concreto, di destra conservatrice, liberale ed atlantica, palesemente non erede
del fascismo autentico, quello dei Far o della Rsi, siamo giunti ad una
ulteriore decomposizione dell’area ormai detta generticamente
"nazionalpopolare" o di "destra radicale". Oltre alle
teoricamente maggiori formazioni oggi in campo (Fiamma Tricolore di Rauti,
Fiamma Tricolore dissidente, con i quadri riuniti a Massa da Silvestri il 9
dicembre appena passato, Forza Nuova, con Fiore e Morsello, Fronte Nazionale
Italiano, con Sermonti, Erra e Tilgher, Fronte Veneto Skin, Fascismo e
Libertà), qualcuno, di recente, ha contabilizzato altre ottocento e più
iniziative, associazioni e gruppi dispersi, atomizzati, sul territorio
italiano.Tutti giunti in fondo al tunnel, nel vicolo cieco dell’inazione, della
dispersione. E dire che il bagaglio di proposte costruttive, di proposte per il
futuro del nostro popolo, di concrete alternative alla globalizzazione della
miseria, è talmente straripante, in quell’area, che solo un cieco, o una banda
di ciechi, può essere convinto di non possederlo.O di non utilizzarlo. Perché,
poi, il problema è proprio questo qui. I timonieri, o presunti tali, di
quest’area, non vogliono utilizzare ciò che hanno o potrebbero avere. Con le
buone o con le cattive, per restituirlo alle energie migliori che proprio
siffatti "timonieri" hanno volutamente espulso, allontanato. E questo
non è certo un discorso, un invito, personale, nè passivo, né attivo. E’ una
constatazione e un appello a tutti coloro che ancora credono nella necessità di
riconquistare il futuro con le radici ben salde nel passato. E’ un appello alla
dignità, all’onestà di intenti, al desiderio di fare di tanti Italiani>>.
IDEOLOGIA
E’ Piero Sella che ci
conduce nel centro vivo del pensiero dell’organizzazione, un misto di
antimondialismo e razzismo, nazionalismo nostalgico del "fascismo
rivoluzionario" (dai FAR alla RSI, dicono i dirigenti RN).
Riportiamo stralci del suo
intervento all’ Università d’estate, tenutosi ad Erba nei mesi scorsi: <(…)
gli ultimi cinquant¹anni di storia abbiano registrato la progressiva perdita di
sovranità dei vari paesi, la loro sudditanza economica e monetaria verso
l’America, e la corrispondente diffusione di un modello super nazionale, quello
liberalcapitalista, interessato alla globalizzazione politica ed economica. Ma,
al di là della incombente presenza americana e del ricatto della grande
finanza, per capire l¹avvento del Nuovo Ordine Mondialista e le ridotte
resistenze che esso incontra, è necessario prendere in considerazione
l¹inesausta pressione culturale che si è riversata sui popoli per annullare in
essi ogni capacità critica di giudizio autonomo, ogni orgoglio etnico, ogni
capacità di reazione. Si è colpevolizzata, manipolando la Storia, qualsiasi
tendenza etnocentrica. Si sono combattute, all¹insegna del cosmopolitismo
e della libertà di mercato, l¹idea della preferenza interna, e quella della
tutela dell¹industria, dell¹agricoltura e del lavoro europei. Si è soprattutto
incoraggiato l’imbastardimento razziale, e ciò attraverso la demagogia
dell’uguaglianza, la cultura dell¹integrazione e dell’accoglienza, la
diffusione del buonismo e, al suo interno, di un fenomeno di eccezionale
gravità pedagogica, quello dell¹adozione internazionale.
L¹esistenza di un preciso
disegno teso ad imporre la società multirazziale non abbiamo la minima
esitazione a parlare di vero e proprio complotto è sotto gli occhi di
chiunque si sia piazzato negli ultimi mesi davanti a un televisore a seguire il
telegiornale. Mentre un cittadino italiano è costretto ad attendere per mesi un
passaporto, entrare nel nostro paese, per i clandestini, è uno scherzo.>
Poi da la sua lettura del
mondialismo: <E che prospettive si aprono per la politica estera europea
restando a rimorchio di una nazione come gli Stati Uniti, simbolo in tutto il
mondo di violenza e di sopraffazione? È un ragionamento questo che va
approfondito considerando il particolare impegno americano nel Mediterraneo e
nel Vicino Oriente. Con la tipica incoerenza di chi si crede al di sopra di
ogni legge e al riparo di ogni critica, gli americani, che vietano con la
dottrina di Monroe alle altre potenze ogni intervento nel loro Continente,
esercitano sul Nostro, e sulle regioni petrolifere del Medio Oriente, un vero e
proprio protettorato. Essere alleati degli USA vuol dire oltretutto inimicarsi
l’intero mondo arabo, rischiare senza alcun tornaconto la ritorsione del
terrorismo. Se quelle che abbiamo visto sono le radici storiche ed ideologiche
della globalizzazione, e l’Europa vuole sottrarsi ai suoi disastrosi effetti, è
suo dovere fare precise scelte di campo. La strategia della liberazione non può
che partire dalla constatazione degli errori commessi, dall’esame di quanto sia
stato dannoso coordinare la nostra politica con chi era portatore di interessi
etici, geopolitici e commerciali diversi dai nostri, con chi scatenava, nella
direzione sbagliata, sanzioni economiche, attacchi armati e interventi
umanitari.>. Per chi avesse ancora qualche dubbio, il Sella è senza
pudori: << (…) È la genetica ad insegnare che la società multirazziale
è irreversibile; la freccia del tempo ha una sola direzione. Se dobbiamo
batterci occorre farlo subito. Pentirsi domani di quanto non si è fatto oggi
non servirebbe a nulla. Nessuna razza inquinata può tornare quel che era;
nessun popolo che abbia perso la sua identità etnica potrà mai più recuperarla.
Quel che è certo anzi è che in esso scompare l’interesse all’indipendenza
politica e la voglia di difendere, per i figli, quella economica. Un popolo
privo di identità diventa un gregge che si muove docile nella direzione voluta
dalla Grande Finanza. È per questo che a noi non interessa che gli immigrati
siano regolari, istruiti, magari cattolici. La presenza di masse di stranieri inassimilabili
per ragioni di razza, di religione, di cultura, è comunque, per qualsiasi
Paese, assolutamente negativa>>. Poi il Pietro Sella conclude in modo
assai inquietante:
<< Ci auguriamo che
nella prossima legislatura, la Lega e quelle forze che specie al centro e al
sud si coaguleranno intorno a Rinascita Nazionale, abbiano i numeri per imporre
i grandi cambiamenti necessari>>.
GLI
AMICI DI QUESTO PROGETTO
Lo scorso Luglio, a Velletri,
si è svolta la Convenzione Nazionale organizzata da sei testate: Rinascita,
Orientamenti, l’Uomo libero, Italicum, Avvento, Utopia volta alla
costituzione del nuovo movimento politico. Base comune la sottoscrizione di un
Manifesto politico. Grande sostenitore del progetto, Mario Consoli, de
L’Uomo Libero, che sottolinea l’essenza della Convenzione: <<In
Italia ed in Europa esiste uno spazio enorme, e crescente di cittadini che si
sentono a disagio, che scalpitano, che già avvertono sul proprio corpo il
dolore per i colpi ricevuti dal Mondialismo. Un enorme spazio che puntualmente
scopre di non avere nessun soggetto politico capace di rappresentarlo. Noi,
questo soggetto politico, dobbiamo inventarlo, dobbiamo costruirlo. Dobbiamo
realizzare il nuovo Movimento di opposizione globale>>.
Il mese prima, nel giugno
2000, si sono incontrati i rappresentanti di Rinascita e del Partito
Comunitarista Nazional-Europeo per: << stabilire linee di azione comune
e di collaborazione articolata. Le delegazioni hanno deciso di approfondire,
attraverso un forum permanente che si riunira’ sia nella sede di Rinascita che
presso i locali del PCN, le potenzialita’ per giungere rapidamente ad una forma
di collaborazione strutturata tra tutte le forze socialiste, comunitariste e
nazionali.>> Sempre in questi mesi si è costituito in Italia Il Partito
Comunitarista nazional-Europeo), per l’azione dei Circoli Comunitaristi
Nazional-europei.
In realtà, come la stessa
rivista "Rosso e nero", i comunitaristi operano già in modo
organizzato all'interno del Fronte Nazionale di Tilgher, da cui ne escono quando
si ripropone l'azione convergente tra Fronte nazionale e Fiamma di Rauti. Il
PCN è attualmente operante in Belgio, Francia, Svizzera, Ungheria, Germania ed
ora anche in Italia, dove pubblica il settimanale "Nazione
Europa". tiscalinet.it/nazioneeuropa. A settembre convergono
politicamente i dei gruppi Autonomisti Nazionalisti che presso
l’Auditorium della Sala Comunale di Pompiano (Brescia) promuovono un convegno
dal titolo: NO ALL’EUROPA DI MAASTRICHT NO ALL’IMMIGRAZIONE.
"Rosso è Nero" espressione dei circoli comunitaristi,
in collaborazione con Sinergie Europee, ha dato vita ad un Convegno che
ha visto la partecipazione Luc Michel , presidente del PCN (Partito
Comunitario Nazional - europeo) il quale ha voluto testimoniare la necessità di
costruire il Partito transnazionale europeo del futuro, unico strumento
di lotta adatto ai tempi.
Molti i relatori, tra i quali Yves
Bataille, Carlo Terracciano, Dragos Kalajic, Chicco Galmozzi, Tommaso Staiti.
"Rosso e nero", dopo
l'avventura nel Fronte Nazionale, si sposta sulle posizioni del neo partito
Comunitarista e nel 2000 cambia nome e diventa "Comunitarismo" e
si avvicina alle posizioni di Rinascita Nazionale, blocco politico dobve
coabitano molti pezzi del neonazismo in fuga da Rauti.
Non ultimi amici quelli del MSE
Movimento Sociale Europeo, usciti dalla Fiamma Tricolore di Rauti,
recentemente il loro protavoce ha dichiarato di sottoscrivere totalmente il
Manifesto di RN e di considerare necessaria una rapida integrazione delle forze
nazionali socialiste popolari.
Ma appare ancor più che
proprio il MSE è l'anima organizzata di Rinascita Nazionale.
RINASCITA
NAZIONALE NEL NORD EST ITALIANO
Pur essendo un contenitore su
cui occorre indagare meglio, Rinascita Nazionale comincia a mettere radici
anche nel Veneto. Punto di collegamento è il vicentino Danilo Zongoli
docente presso il Liceo Scientifico Tron di Schio e responsabile nazionale per
i problemi del Lavoro del Movimento. Attivo sul piano sindacale tra i docenti
della Gilda tiene i contatti anche sulle iniziative di altra natura, come ad
esempio l’adozione di bambini moldavi. Tra RN e l’Associazione Italia-Moldavia
è stato siglato un accordo per un’iniziativa nazionale.
Nel marzo 99, con un volantino
stampato a Roma, Rinascita nazionale compare davanti alle scuole di Vicenza,
Venezia, Trieste, Treviso. Il testo riproduce le posizioni del movimento per la
pace e propone il superamento di vecchi schemi destra sinistra per unirsi
contro la guerra.
Nei giorni seguenti, durante
il corteo promosso dal PRC davanti la base di Aviano, un gruppetto con
fazzoletto rosso a bordo nero, distribuisce un volantone di Rinascita
nazionale.
I fascisti individuati,
vengono invitati ad allontanarsi, nonostante tentino di intercedere per loro
alcuni manifestanti. Quest'ultimo episodio si rivela inquietante alla notizia
che proprio gli uomini veneti di Rinascita Nazionale, sono gli intermediari per
la partecipazione di alcuni "militanti della sinistra
antimperialista" al convegno promosso dalla rivista dei circoli
comunitaristi "Rosso e Nero" e da Sinergie Europee a Milano.
Nel materiale di propaganda di
Rinascita possiamo trovare riferimento all'iniziativa dove si rivendica il
successo di aver portato all'incontro "Circoli del nord Italia vicini a
Rifondazione Comunista".
La cosa si ripete nell'estate
del 2000 in occasione del campo antimilitarista organizzato in Umbria. Nel
campeggio si presenteranno gruppetti fascisti "comunitaristi",
accettati perché, secondo i promotori, rispettosi del programma del Campo.
Nel corso della vertenza
contro la delocalizzazione delle attività produttive della Marzotto di Schio i
nazional popolari sono attivi.
Siamo nella fase di trapasso
dal partito (Movimento Sociale Europeo), al blocco nazionale (Rinascita
nazionale).
Ecco cosa dice Zongoli: <<A
Schio la federazione di Vicenza del Movimento Sociale Europeo (oggi Rinascita
nazionale) si è dunque mobilitata a fianco dei lavoratori della Marzotto e
prosegue la sua campagna
contro la globalizzazione della miseria.
I militanti del MSE,
presenti con volantinaggi quotidiani, hanno inscenato una dura protesta
durante la riunione del
Consiglio Comunale di Schio convocato in seduta straordinaria appunto
per il caso Marzotto. Il
segretario federale ha espresso la più totale solidarietà del Movimento ai
lavoratori. La richiesta
del MSE alle autorità provinciali e nazionali di intervenire per impedire il
trasferimento dei reparti
produttivi in Lituania è stata, per una volta, ampiamente pubblicizzata dai
mezzi d'informazione
locali. Il Movimento sarà presente venerdì 25 febbraio al corteo dei lavoratori
in sciopero e gli studenti
del MSE parteciperanno alla giornata con una generale mobilitazione
studentesca di solidarietà
con i lavoratori. Il MSE non si limita a schierarsi contro gli eventuali
licenziamenti, ma durante
il comizio organizzato dalla federazione vicentina il segretario ha
ribadito come una vicenda
come quella della Marzotto dimostri la necessità che i lavoratori debbano
partecipare agli utili e alla gestione delle aziende. La socializzazione è l'unica
alternativa
al capitalismo selvaggio e
al cosiddetto socialismo scientifico fallito e inadeguato, mentre oggi più
che mai risultano moderne e giuste le teorie economiche del Socialismo Nazionale."
