Su Forza Nuova abbiamo in questi giorni potuto leggere molte cose, in particolare sui quotidiani "Il Manifesto" e "Liberazione".

Si è scritto molto sulle radici in Terza Posizione e nell’area a cavallo tra MSI e gruppi del terrorismo nero, passando per gli intrecci di "movimento" e le cellule degli Hammerskinheads, fino ad arrivare alle risorse economiche e politiche internazionali dei suoi leader, per anni riparati a Londra per sfuggire alle accuse di partecipazione alla strage di Bologna ed ai NAR.

C’è molto di torbido, già si parla di nomi eccellenti tra i contribuenti di Fiore e Morsello, di collegamenti con i "servizi" inglesi.

Poi ci sono i fatti attribuiti a Morsello, fuggiasco a Londra con la cassa di Terza Posizione (sciolta dopo la strage di Bologna). Soldi che Morsello e soci hanno fatto arrivare agli amici rimasti in Italia (come nel caso dell’attentatore della bomba al Manifesto Insabato, ma anche fatti arrivare all’amico Freda processato dai magistrati come fondatore di un nuovo gruppo neonazista, messo fuorilegge lo scorso dicembre 2000, Fronte Nazionale).

Ora si parla persino dell’esistenza di un livello "coperto" di Forza Nuova dedito ad attività illegali, concetto rafforzato dall'arresto di alcuni aderenti di FN coinvolti in rapine e ritrovamento di esplosivi.

C’è molto materiale di approfondimento su Forza Nuova, noi ci limitiamo a pubblicare tre noticine per approfondire alcuni aspetti.

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L’ORGANIGRAMMA PUBBLICO

 

A Roma lo scorso 17 e 18 dicembre, si e’ tenuta presso l’ Hotel Universo a la prima riunione programmatica di Forza Nuova.

Circa duecento delegati forzanovisti provenienti dall’ intera penisola. Veniva nominato Presidente dell’ Assemblea Gianni Corregiari (Vice Segretario FN ) che introduceva gli ospiti delle delegazioni estere Jose Luis Perez Gutierrez della Falange (Spagna ) e Udo Voigt del NPD (Germania ). Nella conferenza stampa oltre a portare il saluto ad Haider gli esponenti politici annunciavano la creazione di un coordinamento europeo guidato appunto dai tre .

Mario Di Giovanni (Dipartimento Studi Sociali ) prendeva cosi’ la parola enunciando le proposte sociali di Forza Nuova ed annunciando la nascita della L.I.A. (Lega Internazionale Antiabortista). Marzio Gozzoli (Vice Segretario FN ) si soffermava sulla creazione di un nuovo Sindacato, in alternativa alla Triplice, che si sta formando grazie anche a Vincenzo Tortoriello (Consigliere di Asti di Forza Nuova). Gli altri dirigenti sono: Gianmario Invernizzi (Responsabile del Compra Italiano e del Dipartimento Elezioni) , Paolo Caldarelli (Dipartimento Sportivo - Italica Sport & Avventura), Carlo Bonfanti e Siro Mazza (Dipartimento Formazione), Fabio De Fina (Dipartimento Culturale).

Presente in sala, l’ Avvocato Bussinello di Verona.

Le Commissioni : Statuto e Congresso (Luca Armaroli). Organizzazione territoriale (Antonio Torre). Sindacato (Mario Di Giovanni ). Tesi (Marzio Gozzoli). Enti Locali (Antonio Lucarelli): di questa fanno parte i nove consiglieri comunali iscritti a Forza Nuova. La Domenica prendeva il via con gli interventi di Udo Voigt del NPD (Germania) e Luis Perez della Falange (Spagna). Presenti anche Domenico Longo, direttore de " L’ Altra Voce ", mensile forzanovista, il Prof. G.Auriti, Massimo Morsello, acclamato come vero e proprio leader, naturalmente assieme al Duce Roberto Fiore che dava il termine alla riunione: particolare attenzione al nord - est italiano, mobilitazione del meridione sui problemi relativi alla giustizia sociale e al lavoro, rafforzamento dell’ identita’ nazionale, lotta contro il sistema bancario e a favore della moneta di popolo, mobilitazione di Forza Nuova nel panorama europeo.

 

UNA PULCE ALL’ORECCHIO

 

Cosa lega Storace e Alemanno a Fiore e Morsello e quest’utlimi a Freda ed ai nazional popolari, o nazional rivoluzionari?

Vogliamo tenerci distanti all’idea complottista (ovvero dai grandi vecchi, dai superclan o superclub, dai servizi segreti deviati o normalmente coinvolti), consapevoli di trattare un argomento assai complesso di "scatole cinesi" dietro le quali si intrecciano rapporti, affari, differenze, accordi, favori tra destra liberale, neonazisti, fascisti rivoluzionari, soldati politici, opportunisti e prezzolati.

Ciò premesso non pensiamo di affermare nessuna novità rivoluzionaria nel suggerire una lettura dei recenti fatti a partire dalle vicende politiche e umane legate all’esperienza di Terza Posizione.

Cosa fu, fino al suo scioglimento Terza Posizione (TP)? Fu semplicemente una nuova organizzazione satellitare della destra extraparlamentare, in continuità storica con il Fronte Nazionale di J.V.Borghese, con il Movimento Politico Ordine Nuovo di Clemente Graziani, di Rauti, fino alle minori realtà di Avanguardia Nazionale, Giovane Europa, Lotta di Popolo, oppure una cosa più complessa, un’area politica capace di restare in campo anche dentro il MSI e la destra sociale traghettata nel progetto di Alleanza Nazionale?

Teza Posizione fu certamente una "tendenza" politica, nazionale ed internazionale, tutt’ora viva e vegeta e non solo in Forza Nuova e nei gruppi minori. Una ideologia a cavallo tra Evola, Freda, Cordeanu e il peronismo, l’antioccidentalismo e antiatlantismo, per l’Europa identitaria, contro il parlamentarismo democratico, di aperta rivalutazione dell’esperienza del nazional socialismo.

Fu, come dicono i molti estimatori: <<il tentativo di fuoriuscita "rivoluzionaria" dal neofascismo del dopoguerra >>.

I magistrati denunciarono un epilogo terroristico del gruppo, imputarono e condannarono molti loro dirigenti (compreso Roberto Fiore), accusandoli di essere collegati ai Nuclei di Azione Rivoluzionaria (NAR) di cui fu provata l’appartenenza ad esempio di Morsello. Ma se TP operò anche in questa direzione armata, certamente non rinunciò mai a operare in direzione del MSI, condizionandone tra le giovani leve l’impronta politica e ideologica.

Un filo nero rimasto ben saldo.

Pensiamo al ritorno in patria di Morsello, dopo anni di latitanza per non finire in carcere, ricevuto all’aeroporto da un commosso Storace e dall’avvocato Taormina (ve lo ricordate l’avvocato di tangentopoli?); pensiamo ai primordi di Forza Nuova dentro le ali levatrici di Fiamma Tricolore di Pino Rauti, dove pubblicavano il loro periodico "Foglio di Lotta"; pensiamo alle amicizie evidenti con settori della Lega Nord, in cui l’affinità politica di alcuni leader non risulta casuale (pensiamo ai Borghezio); pensiamo ai giovani con simpatie per TP oggi maturi dirigenti di Alleanza nazionale. Personaggi come Marcello De Angelis, oggi editorialista del mensile Area, della corrente in AN guidata da Alemanno (per anni pupillo e capo corrente con l’ordinovista Pino Rauti nel MSI). Marcello De Angelis (fratello di Nanni De Angelis, militante di Terza Posizione morto in cella in circostanze misteriose) è noto per i suoi trascorsi politico musicali. Scrive le sue prime canzoni.1980 In seguito agli arresti conseguenti allo scioglimento di terza Posizione e le accuse conseguenti alla strage di Bologna, De Angelis come molti altri lasciano l’Italia e ripara a Londra (come Fiore, Morsello, Insabato). Dopo nove anni, nel 1989 rientra in Italia, dove sconta tre anni di carcere. Esce nel ‘92. De Angelis è un musicista di grido, nell’area della destra radicale, da solo o con il gruppo" 270 bis", compone canzoni. Ecco alcuni brani tratti dalla sua opera "Cuore Nero":

E io ho il cuore nero

e tanta gente

mi vorrebbe al cimitero.

Ma io ho il cuore nero

e me ne frego e sputo

in faccia al mondo intero.

...E ancora:

" Il braccio che si stende calando giù la sbarra,

lo schianto delle ossa, lo stridere dei denti,

lo sguardo inorridito di mille benpensanti:

ci vuole così poco per essere contenti."

Oppure come Roberta Angelilli, eurodeputata (apprendiamo che viene proposta da Tajani come vicesindaco a Roma in caso di vittoria nelle prossime elezioni comunali).

Ma leggere Area può essere illuminante per capire quanto i settori nazional popolari non si riducano ai gruppetti marginali della destra estrema, organizzazioni politiche o metapolitiche come a molti di loro piace definirle.

Vi si trova la polemica interna a Alleanza Nazionale, considerata responsabile di aver abbandonato la pratica sociale, i temi nazionali e popolari; si denuncia persino la troppa indifferenza di AN per i reduci della RSI (ovvero l’abbandono di quella che con i Fasci di azione rivoluzionaria di Evola, rappresenta per questi neonazi, il fascismo originale e non il filone maggioritario e vincente del fascismo liberale e borghese).

Non stupisca quindi di leggere articoli tesi a scagionare i NAR e Terza Posizione sulla strage di Bologna, con piste inconsistenti riferite al terrorismo arabo o al coinvolgimento della sinistra estrema (magari al soldo dei servizi segreti Cecoslovacchi)

L’insegnamento di Terza Posizione è attualissimo:

<< balza agli occhi una verità semplice: ogni volta che la destra parlamentare ha scelto la strada del conservatorismo, spesso anche eccedendo nella propria caratterizzazione di "partito d’ordine", automaticamente sono sorti, o hanno ingrossato le file proprie file di aderenti, gruppi o movimenti che, rivendicando la loro estraneità politica ed esistenziale a queste scelte, hanno funzionato come una sorta di "bacino di compensazione" >> scrive Angelo Mellone, commentando su "Area" il libro scritto da Arianna Streccioni "A destra della destra" un libro molto interessante per comprendere a pieno il senso del termine "commistione" che tra destra radicale e destra "costituzionalizzata" mai si è interrotto.

 

FORZA NUOVA- TRADIZIONE FAMIGLIA E PROPRIETA’

 

L’ex giudice CARLO PALERMO nel suo libro "IL QUARTO LIVELLO" dedica molte pagine all’associazione TRADIZIONE FAMIGLIA E PROPRIETA’, citata in articolo di SAVERIO FERRARI su LIBERAZIONE che si occupa della rete neonazista dopo l’attentato alla sede del quotidiano il MANIFESTO.

La tesi di CARLO PALERMO è che l’attentato o meglio gli attentati subiti dall’attuale pontefice siano da ricercare nell’ambito della massoneria cattolica che fa riferimento al culto di FATIMA. Di questa cerchia massonica un ruolo importante lo giocano- secondo PALERMO - L’ARMATA BLU DI FATIMA e appunto TRADIZIONE FAMIGLIA E PROPRIETA’.

Le origini di questa associazione PALERMO, la fa risalire alla società THULE. Fondata nel 1918 dal barone VON SEBOTTENDORF, che raggruppava discendenti delle vecchie oligarchie feudali: secondo le loro teorie tutto il mondo doveva esser spartito in una suddivisione di poter sovrapposta e diversa da quella degli stati contemporanei. Un nucleo della società THULE era stato costituito dal gerarca nazista HESS. Secondo PALERMO, le tesi propugnate agli inizi del novecento e poi nel periodo del nazismo si sono propagandate fino ai giorni nostri. Attivi propagandisti di queste tesi mistiche sono soprattutto i divulgatori e gli ammiratori del nazismo e dei movimenti della nuova destra, o anche di ideologie integraliste assolute, come quella degli attuali seguaci della setta del TEMPIO DI DIO SALAMONE, ispirati nei loro suicidi di massa al sacrificio degli appartenenti al vecchio ordine dei TEMPLARI. gli attuali movimenti dell’estrema destra che si rifanno alla concezione della società THULE , hanno affinità ideologiche con il misticismo islamico. Attivi in questo specifico campo culturale sono stati gli aderenti al MOVIMENTO EUROPEO NUOVA DESTRA, che nel 1985 pubblicavano la rivista ELEMENTS, edita in Francia dalla sezione francese del movimento. Seguace della mistica islamica in Italia era CLAUDIO MUTTI, esaltatore del "socialismo" di GHEDDAFI, fondatore con FRANCO FREDA dell’organizzazione estremista ORDINE NERO. CARLO MUTTI compare nell’inchiesta sulla strage di PIAZZA DELLA LOGGIA a Brescia, e sull’attentato del treno ITALICUS. Collegamenti di MUTTI, anche con MICHELE PAPA, presente nelle logge trapanesi, coinvolte nelle inchieste su mafia e massoneria Riferimenti alla società THULE ve ne sono anche di più recenti. il giornalista Franco Fracassi, indagando sulla rete neonazista ha scritto nel suo libro " IL QUARTO REICH che "In Germania, un reporter ed un gruppo di hacker pirati avevano rivelato l’esistenza di The Thule Network, una rete clandestina che interconnette la frange più estremista dei gruppi neonazisti del mondo. Thule è costituita da una dozzina di BBS (Bollettino Board Sistem luogo dove vengono scambiati messaggi tramite conferenze) in tre paesi occidentali e riunisce qualche migliaio di aderenti. I suoi indirizzi cambiano ogni giorno. In rete operano computer portatili che non usano mai lo stesso numero di telefono per entrare on line ......

Per avere accesso a Thule bisogna lasciare nome e numero telefonico. Qualcuno richiamerà il candidato per sottoporlo a un rigorosissimo test di fedeltà. In seguito si entra in alcuni repertori chiamati "Residence", "Elias" e "The Empire", che dispongono di vari programmi elettronici per costruire volantini e giornali, per criptare le informazioni più sensibili, oppure per concepire e maneggiare ordigni di vario genere…". Nel VENETO il nome THULE è comparso nel caso del tecnico informatico CARLO ALBERTO SARTOR.

Quello che Sartor racconta ai giornalisti e poi al procuratore di Padova Bruno Cherchi, è veramente inquietante.

Sartor denuncia, di essere stato picchiato selvaggiamente e minacciato di non profferire parola con alcuno, in merito ad un lavoro svolto per alcuni individui, qualificatisi come "servitori dello stato". Il lavoro che Sartor ha svolto per questi ingrati, sarebbe stato quello di codificare alcuni floppy disk. In un primo momento quattro a cui poi ne avrebbero dovuti seguire 96. Sartor dice che i suoi "datori di lavoro" e poi i suoi "assalitori", si sarebbero qualificati come appartenenti ai carabinieri dei ROS agli ordini di un fantomatico Capitano Poli. Il lavoro sui floppy disk, Sartor lo avrebbe svolto, in un capannone situato a Cusinati di Tezze sul Brenta. Sartor in quei floppy disk ha decodificato cifre di denaro per la somma di 47.000 miliardi ed inoltre vi erano ripetute delle sigle Atics Anir e HT-Riber, che lette a rovescio danno Rinascita e Rebirth (cioè "rinascita" in inglese). Altre sigle ripetute erano DRN e RDN. Se lette all’incontrario potrebbero dare Rinascita Democratica, che ricorda il vecchio progetto piduista di GELLI (Giornale di Vicenza e Gazzettino 23 e 24/6/95).

La vicenda del tecnico informatico vicentino è strettamente connessa con l’inchiesta giornalistica sul traffico di armi nel conflitto della ex YUGOSLAVIA condotta dal giornalista free lance padovano TOSON, e nell’inchiesta giudiziaria della magistratura di TORRE ANNUNZIATA, riguardante traffico di armi, di valuta, di rifiuti, denominata CHEQUE TO CHEQUE.

Molti sono i nomi appartenenti all’estrema destra vecchi e nuova citati a verbale nell’indagine CHEQUE TO CHEQUE. Tra tutti spiccano il nome di ROBERTO FIORE, leader di FORZA NUOVA, e di DELFO ZORZI. Un ruolo significativo nell’operazione CHEQUE TO CHEQUE, lo ebbero anche il colonnello GHEDAFFI, in rapporti d’affari con l’austriaco HAIDER, e il leader della destra russa ZHIRJNOSKI. Zhirinovsky ex generale, leader degli ultra nazionalisti russi, viene citato in un rapporto dei servizi segreti tedeschi, di aver avuto rapporti con il partito neonazista tedesco Deutsche Volkusonio di Gerard Freiy. Secondo il quotidiano la Repubblica Zirinosky il 22/10/93, ebbe un incontro in Austria con imprenditori tedeschi e italiani. Il consigliere economico di Zirinosky Alexi Wedenkim, ha fondato dieci società in Germania, Italia, Olanda, Svizzera, con lo scopo di ricercare partners nel mercato petrolifero. Vi è un’inchiesta aperta, per truffa ai danni dell’azienda per le privatizzazioni della Germania dell’Est in cui si sospetta, che finanziamenti siano finiti a Zhirinosky,; attraverso società svizzere che gestiscono i beni della SED.

CARLO ALBERTO SARTOR , testimone attendibile, per i pubblico ministero di Torre Annunziata, viene di nuovo avvicinato dai "presunti servitori dello stato" quando la sua vicenda sembrava essere avviata a conclusione. Ancora una volta chiedono la sua collaborazione tecnica, per "decrittare" niente popò dimeno che i nastri della strage di Ustica. Offrono molti soldi ed una tecnologia informatica molto sofisticata. Si presentano come appartenenti alla "Thule".

E’ dalla rete THULE scoperta da FRACASSI che escono gli interlocutori di Sartor? La giornalista MARIA TERESA DIRANI MISTRORIGO che riferisce sul settimanale LA DOMENICA DI VICENZA del 6/12/1996, quel che è accaduto a SARTOR, scrive che con il nome THULE, fino a pochi anni fa esisteva una casa editrice di estrema destra a PALERMO. Tale casa editrice distribuiva anche attestati ai suoi più affezionati collaboratori. Uno di questi attestati faceva bella mostra di sé nello studio del colonnello AMOS SPIAZZI ( rosa dei venti), a VERONA.

