Lettere di partigiani condannati a morte


Umberto Ricci
Di anni 22
Medaglia d'oro al valor Militare


Impiccato all'alba del 25 agosto 1944 al Ponte degli Allocchi
(ora Ponte dei Martiri) con la Compagna Natalina Vacchi.
Accanto a loro sono fucilati Domenico di Janni, Augusto Graziani, Mario
Montanari, Michele Pascoli, Raniero Ranieri, Aristodemo Sangiorgi, Valsano
Sirolli, Edmondo Toschi, Giordano Vallicelli e Pietro Zotti.





Carceri di Ravenna,
Mattino 23- 8-1944

Ai miei genitori ed amici

Quando questa vi sarà giunta (se lo sarà) io sarò già passato fra i molti.
lo so cara mamma, che avrai passato molto dolore, tu mi amavi moltissimo
anche perché ero il tuo demonio, il figlio che ti faceva arrabbiare ma che
ti dava pure tante soddisfazioni. Vedi mamma, io non ho nulla da
rimproverarmi, ed ho seguito la mia strada per l'idea che, detto senza
mascheramenti, val la pena di viverla, di combattere, di morire. Nell'idea
muoio!
Ora ciò che più mi sorprende è la mia calma; non avrei mai creduto che di
fronte alla mia morte certa riuscissi, a ragionare ancora così: deve essere
il mio forte ideale che mi sorregge. È dalla sera del 17 o del 18 che sono
nelle loro mani. Se dovessi raccontare specificatamente tutte le forme di
torture usatemi avrei sei mesi a soffrire. L'altro ieri in ultima analisi mi
hanno iniettato quattro punture che mi hanno reso semincosciente. Queste
punture non hanno fatto altro che diminuirmi la vista di cui ne risento
ancora, Un'altra cosa che mi sorprende è la mia forte costituzione fisica.
Nonostante la mia malattia in corso ho resistito eroicamente.
Ora mi pongono qui perché si rimarginino e si sgonfino tutte le mie ferite
che ho per il corpo. Indi mi presenteranno al pubblico appeso ad un pezzo di
corda
"Io ho l'onore di rinnovare qui a Ravenna l'impiccagione"
Però non ho paura della morte, quando penso che sono già morti Gigi e Arrigo
gli amici, senza contare che come me ne sono morti per un'idea politica, la
morte non la temo! Vorrei tanto una cosa: vorrei che il mio corpo fosse
restituito ai miei parenti e tumulato vicino a quello d'Arrigo e che anche
Gigi fosse tumulato vicino a noi.
Saremo certo un bel trio




Walter Fillak
24 anni



Impiccato il 5 febbraio 1945 lungo la strada di Alpette nei pressi di
Cuorgné
spezzatosi il cavo, l'esecuzione viene sospesa
dopo qualche tempo ripetuta


***
4.2.1945

Mio caro papa.

per disgraziate circostanze sono caduto prigioniero dei tedeschi. Quasi
sicuramente sarò fucilato.
Sono tranquillo e sereno perché pienamente consapevole d'aver fatto tutto il
mio dovere d'italiano e di comunista.
Ho amato sopra tutto i miei ideali, pienamente cosciente che avrei dovuto
tutto dare, anche la vita; e questa mia decisa volontà fa che io affronti la
morte con la calma dei forti. Non so altro che dire.
Il mio ultimo abbraccio
Walter
Il mio ultimo saluto a tutti quelli che mi vollero bene.

***
Mia cara mamma,

è la mia ultima lettera. Molto presto sarò fucilato. Ho combattuto per la
liberazione del mio Paese e per affermare il diritto dei comunisti alla
riconoscenza ed al rispetto di tutti gli Italiani. Muoio tranquillo perché
non temo la morte.
Il mio abbraccio a te e Liliana, saluta la mia fidanzata Ines. Addio

***
Mia carissima Ines,

sono caduto prigioniero e sarò fucilato.
Non mi pento di quanto ho fatto per la Causa:
e non cambierei la mia vita anche se mi fosse possibile tornare indietro.
Spero che la brevità della nostra conoscenza diminuirà il tuo dolore e ti
auguro di aver presto, molto presto dalla vita quella felicità che avrei
voluto darti io.
Il mio ultimo bacio
Walter

Walter Fillak comunista di 24 anni
caduto per la nostra Libertà



Per chi non vuole dimenticare