Il responsabile
dell’organizzazione afferma che le iniziative di Schio:
<< hanno mostrato
concretamente che esiste attorno a Rinascita Nazionale e ad alcuni gruppi
vicini alla testata soprattutto nell’area veneta e romagnola >>.
Il Movimento è presente anche
nella Venezia Giulia, guidato da Dino Giacca, coadiuvato da Stefano
Mattiussi
NOTE
Riportando un intervento di
Pietro Sella citiamo l'iniziativa di Università d'Estate, tenutasi ad
Erba lo scorso settembre.
Università d'Estate, a
Perugia, ricompare in un successivo articolo dedicato all'internazionale nera
Euro Net a proposito del partito transnazionale e degli Haideriani di casa
nostra.
Non si tratta del medesimo
circuito, quest'ultima promossa da Sinergie Europee, la prima promossa dalla
"Giovane Padania".
Ad Erba è la Lega Nord a
promuovere una tre giorni di formazione.
Va comunque posta attenzione
proprio a questa iniziativa perché gli intrecci con Rinascita nazionale sono
numerosissimi.
Matatore dell'iniziativa il
leader leghista Borghezio, che in questa occasione mostra tutte le sue
amicizie di gioventù (quando era nell'area di Ordine Nuovo).
All'università della giovane
padania, nella tavola rotonda tenuta da Borghezio su "Il Mondialismo"
interviene Pietro Sella (vedi intervento).
Giacinto Auriti, frequentatore dei congressi di
Rinascita nazionale (ma anche di Forza Nuova), tiene ad Erba una relazione
sulla "Local Money".
Altra relazione alla
università dei padani è tenuta da Don Curzio Nitoglia dell'Istituto
Mater Boni Consilii, il titolo è eloquente "Il pericolo Islam".
Don Curzio Nitoglia lo ritroviamo
come relatore al "II° Campo "Con l'Arpa e con la spada" promosso
dalla Comunità Militante Tiburtina, espressione di Rinascita Nazionale,
svoltosi presso il Convento S.Maria Nuova a San Gregorio da Sassale a Roma, dal
4 al 7 gennaio 2001. Argomento relazionato dal prelato "conoscere la
massoneria".
Un legame tra lega Nord e
nazional popolari le cui ragioni sono spiegate da Borghezio in riferimento ai
promotori di Giovane Padania:" un'associazione composta dai patrioti
padani e da coloro che sono portatori di quell'ampio sentimento identitario… di
chi ama la libertà della padania e dei popoli europei.."
ROCK
AGAINST COMUNISM
Ai giovani spetta il peso
principale di una società che progressivamente rende precaria ogni prospettiva
di coesione culturale e soddisfazione materiale.
Nell’Europa dei banchieri
cresce l’onda lunga di un sistema che produce malessere: quello delle periferie
umane e geografiche lasciate ai margini del processo di globalizzazione dei
mercati.
Talvolta le risposte giungono
violente, animalesche: la difesa della razza, della minacciata identità, l’odio
per tutte le diversità, il disprezzo per ogni forma di uguaglianza.
Per i disoccupati, i privi di
adeguata speranza, per i proletari privati di ogni coscienza critica, il
messaggio assoluto, di sicurezza, di ordine, di riconoscimento sociale
antropologico è semplice e diretto: la comunità primordiale fondata su terra,
razza e sangue. Se alla rabbia irrazionale dei giovani aggiungiamo la sapiente
opera di infaticabili mestatori di nostalgie ariane, antisemite, xenofobe,
omofobe, anticomuniste... il miscuglio esplosivo è pronto. Ma quali sono i
valori e i linguaggi di questa "antieuropa" giovanissima e nera?
Negli anni 70 nasce in Gran
Bretagna il White Power Rock,
emanazione di estrema destra del punk; nel 1982 su iniziativa dello Young
National Front e di una rock band di estrema destra, gli Skrewdriver,
nasce l’organizzazione Rock against comunism che si occupa di
organizzare concerti e di produrre un mensile di nazi-rock, Blood and Honour.
Oggi questo tipo di musica
gode di ottima salute.
Per farsi un’idea, basta
leggere i testi di band dai nomi esplicativi come i tedeschi Endstufe
("Soluzione finale", in chiaro riferimento all’Olocausto), gli
svedesi Division S (nome della divisione Waffen-SS formata da volontari
svedesi), gli spagnoli Zyclon B (nome di uno dei gas utilizzati dai
nazisti nei campi di sterminio) o gli inglesi No Remorse, che hanno
pensato bene di intitolare un proprio cd Barbecue in Rostock, in riferimento ai
roghi di ostelli dell’agosto ‘92. Gli Endsieg (Vittoria finale) cantano
nel pezzo Kanaken (straniero in senso dispregiativo): "Consumano aglio
e vengono in Germania/sanno solo sporcare/bisogna ammazzarli, semplicemente
ucciderli/chiudeteli in prigione/portateli nei campi di contramento/basta che
se ne vadano/uccidete i loro figli, violentate le loro donnne/sterminate la
razza/se nel tuo giardino c’è una grande quercia/allora voglio che un turco
penzoli da un suo ramo/se ne vedi uno nella metropolitana spingi 17 volte la
tua lama/ se lo incontri con una donna tedesca/ricorda che sta profanando la
tua razza".
Il panorama europeo è
vastissimo, ricordiamo gli spagnoli 14 Palabras e gli Estirpe Imperial; i
scandinavi Pluton Svea, prodotti dalle edizioni Midgard; gli inglesi Condamned
84; gli svedesi Ultima Thule; gli sloveni Leibach. Tralasciamo altri
continenti, dove il fenomeno non è meno diffuso, anzi.
Limitiamoci a ricordare che
quasi tutto il materiale diffuso in Europa: cd, filmati, magliette, bandiere e
molto altro, viene prodotto in Canada a Toronto.
La produzione nazi-rock
diventa, quindi, un business sempre più invitante, tanto da attrarre le
attenzioni più o meno consapevoli di piccole e grandi strutture commerciali e
da far affluire notevoli flussi di finanziamento ai gruppi politici che ne
controllano le leve: nel 1996 si è scoperto che Barbecue in Rostock, il
repellente cd dei No
Remorse, è stato prodotto
dalla gallese Nimbus Manifacturing UK, una delle più importanti case di
produzione a livello internazionale.
In Italia tra il maggio e il settembre del 1993,
la Tuono Records di Vicenza produce il primo cd delle due più importanti
band neonaziste degli anni novanta: Peggior Amico e A.D.L.122.
Dopo l’Operazione Runa (il
nome dato dalla polizia all’operazione con cui sono stati messi fuori legge i
gruppi del network di Base Autonoma, nata nel’91) riprende l’attività
editoriale, con la fanzine milanese "Assalto sonoro", a cui
seguono la veronese "Groarrr" e altre. All’attività della Tuono
Records si aggiungono poi, a partire dal 1995, altre tre case discografiche: la
Barracuda Rec., la milanese Assalto Sonoro Records e la romana Rupe
Tarpea Production (RTP).
La RTP è parte di un
"progetto metapolitico" più vasto e articolato, quello della Cooperativa
Perimetro: "Associazione indipendente da qualsiasi partito che
opera nel settore dello studio della progettazione, della produzione e della
diffusione di materiali audio, video, grafici di ispirazione
nazional-rivoluzionaria".
La RTP produce gruppi dei
generi più svariati, dalla musica celtica al rock più estremo.
Ma i gruppi proliferano in
tutto il paese, ricordiamo tra gli altri: i Dente di Lupo, Blok11,
ZetaZeroAlfa, Delenda Carthago, Imperium, i sardi Razza Fuorilegge, il
cantautore milanese Federico G., i Legittima Offesa, Antica Tradizione, i 270
bis, gli Hobbit, Ultima Ratio, Legion Of St.George, Last Resort, Ultimo Stadio,
Injustice Side, i veronesi Gesta Bellica, i Malnatt, i Fraktion, Fronte 82,
Tabula Rasa, Faustrecht...... gruppi che si esibiscono in concerti e producono
CD, materiali sonori, video e gadget.
A sostenerli la rete delle
organizzazioni politiche neonaziste e numerose riviste internet e cartacee, tra
queste spiccano per il messaggio apertamente nazista Offensiva, Fuorilegge,
Usginewslettar.
Ma anche nelle riviste più
accorte come Area, del circuito di AN, si leggono la pubblicità di gruppi
musicali dell’area nazi-rock. Le vicende musicali seguono da vicino quelle
politiche.
Mentre Forza Nuova, Rinascita
Nazionale, gli Skinheads, ma anche la destra sociale costituzionalizzata,
declamano le virtù politiche del boia fascita rumeno Cordeanu, ecco che la
musica entra in campo.
Così succede che la rinata
organizzazione rumena Guardia di Ferro, sponsorizzi presso le case editrici
(rumene) Vaws ed Eis Und Licht, la realizzazione di un CD triplo in memoria e
onore del collaborazionista amico di Hitler Cordeanu , fondatore delle
famigerate "Guardie di Ferro", le camice verdi (ironia della sorte)
che collaborarono con le Waffen SS. Per l’occasione in rappresentanza dei
camerati italiani suonano anche gli italianissimi Camerata Mediolanum, Ain
Soph, Foresta di Ferro.
Nel florido panorama
nordestino le radici sono ben salde.
Dei gruppi precursori degli
anni 80, ricordiamo i trevigiani "Leggi Marziali" o
"Guerriglia Urbana", dai quali poi si formeranno i "Hope
& Glory"; oppure i veronesi "Rommel Skin" e
"Warsaw Pact", che concorreranno a formare i "Plastic
Surgey". Da queste esperienze nascono a Verona i più noti musicisti
degli ambienti del Veneto Fronte Skin, i Peggior Amico di Massimo
Bellini e Michel Monfa.
Figliocci di queste prime
esperienze gli attuali vicentini/veronesi Gesta Bellica e i trevigiani Front
82.
Spiccano per celebrità negli
ambienti neonazi, i padovani della Compagnia dell’Anello o ex Gruppo
Padovano di Protesta Nazionale: una formazione storica (come i padovani Clessidra
di Enzo Pastore) che dalla fine degli anni 70 ad oggi ha più volte cambiato
la formazione originale, partecipando a tutte le iniziative pubbliche più
significative della destra radicale fino ai giorni nostri.
La formazione storica
comprendeva: Roberto Meconcelli, Gigi Toso, Mario Bortoluzzi, FabioRagno e
Loris Lombroni. Di Gigi Toso famigerata è l’inedita canzone: Storia di
un SS.
Altro gruppo storico,
scioltosi nel 1995 sono gli ZPM di Verona, dove la P sta per il nome di
uno dei fondatori, tal Paolo Scaravelli, chitarrista e cantante (oggi
capogruppo AN in consiglio regionale del Veneto). E’ lui l’autore del brano,
inserito nell’album (cassetta?) "Una voce controvento",
titolato Jean, il cui testo la dice lunga sulle fondamenta ideologiche
di Scaravelli:
" Il 25 aprile
all’alba cominciava a Berlino dell’Europa l’ultimo respiro.
Un migliaio di giovani
attorno a un bunker
da tutta Europa venuti a
morire con te,
con te Jean,
venuto dalla Francia
con i tuoi vent’anni e la
speranza
di poter forgiare l’Europa
della libertà
con la certezza di morire
per la civiltà (..) Una croce di ferro sul petto,
il mitra stretto,
due rune d’argento sopra
l’elmetto,
era l’Europa che moriva con
te.
Sei morto a vent’anni tu,
Jean,
la notte del 30 d’aprile a
Berlino
con l’aquila e i gigli
della Charlemagne
ma era l’Europa che moriva
con te."
Inutile ricordare che l’Europa
di cui ha languida nostalgia Scaravelli si sarebbe chiamata Terzo Reich e che
gli eroi a cui fa riferimento combattevano fianco a fianco alle SS naziste.
Un vero e proprio cantautore è
invece il vicentino Dario Bressan, dal 93 al 94 con i Topi Neri , poi
dal 95 al 97 collabora con i Isola Bianca.
Nel 97 nascono invece i
veronesi Coprifuoco del circuito naziskin, così come i bolzanini Bozen
Onkelz che partecipano ai raduni concerti di Vicenza del Fronte Veneto
Skinhead
...
DA GETTARE
"Dei solitari, degli
irriducibili e dei liberi si riuniscono dunque, non come in un rifugio o nel
luogo di una fuga più o meno mistica, ma come in un posto di resistenza, di
combattimento e di realismo superiore. Più
che programmi o indirizzi,
Vie: espressioni varie dell'unica Tradizione, che nella pluralità delle
realizzazioni, tende non a formare, ma a riunire gli individui, non in
eguaglianza di credo, ma in eguaglianza di dignità" JULIUS EVOLA -
Con questo preambolo si
presenta l’Associazione Culturale
Limes una associazione nata a Milano nel
novembre del 1999 con l'intento di "valorizzare e diffondere,
in quest' epoca di
globalizzazione economica e di omologazione mentale, la cultura tradizionale e
comunitaristica , italiana ed europea."
Siamo nel filone nazional rivoluzionario, lo stesso in cui operano Rinascita
Nazionale, il Partito comunitarista, Sinergie Europee e la rivista Orion, i
gruppi legati al fascismo della RSI o dei Fasci d’azione di Evola.
Propongono un antimondialismo
di frontiera e l’allenza antagonista (ricordano quelle provocazioni chiamate il
nazimaoismo di Lotta di Popolo, ma anche le posizioni ideologiche di Terza
Posizione e del
Fronte Nazionale di Freda). Da
questa associazione che si dichiara "ne di destra ne di sinistra", ma
che propone le celebrazioni mussoliniane andando in gita a Predappio e promuove
conferenze sulle "radiose
giornate" della
Repubblica Sociale, apprendiamo l’elenco delle produzioni musicali del
neonazismo e dintorni. Non invitiamo nessuno a bruciare queste "opere
d’arte", ma almeno ad evitare la remotissima
possibilità di acquisti
incauti. Si sa, i nomi stranieri spesso ingannano....