THULE, qualunque sia il suo ruolo attuale ingloba - secondo PALERMO- la loggia cultista TRADIZIONE E FAMIGLIA PROPRIETA’, che sempre secondo PALERMO ha svolto operazioni con l’internazionale nazista di FRANCOIS GENOUD (banchiere, che svolgeva la sua attività a LUGANO, morto suicida nel 1996 N.d.R.). FRANCOIS GENOUD, nazista convinto, finanziatore e amico del terrorista CARLOS. Al tempo della seconda guerra mondiale, agente del controspionaggio in forza alla centrale di STOCCARDA, guidata da PAUL DICKPOF. DICKPOF a guerra conclusa lavorerà nei servizi segreti tedeschi, rimaneggiati dagli americani, per diventare poi capo della polizia criminale e presidente dell’INTERPOL fino al 1968. GENOUD si adopera dopo la guerra a smistare attraverso le reti costruite dagli americani e gli inglesi gli ex gerarchi e scienziati del regime nazista. È in questo modo che entra in contatto con il gotha del Terzo Reich. È in quegli anni che molti generali gli affidano la gestione dei patrimoni nascosti in Svizzera. È in quegli anni che nasce il mito del banchiere nero che cura i diritti di pubblicazione degli scritti di Hitler, Goebbels e Goering. Genoud è stato un gran frequentatore di PULLACH, l’ex villa di Martin Borman dove si ricostruisce il BUNDESMACHRICHFENDIEST: il controspionaggio tedesco occidentale. Proprio a PULLACH Genoud fa tempo a diventare amico di KLAUS BARBIE, il boia di Lione, al quale pagherà le spese della difesa per il processo del 1987. Ed è sempre a PULLACH che Genoud comincia ad apprezzare il sostegno finanziario che inizia a fluire all’Egitto di Nasser in funzione antiistraeliana. Genoud, diventa poi amministratore della BANCA COMMERCIALE ARABA, creata in Europa con fondi siriani ( fonte: articolo di Andrea Purgatori sul Corriere della Sera del 2/06/1996).

Da annotare che nelle ultime carte spedite ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE SULLE STRAGI, dai magistrati che indagano sulla strage di BRESCIA- PIAZZA DELLA LOGGIA, molte pagine sono dedicate ai finanziamenti ricevuti dai fautori della strage attraverso il compiacente circuito finanziario del CANTON TICINO e in special modo LUGANO. Sull’ASSE, ITALIA-SVIZZERA - CANTON TICINO- FINANAZIAMENTI ALL’ESTREMA DESTRA- P.S.I, si entra in una selva oscura che tenteremo di dipanare. Partiamo da un articolo pubblicato dal settimanale AVVENIMENTI in data 9/02/1994. I giornalisti MICHELE GAMBINO e CHRISTOPHER HEFTI, ricostruiscono la rete finanziaria che ha sorretto l’ascesa dell’imprenditore SILVIO BERLUSCONI. Nella ragnatela finanziaria compare il nome di GIUSEPPE PELLA, scomparso da molti anni. PELLA era stato leader della destra democristiana e aveva ricoperto nei governi centristi cariche di rilievo: tra le altre il ministero delle finanze, quello degli esteri, e per un breve periodo, fino alle sue dimissioni nel gennaio del 1954, addirittura la Presidenza del Consiglio. PELLA è stato il rappresentante legale di alcune società che partendo dalla COMPAGNIA DI ASSICURAZIONI DI MILANO che non solo hanno fornito i capitali iniziali per la creazione dell’impero finanziario di SILVIO BERLUSCONI ma si intrecciano con la galassia dell’estrema destra svizzera e soprattutto con una finanziaria la FIMO che oltre ad essere entrata nelle maggiori inchieste degli inquirenti italiani nel campo del riciclaggio dei clan mafiosi italiani (soprattutto il clan di PIDDU MADONIA, arrestato a VICENZA), annovera tra i suoi massimi dirigenti storici la parlamentare ginevrina GENEIVE AUBRY e l’ex parlamentare democristiano GIANFRANCO COTTI e il fondatore della FIMO, ERCOLE DONINELLI e il genovese ENNIO SASTRA. Tutte queste persone nel 1956 sull’onda dell’anticomunismo montante in Svizzera si diedero da fare per organizzare il finanziamento di tutta la galassia di associazioni di estremisti di destra attraverso gli strumenti del libero mercato. Le persone sopracitate hanno anche aderito alla WACL.

Questo giro di persone e società ha un’altra particolarità che li collega al P.S.I, partito citato nella relazione sul "NOTO SERVIZIO". L’anello di collegamento è JEAN FABER che a sua volta è in contatto con MAURO GIALLOMBARDO. I due sono presenti nei maggiori scandali finanziari scoperti in Europa con la presenza del partiti socialisti. Sulla ricostruzione di questi scandali vedi l’articolo di AVVENIMENTI DEL 26/01/1994 dove si citano la vicenda KOLBRUNNER, L’OPERAZIONE ENIMONT, L’OPERAZIONE URANO DI GUIDO GARELLI, che sono collegate all’operazione CHEQUE TO CHEQUE. JEAN FABER è o è stato amministratore della finanziaria lussemburghese FARFADIN che è legata al potentissimo finanziere svizzero legato all’OPUS DEI e alla MASSONERIA, TITTO TETTAMANTI. Nell’ottobre del 1997 JEAN FABER, viene coinvolto in una inchiesta che svela la ragnatela economica della NRDRANGHETA a Milano. Al centro di questa inchiesta vi era la società EUROSUISSE di cui tra gli amministratori figurava o figura JEAN FABER. In questa società usata dalla ndrangheta c’è una altra particolarità interessante, perché vi è presente anche ENRICO CILIO, cognato di MICHELE SINDONA. La EUROSUISSE italiana è una filiale della EUROSUISSE SA DI LUGANO SVIZZERA. PALERMO cita TRADIZIONE E FAMIGLIA PROPRIETA, nel suo libro che ricostruisce le trame oscure dell’attentato al PAPA, come una delle organizzazioni fautrice dell’attentato. Un ruolo all’interno di TRADIZIONE E FAMIGLIA PROPRIETA lo gioca la famiglia nobiliare veneziana mitteleuropea del principe JOHANNES THURN UND TAXIS di MONACO DI BAVIERA, massone di rito scozzese del 33° grado ( che è deceduto recentemente). Il principe JOHANNES, all’epoca dell’attentato al PAPA del 1981, era presente nel consiglio di amministrazione della Banca di Monaco, BAYERISCHER VEREISBANK, e ne controllava il 15% del pacchetto azionario. Sia questa che la filiale londinese, la UNION BANK OF BAVARIA, erano state segnalate nell’inchiesta trentina relativamente al deposito di tre miliardi di marchi da parte del mafioso turco BEKIR CELENK, quelli promessi ad ALI’ AGCA per l’attentato al PAPA. La BAYERISCHER VEREISBANK rappresentava la più stretta connessione bancaria con LA BULGARIA FOREIGN TRADE BANK, considerata il polmone finanziario di diverse operazioni sporche. Significativo, in particolare appariva il fatto che una sua filiale era la LITEX BANK ( con sede a BEIRUT), azionista della BYBLOS BANK, cui apparteneva il potente esponente della falange CAMILLE CHAMOUN. A detta di alcune fonti- scrive PALERMO- la BYBLOS BANK e la LITEX BANK rappresentavano un’importante connessione tra l’EST e l’OVEST per il riciclaggio di denaro sporco proveniente dai traffici di droga libanesi e per i contatti con gli esponenti politici della falange e dei servizi segreti orientali. (servizi segreti orientali, passati in blocco, ad alimentare il fenomeno della mafia russa, molto attiva, con esponenti della destra, nei traffici illeciti che avvengono nelle regioni del NORD EST. N.d.R.). Negli anni ottanta - secondo quanto scritto da LIBERAZIONE del 5/08/1998- che riprende una notizia del giornale inglese THE GUARDIAN, costruita sulle rivelazioni del mensile antifascista SEARCHLIGHT, ROBERTO FIORE e MASSIMO MORSELLO, furono contatti dai servizi segreti inglesi, l’MI6, mentre si addestravano nei campi libanesi della FALANGE CRISTIANO MARONITA. Anche la famiglia THURN UND TAXIS, nel suo ramo italiano-veneziano ha avuto rapporti con i servizi segreti inglesi. Il castello di DUINO a TRIESTE è stato nel secondo dopoguerra una sede logistica dell’esercito e del controspionaggio inglese. DUINO è luogo dove spesso soggiorna HAIDER. GUIDO OLIMPIO, giornalista del CORRIERE DELLA SERA, e uno dei massimi esperti del fenomeno neonazismo, ha scritto che ROBERTO FIORE, è uno dei coordinatori della rete di solidarietà dei fascisti che ruota attorno ad un misterioso "GRUPPO DEI QUARANTA". Una sorta di mutuo soccorso dell’eversione nera che raccoglie i resti di formazioni come i NAR, ORDINE NUOVO, TERZA POSIZIONE. Nel 1997 il "GRUPPO DEI QUARANTA" si è riunito per stabilire un programma di azione della destra europea, volto all’ampliamento dell’azione eversiva, ricercando agganci con parti dei servizi segreti occidentali e con il mondo tenebroso dei mercenari e delle formazioni paramilitari esistenti. L’aggancio tra estrema destra e gli 007, soprattutto inglesi, sarebbe possibile, sempre secondo OLIMPIO, tramite i buoni uffici di alcune società di investigazione. Vi sarebbe la conferma che alcuni neofascisti italiani sarebbero stati forniti dalla nostra polizia di documenti presumibilmente falsificati da membri dello spionaggio inglese. La "Centrale" londinese- ha scritto OLIMPIO- costituirebbe il perno di un’azione clandestina e propagandistica a lungo raggio. Sono state individuate tracce del gruppo nella ex YUGOSLAVIA aiuti agli H.O.S. ( estrema destra croata ), sono stati inviati da THIRD POSITION INTERNATIONAL, che ha patrocinato raccolte di denaro " a favore dei bambini croati

RINASCITA NAZIONALE

 

Nei giorni scorsi, collegato alla figura del bombarolo Insabato - quello dell’attentato al Il Manifesto - abbiamo sentito solo accennare all’esistenza di un nuovo soggetto politico della destra nazional-popolare, si tratta di Rinascita Nazionale. Dedichiamo ampio spazio a questa organizzazione che, nel gioco delle scatole cinesi, pare destinata a coprire uno spazio importante tra i settori del nazismo e del fascismo italiano.

 

PREAMBOLO

Ai primi di settembre 1997, mentre si accentuano i contatti interni a Fiamma Tricolore di Rauti, un gruppo di giornalisti di estrema destra riuniti attorno al giornale Uomo Libero - Mario Consoli, Pietro Sella, Sergio Gozzoli, forte di un rapporto diretto con il leader del Front National francese di Jean Marie Le Pen, decidono la costituzione dell’omologo italiano, il Fronte Nazionale (non quello appena sciolto dai magistrati guidato da Freda).

L’operazione è ghiotta e un altro settore della destra neonazista si inserisce, è quello di Adriano Tilgher, considerato il braccio destro di Stefano delle Chiaie (noto terrorista nazista implicato in stragi in italia ed all’estero, già fondatore di Avanguardia Nazionale).

Seguono risse interne , con scontri fisici, fino a quando (il giorno prima dell’annuncio della nascita di Forza Nuova) prende tutto in mano Tilgher e annuncia la nascita del Fronte Nazionale (nel prossimo numero una scheda sul movimento NdR).

Rinascita Nazionale nasce a luglio del 2000, il 3 dicembre a Roma svolge la sua prima assemblea dei quadri nazionali che si definiscono: "uomini liberi ha per una larga, comune, azione per la rinascita del nostro popolo, per la rinascita della nostra libertà, per la rinascita della giustizia sociale in Italia e in Europa. Perché, per la prima volta da decenni a questa parte, un laboratorio di uomini attivi ha volontariamente, spontaneamente, rinunciato a issare paletti pseudo-ideologici, a issare distinguo, a trincerarsi in steccati nominalisti di clan o di pensiero, per partecipare senza riserve ad una battaglia politica attiva sul terreno nazionale e sociale. Perché, per la prima volta da decenni a questa parte, senza rinunciare alle proprie individuali e naturali differenze, un insieme di uomini liberi ha dichiarato la sua più totale disponibilità al "fare", all’agire, all’operare, allo scendere in piazza, a costruire giorno dopo giorno, mattone su mattone, una macchina da guerra, un partito-movimento, una concentrazione di forze nazionali, socialiste e popolari capace di dare una spallata, di mandare in rovina il regime della liberaldemocrazia, della schiavitù, del profitto e dell’usura. Stiamo già preparando l’organizzazione del fronte di battaglia. Abbiamo già scelto, - noi, senza fughe in avanti, senza seguire le icone o le mode del momento, perfettamente consapevoli della debolezza delle nostre attuali forze di fronte ad un regime che non è solo italiano ma planetario - sia il terreno che le modalità dello scontro. Vogliamo costringere l’avversario, il nemico, in difficili e impraticabili posizioni di difesa, già dall’inizio del conflitto, già domani, già ora. E’ possibile. Lo faremo".

Non è un tentativo patetico ma qualcosa di fondato, lo si capisce dal fatto che tali personaggi riescono da subito a produrre un quotidiano che esce nelle edicole di Campania, Lazio, Lombardia, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo e Puglia. Quotidiano che definiscono: "il luogo geometrico d’incontro di chi, ancora e nonostante tutto, ritiene di non avere condotto il suo cervello all’ammasso del Verbo liberaldemocratico, della globalizzazione economica della miseria, del pensiero unico che ogni cosa e ogni persona livella e rende schiava di una società senza memoria e priva di avvenire" e che sarebbe diventato " una potente cinghia di trasmissione del pensiero antagonista alla liberaldemocrazia". A dirigere il giornale con sede in Via Vasari a Roma è Ugo Gaudenzi.

Ugo Gaudenzi, dirige il giornale ed è il coordinatore nazionale.

La sua storia personale non lascia dubbi, infatti fu proprio tra i fondatori e dirigenti dell' Organizzazione Lotta di Popolo

L’ORGANIZZAZIONE DI RINASCITA NAZIONALE

 

Il Comitato provvisorio di coordinamento nazionale è animato dal professor Giacinto Auriti e dal dottor Giorgio Vitali, Per quanto riguarda il Comitato (provvisorio) costituente, all’assemblea del 3 dicembre svolta presso l’Hotel Jolli di Roma, sono rimaste invariate le responsabilità del coordinamento nazionale (Gaudenzi), del presidente del Cc (Emiliani), della cultura (Manco), della stampa (Loberto), dei media (Aiossa), dell’elettorale (Lealini), dell’internazionale (Mariantoni), del lavoro (Zongoli), della società (Vitali), della cooperazione (Tosti), delle iniziative parallele (Zanetov).I l settore organizzazione è stato demandato a Messina, al quale peraltro è rimasta la responsabilità della propaganda. La delega al sindacale è stata provvisoriamente assunta da Emiliani. Franco Ferro è il responsabile dei Probiviri. All’organizzazione territoriale e di pubbliche relazioni, Claudio Marconi ( centro-nord), Nino Gervasio (centro sud) nonché la funzione vicaria del coordinatore nazionale. A Piero Sella è stata demandata la Presidenza del Movimento.A Maria Lina Veca la federazione di Roma. Del Comitato Costituente fanno parte integrante i coordinatori regionali: Piero Allegretti per le Puglie, Gianfranco Protopapa per la Campania, Fiorenzo Bonatti per le Venezie.

 

L’ATTO COSTITUTIVO

 

<<Coloro che hanno dato volontariamente vita a Rinascita Nazionale sono chiamati a costruire, in forza delle responsabilità comuni e dell’impegno spontaneamente contratto, entro il prossimo semestre, un’organizzazione popolare, un fascio di forze nazionali, socialiste e repubblicane. Una potente opposizione al mondialismo falsamente umanitario che nel nome della tolleranza e della globalizzazione vuole sradicata ogni identità culturale, etnica, storica per fare del pianeta un proprio mercato di schiavi e consumatori. Rinascita Nazionale si sta costituendo in tutto il territorio nazionale italiano, come frazione di un’alleanza con i popoli oppressi dagli atlantici in Europa e nel mondo. E’ una concentrazione nazionale e sociale, un fascio di forze popolari e socialiste: è il movimento di popolo già in grado, evitando imperativamente ogni commistione con i due poli di regime, di costruire in ogni dimensione, anche in quella elettorale, presentandosi come blocco di una terza e unica posizione alternativa >> scrive il direttore del quotidiano Rinascita Nazionale, Ugo Gudenzi, parlando dell’omonimo partito-movimento. Gli assi strategici sono semplici: < 1) una campagna per l’immediato blocco dell’immigrazione extraeuropea; 2) una campagna per l’abrogazione delle politiche antisociali, delle svendite, delle privatizzazioni, delle delocalizzazioni delle attività produttive, del lavoro detto in affitto o precario o flessibile; 3) una campagna per la sovranità nazionale e, naturalmente, militare italiana ed europea, con l’abrogazione delle leggi e delle norme che rendono sudditi degli atlantici uomini e popoli.>> Sempre Ugo Gaudenzi ci illustra il preambolo politico culturale dell’organizzazione: << Dopo la svolta di Fiuggi, e la ricollocazione del Msi, diventato Alleanza Nazionale, nel suo scenario concreto, di destra conservatrice, liberale ed atlantica, palesemente non erede del fascismo autentico, quello dei Far o della Rsi, siamo giunti ad una ulteriore decomposizione dell’area ormai detta generticamente "nazionalpopolare" o di "destra radicale". Oltre alle teoricamente maggiori formazioni oggi in campo (Fiamma Tricolore di Rauti, Fiamma Tricolore dissidente, con i quadri riuniti a Massa da Silvestri il 9 dicembre appena passato, Forza Nuova, con Fiore e Morsello, Fronte Nazionale Italiano, con Sermonti, Erra e Tilgher, Fronte Veneto Skin, Fascismo e Libertà), qualcuno, di recente, ha contabilizzato altre ottocento e più iniziative, associazioni e gruppi dispersi, atomizzati, sul territorio italiano.Tutti giunti in fondo al tunnel, nel vicolo cieco dell’inazione, della dispersione. E dire che il bagaglio di proposte costruttive, di proposte per il futuro del nostro popolo, di concrete alternative alla globalizzazione della miseria, è talmente straripante, in quell’area, che solo un cieco, o una banda di ciechi, può essere convinto di non possederlo.O di non utilizzarlo. Perché, poi, il problema è proprio questo qui. I timonieri, o presunti tali, di quest’area, non vogliono utilizzare ciò che hanno o potrebbero avere. Con le buone o con le cattive, per restituirlo alle energie migliori che proprio siffatti "timonieri" hanno volutamente espulso, allontanato. E questo non è certo un discorso, un invito, personale, nè passivo, né attivo. E’ una constatazione e un appello a tutti coloro che ancora credono nella necessità di riconquistare il futuro con le radici ben salde nel passato. E’ un appello alla dignità, all’onestà di intenti, al desiderio di fare di tanti Italiani>>.

