RAVENNA: 25 APRILE 2004

I VIVI NON DIMENTICANO

RAVENNA DOMENICA 25 APRILE 2004,
DALLE ORE 16 SPARSI PER VIA TOMBESI DALL'OVA

Ore 16
Apertura del nuovo spazio sociale-libreria autorganizzata-redazione
Laboratorio Sociale
in via Tombesi 51

Ore 17
Il Laboratorio Sociale presenta "25 aprile 2004-la conta"

Ore 18
A. T. M. T. presenta "Io voglio"
Piano e voce per una poesia di Eugenio Sideri

Dalle ore 19
"MAIALATA" PARA TODOS

Ore 21:30
DAVE KAYE & ACOUSTIC CORROBORE
in concerto

Mostra fotografica a cura di:
Luca Di Giorgio
Luca Pagani

MATERIALE RESISTENTE :
COLLETTIVO RED GHOST
REDAZIONE LABORATORIO SOCIALE
RETE ANTIFASCISTA (RAF)
RED-BLOCK


L' Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura,
pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo.
Prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il
FASCISMO!
P.P. Pasolini

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25 APRILE: NIENTE DA PACIFICARE !

Non abbiamo mai dato importanza alle celebrazioni ufficiali per il 25
aprile.
Non ci è mai interessato sorbirci i discorsi delle varie autorità sulla
Repubblica nata dalla Resistenza e sui valori democratici.
Nondimeno abbiamo sempre ritenuto il 25 aprile una data simbolicamente
importante.
In quel giorno si ricorda una cosa molto semplice ma significativa:
il definitivo abbattimento della dittatura nazifascista da parte della
Resistenza.

Dopo anni di accettazione passiva il popolo (e in particolare i proletari)
decideva di farla finita con il regime e insorgeva impugnando le armi.
Nulla di più, nulla di meno.

Oggi, con diverse motivazioni, si tenta di cambiare il senso di quei
avvenimenti.

Da una parte la sinistra ufficiale e perbenista, da anni alla ricerca dei
voti moderati e della pace sociale ad ogni costo, cerca in ogni modo di
modificare e annacquare il significato del 25 aprile, purgandolo da ogni
riferimento all'azione diretta, all'insurrezione e alla volontà di molti
partigiani di costruire una società di liberi ed uguali ben diversa dalla
democrazia borghese che si è poi formata.
Si sa che la memoria degli sfruttati è cosa pericolosa.

Dall'altra parte i fascisti in doppiopetto (che non hanno mai realmente
rinnegato il loro recente passato a base di saluti romani) ormai arrivati
nelle stanze dei bottoni, continuano il loro percorso di mistificazione
della memoria storica, al fine di far apparire i morti tutti uguali, morti
"per la patria".

Il fine è chiaro: sia i partigiani che i "ragazzi di salò" (come disse
Violante -DS-) combatterono per la patria, entrambi erano in buona fede;
perciò anche chi rivendica la tradizione della Repubblica sociale di Salò è
legittimato a farlo in quanto patriota.
E così da anni ormai si susseguono appelli alla "riconciliazione" e alla
"pacificazione, per farla finita con le divisioni fra italiani", si
equiparano foibe e Risiera, si indicono pomposi convegni ad hoc come quello
di qualche anno fa fra Fini e Violante.

Da parte nostra non abbiamo niente da pacificare, ed ai fascisti di ieri e
di oggi non abbiamo niente da dare se non il nostro disprezzo.

Il nostro antifascismo è parte integrante del nostro essere comunisti
libertari ed antiautoritari e perciò non deleghiamo nulla all'antifascismo
istituzionale e di facciata.
Da sempre internazionalisti, non sappiamo che farne dei richiami all'unità
nazionale, alla patria e l'inno di Mameli non ci commuove nemmeno un po'.

Pensiamo che il modo migliore di celebrare la Liberazione sia ricordare il
suo insegnamento ancora attuale:
ribellarsi è possibile!

Ma anche continuare la lotta per cui molti partigiani combatterono prima e
dopo il 1945:
una lotta per una società senza sfruttamento e senza oppressione!

Ieri: "razza superiore" - Oggi: "centri di detenzione temporanea"..

Ieri: "guerra coloniale" - Oggi: "Ancora guerre di aggressione coloniale"
(Jugoslavia, Afganistan, Iraq), 15.000 militari all'estero, via libera al
massacro dei palestinesi, dei curdi..

Ieri: attacco ad ogni forma di dissidenza - Oggi: leggi liberticide
(peggioramento leggi "antiterrorrismo"), arresti per reati di opinione,
botte e proiettili per chi contesta..

Ieri: attacco alle condizioni dei lavoratori - Oggi: "pacchetto Treu",
lavoro nero, precariato..

FASCISMO NON E' UNA PAROLA MA UN SISTEMA DI COMPORTAMENTO
ANTIPOPOLARE, RAZZISTA, REPPRESSIVO, GURRAFONDAIO, IMPERIALISTA...

Con la resistenza dei popoli contro l'oppressione, lo sfruttamento, gli
eserciti d'occupazione, il fascismo, il colonialismo, il capitalismo.

Collettivo RED GHOST