Dalla
guerra per bande alla vittoria elettorale di Hamas,
dall’unita’ nazionale all’eliminazione fisico-politica
dell’A.N.P., tramonta nella
babele mediorientale insieme all’ intifada la “lotta
di liberazione”; lo scontro tra frazioni borghesi e piccolo borghesi per il
potere utilizza e scaglia i proletari palestinesi l’un contro l’altro armati a
morire per altrui interessi.
ne’ kefya ne’ corano
Mentre il quartetto delle potenze
imperialiste sostiene il cadavere A.N.P. fregandosene
del “legittimo” risultato elettorale di Hamas,
aumenta il peso dei registi del colpo di mano in Palestina ( Iran-Siria-sceiccato islam-petrolifero ).
Il proletariato palestinese, intrappolato per decenni
nella truffaldina “resistenza di popolo”, scopre che una parte di quel popolo
si litiga il potere, opprimendone un’altra, la maggioranza.
Il proletariato palestinese paga per tutti!
Paga le mire imperialiste dei vari e competitivi blocchi
continentali come paga lo sgomitamento delle potenze
autoctone in lotta per un posto al tavolo delle spartizioni.
Dove sono adesso tutti i comodi tifosi occidentali della
“liberazione palestinese”, e da quale parte stanno ?
“Sono tutti incappucciati” o “sono tutti con la kefya”?
Noi, che non ci siamo mai schierati al fianco di nessuna
fazione in lotta per il potere o per 1 0 2 stati, rinnoviamo la nostra
fratellanza ed il nostro sostegno al proletariato palestinese in questa tragica
situazione attualmente senza sbocchi e foriera di
nuovi lutti e sfruttamenti.
L’auspicio, ma anche la certezza basata sulla durezza
dei fatti, e’ quello di una presa di coscienza del
proletariato palestinese nel riconoscere e combattere tutti i propri nemici,
dentro casa e fuori.
coordinamento per l’autonomia di classe