 

IDEOLOGIA

 

E’ Piero Sella che ci conduce nel centro vivo del pensiero dell’organizzazione, un misto di antimondialismo e razzismo, nazionalismo nostalgico del "fascismo rivoluzionario" (dai FAR alla RSI, dicono i dirigenti RN).

Riportiamo stralci del suo intervento all’ Università d’estate, tenutosi ad Erba nei mesi scorsi: <(…) gli ultimi cinquant¹anni di storia abbiano registrato la progressiva perdita di sovranità dei vari paesi, la loro sudditanza economica e monetaria verso l’America, e la corrispondente diffusione di un modello super nazionale, quello liberalcapitalista, interessato alla globalizzazione politica ed economica. Ma, al di là della incombente presenza americana e del ricatto della grande finanza, per capire l¹avvento del Nuovo Ordine Mondialista e le ridotte resistenze che esso incontra, è necessario prendere in considerazione l¹inesausta pressione culturale che si è riversata sui popoli per annullare in essi ogni capacità critica di giudizio autonomo, ogni orgoglio etnico, ogni capacità di reazione. Si è colpevolizzata, manipolando la Storia, qualsiasi tendenza etnocentrica. Si sono combattute, all¹insegna del cosmopolitismo e della libertà di mercato, l¹idea della preferenza interna, e quella della tutela dell¹industria, dell¹agricoltura e del lavoro europei. Si è soprattutto incoraggiato l’imbastardimento razziale, e ciò attraverso la demagogia dell’uguaglianza, la cultura dell¹integrazione e dell’accoglienza, la diffusione del buonismo e, al suo interno, di un fenomeno di eccezionale gravità pedagogica, quello dell¹adozione internazionale.

L¹esistenza di un preciso disegno teso ad imporre la società multirazziale ­ non abbiamo la minima esitazione a parlare di vero e proprio complotto ­ è sotto gli occhi di chiunque si sia piazzato negli ultimi mesi davanti a un televisore a seguire il telegiornale. Mentre un cittadino italiano è costretto ad attendere per mesi un passaporto, entrare nel nostro paese, per i clandestini, è uno scherzo.>

Poi da la sua lettura del mondialismo: <E che prospettive si aprono per la politica estera europea restando a rimorchio di una nazione come gli Stati Uniti, simbolo in tutto il mondo di violenza e di sopraffazione? È un ragionamento questo che va approfondito considerando il particolare impegno americano nel Mediterraneo e nel Vicino Oriente. Con la tipica incoerenza di chi si crede al di sopra di ogni legge e al riparo di ogni critica, gli americani, che vietano con la dottrina di Monroe alle altre potenze ogni intervento nel loro Continente, esercitano sul Nostro, e sulle regioni petrolifere del Medio Oriente, un vero e proprio protettorato. Essere alleati degli USA vuol dire oltretutto inimicarsi l’intero mondo arabo, rischiare ­ senza alcun tornaconto ­ la ritorsione del terrorismo. Se quelle che abbiamo visto sono le radici storiche ed ideologiche della globalizzazione, e l’Europa vuole sottrarsi ai suoi disastrosi effetti, è suo dovere fare precise scelte di campo. La strategia della liberazione non può che partire dalla constatazione degli errori commessi, dall’esame di quanto sia stato dannoso coordinare la nostra politica con chi era portatore di interessi etici, geopolitici e commerciali diversi dai nostri, con chi scatenava, nella direzione sbagliata, sanzioni economiche, attacchi armati e interventi umanitari.>. Per chi avesse ancora qualche dubbio, il Sella è senza pudori: << (…) È la genetica ad insegnare che la società multirazziale è irreversibile; la freccia del tempo ha una sola direzione. Se dobbiamo batterci occorre farlo subito. Pentirsi domani di quanto non si è fatto oggi non servirebbe a nulla. Nessuna razza inquinata può tornare quel che era; nessun popolo che abbia perso la sua identità etnica potrà mai più recuperarla. Quel che è certo anzi è che in esso scompare l’interesse all’indipendenza politica e la voglia di difendere, per i figli, quella economica. Un popolo privo di identità diventa un gregge che si muove docile nella direzione voluta dalla Grande Finanza. È per questo che a noi non interessa che gli immigrati siano regolari, istruiti, magari cattolici. La presenza di masse di stranieri inassimilabili per ragioni di razza, di religione, di cultura, è comunque, per qualsiasi Paese, assolutamente negativa>>. Poi il Pietro Sella conclude in modo assai inquietante:

<< Ci auguriamo che nella prossima legislatura, la Lega e quelle forze che specie al centro e al sud si coaguleranno intorno a Rinascita Nazionale, abbiano i numeri per imporre i grandi cambiamenti necessari>>.

 

GLI AMICI DI QUESTO PROGETTO

 

Lo scorso Luglio, a Velletri, si è svolta la Convenzione Nazionale organizzata da sei testate: Rinascita, Orientamenti, l’Uomo libero, Italicum, Avvento, Utopia volta alla costituzione del nuovo movimento politico. Base comune la sottoscrizione di un Manifesto politico. Grande sostenitore del progetto, Mario Consoli, de L’Uomo Libero, che sottolinea l’essenza della Convenzione: <<In Italia ed in Europa esiste uno spazio enorme, e crescente di cittadini che si sentono a disagio, che scalpitano, che già avvertono sul proprio corpo il dolore per i colpi ricevuti dal Mondialismo. Un enorme spazio che puntualmente scopre di non avere nessun soggetto politico capace di rappresentarlo. Noi, questo soggetto politico, dobbiamo inventarlo, dobbiamo costruirlo. Dobbiamo realizzare il nuovo Movimento di opposizione globale>>.

Il mese prima, nel giugno 2000, si sono incontrati i rappresentanti di Rinascita e del Partito Comunitarista Nazional-Europeo per: << stabilire linee di azione comune e di collaborazione articolata. Le delegazioni hanno deciso di approfondire, attraverso un forum permanente che si riunira’ sia nella sede di Rinascita che presso i locali del PCN, le potenzialita’ per giungere rapidamente ad una forma di collaborazione strutturata tra tutte le forze socialiste, comunitariste e nazionali.>> Sempre in questi mesi si è costituito in Italia Il Partito Comunitarista nazional-Europeo), per l’azione dei Circoli Comunitaristi Nazional-europei.

In realtà, come la stessa rivista "Rosso e nero", i comunitaristi operano già in modo organizzato all'interno del Fronte Nazionale di Tilgher, da cui ne escono quando si ripropone l'azione convergente tra Fronte nazionale e Fiamma di Rauti. Il PCN è attualmente operante in Belgio, Francia, Svizzera, Ungheria, Germania ed ora anche in Italia, dove pubblica il settimanale "Nazione Europa". tiscalinet.it/nazioneeuropa. A settembre convergono politicamente i dei gruppi Autonomisti Nazionalisti che presso l’Auditorium della Sala Comunale di Pompiano (Brescia) promuovono un convegno dal titolo: NO ALL’EUROPA DI MAASTRICHT NO ALL’IMMIGRAZIONE.

"Rosso è Nero" espressione dei circoli comunitaristi, in collaborazione con Sinergie Europee, ha dato vita ad un Convegno che ha visto la partecipazione Luc Michel , presidente del PCN (Partito Comunitario Nazional - europeo) il quale ha voluto testimoniare la necessità di costruire il Partito transnazionale europeo del futuro, unico strumento di lotta adatto ai tempi.

Molti i relatori, tra i quali Yves Bataille, Carlo Terracciano, Dragos Kalajic, Chicco Galmozzi, Tommaso Staiti.

"Rosso e nero", dopo l'avventura nel Fronte Nazionale, si sposta sulle posizioni del neo partito Comunitarista e nel 2000 cambia nome e diventa "Comunitarismo" e si avvicina alle posizioni di Rinascita Nazionale, blocco politico dobve coabitano molti pezzi del neonazismo in fuga da Rauti.

Non ultimi amici quelli del MSE Movimento Sociale Europeo, usciti dalla Fiamma Tricolore di Rauti, recentemente il loro protavoce ha dichiarato di sottoscrivere totalmente il Manifesto di RN e di considerare necessaria una rapida integrazione delle forze nazionali socialiste popolari.

Ma appare ancor più che proprio il MSE è l'anima organizzata di Rinascita Nazionale.

 

 

RINASCITA NAZIONALE NEL NORD EST ITALIANO

 

Pur essendo un contenitore su cui occorre indagare meglio, Rinascita Nazionale comincia a mettere radici anche nel Veneto. Punto di collegamento è il vicentino Danilo Zongoli docente presso il Liceo Scientifico Tron di Schio e responsabile nazionale per i problemi del Lavoro del Movimento. Attivo sul piano sindacale tra i docenti della Gilda tiene i contatti anche sulle iniziative di altra natura, come ad esempio l’adozione di bambini moldavi. Tra RN e l’Associazione Italia-Moldavia è stato siglato un accordo per un’iniziativa nazionale.

Nel marzo 99, con un volantino stampato a Roma, Rinascita nazionale compare davanti alle scuole di Vicenza, Venezia, Trieste, Treviso. Il testo riproduce le posizioni del movimento per la pace e propone il superamento di vecchi schemi destra sinistra per unirsi contro la guerra.

Nei giorni seguenti, durante il corteo promosso dal PRC davanti la base di Aviano, un gruppetto con fazzoletto rosso a bordo nero, distribuisce un volantone di Rinascita nazionale.

I fascisti individuati, vengono invitati ad allontanarsi, nonostante tentino di intercedere per loro alcuni manifestanti. Quest'ultimo episodio si rivela inquietante alla notizia che proprio gli uomini veneti di Rinascita Nazionale, sono gli intermediari per la partecipazione di alcuni "militanti della sinistra antimperialista" al convegno promosso dalla rivista dei circoli comunitaristi "Rosso e Nero" e da Sinergie Europee a Milano.

Nel materiale di propaganda di Rinascita possiamo trovare riferimento all'iniziativa dove si rivendica il successo di aver portato all'incontro "Circoli del nord Italia vicini a Rifondazione Comunista".

La cosa si ripete nell'estate del 2000 in occasione del campo antimilitarista organizzato in Umbria. Nel campeggio si presenteranno gruppetti fascisti "comunitaristi", accettati perché, secondo i promotori, rispettosi del programma del Campo.

Nel corso della vertenza contro la delocalizzazione delle attività produttive della Marzotto di Schio i nazional popolari sono attivi.

Siamo nella fase di trapasso dal partito (Movimento Sociale Europeo), al blocco nazionale (Rinascita nazionale).

Ecco cosa dice Zongoli: <<A Schio la federazione di Vicenza del Movimento Sociale Europeo (oggi Rinascita nazionale) si è dunque mobilitata a fianco dei lavoratori della Marzotto e

prosegue la sua campagna contro la globalizzazione della miseria.

I militanti del MSE, presenti con volantinaggi quotidiani, hanno inscenato una dura protesta

durante la riunione del Consiglio Comunale di Schio convocato in seduta straordinaria appunto

per il caso Marzotto. Il segretario federale ha espresso la più totale solidarietà del Movimento ai

lavoratori. La richiesta del MSE alle autorità provinciali e nazionali di intervenire per impedire il

trasferimento dei reparti produttivi in Lituania è stata, per una volta, ampiamente pubblicizzata dai

mezzi d'informazione locali. Il Movimento sarà presente venerdì 25 febbraio al corteo dei lavoratori

in sciopero e gli studenti del MSE parteciperanno alla giornata con una generale mobilitazione

studentesca di solidarietà con i lavoratori. Il MSE non si limita a schierarsi contro gli eventuali

licenziamenti, ma durante il comizio organizzato dalla federazione vicentina il segretario ha

ribadito come una vicenda come quella della Marzotto dimostri la necessità che i lavoratori debbano partecipare agli utili e alla gestione delle aziende. La socializzazione è l'unica alternativa

al capitalismo selvaggio e al cosiddetto socialismo scientifico fallito e inadeguato, mentre oggi più

che mai risultano moderne e giuste le teorie economiche del Socialismo Nazionale."

Il responsabile dell’organizzazione afferma che le iniziative di Schio:

<< hanno mostrato concretamente che esiste attorno a Rinascita Nazionale e ad alcuni gruppi vicini alla testata soprattutto nell’area veneta e romagnola >>.

Il Movimento è presente anche nella Venezia Giulia, guidato da Dino Giacca, coadiuvato da Stefano Mattiussi

 

NOTE

Riportando un intervento di Pietro Sella citiamo l'iniziativa di Università d'Estate, tenutasi ad Erba lo scorso settembre.

Università d'Estate, a Perugia, ricompare in un successivo articolo dedicato all'internazionale nera Euro Net a proposito del partito transnazionale e degli Haideriani di casa nostra.

Non si tratta del medesimo circuito, quest'ultima promossa da Sinergie Europee, la prima promossa dalla "Giovane Padania".

Ad Erba è la Lega Nord a promuovere una tre giorni di formazione.

Va comunque posta attenzione proprio a questa iniziativa perché gli intrecci con Rinascita nazionale sono numerosissimi.

Matatore dell'iniziativa il leader leghista Borghezio, che in questa occasione mostra tutte le sue amicizie di gioventù (quando era nell'area di Ordine Nuovo).

All'università della giovane padania, nella tavola rotonda tenuta da Borghezio su "Il Mondialismo" interviene Pietro Sella (vedi intervento).

Giacinto Auriti, frequentatore dei congressi di Rinascita nazionale (ma anche di Forza Nuova), tiene ad Erba una relazione sulla "Local Money".

Altra relazione alla università dei padani è tenuta da Don Curzio Nitoglia dell'Istituto Mater Boni Consilii, il titolo è eloquente "Il pericolo Islam".

Don Curzio Nitoglia lo ritroviamo come relatore al "II° Campo "Con l'Arpa e con la spada" promosso dalla Comunità Militante Tiburtina, espressione di Rinascita Nazionale, svoltosi presso il Convento S.Maria Nuova a San Gregorio da Sassale a Roma, dal 4 al 7 gennaio 2001. Argomento relazionato dal prelato "conoscere la massoneria".

Un legame tra lega Nord e nazional popolari le cui ragioni sono spiegate da Borghezio in riferimento ai promotori di Giovane Padania:" un'associazione composta dai patrioti padani e da coloro che sono portatori di quell'ampio sentimento identitario… di chi ama la libertà della padania e dei popoli europei.."

ROCK AGAINST COMUNISM

 

Ai giovani spetta il peso principale di una società che progressivamente rende precaria ogni prospettiva di coesione culturale e soddisfazione materiale.

Nell’Europa dei banchieri cresce l’onda lunga di un sistema che produce malessere: quello delle periferie umane e geografiche lasciate ai margini del processo di globalizzazione dei mercati.

Talvolta le risposte giungono violente, animalesche: la difesa della razza, della minacciata identità, l’odio per tutte le diversità, il disprezzo per ogni forma di uguaglianza.

Per i disoccupati, i privi di adeguata speranza, per i proletari privati di ogni coscienza critica, il messaggio assoluto, di sicurezza, di ordine, di riconoscimento sociale antropologico è semplice e diretto: la comunità primordiale fondata su terra, razza e sangue. Se alla rabbia irrazionale dei giovani aggiungiamo la sapiente opera di infaticabili mestatori di nostalgie ariane, antisemite, xenofobe, omofobe, anticomuniste... il miscuglio esplosivo è pronto. Ma quali sono i valori e i linguaggi di questa "antieuropa" giovanissima e nera?

Negli anni 70 nasce in Gran Bretagna il White Power Rock, emanazione di estrema destra del punk; nel 1982 su iniziativa dello Young National Front e di una rock band di estrema destra, gli Skrewdriver, nasce l’organizzazione Rock against comunism che si occupa di organizzare concerti e di produrre un mensile di nazi-rock, Blood and Honour.

Oggi questo tipo di musica gode di ottima salute.

Per farsi un’idea, basta leggere i testi di band dai nomi esplicativi come i tedeschi Endstufe ("Soluzione finale", in chiaro riferimento all’Olocausto), gli svedesi Division S (nome della divisione Waffen-SS formata da volontari svedesi), gli spagnoli Zyclon B (nome di uno dei gas utilizzati dai nazisti nei campi di sterminio) o gli inglesi No Remorse, che hanno pensato bene di intitolare un proprio cd Barbecue in Rostock, in riferimento ai roghi di ostelli dell’agosto ‘92. Gli Endsieg (Vittoria finale) cantano nel pezzo Kanaken (straniero in senso dispregiativo): "Consumano aglio e vengono in Germania/sanno solo sporcare/bisogna ammazzarli, semplicemente ucciderli/chiudeteli in prigione/portateli nei campi di contramento/basta che se ne vadano/uccidete i loro figli, violentate le loro donnne/sterminate la razza/se nel tuo giardino c’è una grande quercia/allora voglio che un turco penzoli da un suo ramo/se ne vedi uno nella metropolitana spingi 17 volte la tua lama/ se lo incontri con una donna tedesca/ricorda che sta profanando la tua razza".

