GIUSTIZIA A YO-YO

ovvero: CHIUNQUE PUO' FARE CIO' CHE VUOLE
PURCHE' SIA ITALIANO, "NORMALE",
E SOPRATTUTTO "BRAVO RAGAZZO" BENESTANTE

 

Quando nei precedenti interventi sul nuovo sport nazionale, quello della ricerca di nuovi mostri, parlavamo della dicotomia fra ipergarantismo rispetto ad alcuni reati e cultura emergenziale rispetto ad altri, non immaginavamo (?) che questa dicotomia fosse applicata a reati della stessa natura. Pensavamo (?) che quando alcuni forcaioli parlavano di garantismo, si riferivano all'impunità per quei reati finanziari, da loro giudicati di poco conto, che in qualche modo li coinvolgevano. Quando invece chiedevano rigore per i reati di sangue commessi contro cittadini indifesi, qualcuno, ingenuamente, poteva pensare che costoro, almeno in questo campo, si muovevano a difesa dei cittadini minacciati dalle aggressioni di criminali senza scrupoli.
C'era, è vero, qualcosa che puzzava  nella gestione della legge, ma qualcuno forse, sempre ingenuamente,  si sentiva almeno più sicuro.
Ma la cronaca di questi giorni ha spazzato via queste convinzioni fondate su false premesse elettoralistiche.
Ci riferiamo soprattutto a tre notizie:

  1. diversi cittadini definiti "extracomunitari" sono stati coinvolti, come vittime, in altrettanti investimenti causati da automobilisti italiani ubriachi;
  2. l'aggressione squadrista di Torino ad uno studente, che aveva osato condannare le discriminazioni nei confronti dei gay;
  3. il caso del giorno, ovvero la strage di Novi Ligure.

Le tre notizie hanno un comun denominatore nel razzismo di tutti coloro che si sono occupati dei vari casi e nella conseguente caduta razzistica dell'opinione pubblica.
Parliamo della prima notizia. Se ricordiamo bene si sono verificati tre casi in due giorni: due in Lombardia ed uno a Roma.
Gli investitori erano tutti italiani, le vittime erano tutte cittadini "extracomunitari".
Di questi tre casi i giornali hanno parlato solo per un giorno, di passaggio; anzi in uno dei casi si è parlato un giorno in più, solo per il fatto che l'investitore, dopo essere fuggito, si era  presentato in questura: quindi grandi elogi per il cittadino modello e tante altre amenità del genere. Diciamo amenità, chiaramente riferendoci ai giornalisti, non certo all'investitore, che ha avuto il coraggio delle proprie azioni. Infatti i nostri giornalisti non hanno avuto uguale comportamento in altri casi, in cui i ruoli erano invertiti. Tutti ricorderanno il caso dell'albanese, immigrato regolare, che aveva investito un bambino: nome e cognome sbattuti su tutte le prime pagine dei giornali, insieme a tutta la sua storia, fino al processo e all'espulsione. Chi di noi ha saputo niente degli investitori autoctoni? Pensate che qualcuno saprà mai se un processo ci sarà , e come si svolgerà, e quale ne sarà  la conclusione?
Ma da questa linea di giustizie diverse non ci si è discostati neanche nel caso di quell'altro extracomunitario, che, pure lui si presentò alle autorità, dopo aver investito una persona. Per lui non ci sono stati tutti i peana celebrati, sia pur giustamente, per il romano investitore di cui abbiamo parlato prima; il suo nome e cognome ce lo hanno ripetuto in tutti i TG, al contrario del nome dell'investitore autoctono.
E le forze politiche?
Ad una destra, che istigava alla caccia all'immigrato, quando il migrante era l'investitore, ed al silenzio quando era la vittima, i sinistri di governo, invece di fare il loro dovere, mettendo in risalto il fatto che le vittime degli ubriachi hanno tutte la stessa dignità, e che gli ubriachi, qualunque sia il loro luogo di nascita, sono tutti uguali di fronte alla legge, accettavano di mettere il silenziatore agli incidenti causati dagli autoctoni, mentre emettevano subito decreti di espulsione quando i responsabili erano extracomunitari.