(la sigla RAC che compare
in coda a molte produzioni si riferisce a: Rock Against Communism , il rock
contro il comunismo)
270 BIS - Incantesimi d'amore
7 MUELLES - No te cortes!
ADAM & OLAF progetto di
ballads di Adam dei Konkwista
AGARTHA - Also spracht
Zarathustra
ANTICA TRADIZIONE - Antica
tradizione
ANTICA TRADIZIONE - L'eternità
del Mito
ARGOSLENT - Galloping through
the battle ruins (Black metal)
ATTACCO FRONTALE -
Leibstandarte
AUFMARSCH, Kinderschänder
AUFWIND, Feste...
AURORA: "Demo ‘98"
esordio su cassetta per i romani £ 10.000 BAGADOU STOURM "Penn ar
bed" Oi bretone
GREGORIO BARDINI
"Arx" lavoro solista dell’ex di Terre Di Mezzo GREGORIO BARDINI
"The cosmic Milk"
lavoro sperimentale
BARKING DOGS - Dein Tag
BATALLON DE CASTIGO - Desperta Fierro (heavy metal)
BATALLON MENTORZY RAC polacco
BATTLE CRY
BEFORE GOD - Wolves amongst the sheep (black metal)
BEST DEFENSE "Six guns justice"
BLOCK 11 - Here we are
BLEU BLANC ROCK compilazione francese
BOUND FOR GLORY "Over The Top"
BOUND FOR GLORY - Never again
BOUND FOR GLORY - Requiem
BOUND FOR GLORY - Warriors Call!
BRAWLERS - Enemies of the State
BRESSAN D. - Spirito libero
BROADSWORD - God of thunder
BRUTAL ATTACK - Keeping the dream alive
BRUTAL COMBAT - Lost and Found
BULDOK - Blood and soil!.
BUNKER
84 - Notre combat
CARPE
DIEM - Frei Geboren
CARRE'
LADICH MARCHALL - Science et violence
CELTIC WARRIOR - Invader
CELTIC WARRIOR/BRITISH STANDARD - Celtic connections
CELTIC WARRIOR "The Legend Lives On"
CRUSADE
CELTICA - Celtica
COMPAGNIA DELL'ANELLO - Terra
di Thule/In rotta per Bisanzio
COMPAGNIA DELL'ANELLO/AMICI
DEL VENTO-Concerto del ventennale
COSTANTINESCU - In alto i cuori
DAY OF THE SWORD "Hail victory" RAC americano
DDT "Dodicesima
Disposizione Transitoria" esordio da Milano
DEAD FUTURE - I Nationens
tjanst" …dalla Svezia
DECADENCE CULTURE - Occidente
DEGRELLE L. - Discorsi (in
lingua originale)
DIE
MOITE - Hier Kommt die moite
DIVISION 250 - Revuelta
DIVISION 250 - Imperium
EKSPANSJA RAC polacco
ENDUPDEAD - …and the hell… Finlandia, metal simile ai Buldok
ESTIRPE IMPERIAL - Himnos de Gloria
EXCALIBUR - Auri Sacra Fames 2° CD
EXCALIBUR - Thurisaz 3° CD metal estremo
FAUSTRECHT - Blut schweiss und tranen
FAUSTRECHT
- Sozialismus oder tod
FIST
OF STEEL -
FORTRESS - Into legend
FORTRESS - Fires of our Rage
FRACTION
HEXAGONE : "Rejoins nos Rangs"
FRACTION
- Son d’Histoire
FRANK
RENNICKE - Anderer Lieder
FRANK
RENNICKE - Trotz alledem
FRANK
RENNICKE - Der Vater Land
FREYA
- Filles de Freya
FRONT TOWARDS ENEMY - Io non
ci sto
GERMANIA Winter forever"
dalla Svezia
GESTA BELLICA - Usque ad
inferos
GESTA BELLICA - Iterum Rudit
Leo
HOBBIT - Viaggio al termine
della notte
IDEE Z - Nicht mit uns
ILE DE FRANCE Franc Parler
gruppo francese
IL SENTIERO DEL RICORDO - Con
il flauto e con l’ariete
IN MEMORIAM - Paris-Belgrad
IN MEMORIAM - Entre Terre et
Lumiere RIF francese
IN MEMORIAM "demo
1997"
INTIMIDATION ONE
INTOLLERANZA - Tutti
all'inferno
JANUS - Al Maestrale
JUNKER - Reati di cuore
KEN MAC LELLAN + STIGGER - They died with pride
KILLER BOOTS - William Wallace Gruppo bretone,
KLANG CARL - Extremist! Country-folk
KREUZFEUER - Zurück...
LEDUNG - Loyalty
LEGITTIMA OFFESA - Giorno per giorno
LONDINIUM SPQR - Fare Quadrato
MALABESTIA - Cent'anni da
leone
MIDGARD - Pro Patria 2
MARCONI G. - In viaggio
MARZI F. - Alzo zero
MIGHT OF RAGE - When the storms comes down
MINNESANG
- Jungsturm der neu Zeit RAC tedesco
MORSELLO M. - Massimino
MORSELLO M. - Punto di non
ritorno
MORSELLO M. - La direzione del
vento
MUNIN
- Vergiss die treuen Totennicht RAC tedesco
NARA: "Armia Boga"
nuovo gruppo polacco tra il RAC
NO ALIBI-Back for blood and soil
NORSKE LEGION RAC norvegese
NUOVO CANTO POPOLARE - La
Nostra Alba
OVALTINEES - Faith Folk and
Family
ROCKAFORTE - Ricordo di un
guerriero
RETALIATOR - Order of Chaos
SCHLACHTHAUS - Land der Berge Patriotic ballads
SECTION 5 - They think it is all over…
SENFHEADS - Grusse haus der Heimat
SKULLHEAD - Cry of pain
SOTTO FASCIA SEMPLICE -
Gambadilegno
SOTTO FASCIA SEMPLICE - Perseo
SOTTO FASCIA SEMPLICE -
Crociato
STAATFEIND - Widerstand RAC
tedesco …
STONEHAMMER nuovo gruppo di
Griffin dal Canada
STORM/SPREEGESCHWADER - European Guard
STORM - Is It Too Late
STORM - For Blood & Honour
STORMBRINGER - Hammer of the Gods (Paul Burnley)
STURM
UND DRANG german RAC
STURM
UND DRANG (S.U.D.) - Ende der Tage
SUDSTURM - Weisses Batallion
SUD-XT - I vostri abusi
SUROWA GENERACJA RAC polacco
SVITJOD - Resist
SYMPHONY OF SORROW - Paradise Lost
TERRE DI MEZZO Nuovamente
disponibile
TRISKELON - Vrede...
UNIT
LOST - dalla Svezia
VAE
VICTIS - Quand les vent tournent RIF francese
VAE
VICTIS Horse-la-loi
VAE
VICTIS - Vae Victis
VEIT
- Das ist noch nicht das ende Patriotic ballads
VENGEANCE "Forward into war"
VINLAND WARRIORS - Free your Spirit
WOLFSRUNDEL - Nationaler Widerstand dalla Germania
YOUTH DEFENSE LEAGUE - American History RAC americano
ZETAPIEMME - Boia chi molla
ZETAZEROALFA - La dittatura
del sorriso
La destra
radicale, neofascista e neonazista, sta ritrovando e ritagliandosi oggi un
proprio spazio. Dopo anni assistiamo infatti allo sviluppo di significativi
processi riaggregativi dentro l’onda lunga dei fenomeni più generali di
sviluppo e crescita elettorale della estrema destra populista e xenofoba, in
corso in tutta Europa. La stessa contingenza attuale, con la ripresa di
attivismo da parte di gruppi che si richiamano apertamente al fascismo e al
nazismo, ha avuto una lunga incubazione.
Il contesto è quello della progressiva messa in crisi di consolidati principi
di eguaglianza, delle culture favorevoli alla solidarietà e all’integrazione,
della delegittimazione ( che ha investito tutta Europa ), degli organismi
elettivi e rappresentativi, a partire dal Parlamento, dei partiti e delle
istituzioni nel loro complesso. In alternativa sono stati rilanciati e sono
andati via via affermandosi richiami sempre più insistiti a valori morali di
tipo tradizionale, all’ "autorità", all’insofferenza verso tutte le
diversità culturali e "razziali".
Sotto questo profilo l’intero arco della estrema destra europea ( dal
"Front National" francese al partito austriaco di Haider, dai
Republikaner tedeschi per finire alla Lega Nord ) , è certamente un prodotto,
non fortuito, sul piano culturale e politico, del processo in corso di profondo
e strutturale rivolgimento delle stesse società nel nostro continente.
L’ estrema destra populista e xenofoba europea non rappresenta in conclusione
un puro e semplice richiamo al passato e nemmeno il frutto avvelenato di una
contingente crisi economica, ma ben più concretamente uno dei risultati della
attuale modernizzazione capitalistica.
La stessa composizione sociale dei militanti e degli elettori di queste
formazioni tende ad essere rappresentativa dei fenomeni conseguenti di
sradicamento, di perdita di senso e ruolo, di frustrazione e disagio di ampi
strati sociali. Non casualmente una quota assai significativa che è alla base
dei successi elettorali, nei diversi paesi, dei partiti dell’estrema destra
europea proviene dagli abitanti delle periferie, dai piccoli commercianti e
dagli artigiani, dagli operai e dai lavoratori precari.
La crisi ed il progressivo venir meno di un ruolo storico da parte dei
sindacati e dei partiti di sinistra ha fortemente contribuito a determinare un
vuoto di rappresentanza che in parte tende oggi ad essere riempito proprio
dalle formazioni della destra estrema.
E’ in questo contesto che va collocata e studiata la ripresa dei fenomeni
specificatamente neofascisti e neonazisti.
IL RETROTERRA CULTURALE DELLA DESTRA NEOFASCISTA E NEONAZISTA
Il neofascismo in Italia si è sempre contraddistinto per una grande
eterogeneità di linee e orientamenti, oltre che per un’amplissima varietà di
gruppi, sigle ed organizzazioni.
Il MSI, in questo quadro, fino alla sua trasformazione in Alleanza Nazionale,
ha storicamente svolto un ruolo di riferimento obbligato e per certi versi di
"contenitore" di gran parte di questa realtà magmatica. Non è un caso
che, a partire dal dopoguerra, al suo interno abbiano convissuto, si siano
combattute, trovando comunque un proprio spazio, tutte le più diverse articolazioni
del neofascismo e del neonazismo italiano , producendo un groviglio di
posizioni su un arco molto esteso di temi ed argomenti.
Si sono così ritrovati , nello stesso ambito, monarchici e repubblicani, i
"socializzatori" della "Carta di Verona" e gli strenui
difensori della proprietà privata, i corporativi e gli anticorporativi, i
cattolici osservanti, i tradizionalisti, i lefreviani, gli anticlericali e i
neopagani, le posizioni antiamericane e quelle filo-atlantiche, gli ammiratori
di Isreale ed i filo-arabi.
La destra radicale di oggi è figlia di questo passato. Credo sia utile, prima
ancora di analizzare le principali organizzazioni politiche, individuare il
cemento, rappresentato dal retroterra culturale, che ha tenuto insieme ed ancor
oggi accomuna questo mondo.
Va subito detto che la chiave utile per accedere alla comprensione di questo
particolare universo non va ricercata in categorie razionali di interpretazione
della realtà e della storia. Quello della destra neofascista e neonazista è un
mondo in cui si sono riversate componenti irrazionalistiche di vario tipo :
neoromantiche, nichiliste, decadenti . E’ una realtà anche per questo popolata
di miti e simboli che tendono a prevalere come fattore unificante rispetto
l’analisi e le posizioni politiche.
In questo quadro Julius Evola ha indubbiamente e storicamente rappresentato la
figura intellettuale di gran lunga più importante della destra radicale in
questo secondo dopoguerra. Le sue opere ed il quadro concettuale delineato
rimangono ancora oggi il riferimento ed il campo di confronto principale per
tutte le espressioni del neofascismo e del neonazismo italiano.
Ad Evola si deve infatti una rielaborazione da destra, e per molti versi
originale, del rifiuto della civiltà borghese e della
"massificazione" della vita , la critica all’
"appiattimento" e alla "volgarità" indotte dal dominio
della merce e del denaro. Una critica il cui sbocco porta direttamente ad una
concezione regressiva della storia, la cui ruota si vorrebbe fare girare indietro,
riproponendo come modelli "mitiche " società del passato, da Sparta
alla Roma arcaica al Sacro Romano Impero.
Punto di partenza in Evola è la "svalutazione " del mondo moderno ,
visto come il prodotto di una decadenza e di una corruzione secolari. La
civiltà occidentale è alla fine del suo ciclo, dice Evola, si tratta ora di
affrettarne la disgregazione.
L’approdo in realtà è una sorta di moderno "capitalismo-feudale"
incardinato in società di tipo schiavistico. Le masse non sono, ovviamente, in
questa visione, che gregge informe, esseri estranei alla storia e alla natura
dei veri uomini. Ad Evola dobbiamo anche, in questa cornice, la rielaborazione
di una concezione "razzista" non unicamente basata su fattori
"biologici" ma derivante anche dalla "superiorità
spirituale".
Il rifiuto del sistema democratico è quindi il primo elemento comune a tutte le
espressioni storiche del neofascismo. Un rifiuto che si sostanzia
nell’opposizione al parlamentarismo, in un disprezzo assoluto per le masse, la
partecipazione e la democrazia. La radice sta dunque in un rigetto del mondo
moderno, della civiltà borghese e in un rifiuto nominale del capitalismo. Di
qui, da un lato, la costante di una posizione esistenziale per il cosiddetto
"uomo differenziato", distaccata ed aristocratica; dall’altro,
specularmente, il mito del "guerriero", del "soldato-
politico" e del "legionario" che posto a confronto con la crisi
irrimediabile della società contemporanea non si limita a praticare un proprio
distacco ma "dichiara guerra" come un dovere supremo da cui non
attendersi alcun tornaconto, un utile, neanche forse la conquista del potere.
L’"atto eroico" e "guerriero" diviene allora valore in sé e
per sé, per chi principalmente lo compie.
Una concezione che tanta parte ha avuto nel fornire, da sempre, una motivazione
ideologica al terrorismo nero in Italia, dal primo dopoguerra fino alla seconda
metà degli anni ’70 .