Il panorama europeo è vastissimo, ricordiamo gli spagnoli 14 Palabras e gli Estirpe Imperial; i scandinavi Pluton Svea, prodotti dalle edizioni Midgard; gli inglesi Condamned 84; gli svedesi Ultima Thule; gli sloveni Leibach. Tralasciamo altri continenti, dove il fenomeno non è meno diffuso, anzi.

Limitiamoci a ricordare che quasi tutto il materiale diffuso in Europa: cd, filmati, magliette, bandiere e molto altro, viene prodotto in Canada a Toronto.

La produzione nazi-rock diventa, quindi, un business sempre più invitante, tanto da attrarre le attenzioni più o meno consapevoli di piccole e grandi strutture commerciali e da far affluire notevoli flussi di finanziamento ai gruppi politici che ne controllano le leve: nel 1996 si è scoperto che Barbecue in Rostock, il repellente cd dei No

Remorse, è stato prodotto dalla gallese Nimbus Manifacturing UK, una delle più importanti case di produzione a livello internazionale.

In Italia tra il maggio e il settembre del 1993, la Tuono Records di Vicenza produce il primo cd delle due più importanti band neonaziste degli anni novanta: Peggior Amico e A.D.L.122.

Dopo l’Operazione Runa (il nome dato dalla polizia all’operazione con cui sono stati messi fuori legge i gruppi del network di Base Autonoma, nata nel’91) riprende l’attività editoriale, con la fanzine milanese "Assalto sonoro", a cui seguono la veronese "Groarrr" e altre. All’attività della Tuono Records si aggiungono poi, a partire dal 1995, altre tre case discografiche: la Barracuda Rec., la milanese Assalto Sonoro Records e la romana Rupe Tarpea Production (RTP).

La RTP è parte di un "progetto metapolitico" più vasto e articolato, quello della Cooperativa Perimetro: "Associazione indipendente da qualsiasi partito che opera nel settore dello studio della progettazione, della produzione e della diffusione di materiali audio, video, grafici di ispirazione nazional-rivoluzionaria".

La RTP produce gruppi dei generi più svariati, dalla musica celtica al rock più estremo.

Ma i gruppi proliferano in tutto il paese, ricordiamo tra gli altri: i Dente di Lupo, Blok11, ZetaZeroAlfa, Delenda Carthago, Imperium, i sardi Razza Fuorilegge, il cantautore milanese Federico G., i Legittima Offesa, Antica Tradizione, i 270 bis, gli Hobbit, Ultima Ratio, Legion Of St.George, Last Resort, Ultimo Stadio, Injustice Side, i veronesi Gesta Bellica, i Malnatt, i Fraktion, Fronte 82, Tabula Rasa, Faustrecht...... gruppi che si esibiscono in concerti e producono CD, materiali sonori, video e gadget.

A sostenerli la rete delle organizzazioni politiche neonaziste e numerose riviste internet e cartacee, tra queste spiccano per il messaggio apertamente nazista Offensiva, Fuorilegge, Usginewslettar.

Ma anche nelle riviste più accorte come Area, del circuito di AN, si leggono la pubblicità di gruppi musicali dell’area nazi-rock. Le vicende musicali seguono da vicino quelle politiche.

Mentre Forza Nuova, Rinascita Nazionale, gli Skinheads, ma anche la destra sociale costituzionalizzata, declamano le virtù politiche del boia fascita rumeno Cordeanu, ecco che la musica entra in campo.

Così succede che la rinata organizzazione rumena Guardia di Ferro, sponsorizzi presso le case editrici (rumene) Vaws ed Eis Und Licht, la realizzazione di un CD triplo in memoria e onore del collaborazionista amico di Hitler Cordeanu , fondatore delle famigerate "Guardie di Ferro", le camice verdi (ironia della sorte) che collaborarono con le Waffen SS. Per l’occasione in rappresentanza dei camerati italiani suonano anche gli italianissimi Camerata Mediolanum, Ain Soph, Foresta di Ferro.

Nel florido panorama nordestino le radici sono ben salde.

Dei gruppi precursori degli anni 80, ricordiamo i trevigiani "Leggi Marziali" o "Guerriglia Urbana", dai quali poi si formeranno i "Hope & Glory"; oppure i veronesi "Rommel Skin" e "Warsaw Pact", che concorreranno a formare i "Plastic Surgey". Da queste esperienze nascono a Verona i più noti musicisti degli ambienti del Veneto Fronte Skin, i Peggior Amico di Massimo Bellini e Michel Monfa.

Figliocci di queste prime esperienze gli attuali vicentini/veronesi Gesta Bellica e i trevigiani Front 82.

Spiccano per celebrità negli ambienti neonazi, i padovani della Compagnia dell’Anello o ex Gruppo Padovano di Protesta Nazionale: una formazione storica (come i padovani Clessidra di Enzo Pastore) che dalla fine degli anni 70 ad oggi ha più volte cambiato la formazione originale, partecipando a tutte le iniziative pubbliche più significative della destra radicale fino ai giorni nostri.

La formazione storica comprendeva: Roberto Meconcelli, Gigi Toso, Mario Bortoluzzi, FabioRagno e Loris Lombroni. Di Gigi Toso famigerata è l’inedita canzone: Storia di un SS.

Altro gruppo storico, scioltosi nel 1995 sono gli ZPM di Verona, dove la P sta per il nome di uno dei fondatori, tal Paolo Scaravelli, chitarrista e cantante (oggi capogruppo AN in consiglio regionale del Veneto). E’ lui l’autore del brano, inserito nell’album (cassetta?) "Una voce controvento", titolato Jean, il cui testo la dice lunga sulle fondamenta ideologiche di Scaravelli:

" Il 25 aprile all’alba cominciava a Berlino dell’Europa l’ultimo respiro.

Un migliaio di giovani attorno a un bunker

da tutta Europa venuti a morire con te,

con te Jean,

venuto dalla Francia

con i tuoi vent’anni e la speranza

di poter forgiare l’Europa della libertà

con la certezza di morire per la civiltà (..) Una croce di ferro sul petto,

il mitra stretto,

due rune d’argento sopra l’elmetto,

era l’Europa che moriva con te.

Sei morto a vent’anni tu, Jean,

la notte del 30 d’aprile a Berlino

con l’aquila e i gigli della Charlemagne

ma era l’Europa che moriva con te."

Inutile ricordare che l’Europa di cui ha languida nostalgia Scaravelli si sarebbe chiamata Terzo Reich e che gli eroi a cui fa riferimento combattevano fianco a fianco alle SS naziste.

Un vero e proprio cantautore è invece il vicentino Dario Bressan, dal 93 al 94 con i Topi Neri , poi dal 95 al 97 collabora con i Isola Bianca.

Nel 97 nascono invece i veronesi Coprifuoco del circuito naziskin, così come i bolzanini Bozen Onkelz che partecipano ai raduni concerti di Vicenza del Fronte Veneto Skinhead

 

 

... DA GETTARE

 

"Dei solitari, degli irriducibili e dei liberi si riuniscono dunque, non come in un rifugio o nel luogo di una fuga più o meno mistica, ma come in un posto di resistenza, di combattimento e di realismo superiore. Più

che programmi o indirizzi, Vie: espressioni varie dell'unica Tradizione, che nella pluralità delle realizzazioni, tende non a formare, ma a riunire gli individui, non in eguaglianza di credo, ma in eguaglianza di dignità" JULIUS EVOLA -

Con questo preambolo si presenta l’Associazione Culturale

Limes una associazione nata a Milano nel novembre del 1999 con l'intento di "valorizzare e diffondere,

in quest' epoca di globalizzazione economica e di omologazione mentale, la cultura tradizionale e comunitaristica , italiana ed europea." Siamo nel filone nazional rivoluzionario, lo stesso in cui operano Rinascita Nazionale, il Partito comunitarista, Sinergie Europee e la rivista Orion, i gruppi legati al fascismo della RSI o dei Fasci d’azione di Evola.

Propongono un antimondialismo di frontiera e l’allenza antagonista (ricordano quelle provocazioni chiamate il nazimaoismo di Lotta di Popolo, ma anche le posizioni ideologiche di Terza Posizione e del

Fronte Nazionale di Freda). Da questa associazione che si dichiara "ne di destra ne di sinistra", ma che propone le celebrazioni mussoliniane andando in gita a Predappio e promuove conferenze sulle "radiose

giornate" della Repubblica Sociale, apprendiamo l’elenco delle produzioni musicali del neonazismo e dintorni. Non invitiamo nessuno a bruciare queste "opere d’arte", ma almeno ad evitare la remotissima

possibilità di acquisti incauti. Si sa, i nomi stranieri spesso ingannano....

 

(la sigla RAC che compare in coda a molte produzioni si riferisce a: Rock Against Communism , il rock contro il comunismo)

 

270 BIS - Incantesimi d'amore

7 MUELLES - No te cortes!

ADAM & OLAF progetto di ballads di Adam dei Konkwista

AGARTHA - Also spracht Zarathustra

ANTICA TRADIZIONE - Antica tradizione

ANTICA TRADIZIONE - L'eternità del Mito

ARGOSLENT - Galloping through the battle ruins (Black metal)

ATTACCO FRONTALE - Leibstandarte

AUFMARSCH, Kinderschänder

AUFWIND, Feste...

AURORA: "Demo ‘98" esordio su cassetta per i romani £ 10.000 BAGADOU STOURM "Penn ar bed" Oi bretone

GREGORIO BARDINI "Arx" lavoro solista dell’ex di Terre Di Mezzo GREGORIO BARDINI "The cosmic Milk"

lavoro sperimentale

BARKING DOGS - Dein Tag

BATALLON DE CASTIGO - Desperta Fierro (heavy metal)

BATALLON MENTORZY RAC polacco

BATTLE CRY

BEFORE GOD - Wolves amongst the sheep (black metal)

BEST DEFENSE "Six guns justice"

BLOCK 11 - Here we are

BLEU BLANC ROCK compilazione francese

BOUND FOR GLORY "Over The Top"

BOUND FOR GLORY - Never again

BOUND FOR GLORY - Requiem

BOUND FOR GLORY - Warriors Call!

BRAWLERS - Enemies of the State

BRESSAN D. - Spirito libero

BROADSWORD - God of thunder

BRUTAL ATTACK - Keeping the dream alive

BRUTAL COMBAT - Lost and Found

BULDOK - Blood and soil!.

BUNKER 84 - Notre combat

CARPE DIEM - Frei Geboren

CARRE' LADICH MARCHALL - Science et violence

CELTIC WARRIOR - Invader

CELTIC WARRIOR/BRITISH STANDARD - Celtic connections

CELTIC WARRIOR "The Legend Lives On"

CRUSADE

CELTICA - Celtica

COMPAGNIA DELL'ANELLO - Terra di Thule/In rotta per Bisanzio

COMPAGNIA DELL'ANELLO/AMICI DEL VENTO-Concerto del ventennale

COSTANTINESCU - In alto i cuori

DAY OF THE SWORD "Hail victory" RAC americano

DDT "Dodicesima Disposizione Transitoria" esordio da Milano

DEAD FUTURE - I Nationens tjanst" …dalla Svezia

DECADENCE CULTURE - Occidente

DEGRELLE L. - Discorsi (in lingua originale)

DIE MOITE - Hier Kommt die moite

DIVISION 250 - Revuelta

DIVISION 250 - Imperium

EKSPANSJA RAC polacco

ENDUPDEAD - …and the hell… Finlandia, metal simile ai Buldok

ESTIRPE IMPERIAL - Himnos de Gloria

EXCALIBUR - Auri Sacra Fames 2° CD

EXCALIBUR - Thurisaz 3° CD metal estremo

FAUSTRECHT - Blut schweiss und tranen

FAUSTRECHT - Sozialismus oder tod

FIST OF STEEL -

FORTRESS - Into legend

FORTRESS - Fires of our Rage

FRACTION HEXAGONE : "Rejoins nos Rangs"

FRACTION - Son d’Histoire

FRANK RENNICKE - Anderer Lieder

FRANK RENNICKE - Trotz alledem

FRANK RENNICKE - Der Vater Land

FREYA - Filles de Freya

FRONT TOWARDS ENEMY - Io non ci sto

GERMANIA Winter forever" dalla Svezia

GESTA BELLICA - Usque ad inferos

GESTA BELLICA - Iterum Rudit Leo

HOBBIT - Viaggio al termine della notte

IDEE Z - Nicht mit uns

ILE DE FRANCE Franc Parler gruppo francese

IL SENTIERO DEL RICORDO - Con il flauto e con l’ariete

IN MEMORIAM - Paris-Belgrad

IN MEMORIAM - Entre Terre et Lumiere RIF francese

IN MEMORIAM "demo 1997"

INTIMIDATION ONE

INTOLLERANZA - Tutti all'inferno

JANUS - Al Maestrale

JUNKER - Reati di cuore

KEN MAC LELLAN + STIGGER - They died with pride

KILLER BOOTS - William Wallace Gruppo bretone,

KLANG CARL - Extremist! Country-folk

KREUZFEUER - Zurück...

LEDUNG - Loyalty

LEGITTIMA OFFESA - Giorno per giorno

LONDINIUM SPQR - Fare Quadrato

MALABESTIA - Cent'anni da leone

MIDGARD - Pro Patria 2

MARCONI G. - In viaggio

MARZI F. - Alzo zero

MIGHT OF RAGE - When the storms comes down

MINNESANG - Jungsturm der neu Zeit RAC tedesco

MORSELLO M. - Massimino

MORSELLO M. - Punto di non ritorno

MORSELLO M. - La direzione del vento

MUNIN - Vergiss die treuen Totennicht RAC tedesco

NARA: "Armia Boga" nuovo gruppo polacco tra il RAC

NO ALIBI-Back for blood and soil

NORSKE LEGION RAC norvegese

NUOVO CANTO POPOLARE - La Nostra Alba

OVALTINEES - Faith Folk and Family

ROCKAFORTE - Ricordo di un guerriero

RETALIATOR - Order of Chaos

SCHLACHTHAUS - Land der Berge Patriotic ballads

SECTION 5 - They think it is all over…

SENFHEADS - Grusse haus der Heimat

SKULLHEAD - Cry of pain

SOTTO FASCIA SEMPLICE - Gambadilegno

SOTTO FASCIA SEMPLICE - Perseo

SOTTO FASCIA SEMPLICE - Crociato

STAATFEIND - Widerstand RAC tedesco …

STONEHAMMER nuovo gruppo di Griffin dal Canada

STORM/SPREEGESCHWADER - European Guard

STORM - Is It Too Late

STORM - For Blood & Honour

STORMBRINGER - Hammer of the Gods (Paul Burnley)

STURM UND DRANG german RAC

STURM UND DRANG (S.U.D.) - Ende der Tage

SUDSTURM - Weisses Batallion

SUD-XT - I vostri abusi

SUROWA GENERACJA RAC polacco

SVITJOD - Resist

SYMPHONY OF SORROW - Paradise Lost

TERRE DI MEZZO Nuovamente disponibile

TRISKELON - Vrede...

UNIT LOST - dalla Svezia

VAE VICTIS - Quand les vent tournent RIF francese

VAE VICTIS Horse-la-loi

VAE VICTIS - Vae Victis

VEIT - Das ist noch nicht das ende Patriotic ballads

VENGEANCE "Forward into war"

VINLAND WARRIORS - Free your Spirit

WOLFSRUNDEL - Nationaler Widerstand dalla Germania

YOUTH DEFENSE LEAGUE - American History RAC americano

ZETAPIEMME - Boia chi molla

ZETAZEROALFA - La dittatura del sorriso

La destra radicale, neofascista e neonazista, sta ritrovando e ritagliandosi oggi un proprio spazio. Dopo anni assistiamo infatti allo sviluppo di significativi processi riaggregativi dentro l’onda lunga dei fenomeni più generali di sviluppo e crescita elettorale della estrema destra populista e xenofoba, in corso in tutta Europa. La stessa contingenza attuale, con la ripresa di attivismo da parte di gruppi che si richiamano apertamente al fascismo e al nazismo, ha avuto una lunga incubazione.
Il contesto è quello della progressiva messa in crisi di consolidati principi di eguaglianza, delle culture favorevoli alla solidarietà e all’integrazione, della delegittimazione ( che ha investito tutta Europa ), degli organismi elettivi e rappresentativi, a partire dal Parlamento, dei partiti e delle istituzioni nel loro complesso. In alternativa sono stati rilanciati e sono andati via via affermandosi richiami sempre più insistiti a valori morali di tipo tradizionale, all’ "autorità", all’insofferenza verso tutte le diversità culturali e "razziali".
Sotto questo profilo l’intero arco della estrema destra europea ( dal "Front National" francese al partito austriaco di Haider, dai Republikaner tedeschi per finire alla Lega Nord ) , è certamente un prodotto, non fortuito, sul piano culturale e politico, del processo in corso di profondo e strutturale rivolgimento delle stesse società nel nostro continente.
L’ estrema destra populista e xenofoba europea non rappresenta in conclusione un puro e semplice richiamo al passato e nemmeno il frutto avvelenato di una contingente crisi economica, ma ben più concretamente uno dei risultati della attuale modernizzazione capitalistica.
La stessa composizione sociale dei militanti e degli elettori di queste formazioni tende ad essere rappresentativa dei fenomeni conseguenti di sradicamento, di perdita di senso e ruolo, di frustrazione e disagio di ampi strati sociali. Non casualmente una quota assai significativa che è alla base dei successi elettorali, nei diversi paesi, dei partiti dell’estrema destra europea proviene dagli abitanti delle periferie, dai piccoli commercianti e dagli artigiani, dagli operai e dai lavoratori precari.
La crisi ed il progressivo venir meno di un ruolo storico da parte dei sindacati e dei partiti di sinistra ha fortemente contribuito a determinare un vuoto di rappresentanza che in parte tende oggi ad essere riempito proprio dalle formazioni della destra estrema.
E’ in questo contesto che va collocata e studiata la ripresa dei fenomeni specificatamente neofascisti e neonazisti.

