RICORDIAMO BENEDETTO PETRONE

Il 28 novembre 1977 una squadraccia fascista ammazzava a coltellate il compagno Benedetto Petrone. Fu ammazzato, perché era antifascista e voleva lottare per cercare di costruire, anche in Puglia, una società più giusta. Gli assassini colpirono a freddo, come sono sempre stati abituati a fare. Adesso vogliono addirittura  passare per vittime, e cercano di raccontare la storia a modo loro, negando i massacri dei campi di sterminio, o mettendo sullo stesso piano gli assassini nazi-fascisti con quelli che al fascismo si erano ribellati. Ma ormai tutti sanno di che pasta sono fatti. Possono cambiare il pelo, ma assassini erano e assassini rimangono. Le sevizie e la morte inferte al bambino di 6 anni in Germania dimostrano che i fascisti possono pure togliere la camicia nera, ma hanno sempre la stessa ideologia: quella dei soprusi, del terrore, quella della morte.

NON VINCERANNO!!!

Continueremo la lotta antifascista fino alla vittoria!!!
Anche nel nome del compagno BENEDETTO PETRONE

L'Avamposto degli Incompatibili