In questo contesto va anche situata l’esaltazione degli "Ordini" ,
organismi composti da esseri "superiori", accomunati dalla fedeltà ai
"principi". Prototipi di questi modelli sono per Evola gli antici
ordini monastico-cavallereschi come i templari, le SS naziste, la "Guardia
di Ferro" rumena , la "Falange" spagnola.
Al rifiuto della storia nel neofascismo si accompagna dunque il rifiuto della
razionalità e la sostituzione di tutto ciò con il richiamo ai "miti".
Quelli di società scomparse ed inghiottite da un "ciclo avverso"
della storia, come dell’ "eroismo", del "destino" e dell’
"onore" individuale , avvolgendo così la destra radicale anche in
suggestioni di tipo "magico" ed "esoterico".
Questo è l’impasto per così dire culturale che ha connotato e distinto la
destra radicale italiana, l’ ha spinta verso una critica della stessa
esperienza fascista e le ha fatto progressivamente assumere il nazismo come
vero riferimento. Questa la matrice che ha fatto da supporto, negli anni ’60 e
’70, alla pratica della violenza e del terrorismo stragista praticato nel
nostro paese. Questo è ancora oggi il terreno di coltura, il perimetro
concettuale di riferimento di tutte le principali formazioni della destra
radicale in campo, che spiega e da , tra l’altro, anche un senso interpretativo
alle recenti manifestazioni "anti-mondialiste" e contro la
"globalizzazione", come la contestazione a Cernobbio del convegno
degli indutriali o la presenza a Praga contro il summit del Fondo Monetario
Internazionale.
Ma è sul terreno delle spinte xenofobe ed etnonazionalistiche, delle spinte a
ridisegnare su presunte basi etniche i confini degli Stati europei e a
rifiutare la società multirazziale, che si sostanzia un fondamentale punto di
incontro tra destra radicale neonazista ed estrema destra, sia a livello
europeo che in Italia. I concetti della difesa del "suolo" e del
"sangue", minacciati dall’ "invasione extracomunitaria",
della tutela della propria "comunità" , della propria cultura,
tradizioni e religione, viste come aggredite dall’integrazione economica e
dalla globalizzazione, hanno nel corso di questi anni non solo prodotto un
armamentario di parole d’ordine che hanno travalicato gli stessi confini della
destra radicale ( si pensi all’ uso del termine "mondialismo" ), ma
anche realizzato convergenze pericolose sul piano dell’iniziativa politica.
Qui molti i punti di incontro, in particolare con la Lega Nord e con Alleanza
Nazionale, con i settori integralisti cattolici, ma complessivamente con
l’insieme delle destre.
Davvero lungo risulterebbe dar conto dell’elenco degli episodi che hanno visto
manifestarsi alleanze esplicite.
Per limitarci al recentissimo passato: la raccolta in comune delle firme per il
referendum leghista contro la legge Turco-Napolitano sull’immigrazione;
l’opposizione all’accoglimento dei profughi e dei rifugiati politici; le
campagne contro i nomadi, contro il Gay-Pride, l’aborto ed in difesa della
natalità; le proteste per la costruzione di luoghi di culto di religioni
diverse da quella cristiana.
Ed è nelle iniziative a difesa della cosiddetta "cristianità" che
ultimamente si cerca di forzare da parte di alcune fra le principali formazioni
della destra radicale.
DAL "POLO NERO" A "FORZA NUOVA".
IL PROBLEMA DEGLI SBOCCHI ELETTORALI.
Nel campo della destra neofascista e neonazista italiana è oggi in corso una
battaglia per l’egemonia, oltre che per uno sbocco elettorale.
Ad un "polo nero", da un lato, in via di costituzione, che potrebbe
rapidamente portare ad una convergenza, almeno sul piano elettorale, fra il
MSI-Fiamma Tricolore di Pino Rauti ed il Fronte Nazionale di Adriano Tilgher,
si accompagnano, dall’altro lato , più fenomeni riaggregativi: E’ il caso del
Movimento Sociale Europeo di Roberto Bigliardo che attraverso "Rinascita
Nazionale" ( il secondo quotidiano dopo "Linea" dell’area della
destra radicale), sta cercando di riaccorpare una serie di realtà oggi sparse.
Ma soprattutto è il caso di Forza Nuova, l’organizzazione più recente nel
panorama che stiamo considerando.
Non è certo questa la sede per un’analisi approfondita di questa formazione
politica. Qui vanno però colte alcune caratteristiche di un’ organizzazione che
dispone di un forte flusso di entrate finanziarie, dovuto ad una rete assai
vasta di investimenti e di imprese gestite direttamente dai suoi fondatori, già
dirigenti del gruppo eversivo di Terza Posizione, sottrattisi nel 1980 alla
giustizia italiana fuggendo all’estero.
Forza Nuova sta diffondendosi sul territorio nazionale: apre sedi in molte
regioni e sviluppa un forte attivismo, raccogliendo anche come forza d’ urto
tutti i diversi spezzoni rimasti dell’arcipelago skin-heads ( da Milano a Roma,
al Veneto ). Oltre a ciò si sta ponendo come perno per lo sviluppo delle
diverse reti internazionali neonaziste, alcune delle quali, come
"Hammerskins", già intercettate dall’ iniziativa della Magistratura
italiana.
In particolare Forza Nuova cerca:
- di connotarsi in modo esplicito come un soggetto fortemente
"nazionalista" postosi in campo a difesa della "cristianità
minacciata". Per questa via punta a conquistarsi uno spazio di
credibilità, in particolare attraverso campagne volte a recuperare i temi del
tradizionalismo cattolico più reazionario. Forza Nuova in questo senso tende
anche a piegare al proprio scopo la classica simbologia neonazista, come la
croce celtica, trasformandola nella "croce di Costantino", così come
si dice nella leggenda, la vide l’imperatore alla vigilia della battaglia di
ponte Milvio;
- di praticare contatti ed alleanze con una certa duttilità politica
(dall’inserimento di propri candidati nella Lista Cito alle scorse europee,
alla disponibilità di votare i rappresentanti del Polo nei turni di ballottaggio
in alcune elezioni comunali, alla partecipazione del suo segretario nazionale
Roberto Fiore a Rimini al meeting di "Comunione e Liberazione" );
- di inserirsi, confortata da alcuni risultati per le proprie liste ( davvero
sorprendenti in più di un Comune ), nella crisi del MSI - Fiamma Tricolore (
travagliato da ripetute scissioni ) e costruire un autonomo insediamento
elettorale. Già oggi in alcune regioni del nord, come nel Veneto, Forza Nuova è
l’ organizzazione della destra radicale più forte e presente.
Difficile dire ad oggi quali potranno essere i risultati. Gli elementi di
pericolosità sono comunque evidenti, soprattutto pericolosa è la convinzione di
poter disporre di uno spazio, dialogando ed entrando in sintonia con gli umori
popolari più negativi che oggi le destre riescono a sollevare ed interpretare.
Ma è complessivamente l’insieme della destra radicale che sta maturando questa
consapevolezza. E se elettoralmente è chiusa in una modesta dimensione ( fra
l’1 ed il 2 per cento a livello nazionale ) e cerca uno "sbocco",
anche in funzione di una propria presenza parlamentare ( offrendo i propri
voti, così come ripetutamente ha fatto Rauti per alleanze ora con il Polo ora
con Di Pietro ), lo spazio d’azione è invece ben più ampio.
Questo spazio corre con l’evoluzione delle destre. Il punto vero è che siamo di
fronte ad una generale deriva, dentro la Lega e Alleanza Nazionale ,
soprattutto nella direzione dell’assunzione di posizioni sempre più
accentuatamente razziste e xenofobe.
TRA PASSATO E PRESENTE.
Vorrei chiudere questo intervento con un richiamo alla storia della destra
eversiva. Molti personaggi che oggi popolano e dirigono l’attuale destra
radicale ( da Pino Rauti a Paolo Signorelli, da Adriano Tilgher a Roberto Fiore
) hanno, infatti, un passato rilevante nella storia del terrorismo nero, della
politica golpista e stragista attuata nei primi anni ’70 in Italia.
Ciò accade proprio in un momento in cui si è improvvisamente e finalmente
riaperta nel nostro paese la possibilità di giungere ad una conclusione
giudiziaria riguardo alcune stragi: da Piazza Fontana alla strage di Via
Fatebenefratelli davanti la Questura di Milano, avvenuta nel 1973, a Piazza
della Loggia.
Questa nuova stagione di indagini e processi è fortemente temuta dalla destra
per le sue implicazioni storiche e soprattutto politiche, tanto più
all’avvicinarsi delle elezioni. Non è un caso che molto insistiti siano stati i
tentativi, in questi mesi, di delegittimazione della stessa Commissione Stragi.
La destra si sta preparando, per queste ragioni, ad un’offensiva pesante, tra
l’altro cercando di riaccreditare fantomatiche piste anarchiche o di attribuire
un ruolo nelle stragi ai servizi segreti dell’Est e di Israele.
Dalle inchieste in corso, ma soprattutto sia dalla sentenza di primo grado
(davvero storica ) relativa alla strage alla Questura di Milano. che dal
dibattimento in corso nel processo sulla strage di Piazza Fontana, emergono
alcuni elementi che ripropongono in una determinata prospettiva
l’interpretazione storica e politica della " strategia della
tensione":
- "Ordine Nuovo", l‘organizzazione fondata da Pino Rauti, ( per la
Magistratura esecutrice materiale di queste stragi ), è stata sì una formazione
neonazista, ma al contempo anche una creatura concepita all’interno di apparati
statali, la cui evoluzione è stata accompagnata, finanziata e diretta dai
servizi segreti italiani e statunitensi. Non un solo esponente di rilievo di
questo gruppo nel Triveneto è risultato infatti essere stato estraneo ad un
legame o da un rapporto di dipendenza, anche finanziario, da questi servizi .
Negli atti processuali compare il lungo elenco dei nomi in codice utilizzato
dai servizi segreti italiani per identificare i propri uomini all’interno di
"Ordine Nuovo", lo stesso vale per i servizi americani.
- L’intreccio tra "Ordine Nuovo" e settori degli apparati dello Stato
si è sviluppato in modo particolare nel Veneto, autentico laboratorio della
"strategia della tensione", in un’area ad alta densità di strutture e
basi militari italiane e della NATO, a ridosso del confine con l’Est, dove nel
dopoguerra sono state reclutate in funzione anticomunista intere parti delle
reti e del personale di sicurezza della passata Repubblica Sociale di Salò. Non
a caso la maggior parte degli attuali imputati in questi processi è rimasta a
lungo nell’ombra, protetta da una "rete" anticomunista di carattere
nazionale ed internazionale.
- Il MSI ha svolto, senza l’ombra di alcun dubbio, un ruolo importante di
"casa comune" dei principali gruppi eversivi. Un ruolo di copertura e
di protezione. Ha accolto "Ordine Nuovo" al proprio interno, prima
della strage di piazza Fontana, così il gruppo "La Fenice" di Milano,
responsabile del fallito attentato al treno Torino-Roma del 1973.
- Il compito della NATO non è stato solo di ispirazione politica, ma
-( attraverso le sue basi ) , direttamente di supporto logistico ed
organizzativo ai gruppi fascisti .
- La "strategia della tensione", in conclusione, è stata in realtà
una strategia politica il cui motore va ricercato sia all’interno dei vertici
di delicatissimi apparati dello stato ( Servizi Segreti, Arma dei Carabinieri,
Stato Maggiore della Difesa ) che in un ampio arco istituzionale e politico,
reazionario e golpista, formatosi in quegli anni e supportato dagli Stati
Uniti. Dai processi in corso emerge nella sostanza, come dato storico ed
inquietante, la consapevole scelta di discesa nell’ "illegalità"
operata da una parte decisiva dello Stato.
Tutto ciò ci dice non solo della storia dello Stato italiano, della sua
formazione nel secondo dopoguerra, ma anche della natura della nostra borghesia
e della sua disponibilità a porsi su un terreno eversivo.
Pur in tutt’altro contesto, a fronte dell’ insorgenza della estrema destra in
tutte le sue varianti, è certamente un fatto da non ignorare per ragioni di
memoria storica, ma ancor di più di analisi e battaglia politica.
Forza Nuova: l'unica
opposizione
La visibilità recente di un movimento
politico neofascista come Forza Nuova (FN) dipende, da quello che si dice negli
ambienti dell'estrema destra, dall'attuale grave crisi del Movimento Sociale -
Fiamma Tricolore (MS-FT). Il partito di Rauti pare stia perdendo pezzi della
sua organizzazione (intere sezioni e i suoi militanti più giovani ) verso FN,
mentre i suoi militanti più anziani vedono nel Fronte Nazionale di Adriano
Tilgher un'alternativa allo sbracamento del MS-FT.
Il Fronte Nazionale nasce nel 1997, dopo un'assemblea al cinema Capranica di
Roma, con l'intento di sviluppare in Italia un partito simile a quello di Le
Pen in Francia. Presidente del Fronte Nazionale viene eletto Adriano Tilgher,
amico di Stefano Delle Chiaie fin dai tempi di Avanguardia Nazionale. Il
progetto di Tilgher è di ricostruire una destra anticapitalistica, superare la
distinzione tra destra e sinistra, oltre alla scontata battaglia contro
l'immigrazione, con la parola d'ordine "ognuno a casa sua". Insomma,
si parte da dove Rauti ha fallito, cercando di rimettere assieme i delusi di
Alleanza Nazionale.
Anche l'anno di fondazione di Forza Nuova è il 1997, ma già da tempo nelle
sezioni del MS-FT veniva distribuita la rivista Foglio di Lotta (pubblicata con
i soldi di Roberto Fiore, ancora latitante a Londra). Rauti, preoccupato dal
successo della coppia Fiore/Morsello, ne vieta però la diffusione e, allora,
viene presa la decisione che è giunto il momento di operare fuori dal partito.
La nuova formazione riesce a far breccia anche nelle fila della Lega Nord, dove
diversi militanti sono stanchi dei cambiamenti di umore di Bossi, delle strane
alleanze e delle dichiarazioni di intenti mai realizzate (come sulla secessione
e sull'immigrazione).
