EUROPA ADDIO!!!
Fino a pochi mesi fa tutti i governi si affannavano a dichiarare, che il
caso Haider sarebbe rimasto un caso isolato, e che nel resto d'Europa i gruppi neo-nazisti
non erano in condizioni di nuocere.
La Germania, dando credito a risultati elettorali locali, che avevano segnato una battuta
d'arresto per il partito neo-nazista, annunciava trionfante che il pericolo in Germania
non ci sarebbe mai stato, perché la democrazia aveva solide radici.
Sono passati solo pochi mesi e lo scenario sembra cambiare: non passa giorno senza un
cimitero ebraico profanato; gli assalti agli ostelli abitati da migranti non si contano
più, e anche le aggressioni a luoghi frequentati da sinceri democratici e antifascisti
sono in costante aumento. Noi non siamo fra quelli che urlano inutilmente al lupo, ma è
indubbio, che in Germania, e anche, secondo noi, in Europa, si respira una brutta aria:
recrudescenza xenofoba, visibilità sempre maggiore di organizzazioni naziste ed anche
posizioni di politici di varie "appartenenze" sempre più apertamente filo
naziste.
Basti ricordare che proprio in Italia, per esempio, Haider è stato sempre più di casa,
specificatamente nel mitico nord-est, grazie anche a prese di posizione di simpatia nei
suoi confronti di amministratori pubblici di destra e di "sinistra": vedi Illy.
Incoraggiati da tante simpatie i topi nazisti tornano a farsi vedere: in Italia Forza
Nuova, nonostante le sue idee antidemocratiche e contro la Costituzione Repubblicana,
manifesta indisturbata in piazza e negli stadi.
Ma è in Germania che essi alzano di più la testa; la alzano talmente che la destra
ufficiale dei democristiani bavaresi arriva a chiedere la messa fuorilegge del partito
nazista.
E così si sono viste le aggressioni ai danni della sinistra, le profanazioni dei cimiteri
ebraici, ma soprattutto gli attacchi contro gli extracomunitari. Naturalmente questa
cultura xenofoba viene, a parole, condannata da tutti, ma in realtà è da tutti
fomentata. Non passa giorno che da ogni parte non si lancino allarmi contro la
criminalità degli extracomunitari oppure contro l'immigrazione incontrollata, si continua
ad alimentare la cultura dell'insicurezza sociale e dell'emergenzialità e soprattutto la
logica di guerra e l'odio etnico.
Si incoraggiano, in parole povere, e si propalano tutti quei luoghi comuni, che furono il
seme da cui nacque l'albero nazista. E, naturalmente, anche gli strumenti usati "per
combattere questo fenomeno" sono quelli che generalmente questo fenomeno fanno
crescere. Così vediamo che destra e sinistra ufficiali, mentre prendono le famose
distanze, fanno a gara a chi risponde in maniera più consona ai "problemi"
sollevati da questi sporchi figuri. In Italia per esempio per "combattere"
l'odio xenofobo vediamo Casini e Lumia che fanno a gara a chi spara per primo contro gli
scafisti, rei non perché lucrano sulle spalle di povera gente, ma perché questa povera
gente si permettono di portarla in casa "nostra"; Berlusconi e Bianco che si
sfidano a chi trova la legge più dura per cacciare i migranti e i media di destra e di
"sinistra" che si rincorrono nell'uso dei termini più pesanti per definire gli
emigrati.
Il tutto per difendere la "fortezza Europa" minacciata non già dalle
multinazionali americane, ma da questi profughi in cerca di una vita appena più decente.
Fortezza Europa, che oltretutto è sempre più precaria, indebolita dall'ingombrante
presenza politico-economica yankee, e divisa sempre di più su tutti i vari settori
dell'economia: quella agricola, quella industriale e soprattutto quella finanziaria. Le
continue ingerenze dell'UE sui paesi più deboli, come l'Italia, la dicono lunga sulle
prospettive di questa Unione che si è voluta accelerare per forza, per cercare di frenare
un fenomeno che prendeva sempre più corpo: quello della Europa a due velocità con un
asse Franco-Tedesco, in grado di ridurre gli altri paesi al ruolo di comparse.
E' proprio qua che sta la reale rinascita del neo-nazismo. Non è un caso che questo
fenomeno si stia allargando soprattutto in quei paesi dell'Europa continentale, che
aspirano a conquistare e mantenere quella leadership, che con l'UE potrebbero perdere:
Germania, Austria, Padania e Slovenia, magari con nuovi acquisti ad Est, nostalgici in
chiave economica dell'impero asburgico, che vorrebbero togliersi la palla al piede dei
paesi deboli, Italia centromeridionale e Grecia in primis. Un atlante che
rischia di diventare esplosivo di per sé. Se poi il diavolo (yankee) ci mette la coda...
L'Avamposto degli Incompatibili