25aprileantifascista!
chiudere il conto con i fascisti!



La repubblica borghese nata dalla resistenza li ha prima liberati, poi gli ha permesso di ricostituirsi come partito, li ha riammessi nel parlamento, li ha utilizzati nella repressione contro i lavoratori e come bombaroli per tentare di fermare i cicli delle lotte di classe.


Solo la giustizia proletaria ha posto, negli anni ’70, con la propria forza, un limite, un argine ai fascisti, fino a disperderli quasi completamente dal panorama politico e sociale .


Poi, il grande freddo delle lotte da una parte, l’abbandono di ogni attivita’ territoriale militante dall’altra hanno reso possibile ai toponi neri di ritirar fuori la testa, incoraggiati dal clima di generale revisionismo storico trasversale a destra come a sinistra.


Oggi, in tempi di cancellazione di memoria e simboli del movimento operaio, si impongono semplificazioni e adeguamenti dei meccanismi di gestione dell’apparato burocratico democratico-borghese; i fascisti non hanno più l’esigenza di vendersi come strumento, come longa manus della borghesia, perché sono stati e sono al governo, al potere, democraticamente riciclati ed accettati dalle “civile societa’”.


E’ la riprova, se mai ce ne fosse bisogno, della intercambiabilita’ del fascismo con la democrazia, due facce, due aspetti alternativamente utilizzati, dello stesso dominio borghese.

Oggi, i teorici delle revisioni storiche vogliono imporci una interpretazione meno “sbilanciata” del ‘900, delle sue resistenze, delle sue rivoluzioni.


Noi non possiamo pensare di contrapporre artatamente la democrazia borghese ( magari in “emergenza”….) al fascismo, così come non intendiamo partecipare ai carrozzoni dell’antifascismo di stato tanto parolaio quanto elettoralistico.



Al contrario, dobbiamo opporci a tutto ciò, con le parole, e con i fatti!

La nostra è una liberazione incompiuta, da continuare,

con tutti i mezzi necessari.



L’UNICO ANTIFASCISMO È QUELLO ANTICAPITALISTA

L’UNICA LIBERAZIONE È QUELLA PROLETARIA


Autonomia



25APRILELETTORALE?
NO GRAZIE!!



Bisognerebbe liberarlo sul serio, questo 25 aprile, stritolato nella morsa del ballottaggio, costretto a “scegliere”tra la padella fascista e la brace clerico-Rutelliana, trasformato da giornata di lotta antifascista a comitatone civico-elettoralistico.

Il recente risultato elettorale, quello della semplificazione bipolare nella tendenza bipartita, sta accelerando questa trasformazione, moltiplicando gli ultimi attacchini della “sinistra radicale” in estinzione preoccupati dalle “nuove” destre…..


Ma fateci il piacere!


Il comunicato di un noto centro sociale romano ha avuto il merito di scoperchiare il vaso di Pandora ed esprimere pubblicamente e con sincerità il voto a Rutelli, tacitamente invocato da diversi esponenti del movimento. Viene però da chiedersi quale legittimità possa avere una futura opposizione sociale condotta da chi ha appoggiato la possibile prossima amministrazione comunale. Allo stesso tempo sembra di dover ancora prendere dolosamente atto del sacrificio della propria autonomia sociale, politica e culturale sull’altare della salvaguardia del proprio spazio, che dovrebbe essere uno strumento e mai il fine. Nella prima amministrazione Rutelli iniziò il percorso di normalizzazione degli spazi liberati, nella seconda il cerchio probabilmente si chiuderà.


Invece di prendere atto, di fronte all’evidenza, della fine di 2 tragiche illusioni, quella della graduale trasformazione sociale dall’interno del sistema e quella delle sponde istituzionali utili ai movimenti, si cerca di riesumare il cadavere dell’unita’ contro l’uomo nero.

Come se i fascisti non fossero stati liberati, sdoganati, accolti nei vecchi parlamenti pieni di sinistre ed utilizzati nei governi e nelle stragi da quella stessa democrazia borghese perfettamente intercambiabile ed alternativamente utilizzata dai padroni insieme al fascismo.

La nuova, matura, attuale liberazione di classe e’ quella dai camaleonti della politica e del sindacato di stato, come sempre pronti a grandi intese ed a neoconcertazioni in onore della riforma istituzionale, della riscrittura costituzionale, dell’attacco al lavoro salariato.


E’ per questo che ci asteniamo, anche se non votare non basta!


Ci aspetta una lunga stagione di combattimento ed organizzazione di classe, contro il governo unico del bipartito e gli inevitabili bidoni sindacali, contro l’amministrazione comunale amica dei preti, dei palazzinari e dei poteri forti.

La situazione è dura, i rapporti di forza sono a noi sfavorevoli, ma, se e’ vero che la delusione può generare scoramento ed abbandono, favorisce anche chiarezza, comprensione e schieramento netto, incompatibile.

Il naso, turatevelo voi!


Autonomia