La paura del diverso, lo spauracchio dell'immigrazione, mischiate al
tradizionalismo cattolico più integralista, fanno breccia in settori non
marginali della popolazione e su questo ha creato le sue fortune la
"Tolleranza Zero" della destra istituzionale. Su questo sentiero
Forza Nuova intende spingere, radicalizzando certe posizioni, dichiarandosi
"l'unica opposizione".
Non è ancora giunto il momento di attaccare i centri di accoglienza come già
succede in Austria e in Germania, non c'è ancora la pratica regolare delle
aggressioni agli stranieri come in Francia o in Inghilterra, ma certe cose si
cominciano a vedere anche da noi. Le ronde padane di Borghezio vanno in quella
direzione ed anche alcuni episodi estemporanei avvenuti nella nostra città (le
ronde anti-barboni la notte del 27 giugno, dopo la vittoria della destra alle
elezioni comunali, le ronde dei ragazzotti della Fiamma Tricolore contro i
tossici) sono segnali che non vanno sottovalutati.
Certo, Forza Nuova ci ha tenuto, fin ad ora, a far apparire i suoi dirigenti in
giacca e cravatta, ha usato le competizioni elettorali per lanciare i suoi
messaggi di propaganda, ma la campagna di proselitismo per nuovi militanti si
rivolge ai naziskin, alle frange più violente del tifo, agli scontenti dei
partiti della destra istituzionale. Quindi è abbastanza facile immaginare
quello a cui mirano e al clima politico e sociale che, se potessero, vorrebbero
instaurare.
Sentite cosa dice in un'intervista a Repubblica (24 settembre 1999) Paolo
Caratossidis, studente di Scienze Politiche di Padova e dirigente di Forza
Nuova Studenti, nonché attivo allo stadio tra le fila della Juventude Crociata
Padova: "Lo stadio, le discoteche, le birrerie e anche i centri sociali
sono un bacino da sfruttare per la ricerca di voti e consensi… Se si fa
propaganda con i volantini, mille distribuiti tra gli spalti hanno più valore
che davanti a un supermercato con pochi soldi, uno striscione allo stadio ha
una visibilità nazionale". Per questo le bandiere con la croce celtica o
la svastica, oppure lo slogan razzista non sono elementi su cui soprassedere,
sono messaggi simbolici che vogliono ottenere precisi effetti.
La tattica di espansione di Forza Nuova si basa nell'occupare spazi dove non ci
sono "concorrenti". Per esempio, in alcune realtà studentesche dove
Comunione e Liberazione è assente, FN riesce a raccogliere consensi. La loro
filosofia è di cominciare a lavorare dove sono rimasti spazi di agibilità.
Ancora parole di Caratossidis: "Adesso le università sono libere dalla
presenza dei rossi, è giunto il momento di recuperare l'agibilità politica e il
consenso negli atenei italiani".
Altro esempio significativo, il convegno contro l'aborto, organizzato da Donne
in Azione (aderenti a FN), nella "Bergamo bianca", insieme
all'associazione irlandese Youth Defence, nel febbraio '99.
Il rimpatrio forzato degli immigrati non può non far breccia nell'elettorato
leghista più oltranzista delle regioni del Nord, così come l'abrogazione delle
leggi Scelba e Mancino sui movimenti fascisti e razzisti non può attirargli le
simpatie di tanti "camerati incazzati" che negli anni passati si
erano divertiti a darci dentro prendendosi denunce e condanne.
Sicuramente, FN ha raccolto molto tra coloro che animarono le diverse sigle dei
movimenti nazisti e skin sciolti dalla legge Mancino, non a caso molti leader
di allora sono esponenti di punta dell'attuale movimento (per esempio, Duilio
Canu che guidava Azione Skinheads, oggi è dirigente di FN di Milano).
Anche il vetero-fascismo più bieco trova spazio nelle parole di Maurizio
Boccacci, l'ex leader di Movimento Politico confluito in FN dopo il ritorno di
Morsello, che ha espresso solidarietà agli antisionisti, dopo l'attentato di
via Tasso e al cinema dove veniva proiettato il documentario su Eichmann.
Per quanto riguarda l'avventura elettorale, finora è stata abbastanza
deludente, anche se alle elezioni comunali dello scorso 16 aprile hanno avuto
un risultato sorprendente a Lodi e a Faenza (2%). Per il resto si viaggia su
una media che, a livello nazionale, non arriva allo O,5%. L'alleanza con la
Lega Meridionale di Cito alle ultime europee è stato un flop, ma in alcuni
piccoli centri ha ottenuto percentuali apprezzabili.
A livello di presenza sul territorio, Forza Nuova invece sta crescendo
rapidamente in tutta Italia: con i soldi di Fiore, sta aprendo sedi in tutte le
regioni.
Nei loro comunicati affermano che non passa giorno senza che un esponente di AN
aderisca al loro progetto o che una sezione del MS-FT passi sotto il loro
controllo. Le loro fonti parlano di duemila iscritti e circa 20 mila
simpatizzanti, ma probabilmente nelle realtà queste cifre vanno parecchio
ridimensionate.
In un rapporto di egemonia con gli altri movimenti della destra più estrema,
Forza Nuova intende ricoprire un ruolo che, per certi aspetti, si era già visto
con Terza Posizione alla fine degli anni Settanta. Quindi non va escluso che,
insieme a una destra ultra cattolica e bigotta (battaglia antiabortista, difesa
della famiglia, ritorno del Concordato tra Stato e Chiesa, Lotta alla Droga),
al razzismo sociale contro gli immigrati, all'ambientalismo purista di
Morsello, si possa aggiungere un'ala "dura e fisica" capace di farsi
rispettare dagli avversari politici.
Per quanto riguarda i rapporti con le altre organizzazioni di destra, Forza
Nuova accusa Tilgher del Fronte Nazionale di essere, insieme a Delle Chiaie, un
pericoloso agente dei servizi segreti e pagato per frenare l'azione del movimento
e di utilizzare la loro posizione per reprimere i concorrenti. Anche nei
confronti della Fiamma Tricolore i commenti non sono teneri: FN molto
concretamente sta facendo leva sulle attuali difficoltà del Movimento Sociale
per aprirsi un varco tra i suoi militanti. Infine Alleanza Nazionale: è
l'emblema del tradimento assoluto, può essere solo terreno di raccolta per
quella fetta di scontenti del partito di Fini.
Ma Stefano Delle Chiaie, fondatore negli anni Sessanta di Avanguardia
Nazionale, oggi leader del piccolo raggruppamento Lega Nazional Popolare, alle
accuse di FN non ci sta e, rimandandole al mittente, descrive Roberto Fiore e
Massimo Morsello come traditori della causa, pagati dai servizi segreti inglesi
e autori del furto alla cassa di Terza Posizione. Niente da dire, un
bell'ambientino!!!
Queste ultime beghe di bottega non ci convincono però al fatto che Forza Nuova
sia un fenomeno da prendere sottogamba. Dietro a questo rimbalzarsi di accuse,
alla corsa a definirsi più fascisti degli altri, ci sono progetti e pratiche
che se attecchiscono in un clima di xenofobia già abbastanza vasto, potrebbero
creare situazioni molto pericolose.
L'impero
economico dietro la croce celtica
L'idea di dar vita a Forza Nuova nasce da
due vecchie conoscenze dei gruppi fascisti italiani degli anni settanta:
Roberto Fiore e Massimo Morsello. Entrambi furono condannati nel 1985 per
associazione sovversiva nell'ambito dell'inchiesta sulla strage alla stazione
di Bologna del 2 agosto 1980.
Roberto Fiore, attuale segretario nazionale di Forza Nuova, si fa largo fin da
giovane nelle file della destra romana; nel 1977 è uno dei leader di Lotta
Studentesca. In seguito, sarà uno dei fondatori del gruppo Terza Posizione,
braccio politico dei NAR di Valerio Fioravanti che, invece, operavano a livello
clandestino: è da quel momento che iniziano i suoi contatti con altri gruppi
dell'estrema destra europea.
Massimo Morsello è, invece, l'artista della destra radicale . La sua attività
politica inizia nelle fila degli universitari missini del FUAN, poi confluisce
nei NAR del suo amico Valerio Fioravanti. Negli anni '70 partecipa ai Campi
Hobbit esibendosi come cantautore con il nome di Massimino.
Prima della condanna per l'inchiesta sulla strage del 2 agosto, Fiore e
Morsello, riescono a fuggire in Gran Bretagna: la loro sarà una latitanza
"protetta e dorata", capace di produrre molto dal punto di vista
economico-finanziario, che gli ha permesso di allacciare rapporti con il
National Front britannico e di costruire l'International Third Position (con
sede centrale a Londra ed emanazioni in tutta Europa).
Nonostante i capi d'imputazione provenienti dall'Italia e l'attività politica
non proprio "democratica" svolta nel Regno Unito, le autorità
britanniche, che avrebbero avuto tante ragioni per decretare l'espulsione dei
due fascisti latitanti italiani, non hanno mai fatto nulla e i due sono così
potuti rientrare da "liberi" nel nostro paese: Massimo Morsello, nel
marzo '99, per motivi di salute (all'areoporto di Roma ad attenderlo c'erano
Teodoro Bontempo e Francesco Storace); Roberto Fiore perché il reato è andato
in prescrizione.
Secondo il settimanale Avvenimenti (agosto 1998), la loro latitanza è stata
appoggiata dalle autorità britanniche perché, prima del loro arrivo a Londra,
furono reclutati come agenti del M16, il servizio segreto di sua maestà. Anche
due giornali inglesi, The Guardian e The Mail, hanno pubblicato, negli anni
scorsi, diversi articoli sui finanziamenti e sugli appoggi offerti alla coppia
Fiore/Morsello durante la lunga latitanza londinese.
In effetti, Fiore, quando scappò dall'Italia, aveva in tasca un bel gruzzolo
(diversi articoli hanno sostenuto che si trattasse della cassa di Terza
Posizione): con quei soldi e con le varie protezioni di cui godeva, ha potuto
dar vita a diverse società tra cui la ST. George Educational Trust (Ente per la
promozione degli insegnamenti della Chiesa Cattolica), la Easy London e la
Meeting Point.
Fiore e Morsello hanno usato la Meeting Point come vera cerniera di tutte le
loro attività che vanno dal turismo alla musica, dai convegni alla formazione
culturale, dal procacciare lavoro all'apertura di eservizi commerciali.
Forza Nuova si è sviluppata sul territorio italiano anche con attività di
copertura legate alle società di Roberto Fiore.
Per esempio, i negozi di abbigliamento skin britannico The Cross And The Circle
Point, aperti a Latina, Roma e Bologna. Quello di Bologna recentemente è stato
chiuso e, nei locali di Santa Maria Maggiore è spuntata dal nulla la sede
provinciale di Forza Nuova (inaugurata qualche settimana fa, alla presenza di
Fiore).
La Easy London ha, invece, una decina di sedi sparse nelle più importanti città
italiane (a Bologna è in piazza Rooswelt) e offre la possibilità di recarsi a
Londra per soggiorni di studio. La sua "vocazione nascosta" è venuta
alla luce nel dicembre 1998 per una una denuncia, pubblicata dal settimanale
Diario, di una ragazza che si era rivolta, per un soggiorno nella capitale
inglese, all'agenzia della Easy London di Roma. Una volta arrivata alla Meeting
Point di Londra, la ragazza aveva notato che sul muro dell'agenzia erano appese
bandiere con croci celtiche. Inoltre, si era resa conto che la Meeting Point,
attraverso diverse forme di comunicazione, tra le quali l'insegnamento e la
musica, promuoveva ideologie e programmi culturali di estrema destra.
La Meeting Point di Londra (Whitlock House, 2nd floor, 6 Earls Court Road
London, W6EA) offre possibilità di lavoro con paghe da fame (es. sguattero al
McDonald a 4 mila lire l'ora), ma fornisce anche i servizi d'ordine per i
concerti del White Power. I pestaggi di questi "gorilla" sono stati
riportati in alcuni articoli dei quotidiani londinesi, The Guardian e The Mail;
da quelle inchieste giornalistiche sono emersi anche dati impressionanti sulle
ricchezze accumulate da queste società, con le quali Fiore e Morsello hanno
potuto finanziare diverse attività in Europa, dai contributi agli Hammer-Skin
alla produzione editoriale, fino al villaggio abbandonato acquistato in Spagna.
Il villaggio si trova a 92 chilometri da Valencia, precisamente a Los
Pedriches. Lo scopo ufficioso è quello di costituire una cooperativa agricola e
una comunità terapeutica; fino ad ora però i vicini hanno visto robusti
ragazzoni che cantano inni nazisti e canzoni fasciste. I soldi per il villaggio
arrivano dalla Charity Shop, catena inglese di otto negozi, anche questi
gestiti da Fiore attraverso la St. George Educational Trus, che vendono
abbigliamento usato, oggettistica religiosa e da rigattiere.
Grazie ai rapporti tra Forza Nuova e il Front National di Le Pen, due
iniziative come quella del villaggio spagnolo sarebbero nate anche in Francia.
Su un'idea simile, in Italia, Forza Nuova ha attivato alcune "cooperative
corporative" agricole e una colonia per bambini poveri. Chi ha avuto la
sfortuna di finirci dentro ha scoperto sulla sua pelle cosa significa per
costoro modellare una nuova generazione ai "sani e sacri" valori
della razza italica.
Stefano, che si definisce un militante di
FN, sulla newsgroup it.politica.destra cerca di chiarire ad altri camerati cosa
sia la croce celtica: "E' la croce vista dall'imperatore Costantino alla
vigiglia della battaglia di Monte Milvio".
Lo contraddice un altro camerata: "Sì, ma ancora prima, nell'antichissima
tradizione nordica rappresentava la ruota del carro del Dio del sole".
E un altro ancora: "Cosa centra la Celtica con Forza Nuova? Il vostro
segretario tiene più al significato "cristiano-cattolico" della Celtica,
dal momento che, nel corso delle interviste rilasciate ai media ha parlato di
"croce di Cristo" e non di "croce del Dio Sole". Del resto,
siete un movimento catto-integralista che mira al ripristino del Concordato del
'29 - altro che Dio Sole!!!".
