OLTRE IL 28 NOVEMBRE
Nel post-manifestazione del 28 novembre tutte le forze
ed i gruppi che hanno partecipato all’iniziativa di
piazza hanno fatto le proprie valutazioni, noi
vogliamo rendere pubbliche le nostre per una questione
di chiarezza politica sperando che tutti facciamo
altrettanto, rendendo così possibile un dibattito
ampio, limpido ed aperto, fuori dai corridoi.
Come prima cosa vogliamo mostrare la nostra più
assoluta soddisfazione per la completa e totale
riuscita di una manifestazione di piazza che ha visto
la partecipazione di quasi 3.000 persone, su contenuti
antifascisti e di libertà, nella quale abbiamo subito,
e più di tutti, creduto. A Bari non si scendeva in
piazza dai tempi della guerra nei Balcani e una
manifestazione antifascista non si faceva dal 1994,
quando c’era il CSOA "Fucine Meridionali". Per questo,
qualsiasi valutazione attorno al 28 non può limitarsi
alla scadenza antifascista, al ricordo di Benedetto
Petrone o alla questione dei libri di testo. Limitarsi
a ciò significherebbe  essere ciechi politicamente.
La piazza ha trasmesso dei segnali che dobbiamo saper
valutare e accogliere, e che male si accompagnano a
quella parata di bandiere di partito che ha tanto il
sapore dell’inizio della campagna elettorale. Sapevamo
che scendere in piazza con le organizzazioni giovanili
di quei partiti che si apprestano a rieditare il
centro-sinistra prodiano, avrebbe comportato il
rischio di dare una immagine di iniziativa
"tardo-ulivista". Il problema c’è lo siamo posto e non
abbiamo certo scelto a cuor leggero di scendere in
piazza con coloro che sono a favore dell’autonomia
scolastica ed universitaria, che hanno aperto le porte
alla scuola privata-confessionale o che hanno
traghettato durante tutti questi anni la propria base
di massa verso scelte che hanno penalizzato e
penalizzano i lavoratori, i giovani ed i disoccupati.
Sappiamo per esperienza che ora che abbiamo
contribuito come compagni antagonisti alla riuscita
della manifestazione, vorranno disfarsi di noi.
Sappiamo anche che man mano che si avvicinerà la
scadenza delle elezioni politiche risulteremo sempre
più scomodi a questi partiti. Ma a noi interessa
altro.  Chi ha partecipato alla manifestazione del 28
si è reso conto che siamo riusciti a realizzare una
manifestazione viva e comunicativa, chiaramente
antifascista e gioiosamente combattiva, invece di una
squallida sfilata di piccoli e grandi dirigenti che
adesso staranno sicuramente pensando a come
capitalizzare questo corteo in funzione
elettoralistica. Se di questa iniziativa promotori sul
volantino "comune" risultavano un po’ tutti, di fatto
sono stati gli studenti medi antifascisti, gli
antifascisti militanti e l’area antagonista, che hanno
messo in piazza tutto quello che avevano, che ci hanno
creduto, e che inseriscono oggi quell’iniziativa come
un punto di partenza di un percorso più ampio che deve
al più presto svilupparsi. La cosa importante sono i
processi reali che stanno dietro quelle 3.000 persone,
il bisogno di protagonismo che esprimevano e
soprattutto il grande senso di liberazione sociale che
hanno rappresentato. Ad una lettura politica degli
eventi chiunque capirebbe che la manifestazione del 28
non può approdare nelle sedi dei partiti, ma ha il
proprio futuro nella strada, in un percorso
antifascista stabile ed in una nuova stagione di lotte
sociali
Oggi possiamo parlare di un prima e di un dopo 28
novembre 2000. Starà alla sensibilità politica di
tutti cogliere le energie positive che ha espresso la
manifestazione ed inserirle in un programma di lotte
sociali che tocchino i bisogni concreti di tutti i
soggetti sociali subalterni di questa area
metropolitana.
Bari, 5.12.2000
Kollettivo Antagonista Metropolitano