CONSONANZE

 

Mi piacerebbe mettere a disposizione il mio viaggio nella memoria, sui
campi di concentramento durante il periodo fascista, soprattutto di ebrei
stranieri. Sono una quantità incredibile e non vi è nessun ricordo delle
vicende accadute (nel 90% dei casi).

Fabio Galluccio

Se ho compreso bene la tua mail (?!) intendi proporre del
materiale - forse ancora solo 'virtuale' - a tua disposizione
perchè venga in qualche modo pubblicato e divulgato a
colmare le tristi e gravi lacune presenti su questi temi sia
nell'ambito dell'istruzione di base sia come patrimonio comune
di conoscenza (di coscenza) tra le vaste masse. Vengono
immediatamente alla mente le responsabilità storiche delle
nostre istituzioni repubblicane per questo stato di cose, per
aver taciuto e celato le responsabilità italiane nelle
persecuzioni politiche e razziali e nell'accoglimento delle
peggiori teorie naziste nella speranza e ciecità che ciò
bastasse a seppellire, nascondere il mostro sempre pronto
invece a risorgere non appena le condizioni storico-sociali
scoprono un bisogno di riconoscere un nemico nell'altro,
quando più si ha timore di vederlo in se stessi, nelle proprie
abitudini e ruoli, debolezze e incapacità, nel bisogno
ancestrale del branco in cui trovare protezione contro il nemico
esterno, diverso, comunque altro da sè (scusami la
personalizzazione, ma in questo momento mi viene in mente
Storace che si batte da eroe per difendere la sacralità
romanica dall'insulto del Gay Pride). Intenzione nobile la tua in
questi tempi di revisionismo, di 'pacificazioni' istituzionalizzate
basate su semplificazioni aberranti (o 'bastarde', come le
definisce Bocca in un suo recente intervento su Repubblica), di
scavalcamento delle fondamenta della nostra repubblica, di
svendita stagionale per fini abbietti ed effimeri di valori
democratici fondamentali universali che risalgono alla
rivoluzione francese se non a Voltaire, pur di accreditare di
patenti progressiste un sistema economico-politico vorace e
insaziabile, che richiede proprio per le sue implicite
imperfezioni l'egemonia, una totale e acritica accettazione del
primato del profitto e del mercato come volani di 'sviluppo' e di
'benessere', che neanche ai tempi di Cartago la pensavano
così e che in tempi barbari di conquista potè sembrare
funzionale allo sviluppo delle 5 nazioni che colonizzarono il
pianeta, ma che in questi tempi di esaurimento di terre e
risorse è costretto a riconoscere i propri limiti, ed è costretto a
ricorrere a qualsiasi mezzo, e lo vediamo all'opera da un
secolo, pur di riprodursi nella affannosa ricerca del suo
ennesimo 'spazio vitale'. E che perciò rifiuta - DEVE rifiutarlo
per non dover svelare appieno i propri limiti - il confronto con
qualsivoglia altra impostazione politico-economica, e che così
ricorda molto il mito della purezza della razza o della verità
unica assoluta di medievale memoria. E' il nuovo nazismo di
cui finalmente qualcuno comincia ad avere coscienza, ed è la
dimostrazione che nel '45 non è stata vinta una guerra ma
soltanto una delle battaglie cui continuamente dovremo saper
tener testa. E quello che stiamo vivendo è solo all'apparenza un
nazismo meno crudele di quello delle camere a gas, è soltanto
meno evidente e quindi più subdolo, tranne quando non si
dispiega con tutta la sua evidenza come nei Balcani, in
America latina e nella selva centroamericana, o
nell'accaparramento delle fonti energetiche del Medio Oriente
o delle Cecenia. E nemmeno la conta delle vittime depone a
suo favore. E per questo serve la memoria che tu proponi di
conservare e pubblicare, il ricordo delle esperienze anzichè il
loro 'superamento', le 'pacificazioni' di cui tanti sedicenti saggi
vanno ora parlando.


L'associazione "Vittorio Occorsio" dell'Università di Ferrara
sta allestendo un archivio telematico con il materiale dei
processi per le stragi che hanno insanguinato l'Italia negli ultimi
decenni, perchè tali atti non rimangano a marcire in qualche
archivio (e altri Zorzi vadano a volatilizzarsi in Giappone o a

Londra) mettendoli così invece a disposizione della comunità.
Perchè un domani qualcuno non venga a dirci che i fascisti
erano brave persone e il fascismo una variabile istituzionale.
Credo che sui temi Resistenza, campi di prigionia,
concentramento e sterminio, persecuzioni razziali
bisognerebbe seguire il loro esempio, e fare da sè ciò che lo
Stato non è stato in grado o non ha voluto fare in cinquant'anni.
Se altri vogliono impegnarsi in un lavoro di questo tipo sarò
lieto, anche se non so quanto utile, di mettermi a disposizione
per dare un aiuto, anche soltanto tecnico, nei limiti del tempo
che ho a disposizione. Anche perchè un giorno non giungano
altre lettere come quella di Davide, che pure è una brava e
intelligente persona (e lo sa che lo dico con sincerità), a dire
che l'unico campo di concentramento della seconda guerra
mondiale era quello di Trieste: l'unica cosa che lo distingueva
dagli altri era la presenza del forno crematorio, ma a San
Sabba si moriva torturati, di fame e di malattie come si moriva
a Gonars e nelle altre decine di campi sparsi per l'Italia, la
Jugoslavia invasa e la costa e le isole dalmate, italiane dal
1918 e nel '43 ancora terre italiche. E se non si moriva nel
campo si moriva durante il viaggio verso i campi di sterminio
dell'Austria, della Germania, della Polonia. Di San Sabba si
può dire che era l'unico campo di sterminio in Italia dotato di
forno crematorio, ma anche questo potrebbe essere inesatto,
poichè Trieste e la Venezia Giulia verso la fine del 1943
finirono sotto amministrazione tedesca a tutti gli effetti, col
nome di Adriatischen Kustenland, e la costruzione del forno
(non ho ora sottomano riferimenti esatti) potrebbe essere stata
successiva all'annessione. Un altro campo nelle terre
conquistate, quindi, come in Polonia, in Ucraina, ecc. In ogni
caso invito tutti a visitare la Risiera, ci si esce diversi. Ma fatelo
prima che scompaia.
..

Giorgio Ellero, Trieste