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Da: Kollettivo Antagonista Metropolitano <kam_bari@yahoo.it>
Data: Mon, 20 Nov 2000 16:40:30 +0100 (CET)
A: andgenio@tin.it

ELEMENTI DI ANALISI, DISCUSSIONE E PROPOSTA POLITICA
EMERSI DALL'ASSEMBLEA DI LATERZA DEL 18-11-00, ALLA
PRESENZA DI REALTA' ANTAGONISTE PUGLIESI E DEL CENTRO
SOCIALE DI MATERA.

La partecipazione attiva delle realtà antagoniste
pugliesi al percorso di lotta contro forza nuova,
discende da una serie di dibattiti, riflessioni ed
analisi tenute successivamente in vari momenti
regionali. La fase attuale vede Forza Nuova assurgere
a protagonista dell'intervento politico fascista nella
società. Già questo dovrebbe stimolare le/i compagne/i
a porsi analiticamente le ragioni da cui discende il
protagonismo neonazista, e quindi creare momenti di
conflittualità per impedire loro ogni forma di
visibilità e di agibilità politica.
Ma secondo noi la lettura di questa fase merita in
realtà un approfondimento maggiore.
In realtà f. n. è solo la punta di un iceberg nel
quale vediamo intersecarsi interessi che vanno dal
lurido naziskin al fascista  doppiopettista,
dall'intellettuale revisionista alle politiche sia di
centro destra sia di centro sinistra; interessi e
politiche che trovano spesso consensi, talvolta anche
larghi, nelle fasce sociali e nei quartieri
storicamente afferenti all'area antagonista.
Le trasformazioni del sistema capitalistico, con
un'accelerazione violentissima negli ultimi anni dei
processi di globalizzazione e di precarizzazione,
hanno determinato una serie di variazioni sotto un
punto di vista economico, politico, sociale e
culturale. Ne sono conseguenze, gli spostamenti di
massa di immigrati, la scomposizione della classe che
oggi non ha contorni ben definiti, il successivo
impoverimento delle classi medie, l'aumento della
forbice tra ricchi e poveri, l'assoluta
sovrapponibilità, sul modello americano, delle
strategie politiche dei poli appartenenti alla
politica "ufficiale", la distruzione del welfare, il
progressivo sgretolarsi (in quanto nord del mondo)
delle proprie sicurezze.
Questi effetti provocati dalle trasformazioni del
capitalismo diventano a loro volta causa di quanto
accade nel quotidiano sotto un punto di vista sociale,
politico, economico e culturale: l'immigrato diventa
il responsabile primo della disoccupazione e/o del
presunto aumento della criminalità, aumenta il senso
dell'insicurezza dovuto al progressivo sgretolarsi di
garanzie economiche e sociali, etc.
Tutto ciò diventa la base per un allargamento di
politiche da destra sociale e di consenso in tale
direzione; non a caso tra i poli di centro destra  e
centro sinistra sui temi nodali, quali politiche
economiche, di stato sociale, ruolo delle forze
armate, immigrazione, etc., la gara verso destra è
apertissima, senza minimamente pensare a scalfire i
cardini del sistema neoliberista. Giusto per esempio,
basi pensare che sull'immigrazione la proposta delle
impronte digitali proviene da Brutti, o la guerra del
Kossovo è stata sostenuta dal governo D'Alema, o
quanto accaduto per le pratiche del welfare sotto il
governo del centro sinistra. E' evidente che in questo
quadro di rincorsa a destra, ci sia spazio per le
ipotesi politiche e le pratiche forzanoviste, che non
sono evidentemente, come qualcuno vuol far credere, la
mera violenza squadrista di sottoproletari coatti,
bensì rientrano perfettamente nel quadro politico
attuale. C'è, infatti, una chiara saldatura fra la
pratica neonazista di Fiore e camerati vari con, per
esempio, il tentativo revisionista di riscrivere la
storia italiana dell'ultimo secolo partorito da A. N.
oppure con le manifestazioni contro le moschee:
insomma un vasto schieramento di forze che comprende
tra gli altri la Lega, la stessa A. N., F. I. che
prendendo spunto dalle politiche neoliberiste del
centro sinistra le rimarca e le traduce in posizioni
politiche che sono razziste, naziste, antiabortiste,
cattolicointegraliste, etc.
La pericolosità sta nel fatto che queste posizioni
