La gioiosa macchina da guerra elettorale trasforma le urne funerarie in urne elettorali.

Becchini e sciacalli dei partitoni della liberta’ e della democrazia non si fanno mancare nulla.

Vogliono gli operai in lista, quelli rimasti vivi.


Operai

per tutte le stagioni, e per tutte le operazioni….



Diritto alla vita ed alla salute poco o niente, ma guai a toccare il diritto al voto, ed alla candidatura!

Sarebbero capaci di tenerci in vita artificialmente, pur di farci votare, lor signori della politica.

Ci vogliono a rappresentare un pezzo di “societa’ civile”, insieme a padroni e majorettes dell’ultima ora.


Il guaio, pero’, non e’ che loro ci provano con la loro democrazia avariata.

Il guaio e’ che qualcuno di noi, ancora ci casca, corrotto dalla loro bella vita.

Il guaio e’ che, dopo averci rubato le braccia, spesso, ci rubano pure il cervello.

E cosi’, invece di farci gli affari nostri, collaboriamo ai loro, di affari.

E cosi’, invece di costituirci in partito autonomo, lucidiamo i loro, di partiti.


I morti operai, dopo essere stati seppelliti dalla retorica e dalla indifferenza, vengono usati per la bisogna e la prebenda di politici e sindacalisti, di attori e registi, di preti, scrittori e psicologi.
Sui morti operai si fanno canzoni, si girano film, si raccattano voti……tanto, gli operai non dicono niente, non si ribellano, non fanno piu’ paura.



Un’altra dura lezione a dimostrarci che siamo soli.

SOLI!

Il problema e’ capirlo, prenderne coscienza, fino in fondo.

Il problema e’ tirarne le dovute conclusioni, fino alle estreme conseguenze.


Ci dispiace per gli operai candidati.

Non li voteremo!



coordinamento per l’autonomia di classe