GIUSTIZIA A YO-YO

Il caso di Torino.
Siamo in quella Padania, dove si fanno campagne politiche contro le moschee, luogo di culto dei musulmani, additati tutti come infibulatori di donne e come fondamentalisti.
Ma quando i fondamentalisti sono cattolici autoctoni, che pestano a sangue uno studente, "reo" di aver difeso i diritti dei "non normali", scattano meccanismi di altro tipo. La destra, così affamata di ordine, quando si tratta di violenze commesse da immigrati, in questi casi azzera il problema, mettendo il silenziatore alla notizia. Quelli che invece ne parlano cercano sempre di smussarne la gravità con i soliti giustificazionismi dell'ignoranza e della stupidità: mai che esca fuori il fatto che stronzi fascisti aggrediscono razzisticamente un povero studente democratico. Ma, si sa, in Italia l'intolleranza e il razzismo non esistono. E' diventato un assioma simile a quello in voga alcuni anni fa in alcune regioni del sud, che recitava: la mafia non esiste.
Eppure di cultura razzista la società è talmente impregnata che nel caso in questione qualcuno, che voleva difendere l'aggredito affermava: non era un gay, era solo uno che li difendeva!!! E, naturalmente, la notizia è sparita dagli onori della cronaca.

GIUSTIZIA A YO-YO

Abbiamo lasciato per ultimo il fatto di Novi Ligure, perchè, forse, è il più esplicativo di tutti.
Erano stati appena scoperti i corpi della povera signora e di suo figlio, che già erano pronte le bandiere per la manifestazione contro gli immigrati, "massacratori dell'italica gente"!!!
La destra fomentava gli animi, la sinistra, smarrita (per il possibile contraccolpo elettorale), preparava il solito comunicato sull'aumento degli stranieri espulsi. Era pronta la sciacallesca campagna elettorale forcaiola sulla pelle dei soliti migranti.
Ma ecco il colpo di scena: i migranti sono innocenti; gli assassini sono la figlia della povera donna uccisa e il fidanzato.
Subito la scena cambia: La campagna elettorale da forcaiola si trasforma in garantista, anzi ipergarantista. Destra e sinistra fanno a gara nel giustificare gli assassini. "Onorevoli" di destra e di sinistra, non chiedono più  il linciaggio ma vanno a trovare gli assassini in carcere; i media, nei loro servizi sostituiscono i carabinieri con gli psichiatri e i preti
                                           GLI AUTORI DEL CRIMINE NON VANNO PERSEGUITATI MA CAPITI!!!
Nel loro giustificazionismo non si meravigliano nemmeno del  fatto che la figlia assassina, mentre giocava a carte era preoccupata esclusivamente per gli studi interrotti.

NOI NON SIAMO FORCAIOLI

Sappiamo benissimo che questi fenomeni sono in aumento perchè frutto del messaggio che la società capitalistica trasmette quotidianamente. Un messaggio che invita alla ricerca spasmodica del denaro, al farsi largo tra la folla, senza rispettare nessuno.
Abbiamo parlato e continueremo a parlare di ciò.
Ma adesso l'argomento è un altro. Stiamo parlando del fatto che in Italia, e non solo, si sta impiantando alla luce del sole una legislazione razzista. Si perseguono i cittadini e non i reati. Non si dice più che rubare è reato, guidare ubriachi è reato, UCCIDERE E' REATO.
Si dice che è reato essere di un'altra razza, è reato appartenere ad un'altra etnia, è reato non essere italiano D.O.C..

SE SEI ITALIANO, DI PELLE CHIARA E POSSIBILMENTE RICCO
PUOI FARE QUELLO CHE VUOI, IN QUALCHE MODO SARAI CAPITO.

GIUSTIZIA A YO-YO?

Non sarebbe più corretto dire PULIZIA ETNICA?!?


huambo