La rete
dell'estrema destra europea
Si chiama Euro-nat, è la rete europea dei gruppi della destra estrema e a cui,
oltre quelli italiani, aderiscono il Partito Nazionalista Slovacco, il Vlaas
Block belga, il Fronte Ellenico e Democracia Nacional (gli eredi della falange
spagnola). In questo circuito sono presenti anche il Movimento Pattriottico
Popolare Finlandese, il Partito della Grande Romania, il Partito Svedese
Democratico, Aliancia Nacional portoghese, il Deutsche Volksunion e il Partito
Nazionalista serbo.
Per consolidare questi contatti, nello scorso agosto, a Villa Umbra (Perugia),
la rivista Orion di cui è editore Maurizio Murelli (condannato per l'uccisione
del poliziotto Antonio Marino, avvenuta durante una manifestazione tenuta
dall'MSI a Milano nel 1973), con la sigla Sinergie Europee, ha organizzato un
convegno dal titolo innocuo, Università Estate, dove si sono dati appuntamento
diversi esponenti della destra radicale europea.
L'articolazione delle presenze dà le dimensioni del fenomeno, che non può
essere sottovalutato, sia per la capacità di mobilitazione che nei loro paesi
alcune di queste sigle hanno, sia perché il successo avuto da Haider in Austria
ha dimostrato che possono esistere, per queste frange neo-fasciste e
neo-naziste, prospettive diverse da quelle che le hanno viste fin ad ora
relegate al minoritarismo.
Non è una
forza "nuova"...
Marco Angelucci
"Nuova" si fa per dire, perché i
contenuti politici ed i simboli scelti non sono affatto nuovi.
Se ci fermiamo ai segni esterni e prendiamo, ad esempio, la croce celtica -
oltre ad essere un simbolo rituale della mitologia pre-cristiana - era, è e
rimane un simbolo nazista, scelto per rappresentare la comunità degli eletti,
ovvero della "razza superiore".
I simboli e gli emblemi non sono tutto, ma questo non è il caso di quella falce
e di quel martello rimasti penzolanti, in agonia all'ombra della Quercia, negli
ultimi anni di vita del PDS: in questo caso dietro alla facciata vive e pulsa
un vero e proprio universo di contenuti neo-nazisti.
Forza Nuova non rappresenta solo la destra "extraparlamentare" (anche
perché, grazie alla candidature alle regionali ha potuto beneficiare anch'essa
dei rimborsi elettorali), piuttosto cerca di incarnare - con precisi
riferimenti storici, atteggiamenti e preconcetti - il peggiore spirito
totalitario: peggiore senza eufemismi, poiché, a prescindere dall'uso della
repressione - carattere comune di tutti i totalitarismi, questi lo vorrebbero
fondato sui valori trascendenti della Famiglia, della Patria e di Dio.
E' infatti la campagna contro le "leggi abortiste" e per la
restaurazione della famiglia il primo "punto fermo" del loro
programma - scaricabile da Internet (www.forzanuova.org) -.
"Forza Nuova - si legge - protegge e tutela l'indissolubilità del
matrimonio, incentiva il lavoro della donna entro le mura domestiche,
privilegia e incoraggia le famiglie numerose". A questo deve aggiungersi
per coerenza anche il sesto "punto", in cui viene chiesto "il
ritorno in vigore del Concordato del 1929 con cui lo Stato Italiano riconosce
alla Chiesa Romana il ruolo di guida spirituale del popolo".
Secondo "punto fermo", ma non in secondo piano - visto l'elevato
numero di manifesti e volantini prodotti, anche questi scaricabili dalla rete,
è la campagna "per un blocco dell'immigrazione". La prosa in questo
punto è contraddittoria, ma non equivoca: secondo FN "il problema
dell'immigrazione, oltre ad essere un elemento di turbamento dell'ordine
pubblico e di perdita di patrimoni culturali, è un salasso d'energie umane per
gli stessi popoli immigranti (?!) "FN si batte per l'avvio di un rimpatrio
umano (?!) degli immigrati".
Ma questo non è tutto, il disprezzo neo-nazista non si nutre solo di
pregiudizio razziale (chè d'altra parte si alimenta da sè in un senso comune
che ormai appartiene anche alla sinistra moderata), ma si riproduce in uno
spirito, addirittura, colonialista: "FN, sostiene il documento, esalta il
ruolo fondamentale dei popoli europei nella ricostruzione del moribondo continente
nero".
Nella parte centrale del programma, esaltando come nella prima fase del
fascismo il ruolo della nazione e di conseguenza la sua indipendenza politica e
militare, FN arriva a conclusioni che potrebbero anche interessarci: ad esempio
chiede "l'estromissione dal nostro suolo di ogni forza d'occupazione
straniera" (es. NATO) e dichiara che "le potenze straniere resesi
responsabili tramite propri agenti o servizi segreti di omicidi o stragi nel
nostro paese devono rispondere del loro operato". Non meno condivisibile è
l'urgenza della "distruzione dell'usura con la soppressione delle bande
criminali dedite allo strozzinaggio", peccato che entrambe le posizioni
siano state utilizzate per annientare e distruggere identità politiche e culturali
non affini alla supremazia del Duce o del Kaiser (il comunismo nel primo caso,
l'ebraismo, la cultura ROM e gli omosessuali nel secondo).
Infine, nell'ultimo "punto fermo", FN definisce chiaramente la
propria visione dell'economia e del mondo produttivo. Inutile dire che il
modello di riferimento è quello delle Corporazioni (tra l'altro fallito,
proprio per diversità di vedute, all'interno dello stesso partito fascista,
anche se fu riesumato - ma solo simbolicamente - durante la Repubblica
Sociale), recepito nella sua funzione principale, ovvero quale miglior garanzia
per "la sicurezza e la pace sociale".
FN vuole costruire "strutture di tipo autenticamente corporativo che si
profilino come elemento di organizzazione del lavoro e di valorizzazione della
proprietà": in poche parole, strumenti di controllo sociale, gerarchici e
centralizzati, per indebolire il conflitto di classe ed incanalarlo verso il
consenso al regime. Perché organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori
uniti nel comune (?!?) interesse per la produzione nazionale e quindi associati
in un'unica corporazione, eliminerebbero (secondo una teoria mai del tutto
provata) ogni fondamento allo scontro tra capitale e forza lavoro e
devierebbero le energie della classe salariata dalla lotta di classe verso
trascendenti aspirazioni nazionaliste.
Una teoria che oltretutto, anche dentro lo Stato fascista, non ha mai trovato
pieno consenso poiché disegnata, su misura e con intelligenza, a pieno
vantaggio delle classi dominanti: che manterrebbero comunque la proprietà sui
mezzi di produzione, con in più, il dominio completo sulla coscienza della
forza lavoro.
Il programma di Forza Nuova, a prima vista, potrebbe anche non turbare: i
messaggi antichi che contiene sembrano non conciliarsi con il "pensiero
unico" del XX e del XXI secolo. Una forza integralista, nazionalista e
protezionista non potrebbe, infatti, avere spazi politici nell'era della
globalizzazzione dei mercati e delle economie statali: tuttavia, come
giustamente ha fatto osservare l'assemblea della rete di Contropiani, anche
questi contenuti sono funzionali alla costruzione di una modello razionale di
sfruttamento, fondato sulla completa integrazione della forza lavoro
nell'economia capitalista.
La costruzione di muri e di frontiere per impedire la libera circolazione delle
persone mira a distruggere i diritti di cittadinanza universali ed a produrre
una classe sociale estremamente ricattabile (appunto gli "immigrati
clandestini") ed assoggettabile, anche attraverso i campi di detenzione,
al ricatto occupazionale. L'istigazione all'odio razziale, che si autoriproduce
nell'orgoglio nazionalista e nell'integralismo cattolico, non è altro che il
tentativo di innescare una falsa coscienza nelle masse dei lavotori indigeni e,
quindi, una competizione "al massimo ribasso" sul piano dei diritti e
del trattamento economico.
Il fatto che anche Forza Nuova, a parole, dica di voler contrastare i processi
"globalizzazzione" non significa che anche questa va iscritta tra le
forze ed i movimenti che si muovono per contrastare i vertici delle
organizzazioni mondiali dell'economia: il protezionismo che promuove è
finalizzato al mantenimento della "purezza etnica" dei popoli europei
e non ad una critica contro lo smantellamento progressivo dei diritti di cittadinanza
universali, in contro-tendenza rispetto alla piena libertà, di cui godono le
multinazionali, di far circolare le proprie merci. Forma di protezionismo che,
appunto, si concilia perfettamente con le strategie del WTO, dell'OCSE, del FMI
e della BM.
La crescita di questa forza, la sua capacità organizzativa (hanno sedi in 13
regioni d'Italia) ed i contatti che sta cercando di sviluppare con gli altri
gruppi nazionalisti europei (quello di Haider in primis, ma anche quello di Le
Pen in Francia e altri gruppi spagnoli, tedeschi e irlandesi) devono
sicuramente turbare e indurre alla riflessione tutta la sinistra italiana ed
europea: non si tratta di un evento anomalo e accidentale, prodotto di una fase
di crisi profonda della partecipazione politica, bensì di chiari e precisi
segnali di accelerazione del processo di accentramento della finanza mondiale e
del controllo sulla forza lavoro. I lager per immigrati clandestini sono già
una realtà, come è già evidente il tentativo di innalzare una guida spirituale
cristiana (grazie alle politiche neo-imperialiste di Karol Woytla) sull'intera
umanità. L'anti-fascismo, così come all'indomani della seconda guerra mondiale
anche oggi deve fondarsi su una critica globale dell'organizzazione sociale
nell'economia capitalista: per questo motivo la mobilitazione di oggi contro
FN, non può prescindere dalle mobilitazioni di giugno contro il vertice del
Comitato Scientifico del WTO - detto anche OCSE - e da tutti gli altri
appuntamenti mondiali che da qui in avanti verranno proposti.
Sono
molteplici le attività di Roberto Fiore e Massimo Morsello: oltre ad essere i
due leader del Movimento di destra Forza Nuova, sono anche titolari di società
nel Regno Unito e di alcune anche in Italia.
Tra queste EASY LONDON che, (fonte dal sito della stessa), conta in Italia 12
sedi che offrono corsi, vacanze studio e ospitalità in Inghilterra.
http://www.easylondon.com
La società madre inglese si chiama MEETING POINT, una chiacchierata agenzia di
viaggi e di collocamento per italiani all’estero, questo a detta dell’articolo
pubblicato dall’Espresso nel febbraio 2000 che riporta un’inchiesta ancora in
corso aperta dal tabloid inglese "Mail Sunday".
Già nel dicembre ’99 un servizio del "Il Venerdì di Repubblica"
faceva il punto della situazione delle organizzazioni d’estrema destra in
Europa, dei collegamenti tra i diversi movimenti e del ruolo centrale di
Roberto Fiore.
In pratica le sedi di EASY LONDON in Italia, forniscono i servizi sopra citati
e la MEETING POINT si occupa di distribuire i giovani nelle unità immobiliari
di loro proprietà e a coloro che vogliono lavorare di fornire eventuali
disponibilità.
Ma la cosa non è così tranquilla come può apparire a prima vista.
Il periodico "Il Diario" del 23/12/98 pubblicava una testimonianza di
una lettrice che illustrava il percorso da Roma a Londra tramite l’ufficio di
Easy London in Via Dacia 30/a.
Questa lettera racconta che la lettrice si era recata all’agenzia romana,
piuttosto nota negli ambienti universitari (infatti nelle varie università è
facile trovare volantini o bigliettini staccabili che pubblicizzano Easy
London), che la indirizzata al referente inglese a Kensinton (MEETING POINT).
Una volta giunta a Londra ha notato alla reception che alle quattro bandiere di
Italia, Francia, Spagna e Germania erano state aggiunte la croce celtica.
Le ambasciate d’Italia, Francia a Londra e il Centro di Scambi Internazionali
hanno ricevuto più volte denuncie di ospiti che lamentavano la sporcizia e i
prezzi alti delle stanze, altri del trattamento retributivo per lavori svolti
in alcuni dei lavori forniti dalla stessa Meeting Point, altri ancora di
pestaggi eseguiti da una sorta di servizio d’ordine interno che
"regolava" il buon andamento dei dormitori.
A Milano la loro sede è in Via Garigliano, 14 – più di una volta sono stati
distribuiti volantini che pubblicizzano i servizi della Easy London, è
necessario denunciare i nomi dei proprietari e che i soldi dati a questi
individui servono anche a finanziaria attività a carattere politico dei
movimenti dell’estrema destra.
Anche recentemente, dopo l’attentato al Manifesto, i servizi segreti italiani
hanno messo gli occhi su la Meeting Point, come collettore dell’attività
finanziaria di Fiore e Morsello.
La notizia era stata diffusa dal giornale inglese "Sunday Express" e
riportata in Italia dal giornale on line "Il Nuovo".
Il 21 maggio del 1998, la Digos di Roma, coordinata dalla
Direzione Centrale di Polizia di Prevenzione, arresta 9 neofascisti, altri 150
vengono denunciati. 90 sono le perquisizioni in tutta Italia, 5 le sedi chiuse
a Roma. E’ l’operazione "Thor", che scatta sulla base dei reati
previsti dalla legge Mancino, contro un’organizzazione neonazista a carattere
internazionale denominata : "Hammerskinheads". Il 21 maggio del 1998,
la Digos di Roma, coordinata dalla Direzione Centrale di Polizia di
Prevenzione, arresta 9 neofascisti, altri 150 vengono denunciati. 90 sono le
perquisizioni in tutta Italia, 5 le sedi chiuse a Roma. E’ l’operazione
"Thor", che scatta sulla base dei reati previsti dalla legge Mancino,
contro un’organizzazione neonazista a carattere internazionale denominata :
"Hammerskinheads". Le indagini partono formalmente nel gennaio del
1997 dopo un episodio di profanazione di alcune tombe ebraiche, vicino a Roma,
nel cimitero di Prima Porta. In un anno e mezzo di lavoro la Digos riesce ad
individuare i responsabili di una serie di aggressioni a giovani di sinistra (
alcune delle quali configurate come tentati omicidi ) , a giovani di colore e a
studenti ebrei, oltre che gli autori di un attentato ad una sede del PDS e
dell’ imbrattamento della stele delle donne martiri della Resistenza, sempre a
Roma. Nel corso delle perquisizioni vengono rinvenuti: manganelli, mazze
ferrate, distintivi nazisti, ritratti di Hitler e Mussolini, bandiere con croci
uncinate. I provvedimenti di custodia cautelare , nella forma degli arresti
domiciliari, sono emessi dal giudice per le indagini preliminari dottoressa
Matilde Cammino . Uno dei nove arrestati, Roberto Fiore, al tempo latitante a
Londra, è oggi segretario nazionale di Forza Nuova. Siamo ora in grado sulla
base delle "ordinanze" che avevano disposto sia gli arresti
domiciliari che il rinvio a giudizio, il 22 aprile del 1999, di ricostruire in
tutti i suoi aspetti lo sviluppo e l’attività di "Hammerskinheads".