IL RETROTERRA CULTURALE DELLA DESTRA NEOFASCISTA E NEONAZISTA
Il neofascismo in Italia si è sempre contraddistinto per una grande eterogeneità di linee e orientamenti, oltre che per un’amplissima varietà di gruppi, sigle ed organizzazioni.
Il MSI, in questo quadro, fino alla sua trasformazione in Alleanza Nazionale, ha storicamente svolto un ruolo di riferimento obbligato e per certi versi di "contenitore" di gran parte di questa realtà magmatica. Non è un caso che, a partire dal dopoguerra, al suo interno abbiano convissuto, si siano combattute, trovando comunque un proprio spazio, tutte le più diverse articolazioni del neofascismo e del neonazismo italiano , producendo un groviglio di posizioni su un arco molto esteso di temi ed argomenti.
Si sono così ritrovati , nello stesso ambito, monarchici e repubblicani, i "socializzatori" della "Carta di Verona" e gli strenui difensori della proprietà privata, i corporativi e gli anticorporativi, i cattolici osservanti, i tradizionalisti, i lefreviani, gli anticlericali e i neopagani, le posizioni antiamericane e quelle filo-atlantiche, gli ammiratori di Isreale ed i filo-arabi.
La destra radicale di oggi è figlia di questo passato. Credo sia utile, prima ancora di analizzare le principali organizzazioni politiche, individuare il cemento, rappresentato dal retroterra culturale, che ha tenuto insieme ed ancor oggi accomuna questo mondo.
Va subito detto che la chiave utile per accedere alla comprensione di questo particolare universo non va ricercata in categorie razionali di interpretazione della realtà e della storia. Quello della destra neofascista e neonazista è un mondo in cui si sono riversate componenti irrazionalistiche di vario tipo : neoromantiche, nichiliste, decadenti . E’ una realtà anche per questo popolata di miti e simboli che tendono a prevalere come fattore unificante rispetto l’analisi e le posizioni politiche.
In questo quadro Julius Evola ha indubbiamente e storicamente rappresentato la figura intellettuale di gran lunga più importante della destra radicale in questo secondo dopoguerra. Le sue opere ed il quadro concettuale delineato rimangono ancora oggi il riferimento ed il campo di confronto principale per tutte le espressioni del neofascismo e del neonazismo italiano.
Ad Evola si deve infatti una rielaborazione da destra, e per molti versi originale, del rifiuto della civiltà borghese e della "massificazione" della vita , la critica all’ "appiattimento" e alla "volgarità" indotte dal dominio della merce e del denaro. Una critica il cui sbocco porta direttamente ad una concezione regressiva della storia, la cui ruota si vorrebbe fare girare indietro, riproponendo come modelli "mitiche " società del passato, da Sparta alla Roma arcaica al Sacro Romano Impero.
Punto di partenza in Evola è la "svalutazione " del mondo moderno , visto come il prodotto di una decadenza e di una corruzione secolari. La civiltà occidentale è alla fine del suo ciclo, dice Evola, si tratta ora di affrettarne la disgregazione.
L’approdo in realtà è una sorta di moderno "capitalismo-feudale" incardinato in società di tipo schiavistico. Le masse non sono, ovviamente, in questa visione, che gregge informe, esseri estranei alla storia e alla natura dei veri uomini. Ad Evola dobbiamo anche, in questa cornice, la rielaborazione di una concezione "razzista" non unicamente basata su fattori "biologici" ma derivante anche dalla "superiorità spirituale".
Il rifiuto del sistema democratico è quindi il primo elemento comune a tutte le espressioni storiche del neofascismo. Un rifiuto che si sostanzia nell’opposizione al parlamentarismo, in un disprezzo assoluto per le masse, la partecipazione e la democrazia. La radice sta dunque in un rigetto del mondo moderno, della civiltà borghese e in un rifiuto nominale del capitalismo. Di qui, da un lato, la costante di una posizione esistenziale per il cosiddetto "uomo differenziato", distaccata ed aristocratica; dall’altro, specularmente, il mito del "guerriero", del "soldato- politico" e del "legionario" che posto a confronto con la crisi irrimediabile della società contemporanea non si limita a praticare un proprio distacco ma "dichiara guerra" come un dovere supremo da cui non attendersi alcun tornaconto, un utile, neanche forse la conquista del potere. L’"atto eroico" e "guerriero" diviene allora valore in sé e per sé, per chi principalmente lo compie.
Una concezione che tanta parte ha avuto nel fornire, da sempre, una motivazione ideologica al terrorismo nero in Italia, dal primo dopoguerra fino alla seconda metà degli anni ’70 .
In questo contesto va anche situata l’esaltazione degli "Ordini" , organismi composti da esseri "superiori", accomunati dalla fedeltà ai "principi". Prototipi di questi modelli sono per Evola gli antici ordini monastico-cavallereschi come i templari, le SS naziste, la "Guardia di Ferro" rumena , la "Falange" spagnola.
Al rifiuto della storia nel neofascismo si accompagna dunque il rifiuto della razionalità e la sostituzione di tutto ciò con il richiamo ai "miti". Quelli di società scomparse ed inghiottite da un "ciclo avverso" della storia, come dell’ "eroismo", del "destino" e dell’ "onore" individuale , avvolgendo così la destra radicale anche in suggestioni di tipo "magico" ed "esoterico".
Questo è l’impasto per così dire culturale che ha connotato e distinto la destra radicale italiana, l’ ha spinta verso una critica della stessa esperienza fascista e le ha fatto progressivamente assumere il nazismo come vero riferimento. Questa la matrice che ha fatto da supporto, negli anni ’60 e ’70, alla pratica della violenza e del terrorismo stragista praticato nel nostro paese. Questo è ancora oggi il terreno di coltura, il perimetro concettuale di riferimento di tutte le principali formazioni della destra radicale in campo, che spiega e da , tra l’altro, anche un senso interpretativo alle recenti manifestazioni "anti-mondialiste" e contro la "globalizzazione", come la contestazione a Cernobbio del convegno degli indutriali o la presenza a Praga contro il summit del Fondo Monetario Internazionale.
Ma è sul terreno delle spinte xenofobe ed etnonazionalistiche, delle spinte a ridisegnare su presunte basi etniche i confini degli Stati europei e a rifiutare la società multirazziale, che si sostanzia un fondamentale punto di incontro tra destra radicale neonazista ed estrema destra, sia a livello europeo che in Italia. I concetti della difesa del "suolo" e del "sangue", minacciati dall’ "invasione extracomunitaria", della tutela della propria "comunità" , della propria cultura, tradizioni e religione, viste come aggredite dall’integrazione economica e dalla globalizzazione, hanno nel corso di questi anni non solo prodotto un armamentario di parole d’ordine che hanno travalicato gli stessi confini della destra radicale ( si pensi all’ uso del termine "mondialismo" ), ma anche realizzato convergenze pericolose sul piano dell’iniziativa politica.
Qui molti i punti di incontro, in particolare con la Lega Nord e con Alleanza Nazionale, con i settori integralisti cattolici, ma complessivamente con l’insieme delle destre.
Davvero lungo risulterebbe dar conto dell’elenco degli episodi che hanno visto manifestarsi alleanze esplicite.
Per limitarci al recentissimo passato: la raccolta in comune delle firme per il referendum leghista contro la legge Turco-Napolitano sull’immigrazione; l’opposizione all’accoglimento dei profughi e dei rifugiati politici; le campagne contro i nomadi, contro il Gay-Pride, l’aborto ed in difesa della natalità; le proteste per la costruzione di luoghi di culto di religioni diverse da quella cristiana.
Ed è nelle iniziative a difesa della cosiddetta "cristianità" che ultimamente si cerca di forzare da parte di alcune fra le principali formazioni della destra radicale.

DAL "POLO NERO" A "FORZA NUOVA".
IL PROBLEMA DEGLI SBOCCHI ELETTORALI.
Nel campo della destra neofascista e neonazista italiana è oggi in corso una battaglia per l’egemonia, oltre che per uno sbocco elettorale.
Ad un "polo nero", da un lato, in via di costituzione, che potrebbe rapidamente portare ad una convergenza, almeno sul piano elettorale, fra il MSI-Fiamma Tricolore di Pino Rauti ed il Fronte Nazionale di Adriano Tilgher, si accompagnano, dall’altro lato , più fenomeni riaggregativi: E’ il caso del Movimento Sociale Europeo di Roberto Bigliardo che attraverso "Rinascita Nazionale" ( il secondo quotidiano dopo "Linea" dell’area della destra radicale), sta cercando di riaccorpare una serie di realtà oggi sparse. Ma soprattutto è il caso di Forza Nuova, l’organizzazione più recente nel panorama che stiamo considerando.
Non è certo questa la sede per un’analisi approfondita di questa formazione politica. Qui vanno però colte alcune caratteristiche di un’ organizzazione che dispone di un forte flusso di entrate finanziarie, dovuto ad una rete assai vasta di investimenti e di imprese gestite direttamente dai suoi fondatori, già dirigenti del gruppo eversivo di Terza Posizione, sottrattisi nel 1980 alla giustizia italiana fuggendo all’estero.
Forza Nuova sta diffondendosi sul territorio nazionale: apre sedi in molte regioni e sviluppa un forte attivismo, raccogliendo anche come forza d’ urto tutti i diversi spezzoni rimasti dell’arcipelago skin-heads ( da Milano a Roma, al Veneto ). Oltre a ciò si sta ponendo come perno per lo sviluppo delle diverse reti internazionali neonaziste, alcune delle quali, come "Hammerskins", già intercettate dall’ iniziativa della Magistratura italiana.
In particolare Forza Nuova cerca:
- di connotarsi in modo esplicito come un soggetto fortemente "nazionalista" postosi in campo a difesa della "cristianità minacciata". Per questa via punta a conquistarsi uno spazio di credibilità, in particolare attraverso campagne volte a recuperare i temi del tradizionalismo cattolico più reazionario. Forza Nuova in questo senso tende anche a piegare al proprio scopo la classica simbologia neonazista, come la croce celtica, trasformandola nella "croce di Costantino", così come si dice nella leggenda, la vide l’imperatore alla vigilia della battaglia di ponte Milvio;
- di praticare contatti ed alleanze con una certa duttilità politica (dall’inserimento di propri candidati nella Lista Cito alle scorse europee, alla disponibilità di votare i rappresentanti del Polo nei turni di ballottaggio in alcune elezioni comunali, alla partecipazione del suo segretario nazionale Roberto Fiore a Rimini al meeting di "Comunione e Liberazione" );
- di inserirsi, confortata da alcuni risultati per le proprie liste ( davvero sorprendenti in più di un Comune ), nella crisi del MSI - Fiamma Tricolore ( travagliato da ripetute scissioni ) e costruire un autonomo insediamento elettorale. Già oggi in alcune regioni del nord, come nel Veneto, Forza Nuova è l’ organizzazione della destra radicale più forte e presente.
Difficile dire ad oggi quali potranno essere i risultati. Gli elementi di pericolosità sono comunque evidenti, soprattutto pericolosa è la convinzione di poter disporre di uno spazio, dialogando ed entrando in sintonia con gli umori popolari più negativi che oggi le destre riescono a sollevare ed interpretare.
Ma è complessivamente l’insieme della destra radicale che sta maturando questa consapevolezza. E se elettoralmente è chiusa in una modesta dimensione ( fra l’1 ed il 2 per cento a livello nazionale ) e cerca uno "sbocco", anche in funzione di una propria presenza parlamentare ( offrendo i propri voti, così come ripetutamente ha fatto Rauti per alleanze ora con il Polo ora con Di Pietro ), lo spazio d’azione è invece ben più ampio.
Questo spazio corre con l’evoluzione delle destre. Il punto vero è che siamo di fronte ad una generale deriva, dentro la Lega e Alleanza Nazionale , soprattutto nella direzione dell’assunzione di posizioni sempre più accentuatamente razziste e xenofobe.

TRA PASSATO E PRESENTE.
Vorrei chiudere questo intervento con un richiamo alla storia della destra eversiva. Molti personaggi che oggi popolano e dirigono l’attuale destra radicale ( da Pino Rauti a Paolo Signorelli, da Adriano Tilgher a Roberto Fiore ) hanno, infatti, un passato rilevante nella storia del terrorismo nero, della politica golpista e stragista attuata nei primi anni ’70 in Italia.
Ciò accade proprio in un momento in cui si è improvvisamente e finalmente riaperta nel nostro paese la possibilità di giungere ad una conclusione giudiziaria riguardo alcune stragi: da Piazza Fontana alla strage di Via Fatebenefratelli davanti la Questura di Milano, avvenuta nel 1973, a Piazza della Loggia.
Questa nuova stagione di indagini e processi è fortemente temuta dalla destra per le sue implicazioni storiche e soprattutto politiche, tanto più all’avvicinarsi delle elezioni. Non è un caso che molto insistiti siano stati i tentativi, in questi mesi, di delegittimazione della stessa Commissione Stragi. La destra si sta preparando, per queste ragioni, ad un’offensiva pesante, tra l’altro cercando di riaccreditare fantomatiche piste anarchiche o di attribuire un ruolo nelle stragi ai servizi segreti dell’Est e di Israele.
Dalle inchieste in corso, ma soprattutto sia dalla sentenza di primo grado (davvero storica ) relativa alla strage alla Questura di Milano. che dal dibattimento in corso nel processo sulla strage di Piazza Fontana, emergono alcuni elementi che ripropongono in una determinata prospettiva l’interpretazione storica e politica della " strategia della tensione":
- "Ordine Nuovo", l‘organizzazione fondata da Pino Rauti, ( per la Magistratura esecutrice materiale di queste stragi ), è stata sì una formazione neonazista, ma al contempo anche una creatura concepita all’interno di apparati statali, la cui evoluzione è stata accompagnata, finanziata e diretta dai servizi segreti italiani e statunitensi. Non un solo esponente di rilievo di questo gruppo nel Triveneto è risultato infatti essere stato estraneo ad un legame o da un rapporto di dipendenza, anche finanziario, da questi servizi . Negli atti processuali compare il lungo elenco dei nomi in codice utilizzato dai servizi segreti italiani per identificare i propri uomini all’interno di "Ordine Nuovo", lo stesso vale per i servizi americani.
- L’intreccio tra "Ordine Nuovo" e settori degli apparati dello Stato si è sviluppato in modo particolare nel Veneto, autentico laboratorio della "strategia della tensione", in un’area ad alta densità di strutture e basi militari italiane e della NATO, a ridosso del confine con l’Est, dove nel dopoguerra sono state reclutate in funzione anticomunista intere parti delle reti e del personale di sicurezza della passata Repubblica Sociale di Salò. Non a caso la maggior parte degli attuali imputati in questi processi è rimasta a lungo nell’ombra, protetta da una "rete" anticomunista di carattere nazionale ed internazionale.
- Il MSI ha svolto, senza l’ombra di alcun dubbio, un ruolo importante di "casa comune" dei principali gruppi eversivi. Un ruolo di copertura e di protezione. Ha accolto "Ordine Nuovo" al proprio interno, prima della strage di piazza Fontana, così il gruppo "La Fenice" di Milano, responsabile del fallito attentato al treno Torino-Roma del 1973.
- Il compito della NATO non è stato solo di ispirazione politica, ma
-( attraverso le sue basi ) , direttamente di supporto logistico ed organizzativo ai gruppi fascisti .
- La "strategia della tensione", in conclusione, è stata in realtà una strategia politica il cui motore va ricercato sia all’interno dei vertici di delicatissimi apparati dello stato ( Servizi Segreti, Arma dei Carabinieri, Stato Maggiore della Difesa ) che in un ampio arco istituzionale e politico, reazionario e golpista, formatosi in quegli anni e supportato dagli Stati Uniti. Dai processi in corso emerge nella sostanza, come dato storico ed inquietante, la consapevole scelta di discesa nell’ "illegalità" operata da una parte decisiva dello Stato.
Tutto ciò ci dice non solo della storia dello Stato italiano, della sua formazione nel secondo dopoguerra, ma anche della natura della nostra borghesia e della sua disponibilità a porsi su un terreno eversivo.
Pur in tutt’altro contesto, a fronte dell’ insorgenza della estrema destra in tutte le sue varianti, è certamente un fatto da non ignorare per ragioni di memoria storica, ma ancor di più di analisi e battaglia politica.