assumono dimensioni di massa in un momento nel quale
c'è un grande bisogno indotto e/o presunto di
"sicurezza", nel momento in cui c'è la paura del
"diverso" comunque rappresentato (immigrato,
omosessuale, islamico, kossovaro, etc.), nel momento
in cui c'è la paura di perdere forme vere o presunte
di benessere.
E' facile gioco da parte di F. N. e compagnia bella
soffiare su questi fuochi per spostare il fronte del
conflitto dal suo ambito naturale, che è quello fra
capitale e lavoro, su quello di una guerra all'interno
della classe (se vogliamo guerra fra poveri),
lasciando inalterate le fondamenta del sistema
capitalista e neo liberista, e facendo in modo che i
padroni continuino ad ingrassarsi sulla pelle altrui.
Questi brevi cenni di analisi hanno indotto le
compagne/i pugliesi a ritenere la battaglia contro F.
N., non la mera battaglia antifascista  (che comunque
andrebbe sempre praticata), ma una battaglia che
affronta tematiche molto più larghe e se vogliamo il
cuore stesso delle contraddizioni che oggi si vivono.
In tutto, con lo spirito di riconquistare i territori
ed i terreni naturalmente afferenti all'antagonismo
per riportare l'asse del conflitto sul giusto terreno
dello scontro tra capitale e lavoro. La
consequenzialità a questa analisi è stata l'adesione
politica e materiale alla manifestazione del 11-11-00
a Milano sui contenuti espressi prima. La preparazione
della stessa avvenuta attraverso iniziative locali,
tutte orizzontate ad un momento regionale tenutosi il
4-11-00 ad Adelfia, che diventava il punto di
riferimento, appunto regionale, di questa battaglia e
che rilanciava politicamente ed in termini d
autofinanziamento verso Milano.
A nostro parere Milano rappresenta da un lato la
continuità rispetto la nostra  analisi, dall'altro uno
spartiacque - punto di partenza. Ciò è vero per una
serie di ragioni; innanzi tutto, perché come già
detto, questa battaglia rappresenta uno dei modi per
intervenire e trasformare l'attuale quadro politico;
poi la rigidità di piazza espressa in quella occasione
può essere un elemento forza per tutte le realtà
antagoniste, per riprendere una pratica politica che
ci appartiene contro ogni forma di virtualizzazione
del conflitto, compreso massmediatizzare lo stesso
(Bologna docet). Nello specifico come realtà pugliesi,
questo percorso avrà un altro momento significativo,
di forte mobilitazione di piazza, per l'anniversario
dell'infame omicidio da parte di una squadraccia
fascista di Benedetto "Benni" Petrone, che cade a Bari
la mattina di martedì 28 novembre '00. Giorno nel
quale, manco a farlo apposta, per venire a supporto
dell'analisi fatta, la Giunta Regionale Pugliese si
incontra per discutere la variazione revisionistica
dei libri di test di storia. Le compagne/i riuniti
nell'assemblea tenutasi a Laterza, fanno appello ad
una partecipazione di massa che si renda fondamentale
per un triplice ordine di motivi:

· Non annullare la memoria del barbaro assassinio di
Benedetto Petrone
· Impedire che la Regione Puglia faccia opera di
revisionismo storico
· Fare in modo che questo percorso di lotta
antifascista diventi patrimonio di tutte le realtà
antagoniste considerando come esso si riverbera su
tutte le tematiche all'ordine del giorno nell'agenda
politica

Tenendo presente quanto detto, l'assemblea ha
determinato di essere dentro con il proprio intervento
politico, ai due momenti prossimi di mobilitazione, a
Nizza sulla riscrittura della Carta dei Diritti, e a
Palermo in occasione del convegno O. N. U. sulla
sicurezza. Consideriamo questi due momenti
assolutamente interni al percorso in piedi vista
l'analisi sviluppata in questo documento. Invitiamo i
compagni e le compagne e tutte le realtà, a
partecipare attivamente al dibattito, confrontandosi
con questo documento e contribuendo con proprie
proposte allo sviluppo della discussione e dei
percorsi politici, in particolare sulla Puglia che è e
sarà sempre di più terra di frontiera, quindi snodo
focale del conflitto di classe.