NEONAZISTI. Scopo di "Hammerskinheads" scrive il giudice Matilde
Cammino era "l’incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi
razziali ,etnici, nazionali e religiosi, con riferimento a soggetti
extracomunitari di colore e ai soggetti di religione o comunque di discendenza
ebraica". Per questo si procedeva all’ "indottrinamento dei più
giovani sulle teorie inneggianti alla purezza della razza ariana e su altri
principi propri del nazismo".
Con queste finalità "Hammerskinheads" si articolava, in particolare a
Roma e nel Lazio, in diverse formazioni: "SPQR", "SKINS",
"TIBUR SKINHEADS" strutturando "al proprio interno articolazioni
territoriali indicate con la sigla CUIB, cellule composte da 3-4 militanti".
La sigla CUIB, aggiungiamo noi, viene in questo caso direttamente mutuata
dall’esperienza del movimento ultracattolico, fascista e antisemita rumeno
"La Guardia di Ferro", attivo in quel paese negli gli anni ’30 sotto
la guida di Cornelius Codreanu, non a caso da sempre riferimento per tutta la
destra radicale europea. Ogni cellula si dava comunque un "portavoce, un
ufficiale di sicurezza e un tesoriere-segretario". Per entrare si doveva
essere presentati da uno "sponsor" e la vita interna era regolata,
oltre che da "un sistema sanzionatorio" ( per mantenere la disciplina
) , da un codice "militante ( "l’appartenenza al CUIB - si legge -
deve diffidare dall’attuale magma islamico il quale figlio caotico del cancro
sionista offende la dignità, lo spirito e la storia europea. La fede ci unisce
e nel tradizionalismo cattolico troviamo i cardini della nazione europea: Dio,
Patria e Famiglia" ).
Nel Lazio si formano in questo modo nuclei a Frascati, Latina, Cave,
Civitavecchia, Tivoli, Mentana e nell’ Agro Pontino. A livello nazionale
"Hammerskineads" da vita o si collega invece a strutture preesistenti
del mondo skinhead : nel Veneto ( con il "Veneto Front Skineads" ),
in Piemonte ( attraverso la "Subalpina Skinead", facente capo a Cuneo
), in Toscana ( con l’"Etruria Skinheads" ). in Liguria ( con il
Fronte Skinheads di Genova ), a Milano ( con "Azione Skinhead" ). Tra
i luoghi principali di incontro la sede a Roma in Via Tor de’ Conti 2, un tempo
dell’"Associazione cattolica tradizionalista Salita del Grillo" e a
Milano quella della già nota ’"Associazione Spazio libero" di Via
Cannero 7, tradizionale punto di riferimento per neonazisti.
THE "ORDER"
Finanziandosi "mediante attività promozionale di concerti e spettacoli
musicali" ( tra l’altro di esplicite bande nazi-rock come i "Gesta
Bellica" di Vicenza ) , nel corso dei quali ( sono sempre i giudici a
parlare ) si assisteva, alla "diffusione di brani musicali di natura
violenta e xenofoba", "Hammerskinheads" manteneva rapporti a
livello europeo ( in particolare con analoghe formazioni olandesi ) ed anche
negli Stati Uniti. Qui i riferimenti (sono stati rinvenuti opuscoli e
corrispondenze ) venivano individuati nell’ l’organizzazione terroristica
"The Order" ( fondata da Robert Mathews che assassinò nel 1984 un
conduttore radiofonico ebreo a Denver nel Colorado, prima di rimanere ucciso,
nello stesso anno, in uno scontro a fuoco con l’FBI ) ) e in David Lane,
ex-Klu-Klux-Klan, attualmente in galera con una condanna a 150 anni per
omicidio, rapina e d altri crimini.
IL SIMBOLO DELLE WAFFEN-SS
I riferimenti ideologici di "Hammerskinhedas" affondavano nella
simbologia neonazista "desumibili dalle formule 14 ( che richiama una
frase composta da quattordici parole e di chiaro contenuto razzistico " We
must secure the existence of our people and a future for white chlidrens"
attribuita a David Lane …e 88… dall’ottava lettera dell’alfabeto H che
raddoppiata richiama il saluto nazista Heil Hitler". Dello stesso tenore
il segno distintivo del gruppo " costituito da due martelli incrociati",
con in evidenza sullo sfondo il cosiddetto "gancio" o "dente di
Lupo", già simbolo di Terza Posizione e del Movimento Politico Occidentale
di Maurizio Boccacci, che, è bene ricordare , fu uno dei primi emblemi runici
del partito nazista ed adottato successivamente da alcune divisioni delle
Waffen- SS ( tra cui quella olandese ).
I CAPI La rete dei responsabili delle diverse cellule e formazioni territoriali
è stata individuata con precisione dal lavoro di indagine della Digos : Tommaso
Panaccione, Marco Francavia e Cristiano Romano per il gruppo romano "SPQR
Skinhedas"; Raul Padroni per Frascati; Daniele Dottori, Massimo Perrone e
Daniele Iudicone per Latina, Cave, l’ Agro Pontino e Civitavecchia; Giulio
Moriconi e Stefano De Angelis per Tivoli; Valerio Navarra per Mentana. Ma l’
"attività di direzione", scrivono ad un certo punto i giudici ,"
di indirizzo e finanziamento " era svolta da Duilio Canù e soprattutto da
Roberto Fiore " quest’ultimo punto di riferimento per quanto riguarda
l’impostazione ideologica e l’organizzazione del gruppo". Agli atti i
riscontri di numerosissime intercettazioni telefoniche, di riunioni a Londra,
di finanziamenti e di contributi versati per il reperimento delle sedi.
IN ATTESA DEL PROCESSO
Le "ordinanze" dei giudici , con le relative informative della Digos
di Roma, fotografano l’attività di "Hammerskinhedas" fino al giugno
del 1997. In base all’applicazione della Legge Mancino questa stessa
organizzazione è stata costretta a cessare, quasi un anno dopo, nel maggio del
1998, la propria attività. Nel settembre del 1997 vede la luce, dopo un
percorso interno al MSI-Fiamma Tricolore di Pino Rauti, "Forza
Nuova". La conclusione non può che essere una sola:
"Hammerskinheads" non era altro che una della tante facce dello stesso
progetto. Una proiezione di "Forza Nuova", in una fase ancora di
incubazione, di raccolta delle forze necessarie. Identici i punti di
riferimento "ideologici" e la struttura organizzativa, ripetuta
pedissequamente. Identico il gruppo dirigente, a livello nazionale come a
livello locale.
Una realtà difficile da negare anche per chi cerca ora di darsi , contro ogni
evidenza, una apparenza di rispettabilità. Attendiamo ora il processo. Le
indagini partono formalmente nel gennaio del 1997 dopo un episodio di
profanazione di alcune tombe ebraiche, vicino a Roma, nel cimitero di Prima
Porta. In un anno e mezzo di lavoro la Digos riesce ad individuare i
responsabili di una serie di aggressioni a giovani di sinistra ( alcune delle
quali configurate come tentati omicidi ) , a giovani di colore e a studenti
ebrei, oltre che gli autori di un attentato ad una sede del PDS e dell’
imbrattamento della stele delle donne martiri della Resistenza, sempre a Roma.
Nel corso delle perquisizioni vengono rinvenuti: manganelli, mazze ferrate, distintivi
nazisti, ritratti di Hitler e Mussolini, bandiere con croci uncinate. I
provvedimenti di custodia cautelare , nella forma degli arresti domiciliari,
sono emessi dal giudice per le indagini preliminari dottoressa Matilde Cammino
. Uno dei nove arrestati, Roberto Fiore, al tempo latitante a Londra, è oggi
segretario nazionale di Forza Nuova. Siamo ora in grado sulla base delle
"ordinanze" che avevano disposto sia gli arresti domiciliari che il
rinvio a giudizio, il 22 aprile del 1999, di ricostruire in tutti i suoi
aspetti lo sviluppo e l’attività di "Hammerskinheads".
NEONAZISTI.
Scopo di "Hammerskinheads" scrive il giudice Matilde Cammino era
"l’incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali
,etnici, nazionali e religiosi, con riferimento a soggetti extracomunitari di
colore e ai soggetti di religione o comunque di discendenza ebraica". Per
questo si procedeva all’ "indottrinamento dei più giovani sulle teorie
inneggianti alla purezza della razza ariana e su altri principi propri del
nazismo". Con queste finalità "Hammerskinheads" si articolava,
in particolare a Roma e nel Lazio, in diverse formazioni: "SPQR",
"SKINS", "TIBUR SKINHEADS" strutturando "al proprio
interno articolazioni territoriali indicate con la sigla CUIB, cellule composte
da 3-4 militanti". La sigla CUIB, aggiungiamo noi, viene in questo caso
direttamente mutuata dall’esperienza del movimento ultracattolico, fascista e
antisemita rumeno "La Guardia di Ferro", attivo in quel paese negli
gli anni ’30 sotto la guida di Cornelius Codreanu, non a caso da sempre
riferimento per tutta la destra radicale europea.
Ogni cellula si dava comunque un "portavoce, un ufficiale di sicurezza e
un tesoriere-segretario". Per entrare si doveva essere presentati da uno
"sponsor" e la vita interna era regolata, oltre che da "un
sistema sanzionatorio" ( per mantenere la disciplina ) , da un codice
"militante ( "l’appartenenza al CUIB - si legge - deve diffidare
dall’attuale magma islamico il quale figlio caotico del cancro sionista offende
la dignità, lo spirito e la storia europea. La fede ci unisce e nel
tradizionalismo cattolico troviamo i cardini della nazione europea: Dio, Patria
e Famiglia" ).
Nel Lazio si formano in questo modo nuclei a Frascati, Latina, Cave,
Civitavecchia, Tivoli, Mentana e nell’ Agro Pontino. A livello nazionale
"Hammerskineads" da vita o si collega invece a strutture preesistenti
del mondo skinhead : nel Veneto ( con il "Veneto Front Skineads" ),
in Piemonte ( attraverso la "Subalpina Skinead", facente capo a Cuneo
), in Toscana ( con l’"Etruria Skinheads" ). in Liguria ( con il
Fronte Skinheads di Genova ), a Milano ( con "Azione Skinhead" ). Tra
i luoghi principali di incontro la sede a Roma in Via Tor de’ Conti 2, un tempo
dell’"Associazione cattolica tradizionalista Salita del Grillo" e a
Milano quella della già nota ’"Associazione Spazio libero" di Via
Cannero 7, tradizionale punto di riferimento per neonazisti.
THE "ORDER"
Finanziandosi "mediante attività promozionale di concerti e spettacoli
musicali" ( tra l’altro di esplicite bande nazi-rock come i "Gesta
Bellica" di Vicenza ) , nel corso dei quali ( sono sempre i giudici a
parlare ) si assisteva, alla "diffusione di brani musicali di natura
violenta e xenofoba", "Hammerskinheads" manteneva rapporti a
livello europeo ( in particolare con analoghe formazioni olandesi ) ed anche
negli Stati Uniti. Qui i riferimenti (sono stati rinvenuti opuscoli e
corrispondenze ) venivano individuati nell’ l’organizzazione terroristica
"The Order" ( fondata da Robert Mathews che assassinò nel 1984 un
conduttore radiofonico ebreo a Denver nel Colorado, prima di rimanere ucciso,
nello stesso anno, in uno scontro a fuoco con l’FBI ) ) e in David Lane,
ex-Klu-Klux-Klan, attualmente in galera con una condanna a 150 anni per
omicidio, rapina e d altri crimini.
IL SIMBOLO DELLE WAFFEN-SS
I riferimenti ideologici di "Hammerskinhedas" affondavano nella
simbologia neonazista "desumibili dalle formule 14 ( che richiama una
frase composta da quattordici parole e di chiaro contenuto razzistico " We
must secure the existence of our people and a future for white chlidrens"
attribuita a David Lane …e 88… dall’ottava lettera dell’alfabeto H che
raddoppiata richiama il saluto nazista Heil Hitler". Dello stesso tenore
il segno distintivo del gruppo " costituito da due martelli
incrociati", con in evidenza sullo sfondo il cosiddetto "gancio"
o "dente di Lupo", già simbolo di Terza Posizione e del Movimento
Politico Occidentale di Maurizio Boccacci, che, è bene ricordare , fu uno dei
primi emblemi runici del partito nazista ed adottato successivamente da alcune
divisioni delle Waffen- SS ( tra cui quella olandese ).
I CAPI
La rete dei responsabili delle diverse cellule e formazioni territoriali è
stata individuata con precisione dal lavoro di indagine della Digos : Tommaso
Panaccione, Marco Francavia e Cristiano Romano per il gruppo romano "SPQR
Skinhedas"; Raul Padroni per Frascati; Daniele Dottori, Massimo Perrone e
Daniele Iudicone per Latina, Cave, l’ Agro Pontino e Civitavecchia; Giulio
Moriconi e Stefano De Angelis per Tivoli; Valerio Navarra per Mentana. Ma l’
"attività di direzione", scrivono ad un certo punto i giudici ,"
di indirizzo e finanziamento " era svolta da Duilio Canù e soprattutto da
Roberto Fiore " quest’ultimo punto di riferimento per quanto riguarda
l’impostazione ideologica e l’organizzazione del gruppo". Agli atti i
riscontri di numerosissime intercettazioni telefoniche, di riunioni a Londra,
di finanziamenti e di contributi versati per il reperimento delle sedi.