Forza Nuova: l'unica opposizione

La visibilità recente di un movimento politico neofascista come Forza Nuova (FN) dipende, da quello che si dice negli ambienti dell'estrema destra, dall'attuale grave crisi del Movimento Sociale - Fiamma Tricolore (MS-FT). Il partito di Rauti pare stia perdendo pezzi della sua organizzazione (intere sezioni e i suoi militanti più giovani ) verso FN, mentre i suoi militanti più anziani vedono nel Fronte Nazionale di Adriano Tilgher un'alternativa allo sbracamento del MS-FT.
Il Fronte Nazionale nasce nel 1997, dopo un'assemblea al cinema Capranica di Roma, con l'intento di sviluppare in Italia un partito simile a quello di Le Pen in Francia. Presidente del Fronte Nazionale viene eletto Adriano Tilgher, amico di Stefano Delle Chiaie fin dai tempi di Avanguardia Nazionale. Il progetto di Tilgher è di ricostruire una destra anticapitalistica, superare la distinzione tra destra e sinistra, oltre alla scontata battaglia contro l'immigrazione, con la parola d'ordine "ognuno a casa sua". Insomma, si parte da dove Rauti ha fallito, cercando di rimettere assieme i delusi di Alleanza Nazionale.
Anche l'anno di fondazione di Forza Nuova è il 1997, ma già da tempo nelle sezioni del MS-FT veniva distribuita la rivista Foglio di Lotta (pubblicata con i soldi di Roberto Fiore, ancora latitante a Londra). Rauti, preoccupato dal successo della coppia Fiore/Morsello, ne vieta però la diffusione e, allora, viene presa la decisione che è giunto il momento di operare fuori dal partito. La nuova formazione riesce a far breccia anche nelle fila della Lega Nord, dove diversi militanti sono stanchi dei cambiamenti di umore di Bossi, delle strane alleanze e delle dichiarazioni di intenti mai realizzate (come sulla secessione e sull'immigrazione).
La paura del diverso, lo spauracchio dell'immigrazione, mischiate al tradizionalismo cattolico più integralista, fanno breccia in settori non marginali della popolazione e su questo ha creato le sue fortune la "Tolleranza Zero" della destra istituzionale. Su questo sentiero Forza Nuova intende spingere, radicalizzando certe posizioni, dichiarandosi "l'unica opposizione".
Non è ancora giunto il momento di attaccare i centri di accoglienza come già succede in Austria e in Germania, non c'è ancora la pratica regolare delle aggressioni agli stranieri come in Francia o in Inghilterra, ma certe cose si cominciano a vedere anche da noi. Le ronde padane di Borghezio vanno in quella direzione ed anche alcuni episodi estemporanei avvenuti nella nostra città (le ronde anti-barboni la notte del 27 giugno, dopo la vittoria della destra alle elezioni comunali, le ronde dei ragazzotti della Fiamma Tricolore contro i tossici) sono segnali che non vanno sottovalutati.
Certo, Forza Nuova ci ha tenuto, fin ad ora, a far apparire i suoi dirigenti in giacca e cravatta, ha usato le competizioni elettorali per lanciare i suoi messaggi di propaganda, ma la campagna di proselitismo per nuovi militanti si rivolge ai naziskin, alle frange più violente del tifo, agli scontenti dei partiti della destra istituzionale. Quindi è abbastanza facile immaginare quello a cui mirano e al clima politico e sociale che, se potessero, vorrebbero instaurare.
Sentite cosa dice in un'intervista a Repubblica (24 settembre 1999) Paolo Caratossidis, studente di Scienze Politiche di Padova e dirigente di Forza Nuova Studenti, nonché attivo allo stadio tra le fila della Juventude Crociata Padova: "Lo stadio, le discoteche, le birrerie e anche i centri sociali sono un bacino da sfruttare per la ricerca di voti e consensi… Se si fa propaganda con i volantini, mille distribuiti tra gli spalti hanno più valore che davanti a un supermercato con pochi soldi, uno striscione allo stadio ha una visibilità nazionale". Per questo le bandiere con la croce celtica o la svastica, oppure lo slogan razzista non sono elementi su cui soprassedere, sono messaggi simbolici che vogliono ottenere precisi effetti.
La tattica di espansione di Forza Nuova si basa nell'occupare spazi dove non ci sono "concorrenti". Per esempio, in alcune realtà studentesche dove Comunione e Liberazione è assente, FN riesce a raccogliere consensi. La loro filosofia è di cominciare a lavorare dove sono rimasti spazi di agibilità. Ancora parole di Caratossidis: "Adesso le università sono libere dalla presenza dei rossi, è giunto il momento di recuperare l'agibilità politica e il consenso negli atenei italiani".
Altro esempio significativo, il convegno contro l'aborto, organizzato da Donne in Azione (aderenti a FN), nella "Bergamo bianca", insieme all'associazione irlandese Youth Defence, nel febbraio '99.
Il rimpatrio forzato degli immigrati non può non far breccia nell'elettorato leghista più oltranzista delle regioni del Nord, così come l'abrogazione delle leggi Scelba e Mancino sui movimenti fascisti e razzisti non può attirargli le simpatie di tanti "camerati incazzati" che negli anni passati si erano divertiti a darci dentro prendendosi denunce e condanne.
Sicuramente, FN ha raccolto molto tra coloro che animarono le diverse sigle dei movimenti nazisti e skin sciolti dalla legge Mancino, non a caso molti leader di allora sono esponenti di punta dell'attuale movimento (per esempio, Duilio Canu che guidava Azione Skinheads, oggi è dirigente di FN di Milano).
Anche il vetero-fascismo più bieco trova spazio nelle parole di Maurizio Boccacci, l'ex leader di Movimento Politico confluito in FN dopo il ritorno di Morsello, che ha espresso solidarietà agli antisionisti, dopo l'attentato di via Tasso e al cinema dove veniva proiettato il documentario su Eichmann.
Per quanto riguarda l'avventura elettorale, finora è stata abbastanza deludente, anche se alle elezioni comunali dello scorso 16 aprile hanno avuto un risultato sorprendente a Lodi e a Faenza (2%). Per il resto si viaggia su una media che, a livello nazionale, non arriva allo O,5%. L'alleanza con la Lega Meridionale di Cito alle ultime europee è stato un flop, ma in alcuni piccoli centri ha ottenuto percentuali apprezzabili.
A livello di presenza sul territorio, Forza Nuova invece sta crescendo rapidamente in tutta Italia: con i soldi di Fiore, sta aprendo sedi in tutte le regioni.
Nei loro comunicati affermano che non passa giorno senza che un esponente di AN aderisca al loro progetto o che una sezione del MS-FT passi sotto il loro controllo. Le loro fonti parlano di duemila iscritti e circa 20 mila simpatizzanti, ma probabilmente nelle realtà queste cifre vanno parecchio ridimensionate.
In un rapporto di egemonia con gli altri movimenti della destra più estrema, Forza Nuova intende ricoprire un ruolo che, per certi aspetti, si era già visto con Terza Posizione alla fine degli anni Settanta. Quindi non va escluso che, insieme a una destra ultra cattolica e bigotta (battaglia antiabortista, difesa della famiglia, ritorno del Concordato tra Stato e Chiesa, Lotta alla Droga), al razzismo sociale contro gli immigrati, all'ambientalismo purista di Morsello, si possa aggiungere un'ala "dura e fisica" capace di farsi rispettare dagli avversari politici.
Per quanto riguarda i rapporti con le altre organizzazioni di destra, Forza Nuova accusa Tilgher del Fronte Nazionale di essere, insieme a Delle Chiaie, un pericoloso agente dei servizi segreti e pagato per frenare l'azione del movimento e di utilizzare la loro posizione per reprimere i concorrenti. Anche nei confronti della Fiamma Tricolore i commenti non sono teneri: FN molto concretamente sta facendo leva sulle attuali difficoltà del Movimento Sociale per aprirsi un varco tra i suoi militanti. Infine Alleanza Nazionale: è l'emblema del tradimento assoluto, può essere solo terreno di raccolta per quella fetta di scontenti del partito di Fini.
Ma Stefano Delle Chiaie, fondatore negli anni Sessanta di Avanguardia Nazionale, oggi leader del piccolo raggruppamento Lega Nazional Popolare, alle accuse di FN non ci sta e, rimandandole al mittente, descrive Roberto Fiore e Massimo Morsello come traditori della causa, pagati dai servizi segreti inglesi e autori del furto alla cassa di Terza Posizione. Niente da dire, un bell'ambientino!!!
Queste ultime beghe di bottega non ci convincono però al fatto che Forza Nuova sia un fenomeno da prendere sottogamba. Dietro a questo rimbalzarsi di accuse, alla corsa a definirsi più fascisti degli altri, ci sono progetti e pratiche che se attecchiscono in un clima di xenofobia già abbastanza vasto, potrebbero creare situazioni molto pericolose.

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L'impero economico dietro la croce celtica

L'idea di dar vita a Forza Nuova nasce da due vecchie conoscenze dei gruppi fascisti italiani degli anni settanta: Roberto Fiore e Massimo Morsello. Entrambi furono condannati nel 1985 per associazione sovversiva nell'ambito dell'inchiesta sulla strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.
Roberto Fiore, attuale segretario nazionale di Forza Nuova, si fa largo fin da giovane nelle file della destra romana; nel 1977 è uno dei leader di Lotta Studentesca. In seguito, sarà uno dei fondatori del gruppo Terza Posizione, braccio politico dei NAR di Valerio Fioravanti che, invece, operavano a livello clandestino: è da quel momento che iniziano i suoi contatti con altri gruppi dell'estrema destra europea.
Massimo Morsello è, invece, l'artista della destra radicale . La sua attività politica inizia nelle fila degli universitari missini del FUAN, poi confluisce nei NAR del suo amico Valerio Fioravanti. Negli anni '70 partecipa ai Campi Hobbit esibendosi come cantautore con il nome di Massimino.
Prima della condanna per l'inchiesta sulla strage del 2 agosto, Fiore e Morsello, riescono a fuggire in Gran Bretagna: la loro sarà una latitanza "protetta e dorata", capace di produrre molto dal punto di vista economico-finanziario, che gli ha permesso di allacciare rapporti con il National Front britannico e di costruire l'International Third Position (con sede centrale a Londra ed emanazioni in tutta Europa).
Nonostante i capi d'imputazione provenienti dall'Italia e l'attività politica non proprio "democratica" svolta nel Regno Unito, le autorità britanniche, che avrebbero avuto tante ragioni per decretare l'espulsione dei due fascisti latitanti italiani, non hanno mai fatto nulla e i due sono così potuti rientrare da "liberi" nel nostro paese: Massimo Morsello, nel marzo '99, per motivi di salute (all'areoporto di Roma ad attenderlo c'erano Teodoro Bontempo e Francesco Storace); Roberto Fiore perché il reato è andato in prescrizione.
Secondo il settimanale Avvenimenti (agosto 1998), la loro latitanza è stata appoggiata dalle autorità britanniche perché, prima del loro arrivo a Londra, furono reclutati come agenti del M16, il servizio segreto di sua maestà. Anche due giornali inglesi, The Guardian e The Mail, hanno pubblicato, negli anni scorsi, diversi articoli sui finanziamenti e sugli appoggi offerti alla coppia Fiore/Morsello durante la lunga latitanza londinese.
In effetti, Fiore, quando scappò dall'Italia, aveva in tasca un bel gruzzolo (diversi articoli hanno sostenuto che si trattasse della cassa di Terza Posizione): con quei soldi e con le varie protezioni di cui godeva, ha potuto dar vita a diverse società tra cui la ST. George Educational Trust (Ente per la promozione degli insegnamenti della Chiesa Cattolica), la Easy London e la Meeting Point.
Fiore e Morsello hanno usato la Meeting Point come vera cerniera di tutte le loro attività che vanno dal turismo alla musica, dai convegni alla formazione culturale, dal procacciare lavoro all'apertura di eservizi commerciali.
Forza Nuova si è sviluppata sul territorio italiano anche con attività di copertura legate alle società di Roberto Fiore.
Per esempio, i negozi di abbigliamento skin britannico The Cross And The Circle Point, aperti a Latina, Roma e Bologna. Quello di Bologna recentemente è stato chiuso e, nei locali di Santa Maria Maggiore è spuntata dal nulla la sede provinciale di Forza Nuova (inaugurata qualche settimana fa, alla presenza di Fiore).
La Easy London ha, invece, una decina di sedi sparse nelle più importanti città italiane (a Bologna è in piazza Rooswelt) e offre la possibilità di recarsi a Londra per soggiorni di studio. La sua "vocazione nascosta" è venuta alla luce nel dicembre 1998 per una una denuncia, pubblicata dal settimanale Diario, di una ragazza che si era rivolta, per un soggiorno nella capitale inglese, all'agenzia della Easy London di Roma. Una volta arrivata alla Meeting Point di Londra, la ragazza aveva notato che sul muro dell'agenzia erano appese bandiere con croci celtiche. Inoltre, si era resa conto che la Meeting Point, attraverso diverse forme di comunicazione, tra le quali l'insegnamento e la musica, promuoveva ideologie e programmi culturali di estrema destra.
La Meeting Point di Londra (Whitlock House, 2nd floor, 6 Earls Court Road London, W6EA) offre possibilità di lavoro con paghe da fame (es. sguattero al McDonald a 4 mila lire l'ora), ma fornisce anche i servizi d'ordine per i concerti del White Power. I pestaggi di questi "gorilla" sono stati riportati in alcuni articoli dei quotidiani londinesi, The Guardian e The Mail; da quelle inchieste giornalistiche sono emersi anche dati impressionanti sulle ricchezze accumulate da queste società, con le quali Fiore e Morsello hanno potuto finanziare diverse attività in Europa, dai contributi agli Hammer-Skin alla produzione editoriale, fino al villaggio abbandonato acquistato in Spagna. Il villaggio si trova a 92 chilometri da Valencia, precisamente a Los Pedriches. Lo scopo ufficioso è quello di costituire una cooperativa agricola e una comunità terapeutica; fino ad ora però i vicini hanno visto robusti ragazzoni che cantano inni nazisti e canzoni fasciste. I soldi per il villaggio arrivano dalla Charity Shop, catena inglese di otto negozi, anche questi gestiti da Fiore attraverso la St. George Educational Trus, che vendono abbigliamento usato, oggettistica religiosa e da rigattiere.
Grazie ai rapporti tra Forza Nuova e il Front National di Le Pen, due iniziative come quella del villaggio spagnolo sarebbero nate anche in Francia. Su un'idea simile, in Italia, Forza Nuova ha attivato alcune "cooperative corporative" agricole e una colonia per bambini poveri. Chi ha avuto la sfortuna di finirci dentro ha scoperto sulla sua pelle cosa significa per costoro modellare una nuova generazione ai "sani e sacri" valori della razza italica.

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La croce dentro il cerchio

Stefano, che si definisce un militante di FN, sulla newsgroup it.politica.destra cerca di chiarire ad altri camerati cosa sia la croce celtica: "E' la croce vista dall'imperatore Costantino alla vigiglia della battaglia di Monte Milvio".
Lo contraddice un altro camerata: "Sì, ma ancora prima, nell'antichissima tradizione nordica rappresentava la ruota del carro del Dio del sole".
E un altro ancora: "Cosa centra la Celtica con Forza Nuova? Il vostro segretario tiene più al significato "cristiano-cattolico" della Celtica, dal momento che, nel corso delle interviste rilasciate ai media ha parlato di "croce di Cristo" e non di "croce del Dio Sole". Del resto, siete un movimento catto-integralista che mira al ripristino del Concordato del '29 - altro che Dio Sole!!!".

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La rete dell'estrema destra europea

Si chiama Euro-nat, è la rete europea dei gruppi della destra estrema e a cui, oltre quelli italiani, aderiscono il Partito Nazionalista Slovacco, il Vlaas Block belga, il Fronte Ellenico e Democracia Nacional (gli eredi della falange spagnola). In questo circuito sono presenti anche il Movimento Pattriottico Popolare Finlandese, il Partito della Grande Romania, il Partito Svedese Democratico, Aliancia Nacional portoghese, il Deutsche Volksunion e il Partito Nazionalista serbo.
Per consolidare questi contatti, nello scorso agosto, a Villa Umbra (Perugia), la rivista Orion di cui è editore Maurizio Murelli (condannato per l'uccisione del poliziotto Antonio Marino, avvenuta durante una manifestazione tenuta dall'MSI a Milano nel 1973), con la sigla Sinergie Europee, ha organizzato un convegno dal titolo innocuo, Università Estate, dove si sono dati appuntamento diversi esponenti della destra radicale europea.
L'articolazione delle presenze dà le dimensioni del fenomeno, che non può essere sottovalutato, sia per la capacità di mobilitazione che nei loro paesi alcune di queste sigle hanno, sia perché il successo avuto da Haider in Austria ha dimostrato che possono esistere, per queste frange neo-fasciste e neo-naziste, prospettive diverse da quelle che le hanno viste fin ad ora relegate al minoritarismo.

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Non è una forza "nuova"...
Marco Angelucci

