Su due punti.
Il primo sollevato da mauro.pasq@, il secondo da politikon.zoon@.
Comprendo benissimo lo spirito di Mauro: se vogliamo essere inclusivi non
possiamo gettare merda addosso ai no global. Giusto. Infatti la bozza svolge
una critica di spessore. E' troppo dura?. La moduleremo, la sfumeremo.
Ma critica deve esserci, perche' i maitre a penseer no global respingono sia
l'antiamericanismo che l'antimperialismo. La critica e' dunque un atto
imprescindibile.
L'errrore e' pero' che Mauro pare introiettare, in buona fede ovviamente, un
postulato dogmatico non global: che chi sta fuori dai Social Forum sta fuori
dal movimento.
Falso.
Noi, io sono del Campo, siamo nel movimento sin dagli albori, ci siamo fatti
TUTTE le mobilitazioni, ma non facciamo parte dei Social Forum, che sono il
salotto politico moderato del movimento, NON il movimento.
DENTRO il Movimento il Campo ha deciso di essere alternativo ai social
forum, ai pacifisti e ai disobbedienti. Scelta che io ritengo giustissima
ancora oggi.
Debbono gli antiamericanisti entrare nei social forum? Penso sarebbe
sbagliato, ma non faro' le barricate se si decidesse di farne parte. Io
ritengo sarebbe un errore grave perche' i SF sono in profondissima crisi,
almeno in Italia, e il livello del dibattito che hanno fa una pena
sconfinata. Possiamo benissimo dialogare senza farne parte.
Politikon.zoon solleva infine il problema <nazionalitario>.
Sostantivo che non amo perche' è prescrittivo e autorefernziale, definisce
subito che chi lo usa proviene da un'area politica, connota un
particolarissimo pensiero politico.
La ragione per questa aggettivazione (nazionalitario) è che non si vuole
ricorrere al termine nazionalismo? Ma questo e' un problema che non riguarda
i comunisti, che sono inter-nazionalisti, e che per questo non si sono mai
fatti scrupoli (a differenza di anarchici ed estremisti) di usare il termine
nazionalismo. Nazionalitario e' infatti un escamotage semantico,
nient'altro, che denota un inconfessato senso primordiale di colpa (e
un'esagerata quanto obsoleta considerazione della Nazione come culla ideale
del socialismo).
Per me il nazionalismo non e' affatto un tabu'.
Dobbiamo sostenere il nazionalismo palestinese? Si. Quello basco o
irlanedese? si. Si tratta di nazionalismi di popolo oppressi, quindi di
nazionalismi antimperialisti. Questi nazionalismi esprimono, seppure in
maniera PARZIALE E SPESSO DISTORTA, la lotta per la liberazione, non solo
nazionale ma sociale e antimperialista.
Non dobbiamo invece sostenere i nazionalismi delle nazioni imperialiste,
poiche' essi sono costitutivamente colonialistici e razzisti. Un conto e' un
popolo oppressore un conto e' quello oppresso.
Politikon.zoon fa il caso di uno scontro (OGM) tra una scelta dell'Italia
(paese imperialista o, quantomeno, della catena imperialistica) con la UE o
gli USA. E dice che questo mostra quanto e' decisivo l'aspetto
nazionalitario. Ma che c'entra?
Capovolgiamo la cosa: che farebbe Politikon.zoon se l'Italia imboccasse la
strada OGM e la UE si opponesse? La UE avrebbe ragione e l'Italia torto. E'
gia' succeso per altri casi. Non per questo ci metteremmo a tessere le lodi
dell'Unione europea....
Non e' l'astratto Stato nazione che prende una decisione, ne'la virtuale
comunita' nazionale, ma la classe dominante o il blocco dei dominanti.
Nessuno mi convincera' mai a diventare un patriota italiano (non lo sono
stato neanche ai tempi del cordone sanitario contro la Lega Nord, 1994-96,
neanche ai mondiali di Spagna perche' tifavo URSS e poi il Camerun) fino a
quando non avremo fatto la rivoluzione socalista o, almeno, non avremo un
governo popolare che pigli misure antimperialiste o anticapitaliste. Se
l'Italia conoscesse un terremoto politico e al governo andasse qualcuno che
si opponesse agli USA, alla UE e difendesse l'Iraq, allora noi lo
appogeremmo con tutti (TUTTI) i mezzi e difenderemo la sovranita' nazionale
minacciata.
Ma io non diventero' neanche allora un nazionalista italiano (perche' il
carattere di ogni nazionalismo e/o nazione si giudica sui scala storica e
non congiunturale), e neanche un nazionalitario --dato che se fosse
possibile mi getterai a capofitto per creare un Federazione unitaria, che
so, coi serbi o gli algerini su basi POLITICHE e geopolitiche, in barba ai
fattori nazionali.
Il fattore del nazionalismo e' un fattor concreto, relativo, non puo' essere
assolutizzato (io non assolutizzo piu' neanche la questione di classse,
figuriamoci!).
Stiamo attenti a cercare forzose scorciatoie nella speranza di ottenere
facili consensi di massa.
Moreno Pasquinelli
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