IN ATTESA DEL PROCESSO
Le "ordinanze" dei giudici , con le relative informative della Digos
di Roma, fotografano l’attività di "Hammerskinhedas" fino al giugno
del 1997. In base all’applicazione della Legge Mancino questa stessa
organizzazione è stata costretta a cessare, quasi un anno dopo, nel maggio del
1998, la propria attività. Nel settembre del 1997 vede la luce, dopo un
percorso interno al MSI-Fiamma Tricolore di Pino Rauti, "Forza
Nuova". La conclusione non può che essere una sola: "Hammerskinheads"
non era altro che una della tante facce dello stesso progetto. Una proiezione
di "Forza Nuova", in una fase ancora di incubazione, di raccolta
delle forze necessarie. Identici i punti di riferimento "ideologici"
e la struttura organizzativa, ripetuta pedissequamente. Identico il gruppo
dirigente, a livello nazionale come a livello locale.
Una realtà difficile da negare anche per chi cerca ora di darsi , contro ogni
evidenza, una apparenza di rispettabilità. Attendiamo ora il processo.
Uniti e spesso sovrapposti pagani neonazisti e
integralisti cattolici si sono ritrovati sullo stesso fronte
Neofascismo e integralismo cattolico: storia di
un’alleanza
L'appartenenza di un militante neofascista come Andrea
Insabato, accusato di tentata strage per la bomba del 22 dicembre scorso alla
redazione de Il Manifesto, a gruppi integralisti cattolici, interni al
variegato mondo della destra radicale, non è un fatto isolato. E’ un fenomeno
che viene da lontano e mette a fuoco uno dei caratteri da sempre più
significativi del neofascismo italiano. Un carattere che chiarisce non solo le
ragioni di antiche solidarietà, ma anche il senso di una "cultura
comune", di canali e legami che attraversano e collegano ancora oggi
l’insieme delle destre.
La tradizione
Nella storia del neofascismo italiano,
fin dai primi gruppi dell’immediato dopoguerra, si sono spesso fra loro
mescolate correnti anticlericali e cattoliche tradizionaliste. Nei FAR ( Fasci
di Azione Rivoluzionaria) che si resero responsabili di una serie
impressionante di gravi attentati dinamitardi tra il 1950 e il 1951, a fianco
dell’ala pagana e dichiaratamente razzista rappresentata da Pino Rauti e Julius
Evola, troviamo non a caso figure di accesi cattolici-tradizionalisti come
Fausto Gianfranceschi. E’ indubbiamente la mistica della "tradizione"
il denominatore comune delle diverse anime del neofascismo, capace di unire e
dare un senso a tutte le sue diverse componenti. La "Tradizione" come
"riconoscimento trascendente di un ordine naturale e immutabile della
cose" è in questo quadro assunta come terreno unificante per legittimare
miti e modelli sociali del passato. Un’alleanza politica e culturale in nome
del rifiuto del "mondo moderno", del "mito democratico ed
egualitario" e della "civiltà borghese", ha dunque unito e
spesso sovrapposto pagani neonazisti e integralisti cattolici nello stesso
fronte, nelle stesse riviste, nelle stesse organizzazioni. Questa
"fusione", tra estrema destra cattolica e neofascismo, è bene dire,
non fu nel tempo un fatto solo italiano ma certamente europeo, favorito nel suo
svilupparsi, nei primi anni ’60, dal coagularsi, in occasione del Concilio
Vaticano II, di una minoranza ultraconservatrice di "padri
conciliari". Tra gli altri, accanto ai cardinali brasiliani filogolpisti De
Castro Meyer e De Proenca Sigaud e agli italiani Siri e Ottaviani, monsignor
Lévebvre, ispiratore di un modello "nazional-cattolico" che fece
scuola anche in Italia.
Léfevbre: "il combattente della fede" Marcel Lèfebvre, divenne negli
anni a cavallo del 1960, al tempo dell’ascesa al potere del generale De Gaulle,
uno dei principali animatori in Francia de "La Cité Catholique", un
movimento rigidamente integrista e anticomunista predicatore
dell’"l'instaurazione del regno di Dio sul mondo contro il naturalismo
moderno che costituisce il trionfo di Satana". Sostenitore di dottrine
razziste, già arcivescovo a Dakar, monsignor Léfebvre fu tra l’altro, come
oppositore del Concilio Vaticano II, portavoce intransigente della tradizione
contro la riforma del culto, fedele alla messa tridentina di Pio V. Fondò anche
nel 1970, a Econe in Svizzera, la "Fraternità sacerdotale San Pio X",
un seminario "ribelle" che ordinò anche vescovi e sacerdoti, dando
vita ad un movimento scismatico successivamente scomunicato. Ma i suoi trascorsi
come "combattente della fede" sono soprattutto legati alla
"guerra santa" per un’Algeria francese. Avallò il terrorismo e la
tortura praticata dai guerriglieri dell’Oas ( Organisation Armée Secrète)
divenendo un riferimento fondamentale per tutte le correnti
tradizional-cattoliche della destra europea.
All’Hotel Parco dei Principi Di questo vescovo ribelle si parlerà molto nel
famoso convegno sulla "guerra rivoluzionaria" che si tenne a Roma nel
maggio del 1965, dove accanto a militari e ad esperti delle tecniche della
"guerra psicologica", a neofascisti come Pino Rauti, Guido
Giannettini ed Edgardo Beltrametti, assunsero un ruolo di tutto rilievo alcuni
dei più noti difensori dell’"ortodossia religiosa" come Fausto
Gianfranceschi, Enrico De Boccard e soprattutto Alfredo Cattabiani, di lì a
poco futuro direttore delle edizioni Rusconi che terrà in quel convegno una
relazione dal titolo assai significativo: "Un'esperienza
controrivoluzionaria dei cattolici francesi", dilungandosi proprio sulle vicende
della "Citè Catholique" di Léfevbre come modello teorico ed operativo
di resistenza alla sovversione marxista. Enrico De Boccard, (
cattolico-evoliano, aderente anni prima alla Guardia Nazionale Repubblicana di
Salò) dal canto suo, teorizzò in chiave anticomunista il "terrorismo
preventivo" invitando a superare tentennamenti e riserve di tipo
"umanitario". Addebitò, fra l’altro, proprio ai dubbi sull’uso della
tortura il fallimento dell’Oas. "Il colpo di Stato - concluse - non può
reggersi solo sulle uniformi, ma ha bisogno dell’apporto diretto delle forze
civili che garantiscano una rete di consenso e la libera azione dei
militari".
Da alleanza cattolica Prenderà corpo in quel contesto, fra le altre, anche un
associazione che durerà fino ai giorni nostri: "Alleanza Cattolica".
Nata a Piacenza per iniziativa di un estimatore di Franco Freda, nonchè
frequentatore della sua libreria a Padova, Giovanni Cantoni (il cui fratello
Pietro verrà ordinato sacerdote in Francia proprio dai lefebvriani) e Agostino
Sanfratello (oggi gravitante come molti altri di questa associazione in
"Forza Nuova") si farà in particolare interprete in Italia del
pensiero della associazione della destra cattolica brasiliana "Alleanza
per la difesa della Tradizione, Famiglia e Proprietà" ("TFP"),
una sigla tristemente famosa in tutta l’America Latina. "TFP" si
alleò in Cile con "Patria e Libertà", formazione di estrema destra,
finanziata dalla Cia in preparazione del colpo di Stato contro Allende.
Nell'ambito di "Alleanza Cattolica", il cui simbolo è rappresentato
da un’aquila con al centro il sacro cuore crociato della Vandea, figurerà anche
il nome di Piero Vassallo, autore nel 1959 di un saggio in difesa dei nazisti
processati a Norimberga. Vassallo diverrà nel 1975 segretario dell’"Associazione
Internazionale Filippo II", nel nome dell’"Imperatore
cattolicissimo" dell’età della Controriforma. Oggi Vassallo è in
"Forza Nuova". In "Alleanza Cattolica", davvero non
casualmente, militano anche, tra gli altri, alcuni affermati avvocati:
Benedetto Tusa e Mauro Ronco. Il loro passato è noto: l’uno si rese
responsabile di alcuni sanguinosi episodi di squadrismo a Milano, l’altro fece
parte di "Europa 70", gruppo di giovani democristiani
"presidenzialisti", vicini alla "maggioranza silenziosa".
Oggi li ritroviamo ambedue nell’aula in cui si svolge il processo per la strage
di Piazza Fontana: l’uno difende Giancarlo Rognoni, leader a Milano negli anni
’60 di Ordine Nuovo, accusato di aver materialmente aiutato Delfo Zorzi nel
deporre la valigia con l’esplosivo dentro la banca; l’altro Carlo Maria Maggi,
massimo esponente di Ordine Nuovo nel Triveneto, considerato nell’ambiente il
"teorico delle stragi". Ma le sorprese non finiscono qui.
Ad Alleanza nazionale I personaggi che animano e popolano "Alleanza Cattolica"
portano infatti lontano, fin dentro la destra ufficiale, in particolare
Alleanza Nazionale. Il consigliere regionale lombardo di An Pietro Macconi,
eletto a Bergamo, è di "Alleanza Cattolica", ma lo è soprattutto
l’On. Alfredo Mantovano, già coordinatore nazionale e dirigente di primissimo
piano di questo partito. Moltissime le iniziative pubbliche sponsorizzate
proprio da An. Impossibile elencarle tutte. Ne ricordiamo solo due: la
presentazione di un libro di Giovanni Cantoni ("Aspetti in ombra della
legge sociale dell’Islam") il 22 novembre scorso a Roma, promosso
direttamente dal gruppo parlamentare di An con la partecipazione dello stesso
Gianfranco Fini, e la riunione della cosiddetta "componente cattolica di
An", tenutasi il 2 marzo di questo stesso anno, sempre con la
partecipazione Fini, ma soprattutto di Piero Vassallo di "Forza
Nuova", il "difensore" dei criminali nazisti della seconda
guerra mondiale. La pagina culturale de "Il Secolo d’Italia" è,
d’altro canto, stabilmente diretta da un altro esponente di "Alleanza
Cattolica": Marco Respinti. A Milano, in compenso, il Circolo "Carlo
Magno" di An ha nel passato spesso ospitato le iniziative
dell’associazione. Recentemente in "Alleanza Cattolica" ha assunto un
peso considerevole Massimo Introvigne, oggi aderente al Ccd, già monarchico e
negli anni ’90 articolista sul settimanale di destra "Il Borghese"
con lo pseudonimo de "Lo Svizzero". Il 19 gennaio del 1999 il
Corriere della Sera lo menzionò nel comitato scientifico promotore della
Fondazione "Nova Res Publica", costituita da Forza Italia e
presentata ad Arcore da Silvio Berlusconi in persona. Non male, tutto ciò, per
un’associazione che all’articolo 4 del proprio statuto si muove nella
"prospettiva dell’instaurazione della regalità di Cristo anche sulle
società umane". Il fatto è, in conclusione, che tentare di separare
nettamente le diverse componenti della destra, spesso diviene un’operazione
ardua se non impossibile, tanto più oggi. Ben più di un filo la unisce e la
percorre tutta.
Saverio
Ferrari
TREVISO:
ALTRO CHE IL SIMPATICO SCERIFFO
Siamo alla nuova esternazione
del sindaco di Treviso Gentilini.
Quello che ha fatto togliere
le panchine per non far sedere gli immigrati; quello che ha disegnato sul
selciato i teschi per ammonire gli autisti; quello che ha dato il ben venuto ai
summit dei vertici della destra estrema. Insomma il "maestro" di
Haider che continua liberamente a guidare il Comune di Treviso, solo grazie
alla protervia di coloro che non fanno rispettare la Costituzione.
Questa volta, se i passaggi
riportati dai giornali rispondono al vero, siamo di fronte ad una ulteriore e
gravissima esternazione razzista.
Nel convegno promosso dalla
Lega Nord a Chioggia , lo scorso 14 gennaio, sul tema della
"Sicurezza e criminalità" davanti alla platea composta dai vertici
veneziani del carroccio, il sindaco ha esposto la sua idea di città sicura:
tagliare tutte le siepi nei centri abitati, armare i vigili urbani per farne
una "polizia personale", rispondere agli schiaffi "spaccandoghe
el muso", ricostruire i vagoni piombati per rispedire i clandestini al
loro paese e soprattutto adoperare gli extracomunitari detenuti in lavori per
"rafforzare gli argini del Piave".
Dice il Gentilini:" Mi
dicono che sono razzista perché nel mio programma di ordine e disciplina ho
fatto togliere le panchine, ma ora almeno a Treviso non ci sono più
extracomunitari mollaccioni. Ultimamente ho dei problemi con i venditori di
fiori da quella strana pelle olivastra, ma grazie ai blitz notturni sequestro
tutti i mazzi e li faccio portare in cimitero…"
"Ma occorre anche
radere al suolo tutte le siepi - continua
Gentilini - perché non si sa mai cosa ci sia al di là…"
Poi parlando dei Vigili Urbani
continua Gentilini: " li ho armati di manganello e sto costruendo per
loro un poligono di tiro perché imparino a sparare: voglio una polizia
personale, basta con la logica caritatevole: se uno mi da uno schiaffo, io gli
rompo il muso…. Siamo in guerra c'è una invasione in atto e questa è una guerra
organizzata".
Poi per dare il senso della
sua natura civica il Gentilini, riferendosi ai troppi lussi concessi dalle
carceri italiane ai malcapitati extracomunitari ospitati, aggiunge: "dobbiamo
far rinforzare gli argini del Piave a questa gente con le catene ai
piedi".
Se un magistrato che non si
vergogni di rispettare la Costituzione leggesse queste cose, riportate
ampiamente dai quotidiani locali, cosa dovrebbe fare?
Non è istigazione all'odio
razzista, non è fanatismo nazista?
Che cavolo serve la legge se
nessuno ha coraggio di chiudere la bocca a questo essere?
Ci chiediamo se tutto il
disprezzo manifestato dal Sindaco non finirà per dare voce ad altri buoni
cittadini che, stanchi di assistere inermi alla citata guerra, decideranno di
partecipare ai combattimenti, magari passando dai cori nazisti dello stadio
alle persecuzioni vere e proprie.