"Nuova" si fa per dire, perché i contenuti politici ed i simboli scelti non sono affatto nuovi.
Se ci fermiamo ai segni esterni e prendiamo, ad esempio, la croce celtica - oltre ad essere un simbolo rituale della mitologia pre-cristiana - era, è e rimane un simbolo nazista, scelto per rappresentare la comunità degli eletti, ovvero della "razza superiore".
I simboli e gli emblemi non sono tutto, ma questo non è il caso di quella falce e di quel martello rimasti penzolanti, in agonia all'ombra della Quercia, negli ultimi anni di vita del PDS: in questo caso dietro alla facciata vive e pulsa un vero e proprio universo di contenuti neo-nazisti.
Forza Nuova non rappresenta solo la destra "extraparlamentare" (anche perché, grazie alla candidature alle regionali ha potuto beneficiare anch'essa dei rimborsi elettorali), piuttosto cerca di incarnare - con precisi riferimenti storici, atteggiamenti e preconcetti - il peggiore spirito totalitario: peggiore senza eufemismi, poiché, a prescindere dall'uso della repressione - carattere comune di tutti i totalitarismi, questi lo vorrebbero fondato sui valori trascendenti della Famiglia, della Patria e di Dio.
E' infatti la campagna contro le "leggi abortiste" e per la restaurazione della famiglia il primo "punto fermo" del loro programma - scaricabile da Internet (www.forzanuova.org) -.
"Forza Nuova - si legge - protegge e tutela l'indissolubilità del matrimonio, incentiva il lavoro della donna entro le mura domestiche, privilegia e incoraggia le famiglie numerose". A questo deve aggiungersi per coerenza anche il sesto "punto", in cui viene chiesto "il ritorno in vigore del Concordato del 1929 con cui lo Stato Italiano riconosce alla Chiesa Romana il ruolo di guida spirituale del popolo".
Secondo "punto fermo", ma non in secondo piano - visto l'elevato numero di manifesti e volantini prodotti, anche questi scaricabili dalla rete, è la campagna "per un blocco dell'immigrazione". La prosa in questo punto è contraddittoria, ma non equivoca: secondo FN "il problema dell'immigrazione, oltre ad essere un elemento di turbamento dell'ordine pubblico e di perdita di patrimoni culturali, è un salasso d'energie umane per gli stessi popoli immigranti (?!) "FN si batte per l'avvio di un rimpatrio umano (?!) degli immigrati".
Ma questo non è tutto, il disprezzo neo-nazista non si nutre solo di pregiudizio razziale (chè d'altra parte si alimenta da sè in un senso comune che ormai appartiene anche alla sinistra moderata), ma si riproduce in uno spirito, addirittura, colonialista: "FN, sostiene il documento, esalta il ruolo fondamentale dei popoli europei nella ricostruzione del moribondo continente nero".
Nella parte centrale del programma, esaltando come nella prima fase del fascismo il ruolo della nazione e di conseguenza la sua indipendenza politica e militare, FN arriva a conclusioni che potrebbero anche interessarci: ad esempio chiede "l'estromissione dal nostro suolo di ogni forza d'occupazione straniera" (es. NATO) e dichiara che "le potenze straniere resesi responsabili tramite propri agenti o servizi segreti di omicidi o stragi nel nostro paese devono rispondere del loro operato". Non meno condivisibile è l'urgenza della "distruzione dell'usura con la soppressione delle bande criminali dedite allo strozzinaggio", peccato che entrambe le posizioni siano state utilizzate per annientare e distruggere identità politiche e culturali non affini alla supremazia del Duce o del Kaiser (il comunismo nel primo caso, l'ebraismo, la cultura ROM e gli omosessuali nel secondo).
Infine, nell'ultimo "punto fermo", FN definisce chiaramente la propria visione dell'economia e del mondo produttivo. Inutile dire che il modello di riferimento è quello delle Corporazioni (tra l'altro fallito, proprio per diversità di vedute, all'interno dello stesso partito fascista, anche se fu riesumato - ma solo simbolicamente - durante la Repubblica Sociale), recepito nella sua funzione principale, ovvero quale miglior garanzia per "la sicurezza e la pace sociale".
FN vuole costruire "strutture di tipo autenticamente corporativo che si profilino come elemento di organizzazione del lavoro e di valorizzazione della proprietà": in poche parole, strumenti di controllo sociale, gerarchici e centralizzati, per indebolire il conflitto di classe ed incanalarlo verso il consenso al regime. Perché organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori uniti nel comune (?!?) interesse per la produzione nazionale e quindi associati in un'unica corporazione, eliminerebbero (secondo una teoria mai del tutto provata) ogni fondamento allo scontro tra capitale e forza lavoro e devierebbero le energie della classe salariata dalla lotta di classe verso trascendenti aspirazioni nazionaliste.
Una teoria che oltretutto, anche dentro lo Stato fascista, non ha mai trovato pieno consenso poiché disegnata, su misura e con intelligenza, a pieno vantaggio delle classi dominanti: che manterrebbero comunque la proprietà sui mezzi di produzione, con in più, il dominio completo sulla coscienza della forza lavoro.
Il programma di Forza Nuova, a prima vista, potrebbe anche non turbare: i messaggi antichi che contiene sembrano non conciliarsi con il "pensiero unico" del XX e del XXI secolo. Una forza integralista, nazionalista e protezionista non potrebbe, infatti, avere spazi politici nell'era della globalizzazzione dei mercati e delle economie statali: tuttavia, come giustamente ha fatto osservare l'assemblea della rete di Contropiani, anche questi contenuti sono funzionali alla costruzione di una modello razionale di sfruttamento, fondato sulla completa integrazione della forza lavoro nell'economia capitalista.
La costruzione di muri e di frontiere per impedire la libera circolazione delle persone mira a distruggere i diritti di cittadinanza universali ed a produrre una classe sociale estremamente ricattabile (appunto gli "immigrati clandestini") ed assoggettabile, anche attraverso i campi di detenzione, al ricatto occupazionale. L'istigazione all'odio razziale, che si autoriproduce nell'orgoglio nazionalista e nell'integralismo cattolico, non è altro che il tentativo di innescare una falsa coscienza nelle masse dei lavotori indigeni e, quindi, una competizione "al massimo ribasso" sul piano dei diritti e del trattamento economico.
Il fatto che anche Forza Nuova, a parole, dica di voler contrastare i processi "globalizzazzione" non significa che anche questa va iscritta tra le forze ed i movimenti che si muovono per contrastare i vertici delle organizzazioni mondiali dell'economia: il protezionismo che promuove è finalizzato al mantenimento della "purezza etnica" dei popoli europei e non ad una critica contro lo smantellamento progressivo dei diritti di cittadinanza universali, in contro-tendenza rispetto alla piena libertà, di cui godono le multinazionali, di far circolare le proprie merci. Forma di protezionismo che, appunto, si concilia perfettamente con le strategie del WTO, dell'OCSE, del FMI e della BM.
La crescita di questa forza, la sua capacità organizzativa (hanno sedi in 13 regioni d'Italia) ed i contatti che sta cercando di sviluppare con gli altri gruppi nazionalisti europei (quello di Haider in primis, ma anche quello di Le Pen in Francia e altri gruppi spagnoli, tedeschi e irlandesi) devono sicuramente turbare e indurre alla riflessione tutta la sinistra italiana ed europea: non si tratta di un evento anomalo e accidentale, prodotto di una fase di crisi profonda della partecipazione politica, bensì di chiari e precisi segnali di accelerazione del processo di accentramento della finanza mondiale e del controllo sulla forza lavoro. I lager per immigrati clandestini sono già una realtà, come è già evidente il tentativo di innalzare una guida spirituale cristiana (grazie alle politiche neo-imperialiste di Karol Woytla) sull'intera umanità. L'anti-fascismo, così come all'indomani della seconda guerra mondiale anche oggi deve fondarsi su una critica globale dell'organizzazione sociale nell'economia capitalista: per questo motivo la mobilitazione di oggi contro FN, non può prescindere dalle mobilitazioni di giugno contro il vertice del Comitato Scientifico del WTO - detto anche OCSE - e da tutti gli altri appuntamenti mondiali che da qui in avanti verranno proposti.

Sono molteplici le attività di Roberto Fiore e Massimo Morsello: oltre ad essere i due leader del Movimento di destra Forza Nuova, sono anche titolari di società nel Regno Unito e di alcune anche in Italia.
Tra queste EASY LONDON che, (fonte dal sito della stessa), conta in Italia 12 sedi che offrono corsi, vacanze studio e ospitalità in Inghilterra.
http://www.easylondon.com
La società madre inglese si chiama MEETING POINT, una chiacchierata agenzia di viaggi e di collocamento per italiani all’estero, questo a detta dell’articolo pubblicato dall’Espresso nel febbraio 2000 che riporta un’inchiesta ancora in corso aperta dal tabloid inglese "Mail Sunday".
Già nel dicembre ’99 un servizio del "Il Venerdì di Repubblica" faceva il punto della situazione delle organizzazioni d’estrema destra in Europa, dei collegamenti tra i diversi movimenti e del ruolo centrale di Roberto Fiore.
In pratica le sedi di EASY LONDON in Italia, forniscono i servizi sopra citati e la MEETING POINT si occupa di distribuire i giovani nelle unità immobiliari di loro proprietà e a coloro che vogliono lavorare di fornire eventuali disponibilità.
Ma la cosa non è così tranquilla come può apparire a prima vista.
Il periodico "Il Diario" del 23/12/98 pubblicava una testimonianza di una lettrice che illustrava il percorso da Roma a Londra tramite l’ufficio di Easy London in Via Dacia 30/a.
Questa lettera racconta che la lettrice si era recata all’agenzia romana, piuttosto nota negli ambienti universitari (infatti nelle varie università è facile trovare volantini o bigliettini staccabili che pubblicizzano Easy London), che la indirizzata al referente inglese a Kensinton (MEETING POINT).
Una volta giunta a Londra ha notato alla reception che alle quattro bandiere di Italia, Francia, Spagna e Germania erano state aggiunte la croce celtica.
Le ambasciate d’Italia, Francia a Londra e il Centro di Scambi Internazionali hanno ricevuto più volte denuncie di ospiti che lamentavano la sporcizia e i prezzi alti delle stanze, altri del trattamento retributivo per lavori svolti in alcuni dei lavori forniti dalla stessa Meeting Point, altri ancora di pestaggi eseguiti da una sorta di servizio d’ordine interno che "regolava" il buon andamento dei dormitori.
A Milano la loro sede è in Via Garigliano, 14 – più di una volta sono stati distribuiti volantini che pubblicizzano i servizi della Easy London, è necessario denunciare i nomi dei proprietari e che i soldi dati a questi individui servono anche a finanziaria attività a carattere politico dei movimenti dell’estrema destra.
Anche recentemente, dopo l’attentato al Manifesto, i servizi segreti italiani hanno messo gli occhi su la Meeting Point, come collettore dell’attività finanziaria di Fiore e Morsello.
La notizia era stata diffusa dal giornale inglese "Sunday Express" e riportata in Italia dal giornale on line "Il Nuovo".

Il 21 maggio del 1998, la Digos di Roma, coordinata dalla Direzione Centrale di Polizia di Prevenzione, arresta 9 neofascisti, altri 150 vengono denunciati. 90 sono le perquisizioni in tutta Italia, 5 le sedi chiuse a Roma. E’ l’operazione "Thor", che scatta sulla base dei reati previsti dalla legge Mancino, contro un’organizzazione neonazista a carattere internazionale denominata : "Hammerskinheads". Il 21 maggio del 1998, la Digos di Roma, coordinata dalla Direzione Centrale di Polizia di Prevenzione, arresta 9 neofascisti, altri 150 vengono denunciati. 90 sono le perquisizioni in tutta Italia, 5 le sedi chiuse a Roma. E’ l’operazione "Thor", che scatta sulla base dei reati previsti dalla legge Mancino, contro un’organizzazione neonazista a carattere internazionale denominata : "Hammerskinheads". Le indagini partono formalmente nel gennaio del 1997 dopo un episodio di profanazione di alcune tombe ebraiche, vicino a Roma, nel cimitero di Prima Porta. In un anno e mezzo di lavoro la Digos riesce ad individuare i responsabili di una serie di aggressioni a giovani di sinistra ( alcune delle quali configurate come tentati omicidi ) , a giovani di colore e a studenti ebrei, oltre che gli autori di un attentato ad una sede del PDS e dell’ imbrattamento della stele delle donne martiri della Resistenza, sempre a Roma. Nel corso delle perquisizioni vengono rinvenuti: manganelli, mazze ferrate, distintivi nazisti, ritratti di Hitler e Mussolini, bandiere con croci uncinate. I provvedimenti di custodia cautelare , nella forma degli arresti domiciliari, sono emessi dal giudice per le indagini preliminari dottoressa Matilde Cammino . Uno dei nove arrestati, Roberto Fiore, al tempo latitante a Londra, è oggi segretario nazionale di Forza Nuova. Siamo ora in grado sulla base delle "ordinanze" che avevano disposto sia gli arresti domiciliari che il rinvio a giudizio, il 22 aprile del 1999, di ricostruire in tutti i suoi aspetti lo sviluppo e l’attività di "Hammerskinheads".

NEONAZISTI. Scopo di "Hammerskinheads" scrive il giudice Matilde Cammino era "l’incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali ,etnici, nazionali e religiosi, con riferimento a soggetti extracomunitari di colore e ai soggetti di religione o comunque di discendenza ebraica". Per questo si procedeva all’ "indottrinamento dei più giovani sulle teorie inneggianti alla purezza della razza ariana e su altri principi propri del nazismo".

Con queste finalità "Hammerskinheads" si articolava, in particolare a Roma e nel Lazio, in diverse formazioni: "SPQR", "SKINS", "TIBUR SKINHEADS" strutturando "al proprio interno articolazioni territoriali indicate con la sigla CUIB, cellule composte da 3-4 militanti". La sigla CUIB, aggiungiamo noi, viene in questo caso direttamente mutuata dall’esperienza del movimento ultracattolico, fascista e antisemita rumeno "La Guardia di Ferro", attivo in quel paese negli gli anni ’30 sotto la guida di Cornelius Codreanu, non a caso da sempre riferimento per tutta la destra radicale europea. Ogni cellula si dava comunque un "portavoce, un ufficiale di sicurezza e un tesoriere-segretario". Per entrare si doveva essere presentati da uno "sponsor" e la vita interna era regolata, oltre che da "un sistema sanzionatorio" ( per mantenere la disciplina ) , da un codice "militante ( "l’appartenenza al CUIB - si legge - deve diffidare dall’attuale magma islamico il quale figlio caotico del cancro sionista offende la dignità, lo spirito e la storia europea. La fede ci unisce e nel tradizionalismo cattolico troviamo i cardini della nazione europea: Dio, Patria e Famiglia" ).

Nel Lazio si formano in questo modo nuclei a Frascati, Latina, Cave, Civitavecchia, Tivoli, Mentana e nell’ Agro Pontino. A livello nazionale "Hammerskineads" da vita o si collega invece a strutture preesistenti del mondo skinhead : nel Veneto ( con il "Veneto Front Skineads" ), in Piemonte ( attraverso la "Subalpina Skinead", facente capo a Cuneo ), in Toscana ( con l’"Etruria Skinheads" ). in Liguria ( con il Fronte Skinheads di Genova ), a Milano ( con "Azione Skinhead" ). Tra i luoghi principali di incontro la sede a Roma in Via Tor de’ Conti 2, un tempo dell’"Associazione cattolica tradizionalista Salita del Grillo" e a Milano quella della già nota ’"Associazione Spazio libero" di Via Cannero 7, tradizionale punto di riferimento per neonazisti.

THE "ORDER"

Finanziandosi "mediante attività promozionale di concerti e spettacoli musicali" ( tra l’altro di esplicite bande nazi-rock come i "Gesta Bellica" di Vicenza ) , nel corso dei quali ( sono sempre i giudici a parlare ) si assisteva, alla "diffusione di brani musicali di natura violenta e xenofoba", "Hammerskinheads" manteneva rapporti a livello europeo ( in particolare con analoghe formazioni olandesi ) ed anche negli Stati Uniti. Qui i riferimenti (sono stati rinvenuti opuscoli e corrispondenze ) venivano individuati nell’ l’organizzazione terroristica "The Order" ( fondata da Robert Mathews che assassinò nel 1984 un conduttore radiofonico ebreo a Denver nel Colorado, prima di rimanere ucciso, nello stesso anno, in uno scontro a fuoco con l’FBI ) ) e in David Lane, ex-Klu-Klux-Klan, attualmente in galera con una condanna a 150 anni per omicidio, rapina e d altri crimini.

IL SIMBOLO DELLE WAFFEN-SS

I riferimenti ideologici di "Hammerskinhedas" affondavano nella simbologia neonazista "desumibili dalle formule 14 ( che richiama una frase composta da quattordici parole e di chiaro contenuto razzistico " We must secure the existence of our people and a future for white chlidrens" attribuita a David Lane …e 88… dall’ottava lettera dell’alfabeto H che raddoppiata richiama il saluto nazista Heil Hitler". Dello stesso tenore il segno distintivo del gruppo " costituito da due martelli incrociati", con in evidenza sullo sfondo il cosiddetto "gancio" o "dente di Lupo", già simbolo di Terza Posizione e del Movimento Politico Occidentale di Maurizio Boccacci, che, è bene ricordare , fu uno dei primi emblemi runici del partito nazista ed adottato successivamente da alcune divisioni delle Waffen- SS ( tra cui quella olandese ).

I CAPI La rete dei responsabili delle diverse cellule e formazioni territoriali è stata individuata con precisione dal lavoro di indagine della Digos : Tommaso Panaccione, Marco Francavia e Cristiano Romano per il gruppo romano "SPQR Skinhedas"; Raul Padroni per Frascati; Daniele Dottori, Massimo Perrone e Daniele Iudicone per Latina, Cave, l’ Agro Pontino e Civitavecchia; Giulio Moriconi e Stefano De Angelis per Tivoli; Valerio Navarra per Mentana. Ma l’ "attività di direzione", scrivono ad un certo punto i giudici ," di indirizzo e finanziamento " era svolta da Duilio Canù e soprattutto da Roberto Fiore " quest’ultimo punto di riferimento per quanto riguarda l’impostazione ideologica e l’organizzazione del gruppo". Agli atti i riscontri di numerosissime intercettazioni telefoniche, di riunioni a Londra, di finanziamenti e di contributi versati per il reperimento delle sedi.

IN ATTESA DEL PROCESSO

Le "ordinanze" dei giudici , con le relative informative della Digos di Roma, fotografano l’attività di "Hammerskinhedas" fino al giugno del 1997. In base all’applicazione della Legge Mancino questa stessa organizzazione è stata costretta a cessare, quasi un anno dopo, nel maggio del 1998, la propria attività. Nel settembre del 1997 vede la luce, dopo un percorso interno al MSI-Fiamma Tricolore di Pino Rauti, "Forza Nuova". La conclusione non può che essere una sola: "Hammerskinheads" non era altro che una della tante facce dello stesso progetto. Una proiezione di "Forza Nuova", in una fase ancora di incubazione, di raccolta delle forze necessarie. Identici i punti di riferimento "ideologici" e la struttura organizzativa, ripetuta pedissequamente. Identico il gruppo dirigente, a livello nazionale come a livello locale.

Una realtà difficile da negare anche per chi cerca ora di darsi , contro ogni evidenza, una apparenza di rispettabilità. Attendiamo ora il processo. Le indagini partono formalmente nel gennaio del 1997 dopo un episodio di profanazione di alcune tombe ebraiche, vicino a Roma, nel cimitero di Prima Porta. In un anno e mezzo di lavoro la Digos riesce ad individuare i responsabili di una serie di aggressioni a giovani di sinistra ( alcune delle quali configurate come tentati omicidi ) , a giovani di colore e a studenti ebrei, oltre che gli autori di un attentato ad una sede del PDS e dell’ imbrattamento della stele delle donne martiri della Resistenza, sempre a Roma.

Nel corso delle perquisizioni vengono rinvenuti: manganelli, mazze ferrate, distintivi nazisti, ritratti di Hitler e Mussolini, bandiere con croci uncinate. I provvedimenti di custodia cautelare , nella forma degli arresti domiciliari, sono emessi dal giudice per le indagini preliminari dottoressa Matilde Cammino . Uno dei nove arrestati, Roberto Fiore, al tempo latitante a Londra, è oggi segretario nazionale di Forza Nuova. Siamo ora in grado sulla base delle "ordinanze" che avevano disposto sia gli arresti domiciliari che il rinvio a giudizio, il 22 aprile del 1999, di ricostruire in tutti i suoi aspetti lo sviluppo e l’attività di "Hammerskinheads".

NEONAZISTI.

Scopo di "Hammerskinheads" scrive il giudice Matilde Cammino era "l’incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali ,etnici, nazionali e religiosi, con riferimento a soggetti extracomunitari di colore e ai soggetti di religione o comunque di discendenza ebraica". Per questo si procedeva all’ "indottrinamento dei più giovani sulle teorie inneggianti alla purezza della razza ariana e su altri principi propri del nazismo". Con queste finalità "Hammerskinheads" si articolava, in particolare a Roma e nel Lazio, in diverse formazioni: "SPQR", "SKINS", "TIBUR SKINHEADS" strutturando "al proprio interno articolazioni territoriali indicate con la sigla CUIB, cellule composte da 3-4 militanti". La sigla CUIB, aggiungiamo noi, viene in questo caso direttamente mutuata dall’esperienza del movimento ultracattolico, fascista e antisemita rumeno "La Guardia di Ferro", attivo in quel paese negli gli anni ’30 sotto la guida di Cornelius Codreanu, non a caso da sempre riferimento per tutta la destra radicale europea.

Ogni cellula si dava comunque un "portavoce, un ufficiale di sicurezza e un tesoriere-segretario". Per entrare si doveva essere presentati da uno "sponsor" e la vita interna era regolata, oltre che da "un sistema sanzionatorio" ( per mantenere la disciplina ) , da un codice "militante ( "l’appartenenza al CUIB - si legge - deve diffidare dall’attuale magma islamico il quale figlio caotico del cancro sionista offende la dignità, lo spirito e la storia europea. La fede ci unisce e nel tradizionalismo cattolico troviamo i cardini della nazione europea: Dio, Patria e Famiglia" ).

Nel Lazio si formano in questo modo nuclei a Frascati, Latina, Cave, Civitavecchia, Tivoli, Mentana e nell’ Agro Pontino. A livello nazionale "Hammerskineads" da vita o si collega invece a strutture preesistenti del mondo skinhead : nel Veneto ( con il "Veneto Front Skineads" ), in Piemonte ( attraverso la "Subalpina Skinead", facente capo a Cuneo ), in Toscana ( con l’"Etruria Skinheads" ). in Liguria ( con il Fronte Skinheads di Genova ), a Milano ( con "Azione Skinhead" ). Tra i luoghi principali di incontro la sede a Roma in Via Tor de’ Conti 2, un tempo dell’"Associazione cattolica tradizionalista Salita del Grillo" e a Milano quella della già nota ’"Associazione Spazio libero" di Via Cannero 7, tradizionale punto di riferimento per neonazisti.

THE "ORDER"

Finanziandosi "mediante attività promozionale di concerti e spettacoli musicali" ( tra l’altro di esplicite bande nazi-rock come i "Gesta Bellica" di Vicenza ) , nel corso dei quali ( sono sempre i giudici a parlare ) si assisteva, alla "diffusione di brani musicali di natura violenta e xenofoba", "Hammerskinheads" manteneva rapporti a livello europeo ( in particolare con analoghe formazioni olandesi ) ed anche negli Stati Uniti. Qui i riferimenti (sono stati rinvenuti opuscoli e corrispondenze ) venivano individuati nell’ l’organizzazione terroristica "The Order" ( fondata da Robert Mathews che assassinò nel 1984 un conduttore radiofonico ebreo a Denver nel Colorado, prima di rimanere ucciso, nello stesso anno, in uno scontro a fuoco con l’FBI ) ) e in David Lane, ex-Klu-Klux-Klan, attualmente in galera con una condanna a 150 anni per omicidio, rapina e d altri crimini.

IL SIMBOLO DELLE WAFFEN-SS

I riferimenti ideologici di "Hammerskinhedas" affondavano nella simbologia neonazista "desumibili dalle formule 14 ( che richiama una frase composta da quattordici parole e di chiaro contenuto razzistico " We must secure the existence of our people and a future for white chlidrens" attribuita a David Lane …e 88… dall’ottava lettera dell’alfabeto H che raddoppiata richiama il saluto nazista Heil Hitler". Dello stesso tenore il segno distintivo del gruppo " costituito da due martelli incrociati", con in evidenza sullo sfondo il cosiddetto "gancio" o "dente di Lupo", già simbolo di Terza Posizione e del Movimento Politico Occidentale di Maurizio Boccacci, che, è bene ricordare , fu uno dei primi emblemi runici del partito nazista ed adottato successivamente da alcune divisioni delle Waffen- SS ( tra cui quella olandese ).

I CAPI

La rete dei responsabili delle diverse cellule e formazioni territoriali è stata individuata con precisione dal lavoro di indagine della Digos : Tommaso Panaccione, Marco Francavia e Cristiano Romano per il gruppo romano "SPQR Skinhedas"; Raul Padroni per Frascati; Daniele Dottori, Massimo Perrone e Daniele Iudicone per Latina, Cave, l’ Agro Pontino e Civitavecchia; Giulio Moriconi e Stefano De Angelis per Tivoli; Valerio Navarra per Mentana. Ma l’ "attività di direzione", scrivono ad un certo punto i giudici ," di indirizzo e finanziamento " era svolta da Duilio Canù e soprattutto da Roberto Fiore " quest’ultimo punto di riferimento per quanto riguarda l’impostazione ideologica e l’organizzazione del gruppo". Agli atti i riscontri di numerosissime intercettazioni telefoniche, di riunioni a Londra, di finanziamenti e di contributi versati per il reperimento delle sedi.

IN ATTESA DEL PROCESSO

Le "ordinanze" dei giudici , con le relative informative della Digos di Roma, fotografano l’attività di "Hammerskinhedas" fino al giugno del 1997. In base all’applicazione della Legge Mancino questa stessa organizzazione è stata costretta a cessare, quasi un anno dopo, nel maggio del 1998, la propria attività. Nel settembre del 1997 vede la luce, dopo un percorso interno al MSI-Fiamma Tricolore di Pino Rauti, "Forza Nuova". La conclusione non può che essere una sola: "Hammerskinheads" non era altro che una della tante facce dello stesso progetto. Una proiezione di "Forza Nuova", in una fase ancora di incubazione, di raccolta delle forze necessarie. Identici i punti di riferimento "ideologici" e la struttura organizzativa, ripetuta pedissequamente. Identico il gruppo dirigente, a livello nazionale come a livello locale.

Una realtà difficile da negare anche per chi cerca ora di darsi , contro ogni evidenza, una apparenza di rispettabilità. Attendiamo ora il processo.

Uniti e spesso sovrapposti pagani neonazisti e integralisti cattolici si sono ritrovati sullo stesso fronte
Neofascismo e integralismo cattolico: storia di un’alleanza

L'appartenenza di un militante neofascista come Andrea Insabato, accusato di tentata strage per la bomba del 22 dicembre scorso alla redazione de Il Manifesto, a gruppi integralisti cattolici, interni al variegato mondo della destra radicale, non è un fatto isolato. E’ un fenomeno che viene da lontano e mette a fuoco uno dei caratteri da sempre più significativi del neofascismo italiano. Un carattere che chiarisce non solo le ragioni di antiche solidarietà, ma anche il senso di una "cultura comune", di canali e legami che attraversano e collegano ancora oggi l’insieme delle destre.
La tradizione 

Nella storia del neofascismo italiano, fin dai primi gruppi dell’immediato dopoguerra, si sono spesso fra loro mescolate correnti anticlericali e cattoliche tradizionaliste. Nei FAR ( Fasci di Azione Rivoluzionaria) che si resero responsabili di una serie impressionante di gravi attentati dinamitardi tra il 1950 e il 1951, a fianco dell’ala pagana e dichiaratamente razzista rappresentata da Pino Rauti e Julius Evola, troviamo non a caso figure di accesi cattolici-tradizionalisti come Fausto Gianfranceschi. E’ indubbiamente la mistica della "tradizione" il denominatore comune delle diverse anime del neofascismo, capace di unire e dare un senso a tutte le sue diverse componenti. La "Tradizione" come "riconoscimento trascendente di un ordine naturale e immutabile della cose" è in questo quadro assunta come terreno unificante per legittimare miti e modelli sociali del passato. Un’alleanza politica e culturale in nome del rifiuto del "mondo moderno", del "mito democratico ed egualitario" e della "civiltà borghese", ha dunque unito e spesso sovrapposto pagani neonazisti e integralisti cattolici nello stesso fronte, nelle stesse riviste, nelle stesse organizzazioni. Questa "fusione", tra estrema destra cattolica e neofascismo, è bene dire, non fu nel tempo un fatto solo italiano ma certamente europeo, favorito nel suo svilupparsi, nei primi anni ’60, dal coagularsi, in occasione del Concilio Vaticano II, di una minoranza ultraconservatrice di "padri conciliari". Tra gli altri, accanto ai cardinali brasiliani filogolpisti De Castro Meyer e De Proenca Sigaud e agli italiani Siri e Ottaviani, monsignor Lévebvre, ispiratore di un modello "nazional-cattolico" che fece scuola anche in Italia.
Léfevbre: "il combattente della fede" Marcel Lèfebvre, divenne negli anni a cavallo del 1960, al tempo dell’ascesa al potere del generale De Gaulle, uno dei principali animatori in Francia de "La Cité Catholique", un movimento rigidamente integrista e anticomunista predicatore dell’"l'instaurazione del regno di Dio sul mondo contro il naturalismo moderno che costituisce il trionfo di Satana". Sostenitore di dottrine razziste, già arcivescovo a Dakar, monsignor Léfebvre fu tra l’altro, come oppositore del Concilio Vaticano II, portavoce intransigente della tradizione contro la riforma del culto, fedele alla messa tridentina di Pio V. Fondò anche nel 1970, a Econe in Svizzera, la "Fraternità sacerdotale San Pio X", un seminario "ribelle" che ordinò anche vescovi e sacerdoti, dando vita ad un movimento scismatico successivamente scomunicato. Ma i suoi trascorsi come "combattente della fede" sono soprattutto legati alla "guerra santa" per un’Algeria francese. Avallò il terrorismo e la tortura praticata dai guerriglieri dell’Oas ( Organisation Armée Secrète) divenendo un riferimento fondamentale per tutte le correnti tradizional-cattoliche della destra europea.
All’Hotel Parco dei Principi Di questo vescovo ribelle si parlerà molto nel famoso convegno sulla "guerra rivoluzionaria" che si tenne a Roma nel maggio del 1965, dove accanto a militari e ad esperti delle tecniche della "guerra psicologica", a neofascisti come Pino Rauti, Guido Giannettini ed Edgardo Beltrametti, assunsero un ruolo di tutto rilievo alcuni dei più noti difensori dell’"ortodossia religiosa" come Fausto Gianfranceschi, Enrico De Boccard e soprattutto Alfredo Cattabiani, di lì a poco futuro direttore delle edizioni Rusconi che terrà in quel convegno una relazione dal titolo assai significativo: "Un'esperienza controrivoluzionaria dei cattolici francesi", dilungandosi proprio sulle vicende della "Citè Catholique" di Léfevbre come modello teorico ed operativo di resistenza alla sovversione marxista. Enrico De Boccard, ( cattolico-evoliano, aderente anni prima alla Guardia Nazionale Repubblicana di Salò) dal canto suo, teorizzò in chiave anticomunista il "terrorismo preventivo" invitando a superare tentennamenti e riserve di tipo "umanitario". Addebitò, fra l’altro, proprio ai dubbi sull’uso della tortura il fallimento dell’Oas. "Il colpo di Stato - concluse - non può reggersi solo sulle uniformi, ma ha bisogno dell’apporto diretto delle forze civili che garantiscano una rete di consenso e la libera azione dei militari".
Da alleanza cattolica Prenderà corpo in quel contesto, fra le altre, anche un associazione che durerà fino ai giorni nostri: "Alleanza Cattolica". Nata a Piacenza per iniziativa di un estimatore di Franco Freda, nonchè frequentatore della sua libreria a Padova, Giovanni Cantoni (il cui fratello Pietro verrà ordinato sacerdote in Francia proprio dai lefebvriani) e Agostino Sanfratello (oggi gravitante come molti altri di questa associazione in "Forza Nuova") si farà in particolare interprete in Italia del pensiero della associazione della destra cattolica brasiliana "Alleanza per la difesa della Tradizione, Famiglia e Proprietà" ("TFP"), una sigla tristemente famosa in tutta l’America Latina. "TFP" si alleò in Cile con "Patria e Libertà", formazione di estrema destra, finanziata dalla Cia in preparazione del colpo di Stato contro Allende. Nell'ambito di "Alleanza Cattolica", il cui simbolo è rappresentato da un’aquila con al centro il sacro cuore crociato della Vandea, figurerà anche il nome di Piero Vassallo, autore nel 1959 di un saggio in difesa dei nazisti processati a Norimberga. Vassallo diverrà nel 1975 segretario dell’"Associazione Internazionale Filippo II", nel nome dell’"Imperatore cattolicissimo" dell’età della Controriforma. Oggi Vassallo è in "Forza Nuova". In "Alleanza Cattolica", davvero non casualmente, militano anche, tra gli altri, alcuni affermati avvocati: Benedetto Tusa e Mauro Ronco. Il loro passato è noto: l’uno si rese responsabile di alcuni sanguinosi episodi di squadrismo a Milano, l’altro fece parte di "Europa 70", gruppo di giovani democristiani "presidenzialisti", vicini alla "maggioranza silenziosa". Oggi li ritroviamo ambedue nell’aula in cui si svolge il processo per la strage di Piazza Fontana: l’uno difende Giancarlo Rognoni, leader a Milano negli anni ’60 di Ordine Nuovo, accusato di aver materialmente aiutato Delfo Zorzi nel deporre la valigia con l’esplosivo dentro la banca; l’altro Carlo Maria Maggi, massimo esponente di Ordine Nuovo nel Triveneto, considerato nell’ambiente il "teorico delle stragi". Ma le sorprese non finiscono qui.
Ad Alleanza nazionale I personaggi che animano e popolano "Alleanza Cattolica" portano infatti lontano, fin dentro la destra ufficiale, in particolare Alleanza Nazionale. Il consigliere regionale lombardo di An Pietro Macconi, eletto a Bergamo, è di "Alleanza Cattolica", ma lo è soprattutto l’On. Alfredo Mantovano, già coordinatore nazionale e dirigente di primissimo piano di questo partito. Moltissime le iniziative pubbliche sponsorizzate proprio da An. Impossibile elencarle tutte. Ne ricordiamo solo due: la presentazione di un libro di Giovanni Cantoni ("Aspetti in ombra della legge sociale dell’Islam") il 22 novembre scorso a Roma, promosso direttamente dal gruppo parlamentare di An con la partecipazione dello stesso Gianfranco Fini, e la riunione della cosiddetta "componente cattolica di An", tenutasi il 2 marzo di questo stesso anno, sempre con la partecipazione Fini, ma soprattutto di Piero Vassallo di "Forza Nuova", il "difensore" dei criminali nazisti della seconda guerra mondiale. La pagina culturale de "Il Secolo d’Italia" è, d’altro canto, stabilmente diretta da un altro esponente di "Alleanza Cattolica": Marco Respinti. A Milano, in compenso, il Circolo "Carlo Magno" di An ha nel passato spesso ospitato le iniziative dell’associazione. Recentemente in "Alleanza Cattolica" ha assunto un peso considerevole Massimo Introvigne, oggi aderente al Ccd, già monarchico e negli anni ’90 articolista sul settimanale di destra "Il Borghese" con lo pseudonimo de "Lo Svizzero". Il 19 gennaio del 1999 il Corriere della Sera lo menzionò nel comitato scientifico promotore della Fondazione "Nova Res Publica", costituita da Forza Italia e presentata ad Arcore da Silvio Berlusconi in persona. Non male, tutto ciò, per un’associazione che all’articolo 4 del proprio statuto si muove nella "prospettiva dell’instaurazione della regalità di Cristo anche sulle società umane". Il fatto è, in conclusione, che tentare di separare nettamente le diverse componenti della destra, spesso diviene un’operazione ardua se non impossibile, tanto più oggi. Ben più di un filo la unisce e la percorre tutta.

Saverio Ferrari

TREVISO: ALTRO CHE IL SIMPATICO SCERIFFO

Siamo alla nuova esternazione del sindaco di Treviso Gentilini.

Quello che ha fatto togliere le panchine per non far sedere gli immigrati; quello che ha disegnato sul selciato i teschi per ammonire gli autisti; quello che ha dato il ben venuto ai summit dei vertici della destra estrema. Insomma il "maestro" di Haider che continua liberamente a guidare il Comune di Treviso, solo grazie alla protervia di coloro che non fanno rispettare la Costituzione.

Questa volta, se i passaggi riportati dai giornali rispondono al vero, siamo di fronte ad una ulteriore e gravissima esternazione razzista.

Nel convegno promosso dalla Lega Nord a Chioggia , lo scorso 14 gennaio, sul tema della "Sicurezza e criminalità" davanti alla platea composta dai vertici veneziani del carroccio, il sindaco ha esposto la sua idea di città sicura: tagliare tutte le siepi nei centri abitati, armare i vigili urbani per farne una "polizia personale", rispondere agli schiaffi "spaccandoghe el muso", ricostruire i vagoni piombati per rispedire i clandestini al loro paese e soprattutto adoperare gli extracomunitari detenuti in lavori per "rafforzare gli argini del Piave".

Dice il Gentilini:" Mi dicono che sono razzista perché nel mio programma di ordine e disciplina ho fatto togliere le panchine, ma ora almeno a Treviso non ci sono più extracomunitari mollaccioni. Ultimamente ho dei problemi con i venditori di fiori da quella strana pelle olivastra, ma grazie ai blitz notturni sequestro tutti i mazzi e li faccio portare in cimitero…"

"Ma occorre anche radere al suolo tutte le siepi - continua Gentilini - perché non si sa mai cosa ci sia al di là…"

Poi parlando dei Vigili Urbani continua Gentilini: " li ho armati di manganello e sto costruendo per loro un poligono di tiro perché imparino a sparare: voglio una polizia personale, basta con la logica caritatevole: se uno mi da uno schiaffo, io gli rompo il muso…. Siamo in guerra c'è una invasione in atto e questa è una guerra organizzata".

Poi per dare il senso della sua natura civica il Gentilini, riferendosi ai troppi lussi concessi dalle carceri italiane ai malcapitati extracomunitari ospitati, aggiunge: "dobbiamo far rinforzare gli argini del Piave a questa gente con le catene ai piedi".

Se un magistrato che non si vergogni di rispettare la Costituzione leggesse queste cose, riportate ampiamente dai quotidiani locali, cosa dovrebbe fare?

Non è istigazione all'odio razzista, non è fanatismo nazista?

Che cavolo serve la legge se nessuno ha coraggio di chiudere la bocca a questo essere?

Ci chiediamo se tutto il disprezzo manifestato dal Sindaco non finirà per dare voce ad altri buoni cittadini che, stanchi di assistere inermi alla citata guerra, decideranno di partecipare ai combattimenti, magari passando dai cori nazisti dello stadio alle persecuzioni vere e proprie.